Gli ultimi articoli di Che Scuola


29Gen
Servizio Civile nelle Scuole Parentali

Servizio Civile nelle Scuole Parentali

Il Servizio Civile nelle scuole Parentali Tra le proposte che il territorio di Torino offre ai ragazzi che intendono svolgere un anno di servizio civile vi sono quelle di due scuole parentali: Scuoletta Montessori di Orbassano e La Vita al Centro. Abbiamo chiesto a Mara Parisi, Presidente dell'associazione Scuoletta Montessori, che tipo di esperienza offre una scuola parentale ai ragazzi che parteciperanno al loro progetto. Cosa Vuol dire Servizio Civile per Mara Parisi Per descrivere cos’è il servizio civile potremmo utilizzare una delle tante descrizioni che si trovano sui siti internet vari portali come ad esempio:  “Il Servizio Civile è una forma di cittadinanza attiva riservata a giovani tra i 18 e i 28 anni che propone azioni di solidarietà, inclusione sociale, tutela del patrimonio culturale e ambientale. Obiettivo del Servizio civile è accompagnare i candidati in un percorso importante di crescita personale e professionale, offrendo esperienze in grado di rafforzare la loro autonomia e il grado di partecipazione alla comunità.” Ma mentre scrivo queste parole mi rendo conto di quanto poco esprimano il valore di questa esperienza; quindi ricomincio la mia ricerca nella speranza di trovare qualche informazione che mi soddisfi, finché non mi rendo conto che non c’è nulla di meglio delle impressioni di che ha vissuto sulla propria pelle questa opportunità. Tra le tante testimonianze che trovo qualcuno dice: “Il servizio civile racchiude il senso del mio studio e della mia aspirazione: quella di contribuire attraverso la cultura, l’arte e costruire una cittadinanza consapevole, sensibile e inclusiva.”, qualcun altro invece: ”Per me il servizio civile è un’occasione per apprendere nuove competenze, per sperimentarmi in nuovi contesti e per essere di aiuto a chi ne ha bisogno. È un percorso di crescita ed arricchimento individuale, che offre importanti punti da estendere alla vita quotidiana. È un viaggio all’interno delle relazioni, non solo professionali, ma di quelle che riescono a scaldarti il cuore e a motivare le tue giornate.”. Ed ancora: “É un’occasione per migliorare me stesso e il mondo che mi circonda; andare oltre le apparenze e le culture; fare cittadinanza attiva.” L'Associazione culturale Scuoletta Montessori ospiterà da Maggio 2023 per 12 mesi undici risorse che, all’interno di un progetto di prevenzione e contrasto al disagio scolastico, vogliano cogliere un’opportunità di formazione e crescita professionale. L’impegno settimanale sarà di 25 ore con un rimborso previsto di circa 450 Euro. Cos’è l'Associazione culturale Scuoletta Montessori? E perché scegliere questa realtà? Scuoletta Montessori è un’associazione nata nel 2017 che si occupa di percorsi educativi ispirati al metodo Montessori e all’Outdoor Education; per conoscerci meglio puoi trovarci sul sito https://www.scuolettamontessori.it All’interno della nostra struttura e del nostro parco, alle porte di Torino, ospitiamo bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni e quello che offriamo è la possibilità di fare un’esperienza sul campo che cambierà la vostra prospettiva su come dovrebbe essere un ambiente educativo! Quindi chi vuole candidarsi può inviare la propria candidatura entro e non oltre il 10 febbraio alle ore 14,00 alla piattaforma Online dedicata al Servizio Civile Universale presente sul sito www.volontariatotorino.it. Per Informazioni più dettagliate collegarsi al sito del progetto Contatti Scuoletta Montessori: amministrazione@scuolettamontessori.it La Rete della Vita al Centro: eventi.vitaalcentro@gmail.com Telefono 011 0269835

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28Gen
Il Servizio Civile: domanda di partecipazione

Il Servizio Civile: domanda di partecipazione

Servizio Civile 2023: il termine per presentare la domanda è il 10 febbraio I giovani interessati al servizio civile hanno ancora pochi giorni per presentare la domanda e partecipare al bando per la selezione dei volontari ma prima di scoprire le modalità di partecipazione vediamo cosa è il servizio civile e cosa offre. Cosa è il servizio Civile?  Per servizio civile si intende l’impegno, da parte di un giovane o una giovane, in un progetto sociale o della comunità della durata di 8-12 mesi.  I progetti ammessi sono finalizzati alla difesa, non armata e nonviolenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, con azioni per le comunità e per il territorio. Il servizio civile è un’occasione per i giovani sia per la propria formazione personale e crescita individuale sia  un'opportunità per avvicinarsi al mondo del lavoro. Chi sono i destinatari La partecipazione è possibile per i giovani di età compresa fra 18 e 28 anni.  Condizioni di servizio  Il servizio ha una durata da 8 a 12 mesi, con un orario pari a 25 ore settimanali oppure con un monte ore annuo che varia tra le 1.145 ore per i progetti di 12 mesi e le 765 ore per i progetti di 8 mesi. Per i volontari è previsto per un assegno mensile di € 444,30 e la copertura di un’assicurazione.  Come partecipare Per partecipare al bando occorre presentare domanda entro le ore 14:00 del 10 febbraio attraverso la piattaforma Domanda on Line Per compilare correttamente la domanda è disponibile sul sito internet del dipartimento www.scelgoilserviziocivile.gov.it la Guida per la compilazione.

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27Gen
Giorno della Memoria: come parlarne ai bambini?

Giorno della Memoria: come parlarne ai bambini?

Giorno della Memoria: come possiamo trasmettere dei contenuti delicati ai nostri bambini? In moltissime scuole di vario ordine e grado, durante la giornata del 27 Gennaio "Giorno della Memoria", vengono proiettati film o contenuti dedicati alle vittime dell'Olocausto. Come parlare di argomenti così forti e delicati ai nostri bambini e ragazzi ? È meglio proteggerli, oppure fargli sapere cosa accade intorno a loro? E se scegliamo questa seconda opzione, come possiamo presentare argomenti di grande impatto emotivo, nel modo più delicato possibile, accompagnandoli nel processo di elaborazione e comprensione, per non incorrere in traumi? Per rispondere a questa domanda abbiamo chiesto alla Dott.ssa Silvia Spinelli, Psicoterapeuta specializzata in età dello Sviluppo. Ecco alcuni consigli per insegnanti e genitori Consigli per gli Insegnanti  È certamente importante parlare di tutti gli accadimenti che fanno parte della nostra storia ma quando alcuni di questi sono accompagnati da video, immagini, racconti di vita di persone con nomi e foto, occorre farlo in modo pertinente all’età degli studenti. Sui contenuti delicati non c’è una regola generale.  Ogni bambino è differente: ci sono quelli che rimangono profondamente turbati, ci sono quelli che, pur commuovendosi, riescono poi ad assimilare il messaggio e a captarne l’essenza, e poi ci possono essere quelli che, per difesa, sembra si facciano scivolare tutto addosso con indifferenza. Ma è davvero così? La capacità di elaborazione delle emozioni e degli stati d’animo è soggettiva: sicuramente è un meccanismo influenzato dal temperamento individuale, ma anche dal lessico emotivo che si utilizza a casa. In un contesto familiare in cui ci si confronta spesso sulle emozioni, la comprensione di tematiche così spinose è certamente meno complessa. Quando si vuole far riflettere i più piccoli su questioni impattanti, come la morte, le malattie, fatti drammatici del passato o attuali, come la guerra, è fondamentale innanzitutto che gli insegnanti informino per tempo i genitori, affinché essi possano segnalare eventuali perplessità, per poi valutare consapevolmente come agire con il proprio figlio; se un genitore è conscio di avere un bambino molto sensibile, può decidere di prepararlo prima. È indispensabile che gli insegnanti lascino libertà di movimento ai loro alunni, rassicurandoli di potersi sedere di fianco a loro, per esempio, nel momento in cui dovessero sentirsi troppo scossi, o di poter uscire dalla classe per decomprimere la tensione.  Bisogna dare spazio alla rielaborazione di ciò che si è visto: “Cosa ne pensate?”, “Come state?”, “Perché secondo voi sono successe queste cose?”, “Come possiamo fare perché non accadano più?”, insomma, consentire che emergano sensazioni e sentimenti, senza giudizio e negazione, evitare di minimizzare nel caso in cui qualcuno particolarmente empatico pianga, e riconoscere l’autenticità di quella reazione. Mai dare per scontato che i ragazzi più grandi tollerino meglio questi contenuti: sebbene siano emotivamente più strutturati, prepariamoli sempre prima, dando anche a loro la possibilità di scegliere se continuare a osservare quel contenuto, garantendo piena libertà nella gestione dello spazio, a seconda del sentire personale. Alcuni possono chiedere di uscire dall’aula, per esempio, ed è giusto concedere che si autoregolino come ritengono più opportuno. Ma è davvero giusto mostrare immagini o video che potrebbero urtare la loro sensibilità? Non ho la risposta a questa domanda, perché non mi occupo di temi etici, intesi in questo senso, ma da psicologa posso dirvi che la negazione non è mai un bene: fare finta che un fenomeno non esista, allo scopo di proteggere, anche se a fin di bene, non è mai una buona idea. Sono piccoli ma si accorgono di ciò che gli succede intorno, quindi molto meglio prevenire e fornire loro una spiegazione guidata e adatta alla loro età; in secondo luogo è più semplice comprendere con l’aiuto di un adulto a fianco, che non magari trovarsi a vedere da soli un documentario a casa su Netflix, che potrebbe far emergere dubbi e perplessità irrisolti.  Le tappe di sviluppo per l’elaborazione delle emozioni non sono uguali per tutti. Anche agli adulti può capitare talvolta di faticare osservando immagini o ascoltando storie che riportano a fatti violenti. Consigli per gli i Genitori  Condividete e create una buona alleanza con gli insegnanti, e insieme guidate i giovani e i bambini verso il processo di elaborazione, tramite strumenti adatti quali l’ascolto empatico, l’accoglienza delle emozioni e non la repressione delle stesse, favorendone l’espressione, per poi lasciarle andare. In questo modo si eviterà che questo tornado emotivo li travolga, limitando sofferenza, preoccupazione o pensieri tristi. Avvisateli che il 27 gennaio in classe probabilmente si parlerà di questo argomento e siate pronti ad ascoltarli quando torneranno a casa. Ecco il link ad un video riassuntivo Silvia Spinelli

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24Gen
Eventi ed Educazione Febbraio 2022

Eventi ed Educazione Febbraio 2022

Scopri l'elenco degli appuntamenti che il mondo dell'educazione offre a educatori e genitori da Febbraio 2022. Genitori Connessi: come gestire l'uso dei social network in adolescenza VENERDÌ 3 FEBBRAIO ore 20:45 Presso AKUADRO Sport - Via XXV Aprile 154 - Nichelino (TO) La tecnologia e lo sviluppo dei social corrono veloci ed è sempre più difficile rimanere aggiornati sulle insidie e sui rischi del web. Ai genitori spetta l’arduo compito di monitorare e supportare i propri figli nella gestione di un mondo sempre più complesso e con risvolti psicologici e comportamentali importanti. Relatrice Dott.ssa Francesca Bordone - Psicologa specializzata in età evolutiva e genitorialità Questo incontro vuole essere uno spazio dedicato ai genitori di ragazzi per condividere informazioni, dubbi, timori e possibili modalità d’intervento. I Primi 1000 giorni di Vita del Bambino VENERDÌ 3 FEBBRAIO ore 20:30 Presso Asilo Nido Il Giardino di Aurora, via Pisa 43, Torino Un incontro organizzato dal Team de “La grotta di Gaia”, il sale del benessere Durante l'incontro si parlerà di: - ambiente relazioni e bisogni primari per una crescita armonica, - l'importanza del microbiota intestinale per la salute del bambino - respirare bene, prevenzione naturale per la mamma e il bambino Ingresso libero con prenotazione Tel. 011 6993134 Corso di Comunicazione Non Violenta e Comunicazione Empatica: per genitori ed educatori Sabato 10 Febbraio ore 10:00-17:30 Presso La Casa delle Meraviglie Revigliasco (TO) Uno speciale corso di una giornata per educatori e genitori interessati a migliorare le relazioni con grandi e piccini attraverso la Comunicazione Non Violenta. Durante l’incontro teorico e pratico si scoprirà come: trovare soluzioni creative ai conflitti; entrare in contatto con emozioni, bisogni profondi e desideri; scoprire la differenza fra pretendere e chiedere; uscire da modelli impositivi di dovere; dare e ricevere empatia. Per info e prenotazioni scrivere a casadellemeraviglietorino@gmail.com (entro il 3 febbraio) Laboratorio di Scrittura Espressiva: per ragazzi dai 9 ai 14 anni 3 e 17 febbraio, 3 e 17 marzo, dalle 17 alle 18:30 Montaldo Dora (TO) Un'occasione speciale organizzata dall'Associazione Zantea per far scoprire il potere della scrittura come espressione del sé. L'ingresso è a offerta libera. Per informazioni scrivere a associazionezantea@gmail.com La quotidianità senza stress, è possibile? : per genitori Venerdì 10 febbraio, via Rosta 24 Torino Luisella Piazza, Consulente Pedagogica e Formatrice, e Valentina Bruzzese, Mentore Certificato HeartMath® per la Costruzione della Resilienza Personale terranno un incontro in presenza dedicato ai genitori, con l'obiettivo di aiutarli a vedere, trovare e coltivare momenti di ancoraggio all'interno delle loro giornate. L'ncontro che vuole offrire ai genitori non solo parole ma strumenti pratici da utilizzare per vivere con maggiore serenità il loro quotidiano. Trovi i contenuti dell’incontro e i dettagli per la partecipazione a questo link Giovedì Scienza: 37° edizione della rassegna scientifica torinese Dal 17 novembre 2022 al 16 marzo 2023 Sono in programma 14 appuntamenti e 2 eventi dedicati alle scuole. Tema della rassegna: l'alternanza Stabile/Instabile Programmazione MindPerformance e MemoCamp estivi: incontri di presentazione del metodo TORINO 20/02/2023, Hotel Atlantic, Via Lanzo 163, Borgaro Torinese (TO) 18:30-20:30 PADOVA 21/02/2023, Hotel FourPoints by Sheraton, Corso Argentina 5, Padova 18:30-20:30 MILANO 22/02/2023, Una Hotel Via G. Keplero 12, Pero (MI) 18:30-20:30 BOLOGNA 23/02/2023, Zan Hotel & Meeting, via Saliceto 8, Bentivoglio (BO) 18:30-20:30 Matteo Salvo è un ricercatore, divulgatore ed esperto di tecniche di memoria e di apprendimento. Insieme al suo team Salvo aiuta quotidianamente studenti attraverso un metodo di studio targato MindPerformance. Ai ragazzi vengono proposti MemoCamp estivi ma anche tutoring che permettono in breve tempo di migliorare il rendimento scolastico e ad amare lo studio. Quattro sono gli incontri organizzati dal team di MindPerformance che permetteranno di conoscere di persona il fondatore e i trainer, per capire le basi del metodo di studio e poter porre tulle le domande necessarie per valutare se i tutoring proposti e i Camp sono la giusta soluzione per sostenere lo studio dei vostri ragazzi. Ingresso gratuito per bambini e ragazzi Per informazioni e prenotazioni https://www.matteosalvo.com/prodotto/memocamptouritalia/ CRESCERE, EDUCARE e ACCOMPAGNARE: per le famiglie 23 Settembre - 19 Marzo 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso per genitori consapevoli organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi 7 incontri di formazione in presenza per approfondire le maggiori tematiche relative alla genitorialità. Programma Il Gioco è una cosa seria: per educatori e insegnanti  Gennaio - Giugno 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso formativo di Educazione in Natura organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi Percorso completo 8 moduli - 56 ore di formazione Un corso studiato appositamente per insegnanti, formatori, educatori, accompagnatori in natura e tutti coloro che vogliono approfondire tematiche importanti come, tra le altre cose, lo sviluppo delle competenze emotivo-relazionali, le intelligenze multiple, il pensiero divergente, l'apprendimento libero e l'educazione emozionale.   E ... se volete condividere eventi di interesse con famiglie e insegnanti scriveteci a info@chescuola.net Antonella Giostra

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19Gen
Essere Genitori nell'era di Internet

Essere Genitori nell'era di Internet

Come essere genitori e insegnanti nell’era di internet? Un tema estremamente attuale e spesso fonte di dubbi e preoccupazioni per i genitori di bambini e adolescenti, nonché per le figure educative, è l’uso di internet in generale. Come essere genitori e insegnanti nell’era di internet? Come proteggere i ragazzi dai pericoli? Quali sono i modi più funzionali per intervenire nella gestione delle tecnologie? Non possiamo negare che il digitale sia una grossa opportunità, ma occorre riflettere sull’importanza del ruolo educativo di genitori e insegnanti per favorirne un uso intelligente e consapevole. Innanzitutto, è necessario avere presente che cosa significa essere adolescenti, come cambia il modo di sentire, comunicare e relazionarsi in questa fase di vita, e quali sono i loro bisogni. Dopo di che è necessario che noi adulti per primi ad essere informati e conoscere il web, il suo funzionamento e tutte le sue sfaccettature, nel bene e nel male. Ma prima di ogni cosa, dobbiamo essere consapevoli che l’uso che i ragazzi fanno del web ha molto a che fare con il contesto relazionale e affettivo entro cui sono inseriti. Numerose ricerche mostrano come la qualità della relazione adulto-adolescente, il coinvolgimento affettivo, un ambiente relazionale attento e sintonizzato sulle emozioni e sui bisogni dei ragazzi, una buona comunicazione e fiducia reciproca, siano gli elementi che più di tutti influenzano l’uso costruttivo del web. L’idea quindi deve essere quella di costruire una “base sicura” digitale, che veda i genitori e tutte le figure educative come solidi punti di riferimento, anche per ciò che riguarda il mondo del web. Cosa può fare la famiglia? I consigli di Che Scuola per i genitori sono sempre gli stessi: informarsi partendo da fonti autorevoli, confrontarsi e riflettere in famiglia per farsi una propria idea, ascoltare professionisti del settore e approfittare di ogni occasione possibile per far crescere una propria cultura dell’educazione. Un’occasione da non perdere è l’incontro in presenza organizzato dalla Dott.ssa Francesca Bordone, Psicologa specializzata in Età Evolutiva e Genitorialità, rivolto a insegnanti e genitori al fine di confrontarsi su questi aspetti e condividere informazioni, dubbi, timori e possibili modalità d’intervento. Titolo dell’evento  “Genitori Connessi: come gestire l’uso dei social network in adolescenza” Dove  AKUADRO Sport - Via XXV Aprile 154 - Nichelino (TO) Quando Venerdì 3 Febbraio alle 20:45 Come partecipare? La partecipazione è gratuita previa compilazione del presente modulo Cosa può fare una scuola ? L'argomento sull'uso del digitale può essere sviluppato anche per i ragazzi che non attraversano la fase dell'adolescenza e, considerando che i mezzi di comunicazione moderni vengono usati sempre più precocemente dai nostri ragazzi, sarebbe opportuno che non solo scuole secondarie di secondo grado ma anche scuole primarie e scuole secondarie di primo grado incentivassero il dialogo e il confronto su questo tema di concerto con le famiglie. Le scuole interessate ad approfondire l’argomento possono organizzare un evento di confronto con insegnanti e genitori contattando la Dott.ssa Francesca Bordone. Altre azioni possibili ? Per i genitori e gli insegnanti che volessero approfondire gli argomenti sull’uso dei sistemi digitali da parte degli adolescenti di seguito sono riportati alcuni link utili da consultare  https://www.unicef.it/pubblicazioni/i-diritti-dei-minorenni-in-relazione-all-ambiente-digitale/ https://www.minorionline.com/ https://www.minori.gov.it/sites/default/files/accesso_sicuro_a_internet.pdf https://www.minori.gov.it/it/ricerca-guidata?f%5B0%5D=taxonomy_vocabulary_20%3A544 https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/adescamento-online-una-guida-conoscere-e- prevenire

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15Gen
La quotidianità senza stress, è possibile?

La quotidianità senza stress, è possibile?

La quotidianità senza stress, è possibile? Noi genitori, per eccellenza, siamo i veri maestri della cura. Ogni giorno, dal giorno zero, destiniamo energie e gesti ai nostri figli. Prepariamo il nido, accogliamo, nutriamo, teniamo in braccio, culliamo, rassettiamo, cantiamo, cambiamo il pannolino, cuciniamo, raccontiamo storie, osserviamo, diamo carezze, sorridiamo, ascoltiamo, bisbigliamo, accompagniamo a scuola, gesticoliamo, accompagniamo al sonno, prendiamo per mano, coltiviamo interessi e inclinazioni, cuciniamo, stimoliamo, cogliamo gesti ed espressioni, abbracciamo.   Una miriade di piccoli e grandi gesti che richiedono tempo, attenzione e pazienza. Quel tempo che sembra scivolare via troppo velocemente e non basta mai, quell’attenzione che, a fine giornata, è ormai sfiorita, quella pazienza che la troppa stanchezza rende sottile e debole. Quel tempo, quell’attenzione e quella pazienza che un genitore non mette in campo quotidianamente solo per la cura dei figli ma anche per la gestione degli impegni, del lavoro, delle scadenze, della casa, dei conti da far quadrare, delle relazioni con altri adulti. Un groviglio di pensieri, emozioni e azioni ai quali si vanno ad aggiungere gli imprevisti, il traffico, le dimenticanze. La cura portata avanti nel quotidiano è faticosa, quando i bambini sono molto piccoli è totalizzante. I ritmi sono costantemente scanditi, dal mattino sino a sera al rientro a casa, il quotidiano diventa ripetitivo e un po’ noioso per noi adulti.  Il tentativo, e la necessità, di far stare i mille doveri nel tempo limitato della giornata porta noi genitori a credere che l’unico modo per “riuscire nella missione quotidiana” sia correre, accelerare, spingere, rincorrere, affrettarsi, muoversi e agire sempre più velocemente. Quali sono gli effetti della Velocità? La velocità ha un impatto su di noi a tutti i livelli, da quello più visibile a quello più invisibile. Questo impatto prende più comunemente il nome di Stress. Sul piano mentale, lo stress genera un vortice interminabile di pensieri caotici che si sovrappongono tra loro, un vortice che rende sempre più difficile e faticoso trovare la chiarezza, il focus e la concentrazione di cui abbiamo bisogno. Sotto la pressione dello stress, la memoria si indebolisce, si dimenticano impegni o li si ricorda in ritardo, andando così a generare nuovo stress, nuova velocità, maggiore confusione. Sul piano emotivo, lo stress mette a dura prova la resistenza del nostro cuore, l’ansia e la frustrazione accelerano i battiti, la pressione sanguigna aumenta e il corpo viene inondato da una cascata di ormoni e sostanze, come adrenalina e cortisolo, che impiegano pochi istanti ad essere rilasciati ma che rimangono nel nostro corpo per ore e in quantità oltre i livelli di soglia.  Sul piano comportamentale e relazionale, lo stress ci toglie la pazienza e ci restituisce nervosismo, non solo con i figli ma anche con il partner. Finiamo così col mettere in campo reazioni impulsive e automatiche, parole che fuoriescono nella fretta con toni e modalità che non curano le relazioni e l'ambiente familiare, li fanno ammalare.  Sul piano fisico, lo stress toglie forza, resistenza, vitalità e la capacità di svolgere a fine giornata semplici azioni di cura in maniera fluida, rendendole meccaniche, forzate ed estremamente faticose. Lo stress ci priva della possibilità di vedere la bellezza di cui è ancora ricco il nostro quotidiano, della voglia di uscire e frequentare un corso, di coltivare gesti di cura verso noi stessi. E se alla Velocità sostituissimo la Lentezza e la Calma? Contrariamente a ciò che normalmente viviamo, i nostri figli ci insegnano che sono i ritmi lenti, i tempi scanditi e vissuti con senso e presenza a donare serenità. I figli, a modo loro, ci mostrano come vivere bene: muovere il corpo, riposare, nutrirci bene, dare tempo al gioco e alla creatività, tempo da dedicare gli affetti, godere della vita.  Come si mettono in pratica i suggerimenti che, in maniera naturale e inconscia, i nostri figli cercano di trasmetterci quotidianamente?  Molti disturbi dell'attenzione hanno origine o aumentano quando la gestione del quotidiano è caotica, frettolosa, senza cura e accompagnamento dei bambini nei piccoli gesti di accudimento quotidiano. Al mattino, i nostri bambini sanno che c’è un tempo per la colazione, per lavarsi, per prepararsi e iniziare la giornata fuori casa? Al rientro a casa la sera, sanno dove trovare o riporre i loro indumenti, hanno autonomia nel compiere questi gesti?   I gesti che compiamo davanti ai nostri figli, sono attenti?  Sappiamo cosa stiamo facendo mentre prepariamo la cena e ascoltiamo il loro racconto della giornata? Il tempo del riposo, l’accompagnamento al sonno, come si svolge?  La cura del quotidiano è una sfida, ci chiede presenza nel nostro agire, ci chiede di essere totalmente dentro ciò che stiamo facendo, ci chiede di invertire alla velocità la lentezza. Per poter trasferire calma e cura ai nostri bambini, noi genitori abbiamo bisogno di punti fermi, di momenti di ancoraggio che ci permettano di fermare il vortice di pensieri e azioni distratte, ripetitive e veloci e di fluire attraverso la giornata avendo la possibilità di viverla con maggiore serenità. Quali sono questi punti di ancoraggio? Come metterli in pratica nella vita di tutti i giorni? Come bloccare l’impatto dello stress e sperimentare un nuovo modo di vivere lo stesso quotidiano con una prospettiva differente? Come fare? Luisella Piazza, Consulente Pedagogica e Formatrice, e Valentina Bruzzese, Mentore Certificato HeartMath® per la Costruzione della Resilienza Personale, desiderano spiegarlo e insegnarlo attraverso l’incontro “Un Quotidiano senza Stress – Incontro per Genitori Resilienti”. Venerdì 10 Febbraio 2023 terranno un incontro in presenza dedicato ai genitori, con l'obiettivo di aiutarli a vedere, trovare e coltivare momenti di ancoraggio all'interno delle loro giornate. L'intento è di offrire ai genitori non solo parole ma strumenti pratici da utilizzare per vivere con maggiore serenità il loro quotidiano. Trovi i contenuti dell’incontro e i dettagli per la partecipazione a questo link Scarica qui il PDF con i dettagli e i contenuti dell'incontro. Per informazioni puoi scrivere a: Valentina Bruzzese: valentina@germogliluminosi.it Luisella Piazza: luisella@germogliluminosi.it

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11Gen
Ogni Scuola è Unica

Ogni Scuola è Unica

Ogni scuola è unica: “Comunicare bene per Educare meglio” Parte il 16 gennaio il Progetto “Ogni Scuola è Unica – Comunicare Bene per Educare Meglio”. Il Progetto ha l’obiettivo di sostenere l’alleanza educativa tra le famiglie e i servizi educativi del territorio grazie a un ponte di comunicazione snello ed efficace tra famiglie e servizi socio-educativi. Attraverso il coinvolgimento delle scuole e dei servizi socio-educativi della Circoscrizione 7, il progetto ha l’obiettivo di favorire la comunicazione tra servizi socio-educativi e genitori facendo emergere il valore e l’unicità di ogni nido e scuola. Scuole e i servizi educativi del territorio, pubblici e privati, possono finalmente rendere efficace la comunicazione di informazioni, presentarsi, raccontarsi e farsi trovare dai genitori e, in questo periodo, far conoscere velocemente le date degli Open Day a tutte le famiglie della città. Gli educatori e i dirigenti scolastici hanno a disposizione un canale dedicato e privilegiato per la comunicazione dei loro progetti educativi: Il Portale www.chescuola.net. Genitori e famiglie possono essere agevolati nella fase di ricerca e scelta di un servizio socio- educativo, approfondire la propria conoscenza sugli argomenti utili a valutare i progetti educativi e avere un canale di informazione dedicato per individuare la scuola o il servizio socio-educativo più adatto alle proprie esigenze. La trasparenza e l'alleanza educativa che il progetto promuove hanno come scopo ultimo quello di favorire la fiducia delle famiglie nel sistema scolastico e ridurre la dispersione scolastica.   Descrizione dell’iniziativa I Servizi Educativi del territorio di Torino saranno chiamati dai volontari dell'associazione Lemon Tree per chiedere di diventare Partner del progetto grazie alla registrazione gratuita sul portale e l'inserimento delle informazioni utili a orientare i genitori. I servizi educativi partner potranno, inoltre, collaborare alla redazione di contenuti in ambito educativo e rivolti ai genitori per promuovere la cultura dell'educazione. Il contatto diretto con nidi e scuole del territorio sarà l'occasione per effettuare un'indagine e raccogliere informazioni, dati ed esperienze legate all’importanza della Comunicazione Esterna, che non è solo sinonimo di promozione ma è soprattutto la chiave per creare relazione di fiducia e collaborazione con le famiglie. Partner Partner istituzionale del progetto è la circoscrizione 7 del comune di Torino

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7Dic
Eventi ed Educazione Dicembre 2022

Eventi ed Educazione Dicembre 2022

Scopri l'elenco degli appuntamenti che il mondo dell'educazione offre a educatori e genitori da Dicembre 2022. OPEN DAY alla Vita Al Centro-Torino per le famiglie Martedì 13 Dicembre - Primaria e secondaria di primo grado Giovedì 15 Dicembre - Infanzia e Nido La Vita Al Centro è un Progetto di Istruzione Parentale ad ispirazione biocentrica nato a Torino nel 2009. Da quando "La Vita Al Centro" è sorta, in forma di associazione, è cresciuta e oggi vanta di un micronido, un giardino dell’infanzia, una scuola primaria e una secondaria di primo grado, per un totale di circa 150 iscritti. La struttura scolastica è una cascina immersa in un bosco della collina torinese a soli 10km dal centro di Torino.  Per conoscere il personale educativo e scoprire questo paradiso dell'educazione potete approfittare degli Open Day proposti per tutti i livelli di istruzione. Giovedì Scienza: 37° edizione della rassegna scientifica torinese Dal 17 novembre 2022 al 16 marzo 2023 Sono in programma 14 appuntamenti e 2 eventi dedicati alle scuole. Tema della rassegna: l'alternanza Stabile/Instabile Programmazione Speciale Scuola Dalla Scuola! Entro 17 Dicembre E' stata prorogata di una settimana la data entro la quale è possibile candidare la propria scuola come "luogo della partecipazione" e accettando così la sfida di condivisione e co-progettazione lanciata alle scuole secondarie di secondo grado da GiovedìScienza. La comunità scolastica delle scuole prescelte, studenti compresi, sarà coinvolta attivamente nella progettazione degli incontri scegliendo gli argomenti da approfondire. Dettagli per la partecipazione L’uomo sulla Luna: 50 anni dopo l’Apollo 17 16 Dicembre 19:30 - 23:30 17 e 18 Dicembre 14:30 - 18:30 Infini.to Planetario di Torino Via Osservatorio, 30, 10025 Pino Torinese TO In occasione del cinquantesimo anniversario della missione Apollo 17, InfiniTO presenta L’uomo sulla LunaUna tre -giorni di spettacoli, laboratori e approfondimenti per scoprire di più sul nostro satellite e sulle missioni umane passate e future. Programma Letture ad alta voce. Incontri sulla formazione del linguaggio (Sprachgestaltung) e la narrazione: Essere per Insegnare 16 dicembre Scuola Crescendo Pedagogia Waldorf APS, Corso Casale 246 Torino Un pensiero non lo si può urlare. Per poter esprimere un pensiero deve esserci silenzio interiore, calma in noi. E’ il primo passo. Allora possiamo dedicarci a dare forma a quel pensiero attraverso le forme della parole... Laboratorio di arte della parola a cura di Marco Conti Educazione e Crescita Consapevole: ciclo di incontri per famigli ed educatori Ottobre- Dicembre 2022, Baldissero Torinese (To) Malacatu Ambiente Educativo offre un ciclo di incontri di formazione aperto a bambini, genitori e insegnanti Il programma è disponibile sulla pagina Facebook CRESCERE, EDUCARE e ACCOMPAGNARE: per le famiglie 23 Settembre - 19 Marzo 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso per genitori consapevoli organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi 7 incontri di formazione in presenza per approfondire le maggiori tematiche relative alla genitorialità. Programma Il Gioco è una cosa seria: per educatori e insegnanti  Gennaio - Giugno 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso formativo di Educazione in Natura organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi Percorso completo 8 moduli - 56 ore di formazione Un corso studiato appositamente per insegnanti, formatori, educatori, accompagnatori in natura e tutti coloro che vogliono approfondire tematiche importanti come, tra le altre cose, lo sviluppo delle competenze emotivo-relazionali, le intelligenze multiple, il pensiero divergente, l'apprendimento libero e l'educazione emozionale.   E ... se volete condividere eventi di interesse con famiglie e insegnanti scriveteci a info@chescuola.net Antonella Giostra

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29Ott
WEBINAR: IN DIALOGO SUL CONSIGLIO ORIENTATIVO Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete

WEBINAR: IN DIALOGO SUL CONSIGLIO ORIENTATIVO Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete

IN DIALOGO SUL CONSIGLIO ORIENTATIVO Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete   Nell’ambito del Sistema Regionale di Orientamento, è stato organizzato un webinar dedicato al tema del consiglio orientativo e aperto a tutti coloro che, con diversi ruoli e prospettive, si occupano di orientamento. L’incontro intende configurarsi come momento di confronto, finalizzato a ipotizzare nuovi scenari metodologici e operativi coerenti con una nuova visione dell’orientamento, inteso come processo a forte valenza educativa. L’incontro, inoltre, intende promuovere una riflessione sul consiglio orientativo, affinché lo stesso si configuri come uno strumento di orientamento, adatto alle necessità delle ragazze e dei ragazzi e alle caratteriste del contesto nel quale sono inseriti. La riflessione mira a valorizzare il lavoro che si sta portando avanti a livello regionale in materia di orientamento, per la valorizzazione delle esperienze vincenti e, contestualmente, l’individuazione e sperimentazione di interventi innovativi. È convinzione condivisa quanto sia importante delineare approcci teorico-metodologici e buone pratiche che facilitino un processo di scelta più consapevole, anche grazie all’acquisizione di competenze orientative per una gestione sempre più autonoma del proprio percorso formativo e professionale. È altresì condivisa la fiducia nel lavoro di rete e nella collaborazione tra le figure educative di riferimento per i ragazzi, come elemento indispensabile per facilitare scelte scolastiche e formative vincenti. Il gruppo di relatori, grazie alla sua eterogeneità, garantirà la presentazione di alcune riflessioni relative sia a studi accademici che a esperienze e valutazioni maturate direttamente in ambito scolastico. Di seguito presentazione dei relatori e dei loro interventi. Il Programma Introduzione Raffaella Nervi, referente Orientamento Regione Piemonte Dal consiglio alla competenza Diego Boerchi, professore di Psicologia dell’orientamento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, referente  tecnico scientifico per la costruzione del Sistema Orientamento Piemonte Una proposta per la costruzione del consiglio orientativo Maria Maddalena Coccalotto, docente presso la Scuola Secondaria di I grado «Cordero» di Mondovì (Cn), referente  orientamento nell’Istituto e sul territorio del Monregalese Cebano (Cn) L’ingresso nella scuola superiore e il consiglio orientativo Aurora Giardino, docente presso la Scuola Secondaria di II grado «Cattaneo» di Torino e funzione strumentale per  l’orientamento nell’Istituto L’orientamento come processo educativo Daniele Ciavarella, educatore Cooperativa ET per il Progetto «Provaci ancora, Sam! Tutela integrata» e referente di  modulo La famiglia e il consiglio orientativo Paola Ricchiardi, professoressa associata di Pedagogia Sperimentale presso l’Università degli Studi di Torino Quando Martedì 8 novembre 2022 Dalle 14.30 alle 17.00 Come partecipare Per partecipare è sufficiente collegarsi al link Verrà rilasciato un attestato di partecipazione al termine del webinar Per informazioni Scrivere a orientamento@regione.piemonte.it

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27Ott
Eventi ed Educazione Novembre 2022

Eventi ed Educazione Novembre 2022

Scopri l'elenco degli appuntamenti che il mondo dell'educazione offre a genitori e insegnanti da Novembre 2022. Convegno a Rivoli: "Promuoviamo abilità comunicative per didattiche plurali e competenze relazionali per insegnanti. Conversazioni a più voci": per insegnanti Sabato 5 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00 Via Dora Riparia 2 - Rivoli (TO) Il Comune di Rivoli al fine di promuovere il diffondersi di competenze sulle abilità comunicative in ambito scolastico, ha organizzato una mattina di confronto con specialisti del settore. Il convegno, è rivolto a tutti i docenti di ogni ordine e grado. Programma Webinar: IN DIALOGO SUL CONSIGLIO ORIENTATIVO Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete: per orientatori, docenti, educatori e altre figure che si occupano di orientamento Martedì 8 novembre 2022 ore 14.30 – 17.00 Nell’ambito del Sistema Regionale di Orientamento, è stato organizzato un Webinar dedicato al tema del consiglio orientativo e aperto a tutti coloro che, con diversi ruoli e prospettive, si occupano di orientamento. L’incontro intende configurarsi come momento di confronto, finalizzato a ipotizzare nuovi scenari metodologici e operativi coerenti con una nuova visione dell’orientamento, inteso come processo a forte valenza educativa.  Programma Per informazioni scrivere a orientamento@regione.piemonte.it Link per accedere Letture ad alta voce. Incontri sulla formazione del linguaggio (Sprachgestaltung) e la narrazione: Essere per Insegnare 4 novembre, 18 novembre e 16 dicembre Scuola Crescendo Pedagogia Waldorf APS, Corso Casale 246 Torino Un pensiero non lo si può urlare. Per poter esprimere un pensiero deve esserci silenzio interiore, calma in noi. E’ il primo passo. Allora possiamo dedicarci a dare forma a quel pensiero attraverso le forme della parole... Laboratorio di arte della parola a cura di Marco Conti Educazione e Crescita Consapevole: ciclo di incontri per famigli ed educatori Ottobre- Dicembre 2022, Baldissero Torinese (To) Malacatu Ambiente Educativo offre un ciclo di incontri di formazione aperto a bambini, genitori e insegnanti Il programma è disponibile sulla pagina Facebook CRESCERE, EDUCARE e ACCOMPAGNARE: per le famiglie 23 Settembre - 19 Marzo 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso per genitori consapevoli organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi 7 incontri di formazione in presenza per approfondire le maggiori tematiche relative alla genitorialità. Programma Educare L'attenzione, la consapevolezza e la responsabilità: dov'è il confine tra libertà e limiti 16 Novembre 2022 dalle 20:00 alle 22:00 Conferenza 26 Novembre 2022 dalle 10:00 alle 17:00 Formazione Revigliasco (To) La casa delle Meraviglie ospita Grazia Roncaglia insegnante della scuola primaria, formatrice e scrittrice di libri sull'educazione risvegliata, ha portato la meditazione in classe come strumento utile all'apprendimento e del benessere Programma sulla pagina Facebook Per informazioni tel 328 5428753, Email casadellemeraviglie@gmail.com SOCIOCRAZIA: come decidere, agire e comunicare in gruppo in modo inclusivo ed efficace 20 Novembre 2022, Revigliasco (To) La casa delle Meraviglie ospita una giornata di Formazione rivolta a genitori, insegnanti e tutti coloro che partecipano a contesti comunitari o di gruppo. Programma sulla pagina Facebook Per informazioni tel 328 5428753, Email casadellemeraviglie@gmail.com VICINI: La Scienza apre le porte alla Città: scuole e famiglie 10 - 20 Novembre 2022, area del Valentino, Torino L’evento VICINI: La Scienza apre le porte alla città è un’iniziativa organizzata dall’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche) e prevede l’apertura straordinaria degli ambienti della ricerca insediate nell'area del Valentino. Il programma al grande pubblico è ancora in fase di definizione ma intanto si suggerisce di non prendere impegni e tenere libere queste date sul calendario. Che Scuola ha dedicato un articolo che racconta è nata l'idea che ha premesso la collaborazione di 18 dipartimenti e strutture dell’Università, 19 enti esterni insieme a Politecnico di Torino e la Biennale Tecnologia. Un evento assolutamente imperdibile! OPEN DAY alla Vita Al Centro-Torino per le famiglie 29 Novembre 2022  La Vita Al Centro è un Progetto di Istruzione Parentale ad ispirazione biocentrica nato a Torino nel 2009. Da quando "La Vita Al Centro" è sorta, in forma di associazione, è cresciuta e oggi vanta di un micronido, un giardino dell’infanzia, una scuola primaria e una secondaria di primo grado, per un totale di circa 150 iscritti. La struttura scolastica è una cascina immersa in un bosco della collina torinese a soli 10km dal centro di Torino.  Per conoscere il personale educativo e scoprire questo paradiso dell'educazione potete approfittare degli Open Day proposti per tutti i livelli di istruzione a partire dal 12 Ottobre. Una fiaba per te, Narrare con la voce e con le mani per genitori e insegnanti di bambini tra i 2 e gli 8 anni. Sabato 3 Dicembre e Sabato 10 Dicembre, dalle 9,00 alle 13,00 a Torino La Consulente Pedagogica Luisella Piazza propone un incontro per vivere il potere creativo della fiaba. Per chi desidera approfondire il mondo delle fiabe come strumento di crescita personale ed educativo. I contenuti dell’incontro: Narrare fiabe è un canale preferenziale per arrivare al cuore di ogni esperienza. Narrare è un’arte, ha bisogno di tempo, di immaginazione, di un focolare. Se vuoi saperne di più scrivi a luisella@germogliluminosi.it Il Gioco è una cosa seria: per educatori e insegnanti  Gennaio - Giugno 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso formativo di Educazione in Natura organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi Percorso completo 8 moduli - 56 ore di formazione Un corso studiato appositamente per insegnanti, formatori, educatori, accompagnatori in natura e tutti coloro che vogliono approfondire tematiche importanti come, tra le altre cose, lo sviluppo delle competenze emotivo-relazionali, le intelligenze multiple, il pensiero divergente, l'apprendimento libero e l'educazione emozionale.   E ... se volete condividere eventi di interesse con famiglie e insegnanti scriveteci a info@chescuola.net Antonella Giostra

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26Ott
Convegno a Rivoli: '' Promuoviamo abilità comunicative per didattiche plurali"

Convegno a Rivoli: '' Promuoviamo abilità comunicative per didattiche plurali"

La comunicazione a scuola La relazione e la comunicazione tra docente e studente sono ingredienti fondamentali del processo di apprendimento. Per comunicare in maniera efficace l'insegnante deve essere sia emittente del messaggio che ricevente ed essere pronto ad ascoltare i feedback, anche non verbali, che arrivano dalla classe durante lo svolgimento delle lezioni. Nonostante l'importanza che le capacità di comunicazione rivestono per il buon andamento della formazione, le conoscenze su questi argomenti spesso non vengono approfondite dagli insegnanti. L'attenzione sull'uso delle corrette strategie al fine di diffondere e consolidare le informazioni nell'ambiente scolastico riveste un ruolo ancora più importante qualora sia presenti in classe studenti con disturbi dell'apprendimento. Il comune di Rivoli al fine di promuovere il diffondersi di competenze sull'argomento ha organizzato una mattina di confronto con specialisti del settore. Il convegno, previsto per sabato 5 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00, è rivolto a tutti i docenti di ogni ordine e grado. Il Programma Saluti istituzionali a cura del Sindaco della Città di Rivoli Dott. Andrea Tragaioli e dell'Assessore alla formazione professionale Dott.ssa Alessandra Dorigo "Crescere comunicando : la comunicazione pedagogica" Prof. ssa Cristiana BALBO, MUSSETTO Prof.ssa Raffaella NEGRI - Staff inclusione dell' Istituto Di Istruzione Superiore Arturo Prever di Rivoli "Comunicare e includere per azioni pedagogiche efficaci" Prof.ssa Anna ROBINO, Prof.ssa Cristina FALBO - Staff inclusione dell' Istituto Di Istruzione Superiore Oscar Romero di Rivoli "Counseling skills per le didattiche multiple: uso della comunicazione e attenzione alla relazione" Prof.Mauro DOGLIO Pausa "Come farsi ascoltare? L'approccio psicologico nella comunicazione" Dott.ssa Silvia SPINELLI "Riflettiamo insieme per azioni pedagogiche efficaci" Dibattito dei partecipanti Quando Sabato 5 Novembre 2022 Dalle 9:00 alle 13:00 Dove Via Dora Riparia 2 - Rivoli (TO)

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24Ott
VICINI: La Scienza apre le porte alla Città

VICINI: La Scienza apre le porte alla Città

La Storia di un Evento Il Racconto della Prof.ssa Stefania Pizzimenti " L’idea di VICINI mi è venuta in mente pensando ad una festa di vicinato. Non i vicini di casa, ma i miei colleghi delle porte e dei palazzi accanto. Lavoriamo da anni in quattro bellissimi palazzi ottocenteschi dedicati alla Scienza, pieni di tesori nascosti. Ho pensato: "Sarebbe bello aprire le porte e far conoscere il nostro lavoro, raccontare le incredibili scoperte di chi ci ha preceduto in questi luoghi, insieme alla passione che anima ancora il lavoro dei Ricercatori di oggi". Io, ad esempio, lavoro nei laboratori di chi ha scoperto le piastrine: Giulio Bizzozero. Accanto a me, nel palazzo di Anatomia sono passati tre premi Nobel per la Medicina: Rita Levi-Montalcini, Renato Dulbecco e Salvador Luria. Due palazzi più in là ha insegnato Tullio Regge, considerato uno tra i maggiori scienziati nel campo della fisica teorica. Niente male, no? " Così è nato il progetto VICINI, acronimo di VIaggio alla scoperta della CIttà della Scienza di UNIto. Siamo ad aprile 2021: il ricordo del primo lockdown è vivissimo, alcune restrizioni ancora in vigore, quando la Prof.ssa Stefania Pizzimenti decide di bussare agli studi dei suoi vicini e domandare: “Perchè non apriamo le porte e facciamo festa?”. Al primo sì ne seguono molti altri e, in breve tempo, solo nell’Università di Torino sono quasi 100 le persone che decidono di partecipare! Parole d’ordine? " Riaprire, incontrarsi, celebrare! " Il progetto Vicini: un grande evento per celebrare La Scienza, La storia e La Cultura VICINI: La Scienza apre le porte alla città è un'iniziativa organizzata dall’Università degli Studi di Torino e prevede l’apertura straordinaria al pubblico degli ambienti della Ricerca insediati nell'area del Valentino. L'organizzazione dell'evento Vicini ha coinvolto ben 18 dipartimenti e strutture dell’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche quale capofila del progetto) e 19 enti esterni, e prevede la collaborazione della Biennale di Tecnologia e del Politecnico di Torino. L'invito della Professoressa Pizzimenti è stato apprezzato da Professori, Ricercatori, Studenti e Bibliotecari che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa insieme a molti partner esterni. L'apertura dell'Ateneo permetterà di ascoltare le storie sulle incredibili scoperte fatte a Torino nella seconda metà dell’800, traguardi che hanno reso la Città uno dei laboratori sperimentali scientifici più all’avanguardia a livello internazionale. In occasione dell'evento, a memoria di questo importante contributo storico, è stata prodotta la docufiction: GIULIO BIZZOZERO E LA CITTA’ DELLA SCIENZA. L'Evento Spettacoli, concerti, visitate guidate e altro ancora sono gli ingredienti per questa full immersion di cultura e conoscenza nell’ottocentesca Città della Scienza di Torino. Tutte le attività sono gratuite ma la prenotazione è obbligatoria. Quando e come partecipare Dal 14 al 18 Novembre La Scienza apre le porte alle scuole attraverso un programma ricco di attività. Dal 10 al 20 Novembre si aprono le porta al pubblico e le famiglie. Per partecipare leggere il Programma e prenotare. Che Scuola accetta volentieri l'invito a questo eccezionale Open Day per far festa con la Scienza e la Cultura! E Tu? Vieni con Noi? Antonella Giostra & Raffaella Gagliardi

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21Ott
Che Scuola?! e il suo Team a Didacta!

Che Scuola?! e il suo Team a Didacta!

Fiera Didacta Italia è il più importante evento fieristico nazionale dedicato al mondo della Scuola e dell'Educazione. In questi giorni, dal 20 al 22 Ottobre 2022, si sta svolgendo l’edizione siciliana di Fiera Didacta Italia con un programma scientifico di altissimo livello che, come l’edizione Nazionale, si avvale di un Comitato organizzatore del quale fanno parte in questo caso anche la Regione Siciliana, Firenze Fiera, il Ministero dell’Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale, gli Atenei Siciliani e Didacta International.  Il vasto Programma prevede oltre 50 eventi formativi rivolti al personale della scuola e convegni. Il team di Che Scuola?! ha deciso di partecipare a questo evento. Oggi 21 Ottobre siamo qui a Misterbianco per ascoltare ogni possibile voce del mondo Educante, per poter incontrare chi lo immagina, lo vive e lo propone. E' così: grazie "all'incontro e l'ascolto" che ci proponiamo di trasformare le nostre percezioni e le esperienze che viviamo, in semplici reportage dedicati alle famiglie.

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10Ott
Eventi Ed Educazione da Ottobre 2022

Eventi Ed Educazione da Ottobre 2022

Eventi ed Educazione Scopri l'elenco degli appuntamenti che il mondo dell'educazione offre a genitori e insegnanti.  OPEN DAY alla Vita Al Centro-Torino Da Mercoledì 12 ottobre 2022  La Vita Al Centro è un Progetto di Istruzione Parentale ad ispirazione biocentrica nato a Torino nel 2009. Da quando "La Vita Al Centro" è sorta, in forma di associazione, è cresciuta e oggi vanta di un micronido, un giardino dell’infanzia, una scuola primaria e una secondaria di primo grado, per un totale di circa 150 iscritti. La struttura scolastica è una cascina immersa in un bosco della collina torinese a soli 10km dal centro di Torino.  Per conoscere il personale educativo e scoprire questo paradiso dell'educazione potete approfittare degli Open Day proposti per tutti i livelli di istruzione a partire dal 12 Ottobre. LA FUNZIONE DELLE EMOZIONI PER IL BENESSERE E L’APPRENDIMENTO 16 Ottobre dalle 10:00 alle 13:00 - Abbadia Albina di Pinerolo L’Associazione di Promozione Sociale “Gli Gnomi dei Kiwi” organizza un incontro aperto a genitori ed educatori per scoprire come il benessere permette ai bambini di sviluppare le sue potenzialità cognitive, corporee, emotive e relazionali, di migliorare il suo rendimento e crescere in serenità. Il 16 Ottobre, grazie alla presenza di Paolo Mai (cofondatore dell’Asilo nel Bosco ed esperto di educazione in natura), sarà un’occasione di autoeducazione e di crescita per tutti. Scopriremo insieme: i Principi base della Pedagogia Viva, i Principi base di Neuroeducazione, i Principi base dell' Educazione Emozionale e tanto altro... INFO E PRENOTAZIONI La partecipazione all'incontro è ad offerta libera e consapevole. Prenotazione obbligatoria. Per maggiori info e prenotazioni 373 822 5671 (Tel e Whatsapp)   OPEN DAY al FabLab di Torino per tutti Tutti i mercoledì Il FabLab è aperto a professionisti e studenti che cercano un luogo ove condividere idee, invenzioni e competenze. Gli Open Day al FabLab hanno come obiettivo far conoscere questo luogo di creazione e condivisione. Per Prenotare CRESCERE, EDUCARE e ACCOMPAGNARE: per genitori 23 Settembre - 19 Marzo 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso per genitori consapevoli organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi 7 incontri di formazione in presenza per approfondire le maggiori tematiche relative alla genitorialità.  Programma SOCIAL FESTIVAL COMUNITA' EDUCATIVE: per educatori e insegnanti (evento accreditato MIUR)  20 - 21- 22 Ottobre a Torino, Moncalieri, Rivoli, Settimo Torinese Una full immersion di tre giorni per riaffermare la centralità della Scuola nella società. Un evento ricco di Workshop, Laboratori e Dibattiti per sostenere la necessità di un costante dialogo e una florida cooperazione tra la Scuola e il Territorio che la accoglie. Il festival è organizzato dal Comune di Torino, Compagnia di San Paolo e la rivista Animazione Sociale. Il Programma mostra la ricchezza di incontri che il Festival mette a disposizione della Comunità Educante. SEGRETERIA ORGANIZZATIVA mail: info.comunitaeducative@gmail.com, tel: 011 3841048 Fiera Ditacta Italia edizione siciliana: per educatori e insegnanti  20 -21- 22 Ottobre a Misterbianco (CT) L'evento fieristico nazionale più importante e interamente dedicato al mondo dell'educazione. La fiera è un'occasione unica per un dibattito scientifico tra educatori e insegnanti di tutti i livelli di istruzione: dal nido alla scuola secondaria di secondo grado. Il confronto e il dibattito prevede inoltre l'incontro con le aziende che operano nel settore della scuola e dell'educazione con materiali o formazione. Link al sito Le Avventure di Pinocchio: Musical Per le scuole 21 e 22 Ottobre a Torino L'Accademia dello Spettacolo propone per tutte le scuole uno spettacolo che fa parte della nostra cultura. Un’opera di teatro musicale originale scritta da Mario Restagno con musiche di Walter Orsanigo e Aldo Florian. Gli spettacoli per le scuole sono previsti Venerdì 21 e Sabato 22 ottobre alle ore 10.30. L’ingresso è riservato alle classi che hanno prenotato chiamando allo 011.4347273 (orario 9-13 e 14-19). Ingresso ha un costo di euro 5,00 e ogni 10 allievi viene assegnato un biglietto omaggio per gli accompagnatori. Teatro Murialdo, Piazza Chiesa della Salute 17, Torino VICINI: La Scienza apre le porte alla Città  19 - 20 Novembre 2022 Valentino, Torino L’evento VICINI: La Scienza apre le porte alla città è un’iniziativa organizzata dall’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche) e prevede l’apertura straordinaria degli ambienti della ricerca insediate nell'area del Valentino. Il programma al grande pubblico è ancora in fase di definizione ma intanto si suggerisce di non prendere impegni e tenere libere queste date sul calendario. Sono coinvolti 18 dipartimenti e strutture dell’Università, 19 enti esterni e collaborano al progetto anche il Politecnico di Torino e la Biennale Tecnologia. La Scienza apre le porte anche alle scuole: dal 14 al 18 Novembre. Gli insegnanti interessati a partecipare con le proprie classi alle attività proposte potranno prenotare dal 12 settembre. E, infine, per conoscere qualcosa in più su una storia così importante della nostra Città, potete seguire la docufiction appositamente prodotta https://youtu.be/jKpyDK6CbTo  Il Gioco è una cosa seria: per educatori e insegnanti  Gennaio - Giugno 2023 Presso Cascina Santa Brera - San Giuliano Milanese (MI) Percorso formativo di Educazione in Natura organizzato da A Tutto Cielo - Educazione in Natura condotto da Giacomo Caneschi Percorso completo 8 moduli - 56 ore di formazione Un corso studiato appositamente per insegnanti, formatori, educatori, accompagnatori in natura e tutti coloro che vogliono approfondire tematiche importanti come, tra le altre cose, lo sviluppo delle competenze emotivo-relazionali, le intelligenze multiple, il pensiero divergente, l'apprendimento libero e l'educazione emozionale.   E ... se volete condividere eventi di interesse con famiglie e insegnanti scriveteci a info@chescuola.net Antonella Giostra

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3Ott
Strade Scolastiche: l’impegno del Comune di Torino per una mobilità a misura di bambini.

Strade Scolastiche: l’impegno del Comune di Torino per una mobilità a misura di bambini.

Cos’è la zona scolastica La zona scolastica è una definizione stradale comparsa nel codice della strada in vigore dal 15 Settembre 2020 a seguito del Decreto Semplificazioni (76/2020). La volontà di ‘’definire’’ questi luoghi comuni nasce dall’obiettivo di  ridurre la principale fonte di inquinamento negli spazi adiacenti le scuole durante le ore di punta e favorire la ricerca di strategie che invoglino le famiglie a scegliere una mobilità eco sostenibile. L’articolo 3 del decreto semplificazioni definisce “la zona scolastica”. Zona scolastica:” zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine sarà il Comune ad individuare se istituire la nuova tipologia di struttura stradale con apposita ordinanza. Nelle zone scolastiche urbane possono essere limitate o escluse la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definite con ordinanza del sindaco (N.B.: queste limitazioni ed esclusioni non si applicano a scuolabus, ad autobus destinati al trasporto degli studenti o degli alunni, né a titolari di contrassegno invalidi)”. Perché sono importanti le strade scolastiche? La strada scolastica è una strada, o una zona, il cui accesso è consentito esclusivamente a pedoni e biciclette. Attraverso un intervento semplice quale liberare alcune aree da mezzi ingombranti, inquinanti, rumorosi e pericolosi, le zone scolastiche permettono di restituire ai bambini il loro spazio: uno spazio che è stato loro tolto ma di cui hanno diritto. I motivi per cui incentivare la diffusione di strade scolastiche sono diversi. Benessere Una comunità che intende mettere al centro delle proprie azioni il benessere dei bambini deve anche rispettare il loro diritto di respirare un’aria pulita e camminare sicuri per le strade. Autonomia Una zona sicura permette al bambino di spostarsi da solo, favorisce la sua autonomia e lo  sviluppo delle proprie a capacità di orientamento e di socializzazione, e se può percorrere dei tratti di strada da soli permette di costruire fiducia nelle proprie capacità. Movimento La zona scolastica incentiva spostamenti attivi come andare in bici e camminare, favorisce il gioco libero e la socializzazione per il bambino e per le famiglie Inquinamento La zona sicura orienta le scelte dei cittadini verso mezzi più sostenibili e abbassa l’altro livello di inquinamento presente vicino le scuole. Sicurezza L’alta concentrazione di auto davanti alle scuole rende questo luogo molto pericoloso a causa di manovre in spazi piccoli tra bambini che sbucano all’improvviso correndo. Strade scolastiche a Torino La costituzione di "Strade Scolastiche" è uno dei dieci progetti del Comune di Torino i cui cantieri partiranno entro gennaio 2023 grazie ai fondi React-EU. Alla promozione dell'iniziativa ha contribuito La Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico. I progetti si propongono di rinnovare la mobilità della città in maniera tale da favorire la scelta di mezzi eco-sostenibili per gli spostamenti quotidiani del cittadino: prevedono pedonalizzazioni, restringimenti di carreggiate, riammodernamento di marciapiedi, installazioni di fioriere e dissuasori. Il progetto "Strade Scolastiche", in particolare, ha come l’obiettivo quello di ridurre il traffico in prossimità delle scuole garantendo la sicurezza delle famiglie che scelgono di spostarsi a piedi o in bici. Come promuovere le Zone Scolastiche A chi intende approfondire l’argomento, o sostenere la realizzazione di strade scolastiche, consigliamo la lettura di un Blog dedicato alla promozione delle strade scolastiche e scaricare dal sito di Bikeitalia.it l’ebook “Strade Scolastiche – Nuove piazze per le città”. Le strade scolastiche: cosa possono fare i genitori I cambiamenti nelle abitudini costano certamente fatica: smettere di usare l’auto e cominciare la giornata camminando o pedalando non è certamente una scelta facile. Cambiare mezzo di trasporto per accompagnare i bambini a scuola, scegliendo di passeggiare insieme consente, però, di rendere questo momento piacevole e sano, un momento di ascolto e dialogo in cui ci si parla con calma guardandosi negli occhi. Chi vive lontano da scuola può sempre scegliere la bici per ogni bimbo e pedalare insieme, nel caso di bimbi piccoli si usa il seggiolino e, in caso di più figli, esistono mezzi dedicati come le cargo-bike a pedalata assistita. Anche gli automobilisti di lunga data scopriranno con il tempo il beneficio di vivere il tempo fuori dalla scuola come un momento piacevole e gioioso in compagnia di altri adulti e bambini. Riappropriarsi del tempo per qualche chiacchiera tra adulti senza lo strombazzamento di clacson migliorerà il benessere di genitori, figli e insegnanti. E se la nostra scuola non avesse una strada scolastica? Oppure abitiamo troppo lontano dalla scuola? In tal caso possiamo entrare in contatto con le tante associazioni che lavorano sul territorio e scoprire a quali iniziative possiamo partecipare insieme ai bambini: per esempio essere presenti, anche solo un giorno e come occasione speciale, all'evento Bike To School promosso da FIAB, o partecipare alle passeggiate domenicali insieme ad atre famiglie. Sono tante le associazioni che sul nostro territorio lavorano per favorire lo sviluppo di una società più lenta, ecosostenibile e a misura di bambino ma, senza la partecipazione attiva dei genitori, i bambini non possono usufruire delle tante occasioni pensate per loro. Noi di Che Scuola?! faremo del nostro meglio per farvi conoscere attraverso e un'agenda mensile anche le iniziative a favore dell'Educazione Green perché concordiamo sul fatto che l'esempio sia il metodo più efficace per trasmettere le buone abitudini. "Se è nostro intento educare le nuove generazioni ad una presa di responsabilità per il benessere della collettività la scelta ecologica va fatta dagli adulti Oggi!" Antonella Giostra https://www.bikeidentity.it/le-cargo-bike

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29Set
E se l'ansia per la matematica fosse contagiosa?

E se l'ansia per la matematica fosse contagiosa?

E se l'ansia per la matematica... fosse contagiosa?! Sentiamo sempre più parlare di quanto emozionarsi sia fondamentale per aiutare i bambini a ricordare ciò che imparano in classe, e di come una relazione solida con l’insegnante aiuti nella buona riuscita del lavoro insieme. Nei dialoghi sull’apprendimento, tuttavia, ancora troppo poco viene detto sul ruolo dei genitori quando si tratta di fare i compiti, e in particolare di come farli insieme e col sorriso aiuti a sviluppare nei bambini un atteggiamento di fiducia e curiosità verso le piccole sfide che li attendono. Spesso si pensa che le competenze vengano ereditate, come una sorta di dono: se sei bravo in matematica lo sarà anche tuo figlio mentre, se non lo sei, difficile sperare che lui possa esserlo! Lo stesso per il senso del ritmo, le abilità manuali o lo sport. Cosa mostrano le ricerche sull'ansia per la matematica Le ricerche dimostrano come il canale di trasmissione del sapere non sia necessariamente genetico, quanto emotivo: più il mediatore dell’apprendimento è a proprio agio nello svolgimento di un compito, e comunica sensazioni positive a riguardo, quanto più il bambino che lo osserva potrà nutrirsi di questo clima di ottimismo per apprendere con serenità il nuovo. Una ricerca americana ha mostrato come l’ansia per la matematica sia ‘’trasmissibile’’ e possa diventare un ostacolo nell’apprendimento della materia stessa. I risultati dello studio parlano chiaro: più i genitori sono a disagio con la matematica, più lo saranno i loro figli. Ma attenzione! La matofobia non è genetica, e si trasmette solo quando i genitori si impongono di assistere i figli nei compiti nonostante il disagio viscerale che sentono nel farli! La ricerca dimostra che, quegli stessi bambini, lasciati soli, hanno prestazioni del tutto simili ai coetanei, nonostante le ansie pregresse di mamma o papà. Riassumendo: Odi la matematica? Non l’hai mai capita? Passare il pomeriggio a svolgere e correggere, sottrazioni e moltiplicazioni per te è una tortura? Lascia stare! Per evitare che l'ansia per la matematica diventi un cruccio anche per i tuoi bambini, evita di assisterli personalmente durante i compiti. Abbi fiducia sul fatto che possano farcela da soli o, al massimo, chiedi supporto ad adulto appassionato che riesca a comunicare loro tranquillità e una buona dose di curiosità. Quanto detto non si limita solo alla matematica e la regola per ogni insegnamento rimane sempre la stessa: là dove possibile, limitiamoci a insegnare ciò che ci appassiona, poiché le emozioni che trasmetteremo sono più fertili e veritiere di qualsiasi verbalizzazione.         Antonella Giostra & Raffaella Gagliardi  

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19Set
Prime Riunioni di Sezione nelle scuole dell'Infanzia e nel Nidi

Prime Riunioni di Sezione nelle scuole dell'Infanzia e nel Nidi

Riunioni di sezione Nell’articolo di oggi vogliamo fornire agli educatori idee e suggerimenti per rendere le riunioni di sezione più produttive.  Le prime riunioni di sezione sono infatti, al di là dell’ordine di scuola (nido o infanzia), un tema molto importante e sentito, perchè di fatto costituiscono il primo momento di incontro fra personale educativo e genitori nel quale scambiarsi impressioni, domande, ed iniziare ad instaurare un rapporto che durerà alcuni anni. Abbiamo in un precedente articolo discusso di quanta importanza rivesta il patto educativo tra insegnanti e genitori. Ecco alcuni consigli che ci sentiamo di condividere con gli insegnanti e che derivano da una lunga esperienza di supervisore in nidi e scuole dell'infanzia. Disponete le sedie in cerchio: evitare le file di sedie ha più obiettivi e vantaggi; intanto, consente il contatto oculare di tutti i partecipanti, e favorisce l’attenzione e la partecipazione di tutti, mentre chi si trova nelle ultime file potrebbe non sentire bene o distrarsi; in secondo luogo, riporta metaforicamente ad un’idea di alleanza, di tavola rotonda nella quale ogni partecipante ha un ruolo paritario ed ugualmente importante, evita l’impressione di una lezione frontale nella quale i genitori sono fruitori passivi di informazioni; Raccontate da subito come si svolgerà la riunione, quanto durerà e quali saranno i passaggi:  dimostrate che non state improvvisando ma che avete uno schema, è garanzia di professionalità; Prevedete un tempo per le domande: le domande potrebbero essere raccolte in un contenitore nel quale inserire bigliettini anonimi; l’anonimato favorisce l’esposizione di domande anche ‘scomode’, relative a questioni delicate, che è meglio snodare subito per evitare che eventuali non detti procurino problemi nel prosieguo del percorso; Non date nulla per scontato: per chi lavora all’interno di una struttura educativa, il funzionamento della giornata, le routines, sono cose ben note; ma spesso i genitori non conoscono lo svolgimento della giornata, non ne sanno i passaggi, e questo alimenta in loro la fantasia di un luogo ‘inaccissibile’ nel quale non hanno controllo di ciò che accade al loro bambino;  Se durante la riunione avete previsto l'uso di una presentazione non utilizzate slides con elenchi puntati poichè l’attenzione su un elenco puntato è estremamente bassa: se ci sono informazioni importanti da trasferire è preferibile fornire lo stesso elenco in mano, in un foglio di carta stampato; utilizzate slides con immagini-stimolo poichè un’ immagine cattura l’attenzione, viene memorizzata più facilmente, e può servire da punto di partenza per fare domande o proporre riflessioni; Siate pratici, ma non troppo: la prima riunione di sezione è un momento prezioso in quanto spesso sono presenti quasi tutti i genitori, è un’occasione per trasmettere concetti organizzativi ma anche per confrontarsi sull’idea di bambino ed iniziare ad instaurare l’alleanza educativa; Se possibile, organizzate un gioco: giocare mette in campo i genitori in prima persona e trasmette l’idea di un luogo nel quale l’apprendimento viene sempre veicolato sotto forma ludica; ridere e divertirsi favorisce la memorizzazione dei concetti ed è fondamentale per la creazione di quel rapporto umano che è la base dell’alleanza educativa; Non siate giudicanti: educare è il contrario di giudicare; ogni famiglia ha le sue difficoltà e le sue caratteristiche peculiari: essere professioniste della cura non significa imporre il giusto e lo sbagliato ma condividere obiettivi di sviluppo realistici, tarati sul singolo bambino e sulla singola famiglia (ciò che è un obiettivo da raggiungere per alcuni, potrebbe essere qualcosa di già consolidato per altri), e strategie per realizzarli; Siate professionali: un’educatrice o un’insegnante non è solo ‘una persona carina’ che bada ai bambini, ma una professionista con un background formativo solido; adottate atteggiamenti amichevoli ma non troppo confidenziali, se c’è la possibilità fate riferimento a semplici costrutti teorici (un concetto chiave da condividere con i genitori: la zona di sviluppo prossimale di Vygotskij se vi viene chiesto di esprimervi rispetto a pratiche educative non basatevi sul “secondo me” ma rispondete con cognizione di causa, facendo riferimento alla vostra esperienza ma anche a costrutti teorici o scientifici evidenti (neuroscienze e teoria dell’attaccamento in primis); Concludete la riunione con un riepilogo delle cose fatte e, se possibile, con qualcosa da portare a casa: poter avere un oggetto, un bigliettino, un decalogo o qualsiasi cosa da portare a casa alimenta la sensazione piacevole di un luogo nel quale accadono cose belle e dal quale ci si congeda ‘portando con sè qualcosa’. Silvia Spinelli - Psicoterapeuta e formatrice

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9Set
Calendario Scolastico Piemonte

Calendario Scolastico Piemonte

Calendario scolastico 2022-2023 nella Regione Piemonte   La scuola ripartirà lunedì 12 settembre per la maggior parte dei bambini piemontesi. Per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e di secondo grado le lezioni si svolgeranno da lunedì 12 settembre 2022 a sabato 10 giugno 2023 mentre la scuola dell'infanzia, avrà inizio lo stesso giorno e terminerà venerdì 30 giugno 2023. Il calendario scolastico che avrà inizio lunedì prossimo è una gradita sorpresa per tutti i genitori lavoratori per due motivi: il primo è che nessuna festività sarà di sabato o domenica e potranno usare tutti i giorni di vacanza possibili, in secondo luogo le festività saranno giorni molto vicini al weekend permettendo pochi e brevissimi ponti. Ponti nel calendario scolastico La festività in vicinanza del weekend viene spesso usata dalle istituzioni scolastiche per organizzare un periodo di riposo al personale e per garantire ai bambini importanti pause dallo studio. Le vacanze aggiunte alle festività per prolungare il periodo di riposo scolastico, e chiamate ponti, potrebbero però risultare un problema per la famiglia poiché mentre le festività comandate prevedono, nella maggior parte dei casi, anche la chiusura di uffici e negozi, il ponte è una vacanza solo a scuola. Se i giorni di vacanza dalla scuola sono quindi tanto attesi da bambini e insegnanti, per i genitori lavoratori potrebbero risultare giorni di complessa organizzazione familiare che va pensata per tempo e per questo motivo il calendario scolastico è sempre molto atteso, scrutato e studiato. I ponti del calendario scolastico 2022/2023 La prima vacanza per gli studenti sarà, come sempre, quella prevista per il giorno di Tutti i Santi che sarà un martedì ma per cui non è stato previsto un ponte; tuttavia potrebbe essere inserito dall'Istituzione scolastica Vacanza di Tutti i Santi: martedì 1 novembre 2022 La vacanza per il giorno dell’Immacolata essendo di giovedì regala il primo ponte Vacanza e ponte dell'Immacolata: da giovedì 8 dicembre a sabato 10 dicembre 2022 Il periodo di Natale quest’anno ci riserva una piacevole sorpresa per quanto riguarda le vacanze e cioè la presenza di due settimane intere e senza interruzioni dal lunedì al venerdì: Pausa natalizia da sabato 24 dicembre 2022 a sabato 7 gennaio 2023 Le vacanze per il periodo di Carnevale saranno di due giorni lunedì 20 febbraio e martedì 21 febbraio 2023 La Santa Pasqua sarà giorno 9 Aprile le vacanze pasquali da giovedì 6 aprile a martedì 11 aprile 2023 Il 25 Aprile 2023 essendo un martedì facilita l’organizzazione di una vacanza ponte Festa della Liberazione e ponte lunedì 24 aprile al 25 aprile 2023 Il primo maggio 2023, festa dei lavoratori, sarà un lunedì, quindi si al weekend lungo ma nessun ponte. E, per finire, la festa della Repubblica del 2 giugno sarà un venerdì quindi, anche in questo caso niente ponti, ma un weekend lungo per il primo bagno al mare in attesa della chiusura dell’anno scolastico. Antonella Giostra

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17Ago
Eventi ed Educazione Settembre 2022

Eventi ed Educazione Settembre 2022

Eventi ed Educazione Per chi è già rientrato dalle vacanze e per chi ancora riposa ma vuole già pianificare il proprio autunno, ecco un elenco di appuntamenti interessanti.   Lettura ad alta Voce 8 e 9 Settembre a Torino  Seminario di formazione su effetti e tecniche di lettura ad alta voce. Rivolto a insegnanti, bibliotecari, educatori, librai e interessati Organizzato da Associazione Nausika Per Prenotare   OPEN DAY al MAaC per insegnanti e famiglie 17 settembre 2022 15:00-17:00 Il Museo A come Ambiente è il primo museo europeo interamente dedicato alle tematiche ambientali e situato a Torino nelle vicinanze del Parco Dora. L’Open Day al MAaC è un'occasione per gli insegnanti che vogliono conoscere in anteprima le proposte del museo , sperimentando le attività in programma per il nuovo anno scolastico, i laboratori e gli allestimenti del Museo. Organizzato da Il Museo A come Ambiente Per Prenotare   OPEN DAY al FabLab per tutti Tutti i mercoledì a partire dal 7 settembre 2022  Il FabLab è aperto a professionisti e studenti che cercano un luogo ove condividere idee, invenzioni e competenze. Gli Open Day al FabLab hanno come obiettivo far conoscere questo luogo di creazione e condivisione. Per Prenotare   Festival Green  17 e 18 Settembre 2022 a Montaldo Torinese Il festival organizzato dall'Amministrazione Civica vuole essere un' occasione per riflettere e approfondire i temi di una quotidianità ecosostenibile e le azioni concrete per il rispetto della natura. La riflessione sulle generazioni future e la loro educazione avrà spazio il pomeriggio del 17 settembre. Sarà questa l'occasione per scoprire cos'è una comunità educante e conoscere alcuni progetti di educazione parentale presenti nel Torinese attraverso il racconto delle loro esperienze. Programma   Tu Cresci, Io Apprendo per educatori e genitori  17 Settembre 2022 presso la Scuoletta Montessori di Orbassano Una giornata di convegno per confrontarsi e riflettere su cosa è cambiato, in ambito educativo e sociale, a causa della pandemia. Potrebbe essere questo il momento per evolvere come educatori ed esseri umani? Che strumenti adottare? L'evento che comincia alle 9:30 e si conclude alle 22:00, prevede laboratori esperienziali, pranzo, apericena e un concerto. Ma attenzione che qui si vuole davvero svoltare. La prova? I partecipanti dovranno lasciare il cellulare all'ingresso :) Programma   VICINI: La Scienza apre le porte alla Città  19 - 20 Novembre 2022, San Salvario - Valentino, Torino L’evento VICINI: La Scienza apre le porte alla città è un’iniziativa organizzata dall’Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche) e prevede l’apertura straordinaria degli ambienti della ricerca insediate nell'area del Valentino. Il programma al grande pubblico è ancora in fase di definizione ma intanto si suggerisce di non prendere impegni e tenere libere queste date sul calendario. Sono coinvolti 18 dipartimenti e strutture dell’Università, 19 enti esterni e collaborano al progetto anche il Politecnico di Torino e la Biennale Tecnologia. La Scienza apre le porte anche alle scuole: dal 14 al 18 Novembre. Gli insegnanti interessati a partecipare con le proprie classi alle attività proposte potranno prenotare dal 12 settembre. E, infine, per conoscere qualcosa in più su una storia così importante della nostra Città, potete seguire la docufiction appositamente prodotta https://youtu.be/jKpyDK6CbTo     Se volete condividere eventi di interesse con famiglie e insegnanti scriveteci a info@chescuola.net Antonella Giostra

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1Giu
Lo Sviluppo del Linguaggio nel Bambino

Lo Sviluppo del Linguaggio nel Bambino

Le principali tappe di sviluppo del linguaggio nel Bambino Oggi parleremo di comunicazione, esaminando le principali tappe di sviluppo del linguaggio nel bambino e i relativi indicatori. Ma partiamo dalle basi. Cos'è il linguaggio? Il linguaggio è un sistema di segni convenzionali del vissuto del bambino e usati in un contesto appropriato. “Imparare a comunicare” significa apprendere: • un sistema di gesti, suoni e parole, • un sistema sintattico e grammaticale, • essere motivati ad usare il linguaggio, usarlo nel contesto appropriato: quando e dove parlare, di che cosa, a chi e in che modo. Ogni bambino è unico: cresce ed impara a comunicare sviluppando caratteristiche individuali differenti. È molto importante rispettare queste diversità, evitando di creare aspettative o di fare richieste non adeguate ad un determinato momento della sua crescita. In questi casi, infatti, si può rischiare di esporre il bambino a insuccessi imprevedibili che potrebbero minare la sua autostima. Allo stesso tempo, però, sarebbe meglio evitare di porsi all'estremo opposto. In nome dell'individualità e della variabilità del ritmo di sviluppo, non ci si occupa di difficoltà del linguaggio aspettando fiduciosamente un miglioramento (il classico "non si preoccupi, parlerà" di chi è poco informato!). Le differenze individuali sono consistenti e possono riguardare sia lo stile di acquisizione e di sviluppo dei suoni della lingua, del lessico, della formazione di frasi, del modo di raccontare episodi e storie, sia della fluenza, cioè la velocità e l’assenza di interruzioni nel parlare. Pur rispettando le caratteristiche evolutive del singolo bambino, è quindi importante fare attenzione ad alcuni indicatori dello sviluppo linguistico, che si articola in 3 fasi principali. Vediamo insieme quali sono le tappe evolutive fondamentali del linguaggio, dalla nascita del bambino fino ai 4 anni. 1. Fase prelinguistica: sviluppo fonologico e vocale Nelle prime settimane di vita il bambino comunica tramite il pianto. E’ un sistema di segnalazione e ne esistono diversi tipi. Uno di questi è il pianto di " irritazione-richiamo", che il bambino utilizza per richiamare l’attenzione dell'adulto a partire dalla terza settimana di vita. In una fase più avanzata compaiono la risata prolungata, le imitazioni e le produzioni di suoni prevalentemente vocalici e consolanti prolungati, corrispondenti in genere ad uno stato di benessere del bambino quando interagisce con il genitore. In questa fase i bambini si mostrano anche capaci di associare le vocalizzazioni con i contorni dei visi. Durante l’allattamento la mandibola si apre e si chiude ritmicamente, ed è proprio da questa base neuromuscolare legata alla nutrizione che il bambino acquisisce gli schemi motori e articolatori. All’età di circa sei mesi, comincia ad apparire il "babbling o lallazione ": il bambino produce in ogni vocalizzazione una serie di sillabe del tipo consonante-vocale (esempio: “pa-pa-pa” oppure “ba-ba-ba”), che si ripetono nelle prime fasi in modo identico, e successivamente variano (esempio: “pa-pe-pe” oppure “ba-pa-ma”), in cui la consonante rimane la stessa. Il babbling viene utilizzato in giochi di imitazione con la madre o altri adulti di riferimento, ma serve soprattutto a far capire al bambino che la comunicazione è a due vie, e che è un interlocutore molto gradito. Inoltre in questo modo riceve un feedback che lo informa sulla differenza tra la sua produzione e quella dell'adulto. In questa fase può essere interessante per i genitori conoscere alcuni consigli pratici per incoraggiare la lallazione nel bambino. Si arriva così alle "proto parole o quasi-parole", che il bambino utilizza per comunicare un certo significato all'interno di un determinato contesto. Si tratta di espressioni non ancora fonologicamente corrette, come ad esempio "baba” per indicare l’acqua. Successivamente, intorno al primo anno di vita, il bambino sperimenta la produzione delle prime parole. Nei primi 3 mesi vita: comunica attraverso il pianto A 3 mesi: - emette i suoni per il piacere di ascoltarli (“canta”) - ascolta e volta la testa o gli occhi verso la fonte sonora e la guarda A 6-7 mesi: - fase della lallazione: consonante più vocale (papapa, dadada...) - controlla i suoni che emette 2. Le prime parole e lo sviluppo del lessico I bambini cominciano a produrre le prime parole ad un’età che varia tra gli 11 e i 13 mesi. In genere indicano persone, oggetti e azioni molto familiari (“no”, “ao” per ciao, “pu” per non c'è più) che corrispondono a contesti ristretti e specifici. In questa fase il bambino fa ancora un uso non referenziale delle parole, per cui “mao” sarà solo ed esclusivamente il gatto che ha in casa e non quello della vicina. La tappa seguente riguarda il processo di astrazione e di decontestualizzazione del linguaggio. Durante questa fase il bambino comprende che le parole sono simboli che rappresentano oggetti ed eventi, per cui tutti i gatti in qualunque situazione si chiamano “mao”. È qui che inizia l’uso referenziale del linguaggio, che riguarda anche l'aspetto della comprensione. La capacità di comprensione del bambino, infatti, predice l'ampiezza del vocabolario che egli produrrà in età successiva. In breve, più parole comprende in un dato momento, tanto più parole produrrà in un momento successivo. Tra i 16 e 20 mesi si verifica la cosiddetta "esplosione del vocabolario, ovvero si registra un forte incremento del numero di parole prodotte. Il bambino sembra scoprire che ogni cosa ha il suo nome e che se non lo si conosce si può chiedere a qualcuno. Al di sotto delle 50 parole il vocabolario del bambino è composto per la maggior parte di nomi, mentre quando si superano le 100 parole cominciano ad emergere i verbi, gli aggettivi ed altri elementi, come preposizioni ed avverbi. Dai 12 ai 20 mesi: - abbandona i gesti per le parole - usa le parole anche in assenza dell’oggetto o della persona (decontestualizzazione) - inizia ad usare i verbi, accompagnando le proprie azioni 3. Sviluppo delle frasi e della grammatica Intorno ai 24 mesi il vocabolario di un bambino è formato da almeno 50 parole. Con un adeguato incremento del vocabolario, il bambino passa da un linguaggio formato dalla parola-frase o olofrase, composta dalla parola singola, alla combinazione di almeno due parole in una frase. A 36 mesi pronuncia tutti i fonemi (lettere) ad eccezione della “r” e dei gruppi consonantici. In questa tappa il bambino inizia a sviluppare anche la grammatica Le regole della grammatica comprendono da un lato gli aspetti morfologici, dall'altro la sintassi della lingua. I primi hanno a che fare con l'acquisizione di quel pezzetto di parola (prefissi e suffissi) che serve per esprimere il singolare o il plurale, il maschile o il femminile, il passato o il futuro dei verbi. Con sintassi, invece, si fa riferimento alle regole che permettono di costruire frasi complesse, come ad esempio le frasi passive, e di unire due o più frasi per costruire un discorso. Lo sviluppo grammaticale è strettamente correlato allo sviluppo lessicale e tale correlazione risulta molto più forte di quella tra lo sviluppo della grammatica e l’età del bambino. Le tappe evolutive sono indicative, ma sono utili per capire se lo sviluppo è adeguato per l’età oppure se sono presenti dei segnali che necessitano di monitoraggio. Fare particolare attenzione: Se nei primi mesi: sente bene, reagendo a stimoli sonori cerca con il suo sguardo di entrare in comunicazione con gli altri Se entro i 2 anni: il vocabolario, a parte “mamma” o “papà”, conta poche altre parole il linguaggio è prevalentemente inintelligibile non associa almeno 2 parole per formare le frasi Se entro i 3 anni: il linguaggio è ancora poco comprensibile, soprattutto alle persone che sono al di fuori del nucleo familiare usa pochi verbi e nessun articolo o preposizione usa poco il plurale raramente costruisce frasi Se entro i 4 anni: il linguaggio non è completamente comprensibile racconta semplici eventi con difficoltà Potenziare il linguaggio, anche leggendo e raccontando delle storie, può aiutare i bambini ad avere un atteggiamento positivo verso i libri e successivamente, l’apprendimento della lettura e della scrittura, saranno più facili. DOTT.SSA DANIELA DI FRANCO Logopedista - Biologa  

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22Mag
Per scrivere bene e senza fatica: una corretta impugnatura.

Per scrivere bene e senza fatica: una corretta impugnatura.

Una corretta impugnatura della matita o della penna è fondamentale per scrivere bene, senza fatica e per tempi prolungati. Molto spesso genitori ed insegnanti rilevano diverse difficoltà di scrittura nel bambino osservando alcuni segnali tra cui la scorretta impugnatura dello strumento grafico. Le domande più comuni sono: “Come si può intervenire?”, ” È giusto intervenire”, ” quando intervenire?”. È un argomento molto ampio per cui risulta importante fare chiarezza su alcuni principi fondamentali.  L’impugnatura nel tempo Negli ultimi decenni l’insegnamento delle modalità di impugnare e scrivere si è trasformato influenzando in maniera negativa la postura e la visione. Coloro che oggi sono adulti, hanno ricevuto istruzioni per una impostazione conforme dall’uso del pennino, che induceva ad impugnare lo strumento ad una distanza corretta, calibrando la pressione sul foglio. Con l’avvento della penna a sfera è risultato possibile avvicinare sempre di più le dita alla punta e spesso i bambini sono stati lasciati liberi di scegliere l’impugnatura migliore per loro, senza alcuna indicazione di correttezza. Tale libertà ha generato impugnature considerate normali, ma che spesso nascondono delle difficoltà posturali o visive. Tipi di impugnature Le impugnature sono state classificate dal responsabile nazionale di P.E.A.V. (Proteggi Educa Allena la tua Visione) e le tipologie non conformi più ricorrenti sono: l’impugnatura pollice in avanti, l’impugnatura a morso, l’impugnatura a pollice interno, l’impugnatura del fumatore e l’impugnatura a mantide religiosa. Impugnatura pollice in avanti: è l’impugnatura più diffusa tra i ragazzi (circa il 60%) e comporta una difficoltà a livello della motricità fine. La presa crea un blocco compatto in cui tutte le dita della mano sono piegate verso il palmo, bloccando la penna con i polpastrelli dell’indice e del medio. Il pollice è escluso dal blocco, per cui rimane esterno e proteso in avanti, spesso con la funzione di contenere la presa. Tale impugnatura fa assumere alla penna un’inclinazione verticale o inclinata verso l’esterno, dovuta alla spinta dei polpastrelli e al punto di appoggio più alto nello spazio tra pollice e indice. Il movimento della scrittura avviene prevalentemente con movimenti del polso o scomposto in movimenti delle altre articolazioni superiori al polso, a volte anche della spalla. Tale impugnatura provoca problemi visivi, quali scarsa capacità di vedere ciò che si scrive perché il pollice copre lo scritto, per cui il bambino ha la tendenza ad avvicinarsi con il viso sul piano di lavoro. L’avvicinamento può avvenire in maniera frontale allontanando il foglio di scrittura o in maniera laterale inclinando il corpo dalla parte opposta della mano in cui scrive. In questa maniera si ha un affaticamento visivo che si evidenzierà a lungo andare con difficoltà di messa a fuoco nei passaggi vicino/lontano. Questa impugnatura errata può indurre problemi all’apparato muscolo-scheletrico quali affaticamento delle dita e del polso, dolori e ipertensione ai muscoli del collo e delle spalle oltre alla possibilità che a lungo termine si sviluppino delle modifiche alle curve normali della colonna vertebrale. Impugnatura a pollice interno: è la presa più comune nei bambini mancini. La presa è caratterizzata dal pollice che viene chiuso all’interno, sotto l’indice (a volte anche il medio) che lo sovrasta sull’unghia. In questa maniera la penna viene spinta ed appoggiata sulla parte alta dell’indice (vicino alla nocca). Questo punto agisce da perno per i movimenti della scrittura. L’indice e il medio si distendono fino a spingere la penna con i polpastrelli e toccando la punta dell’anulare. Le ultime due dita, quindi anulare e mignolo bloccano la penna vicino alla punta e fungono da unico blocco nei movimenti della scrittura. Tale impugnatura fa assumere alla penna una posizione inclinata all’esterno in avanti, con la punta ben visibile a chi scrive. Nei mancini spesso il polso assume una posizione maggiormente inclinata per permettere la visione delle parole scritte. Tale impugnatura provoca problemi visivi quali un avvicinamento al piano di lavoro, nel caso in cui i polpastrelli scivolassero troppo verso la punta della penna per stanchezza o per le mani sudate. L’avvicinamento produrrà una compressione di tutto l’organismo producendo affaticamento visivo che si evidenzierà a lungo andare con difficoltà di messa a fuoco nei passaggi vicino/lontano. Infine si possono riscontrare problemi all’apparato muscolo-scheletrico quali affaticamento del polso per eccessiva tensione ai tendini del polso (nel caso in cui il bambino mancino pieghi eccessivamente il polso), dolori e ipertensione ai muscoli del collo e delle spalle oltre alla possibilità che a lungo andare si sviluppino delle modifiche alle curve normali della colonna vertebrale. Impugnatura del fumatore: la presa è chiamata in questa maniera perché la penna è posizionata come se fosse una sigaretta tra l’indice e il medio. I bambini che utilizzano questo tipo di impugnatura premono la punta della penna contro il polpastrello del pollice, che a sua volta, modula i piegamenti opponendosi alle spinte date dall’indice e dal medio. Il polso si piega verso il dorso della mano, contraendo i muscoli dell’avambraccio. Pertanto la scrittura è data da piegamenti delle dita (indice, medio e pollice) per i movimenti verticali, mentre i movimenti del polso permettono di effettuare tratti orizzontali. L’impugnatura in punta determina la copertura inevitabile di ciò che si scrive, inducendo un avvicinamento al foglio. Tale avvicinamento produce affaticamento visivo, che a lungo andare può evidenziare difficoltà di messa a fuoco nei passaggi vicino/lontano. Infine si possono riscontrare problemi all’apparato muscolo-scheletrico quali problemi ai legamenti del polso (per l’estensione all’indietro del polso e movimenti orizzontali), dolori e ipertensione ai muscoli del collo e delle spalle oltre alla possibilità che a lungo andare si sviluppino delle modifiche alle curve normali della colonna vertebrale. Impugnatura a mantide religiosa: La presa è caratterizzata dalla posizione della penna tenuta con diversi punti di aggancio, simile all’insetto da cui prende il nome. Tale presa ricerca una stabilità e il massimo controllo visivo durante la scrittura. Il punto di aggancio tra pollice ed anulare/medio è il perno portante dei movimenti per la scrittura. L’indice, piegandosi in alto sulla penna crea il fulcro dei movimenti fini gestiti dall’opposizione delle altre dita, mentre il pollice spinge e modula il movimento della penna opponendosi alle spinte dell’indice e dell’anulare/medio. Il polso si piega verso il dorso della mano, contraendo i muscoli dell’avambraccio. Pertanto la scrittura è data da piegamenti delle dita (indice, medio e pollice) per i movimenti verticali, mentre i movimenti del polso permettono di effettuare tratti orizzontali. Quale è l’impugnatura corretta? L’impugnatura corretta per una buona visione è facilitata da penne e matite a fusto triangolare-prismatico. La presa risulta essere a tre dita dinamiche. In particolare la presa dei tre polpastrelli delle dita indice medio e pollice è posta a circa 2 cm dalla punta della penna e si trovano ciascuno su un lato diverso della penna, formando una figura a triangolo equilatero. La penna si appoggia al centro dello spazio tra pollice e indice. I movimenti propri della scrittura sono localizzate sui movimenti fini delle dita, che piegandosi fanno scivolare la penna sullo spazio pollice-indice (simile al movimento di una stecca da biliardo), mentre i movimenti ampi sono localizzati dai movimenti del polso. Il medio e l’anulare, piegate all’interno del palmo della mano creano un appoggio morbido e stabile sul foglio, senza ostacolare i movimenti delle altre dita. Per rendere la scrittura più corretta, bisognerebbe fornire al bambino un piano inclinato di circa 15°-20° per favorire una maggiore scorrevolezza dello scritto. Nonostante l’impugnatura sia corretta, possono presentarsi dei problemi visivi, quali un avvicinamento frontale-laterale che porterà ad affaticamento visivo, problemi all’apparato muscolo-scheletrico dovute da posizioni arcuate in avanti, le quali portano ipertensione ai muscoli del collo e delle spalle, modifiche alle curve normali della colonna vertebrale, oltre ad affaticamento tendineo-articolare del polso nei movimenti ampi della scrittura. Elena Marro Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

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8Mag
Difficoltà di scrittura

Difficoltà di scrittura

  Difficoltà di scrittura nel bambino: COSA fare Molto spesso genitori ed insegnanti rilevano difficoltà di scrittura nel bambino osservando alcuni segnali quali: eccessiva lentezza, scarsa chiarezza, mancato rispetto degli spazi, disegno immaturo, traccia calcata, dolore... potrebbe trattarsi di disgrafia? O di una difficoltà temporanea? È indubbiamente un tema molto ampio per cui è bene fare subito chiarezza su alcuni punti. DSA e disgrafia Il termine DSA indica i disturbi specifici di apprendimento che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto; questi si manifestano con l’inizio della scolarizzazione e sono definiti disturbi del neurosviluppo in quanto dipendono dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neurali coinvolte in questi processi e la loro causa, quindi, non è assolutamente da attribuirsi ad un deficit di intelligenza né a deficit sensoriali. Una panoramica dei DSA potete trovarla in un precedente articolo: DSA .  In particolare, la disgrafia riguarda il controllo degli aspetti grafici della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione; pertanto si manifesta in una minore fluenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura. Le competenze del processo di scrittura Adesso facciamo un piccolo passo indietro... quali sono le abilità legate alla grafomotricità? È importante conoscerle perché eventuali lacune, anche in una sola di queste aree, potrebbero interferire con l’abilità di scrivere! • Controllo posturale e capacità di lateralizzazione; • Coordinazione dinamica dell’arto superiore, necessario per poter controllare i movimenti del braccio; • Coordinazione occhio-mano, ovvero l’abilità che permette un lavoro simultaneo e coordinato fra i movimenti degli occhi e quelli dell’arto superiore scrivente; • Motricità fine, quindi il prodotto di movimenti minuziosi e precisi a carico della mano e delle dita; • Abilità visuo-spaziali, ovvero la capacità dell’individuo di percepire, agire ed operare sulle rappresentazioni mentali in funzione di coordinate spaziali; • Percezione ed analisi visiva, ossia l'abilità di discriminare le forme, associarle, apprezzarne le caratteristiche e individuarne le differenze; • Orientamento ed organizzazione spazio-temporale, cioè la capacità di percepire la posizione del proprio corpo in relazione agli oggetti e alle persone nello spazio e nel tempo. Sono necessarie per consentirci di orientarci nello spazio grafico del foglio, capire dove iniziare a scrivere e dove interrompersi, seguire un andamento lineare, mantenere una grandezza regolare delle lettere, orientarle correttamente, sapere cosa viene prima e cosa dopo, mantenere un ritmo. • Memoria a breve e lungo termine • Attenzione sostenuta • Abilità fonologiche, metafonologiche e linguistiche Le difficoltà di scrittura nel bambino: i campanelli d'allarme Possono essere molteplici, i più frequenti sono: • scrittura scarsamente leggibile; • lentezza nello scrivere; • dolore alle dita e/o al polso e/o al braccio scrivente; • traccia molto calcata e buchi nel foglio; • ritocchi di segni già tracciati; • discontinuità del tratto e numerose interruzioni; • lettere di differente grandezza; • non rispetto dei margini; • lettere tremolanti; • impugnatura della penna/matita inusuale; • evitamento e rifiuto nei confronti di attività grafomotorie etc... In presenza di sintomi come procedere? I sintomi non sono rari, soprattutto nei piccoli che per la prima volta si approcciano alla scrittura e, ancor di più, nei casi in cui i bambini non siano stati esposti ad attività di pre-scrittura durante la scuola dell'infanzia. Spesso le difficoltà sono già rilevabili nella scuola dell’infanzia, in particolare verso i 5 anni e, nonostante la diagnosi di disgrafia possa essere effettuata a partire dalla fine del II anno della scuola primaria, è di primaria importanza agire tempestivamente. Prima di tutto sarà fondamentale comprendere a quali di queste componenti sono dovute le difficoltà del bambino. Per questo motivo risulta necessario effettuare una valutazione neuropsicomotoria in modo da identificare le problematiche specifiche e poter, eventualmente, iniziare un percorso riabilitativo per potenziare, recuperare o vicariare tali difficoltà. La precocità è con cui si interviene può cambiare notevolmente l’esito di un trattamento. Infatti, secondo la letteratura scientifica, l’efficacia di un trattamento per le difficoltà grafomotorie è inversamente proporzionale all’età in cui viene effettuato e dal III anno della scuola primaria le possibilità di modificabilità sono ridotte, al contrario a 4-5-6 anni si possono avere miglioramenti notevoli. La diagnosi può ma consiglio è di rivolgersi al servizio di neuropsichiatria infantile del territorio oppure ad un centro specializzato privato e/o convenzionato per iniziare, il prima possibile, l’iter valutativo. Le tempistiche possono variare, nel contesto pubblico di solito vi è una lista d’attesa mentre nel privato il processo è più rapido.   La scuola come può intervenire? La segnalazione tempestiva delle difficoltà da parte delle insegnanti è un tassello essenziale. La scuola può davvero fare la differenza. Di fronte ad un dubbio bisogna procedere senza procrastinare ed evitando di minimizzare le problematiche perché, con il tempo e con l’aumentare delle richieste scolastiche, le difficoltà tendono ad aumentare con risvolti negativi anche sul fronte emotivo. Secondo la Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 la scuola ha la possibilità di redigere un Piano Didattico Personalizzato (PDP) in modo da fornire gli adeguati strumenti di supporto per raggiungere gli obiettivi scolastici previsti.   Mereu Cristina – Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva  

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28Apr
Come avviene l'apprendimento della Lettura e della Scrittura

Come avviene l'apprendimento della Lettura e della Scrittura

Come avviene l'apprendimento della lettura e della scrittura? L’apprendimento della lettura e della scrittura segue tre percorsi di fondamentale importanza concatenati fra loro. Il primo sviluppa nel bambino le competenze visuo-percettive, il secondo l’aspetto grafo-motorio-prassico e il terzo le abilità linguistiche. Sebbene siano tanti gli esercizi propedeutici rivolti allo sviluppo dei primi due punti, sono decisamente inferiori quelli dedicati alla sfera linguistica. Occorre ricordare, però, che la scrittura non è una semplice operazione grafica, ma implica anche la capacità di saper analizzare la parola come sequenza di suoni-fonemi (grafemi).  Le ricerche di molti autori hanno dimostrato che “le conoscenze linguistiche" giocano un ruolo centrale nel determinare le modalità e l'efficienza dell'apprendimento. Il bambino apprende la lettura attraverso un processo attivo di manipolazione e di trasformazione del proprio linguaggio orale, prima di acquisire il codice scritto” E’ stata dimostrata l’importanza del lavoro sui fonemi, nel determinare le modalità e l’efficienza dell’apprendimento della letto-scrittura e più precisamente della metafonologia, cioè “sui suoni che compongono le parole, cioè la consapevolezza fonologica, l’individuazione e la manipolazione dei fonemi nelle parole”. Le attività di incremento linguistico mirano al potenziamento della discriminazione tra “significato” e significante”, cioè al primo passaggio per l’acquisizione del codice alfabetico: riconoscimento della forma delle parole (lunghezza delle parole e somiglianza fonetica) differenziazione della sillaba e dei fonemi iniziali automatizzazione dei processi acquisiti con giochi Molti giochi, che fanno parte della tradizione ludica italiana, possono contribuire a potenziare le abilità linguistiche e metafonologiche, allenando anche la velocità, il ritmo e la fluidità del linguaggio.  I giochi di parole sono numerosi: conte, canti e filastrocche con ritmi variabili; canzoncine abbinate ai gesti; filastrocche con cambio di vocale, ad esempio: “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…”, può diventare “Ghiribildi fi firiti, fi firiti id ini ghimbi…”; giochi in rima; scioglilingua; alfabeti segreti, come ad esempio: l’alfabeto farfallino, con il quale la parola “musica” si traduce in “mufusificafa”; telefono senza fili; ricerca di parole, partendo da un stessa lettera iniziale: “città, animali, fiori, frutta e cose”. Tutti questi giochi portano inconsapevolmente il bambino a riflettere sull'aspetto formale fonologico delle parole delle frasi anche indipendentemente dal loro significato La metafonologia è il ponte tra il linguaggio orale e quello scritto La consapevolezza fonologica è associata a buone capacità di lettura, e richiede buone competenze di tipo attentivo e percettivo, di pianificazione, di controllo e di memoria di lavoro. Lo sviluppo della metafonologia è graduale nella crescita del bambino e si sviluppa con il linguaggio; ha un’accelerazione rapida nel passaggio tra scuola dell’infanzia e il primo ciclo della scuola primaria. La metafonologia gioca sicuramente un ruolo importante nelle proposte didattiche, ma è decisiva per guidare gli allievi a delle riflessioni sulla natura dell’ortografia italiana sia per bambini italiani, ma soprattutto per gli alunni stranieri. Un lavoro fonologico è consigliabile per tutti i bambini, ma in particolar modo per chi presenta difficoltà di linguaggio e come prevenzione delle difficoltà della letto-scrittura. L’acquisizione dei prerequisiti, necessari per affrontare successivamente la lettura e la scrittura, non segue per tutti i bambini gli stessi percorsi e ancor meno gli stessi tempi. Si consiglia, in caso di dubbi, soprattutto nell’ottica della prevenzione, un controllo presso le figure professionali più idonee (neuropsichiatri infantili, logopedisti e foniatri), al fine di individuare eventuali segnali di debolezza linguistica e metafonologica. I programmi di allenamento metafonologici sono adatti ai bambini dell’ultimo anno della scuola d’infanzia, al fine di potenziare le loro competenze fonologiche e metafonologiche e quelli del primo anno della scuola primaria, durante le prime fasi dell’apprendimento della scrittura. A tal fine, possono essere inseriti nei “Progetti di Continuità” fra i due cicli.   Dott.ssa Daniela Di Franco Logopedista

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17Apr
Zaino Digitale

Zaino Digitale

Tutti i libri scolastici in formato digitale in un unico portale web. Il tuo bambino ha dimenticato il libro a scuola e non può fare i compiti? Un libro è stato smarrito o danneggiato e per pochi mesi non vale la pena ricomprarlo?  Tuo figlio ha scordato il libro in montagna o a casa dei nonni? Zaino Digitale è nato per venire incontro a queste e altre esigenze! La scorsa primavera in tempo di lockdown, quando la DAD era agli inizi e avevo bisogno di recuperare dei testi scolastici per mio figlio, abbiamo avuto modo di scoprire la piattaforma www.zainodigitale.it: una piattaforma attiva dal 2017 ma che pochi genitori conoscono. Zaino Digitale è un’idea dell’Associazione Italiana Editori (AIE) che attualmente raccoglie testi scolastici e materiali integrativi adottati dagli insegnanti di varie scuole e per tutti gli ordini, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. La piattaforma permette di consultare tutti i testi in un unico luogo virtuale e per me è stato un aiuto prezioso in un momento difficile ma può essere utile anche in tanti altri casi in cui occorre consultare un libro di scuola ma non è possibile. Perché usare Zaino Digitale Naturalmente non è necessario essere in DAD per poter usufruire del servizio. Uno dei motivi per scegliere, in accordo con gli insegnanti, l’uso del formato digitale è quello di ridurre il peso dello zaino che bambini e ragazzi sono costretti a portare in spalla.  Secondo una raccomandazione del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Consiglio Superiore di Sanità, il peso degli zaini non dovrebbe superare il 10- 15% del peso corporeo dell’alunno. Spesso questa indicazione viene trascurata con gravi danni all’apparato scheletrico-muscolare dei ragazzi. Come funziona Zaino Digitale. Vediamo come funziona la piattaforma: L’utente si registra  sceglie tra due profili a seconda che l’alunno sia maggiorenne oppure minorenne Ottenuti ID e password si può entrare nell’Area Personale per scegliere la scuola, la classe e la sezione frequentata si ottiene così l’elenco dei libri di testo adottati dalla classe. Da qui in poi, con pochi click, è possibile accedere agli ebook dei testi e a tutti i materiali digitali integrativi presenti sulla piattaforma e messi a disposizione dagli editori che hanno aderito all’iniziativa: più di 80. Il digitale a scuola  Una ricerca mostra che soltanto il 10% degli studenti sarebbe propenso ad utilizzare la versione digitale di un testo cartaceo, mentre il 54% continua a prediligere la carta e un 30% utilizzerebbe il formato ebook soltanto per alcune materie. Sappiamo che l’Italia non si trova nelle prime posizioni tra i paesi più digitalizzati nel mondo; secondo il DESI (l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società pubblicato ogni anno dalla Commissione europea) nel 2020 abbiamo perso una posizione rispetto al 2019 e ci troviamo venticinquesimi (25) su ventotto (28). Per contro, il Report Digital 2020, ci dice che sono quasi 50 milioni gli italiani online ogni giorno e 35 milioni quelli attivi sui canali social, oltre al fatto che risultano circa 80 milioni di smartphone su una popolazione residente di circa 60 milioni, abbiamo quindi più telefoni cellulari che abitanti e spendiamo in media circa 6 ore della nostra giornata online, accedendo da qualsiasi dispositivo. Eppure di queste 6 ore nessuna viene dedicata alla consultazione di testi scolastici:  1h e 57 minuti sui social media 3h e 7 minuti su smart TV o piattaforme di streaming 1h e 1 su piattaforme di streaming musicale 49 minuti online su piattaforme di gaming Da questa analisi emerge come il mondo dell’educazione sia rimasto fino ad oggi “fuori” dal mondo digitale e le difficoltà riscontrate durante la DAD forzata lo hanno ampiamente dimostrato. Sicuramente c’è ancora molto da fare sul tema del digitale a livello educativo e, al momento, Zaino Digitale è un’iniziativa valida da provare.   Yvonne Pizzigati

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4Apr
Il patto educativo Oggi

Il patto educativo Oggi

Il patto educativo oggi Quando è nata l’idea del portale-web “Che Scuola ?!, ”  dedicato ai servizi socio-educativi, ci siamo chiesti come la tecnologia potesse aiutare scuole e famiglie a saldare il patto educativo al giorno d’oggi.  Da un’indagine che abbiamo effettuato, su un campione di circa 150 genitori e 20 dirigenti scolastici di Torino, è emerso un dato che, purtroppo, non ci ha stupito: il 56% degli intervistati, segnala come difficoltà primaria la cattiva o mancata comunicazione e collaborazione fra scuola e famiglia. Le interviste parlano di: ingerenze percepite come giudicanti da entrambe le parti, sfiducia, addirittura comportamenti di negazione e menzogna, aggressività verbale o fisica. Nonostante anche il MIUR si sia espresso attraverso interventi legislativi a favore di questo patto-educativo le difficoltà relazionali tra il personale scolastico e i genitori non migliorano col tempo.  Perché la relazione scuola-famiglia è in crisi? Abbiamo posto la domanda alla Dott.ssa Silvia Spinelli, psicoterapeuta esperta in consulenze genitoriali su temi educativi, che da anni svolge formazione e coordinamento pedagogico e supervisione di nidi in Torino e Provincia. ‘’ Dott.ssa Spinelli cosa è successo alla relazione scuola-famiglia? Come è possibile spiegare il drastico cambio di rotta avvenuto negli ultimi decenni? << Proviamo a raccontarvelo con una storia. C’era una volta un bambino (o una bambina!) degli anni settanta. Figlio di una mentalità educativa piuttosto rigida, nella quale si distinguevano chiaramente i ruoli adulto/bambino, insegnante/allievo. Figlio di un tempo in cui i bambini si “baciano mentre dormono”, in cui si utilizzavano metodi correttivi anche basati su costrizione e dolore fisico, figlio di un tempo in cui l’autorità non si poteva mettere in crisi. Figlio del “perché lo dico io”. In quel tempo l’alleanza educativa era certo più facile, quasi scontata, i genitori in quanto team adulti si schieravano direttamente con gli insegnanti, a priori, spesso senza sentire ragioni. Il bambino era un essere umano incompleto, un uomo in divenire, e, come tale, aveva pochi diritti, poco potere di parola, doveva diventare grande per acquisire dei privilegi. Inoltre, la peculiarità delle comunicazioni 1.0 lo obbligava a tempi d’attesa, gestione della frustrazione: riuscire a fare una semplice telefonata con esito positivo era più difficile che vincere al totocalcio (ricordate il duplex?), si giocava in cortile dove si poteva essere sgridati da un adulto del palazzo a caso, occorreva attendere sempre: attendere il proprio turno all’altalena (senza genitori-vigili urbani, che regolavano il traffico di bambini), attendere in coda al telefono a gettoni, attendere la risposta ad una lettera, ad una cartolina. I cartoni animati raccontavano storie di sudore, fatica, impegno, sacrifici, (anche sangue!), per arrivare ad obiettivi alti, ambiziosi. Probabilmente tutto ciò era un po’ esagerato, e come sempre, gli eccessi hanno generato un movimento di ritorno, uno yo-yo di protesta, una controtendenza. Oggi, infatti, il panorama educativo è molto differente. I cartoni animati sono per la maggior parte non-violenti e politicamente corretti: Peppa Pig non si allena per vincere i mondiali di pallavolo, ma si rotola nel fango sporcando mezza casa, e il padre se ne fa grasse risate, altro che metodi correttivi degli allenatori da incubo dei cartoni anni ottanta. I bambini vengono (fortunatamente!) ascoltati nei loro bisogni, tenuti in considerazione, molte cose sono cambiate dal punto di vista legislativo ma anche sociale, ci sono maggiori tutele; le gerarchie sono meno rigide, più fluide, più sfumate; sta scomparendo l’utilizzo del lei, e il “tu” detto senza distinzione di età o di ruolo, ci fa capire che siamo tutti sullo stesso piano. L’autorità è stata messa in crisi, criticata, discussa nei suoi aspetti peggiori, ma forse in questa legittima critica ce ne siamo persi il lato buono. Le comunicazioni 2.0 hanno fatto il resto, abituando i nostri bambini (nativi digitali) ad un soddisfacimento immediato degli impulsi, alla velocità, al “tutto e subito e con poca fatica”. I genitori (immigrati digitali), tentano oggi di recuperare terreno, acquisendo più dati possibile, ponendosi come interlocutori informati, consapevoli, a volte confusi rispetto alle contraddizioni nelle quali è facile imbattersi, ed alleandosi con i figli per proteggerli da eventuali crisi o difficoltà. Volendo generalizzare, si è passati da uno stile educativo eccessivamente autoritario, ad uno stile forse eccessivamente iperprotettivo; non è compito nostro definire quale dei due stili e dei due periodi storici fosse il migliore, poichè entrambi hanno lati positivi e risvolti negativi; ci preme però sottolineare che la scuola risente di questo cambiamento epocale, poiché spesso affronta bambini e famiglie, che hanno oggi esigenze completamente nuove, con strumenti appartenenti ad un’epoca precedente: strumenti che infatti si rivelano solo parzialmente efficaci, generando un senso di frustrazione e di mancanza di alleanza in entrambe le parti: scuola e famiglia. Un patto educativo incrinato non tutela nessuno, non fa star bene; un patto educativo incrinato crea ambivalenza, confonde i bambini; un patto educativo incrinato fa si che ciascuno si arrocchi nelle sue idee ritenendole migliori e mettendosi in competizione, spostando così il focus dal vero destinatario del patto, ovvero il bambino. Bambino che, come la warm cognition ci insegna, per apprendere sfruttando al meglio il proprio potenziale intellettivo ha necessità di un ambiente emotivamente sereno, sicuro, con figure di riferimento solide ed autorevoli, non in contraddizione fra loro. Appare quindi cruciale e di prioritaria importanza, investire risorse, tempo e pensiero nella costruzione di questa alleanza, poiché è il mattone sul quale edificare; sono le fondamenta di una casa che deve essere necessariamente co-costruita, per non perdere l’obiettivo primario dell’istituzione scolastica che non è solo l’immissione di nozioni e contenuti, ma è la formazione del bambino e del ragazzo a trecentosessanta gradi, come essere pensante, etico, collaborativo. Non si diventa grandi da soli. Dott.ssa Silvia Spinelli   Le prossime domande che porremo alla Dott.ssa Silvia Spinelli sono: ‘’ Quali azioni possono essere intraprese per risanare il patto educativo tra scuole e genitori?” “ Cosa nel dettaglio può fare il genitore e cosa l’ insegnante? ” ‘’ Lo psicologo a scuola potrebbe essere la figura adatta a guidare questa collaborazione?”

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