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7 Mag
2026
Pregrafismo e Prerequisiti: la Linea Sottile tra Preparare e Anticipare Troppo

Didattica e Apprendimento 3-6 anni

Pregrafismo e Prerequisiti: la Linea Sottile tra Preparare e Anticipare Troppo

Quando il Bisogno di Anticipare Nasce negli Adulti, Non nei Bambini “Gli esercizi di pregrafismo faranno sentire tuo figlio più sicuro.” È una frase che suona rassicurante, quasi necessaria. Parla a qualcosa di profondo: il desiderio, legittimo, di accompagnare i bambini verso la scuola senza difficoltà, senza inciampi, senza fatica inutile. Ma dentro questa promessa si nasconde un messaggio implicito che merita attenzione: se non lo fa, sarà meno pronto. Se non lo fa, sarà meno sicuro. Se non lo fa, rischierà di rimanere indietro. Ed è proprio qui che nasce la domanda più importante: la sicurezza si costruisce davvero su un quaderno di pre-grafismo? Preparare non Significa Anticipare: una Distinzione che Cambia Tutto Negli ultimi anni si è diffusa una tendenza sempre più marcata ad anticipare gli apprendimenti. Si cerca di portare nella scuola dell’infanzia ciò che appartiene alla primaria, nella primaria ciò che appartiene alle medie, e così via, in una corsa continua verso il “prima”. Ma preparare non significa questo. Preparare significa costruire le basi, non replicare in anticipo il livello successivo. Significa offrire ai bambini esperienze che nutrono le competenze necessarie, rispettando i loro tempi di sviluppo. Quando invece anticipiamo, rischiamo di chiedere prestazioni senza aver costruito le fondamenta che le sostengano. E senza fondamenta solide, anche ciò che apparentemente funziona, nel tempo mostrerà le sue fragilità. Il Pregrafismo: a Volte il Mezzo Rischia di Diventare il Fine Il pre-grafismo, in sé, non è il problema. Può essere uno strumento utile, se inserito in un percorso coerente e rispettoso dello sviluppo del bambino. Ma ciò che spesso accade è che venga utilizzato in modo standardizzato, ripetitivo, orientato al risultato più che al processo. Pagine da completare, tratto preciso richiesto troppo presto, lettere piccole quando il gesto non è ancora maturo. In questi contesti, il rischio non è preparare alla scrittura, ma automatizzare movimenti scorretti. Si lavora sul segno finale, senza aver costruito ciò che lo rende possibile. E allora vale la pena chiedersi: stiamo davvero preparando o stiamo solo chiedendo una prestazione anticipata? La Scrittura Non Inizia sul Foglio C’è un punto che spesso viene dimenticato: la scrittura non nasce sul foglio. Inizia molto prima. Inizia nel corpo che si muove, nelle mani che manipolano, nelle esperienze che costruiscono coordinazione, forza, controllo. Inizia nel linguaggio, nell’ascolto, nella capacità di organizzare il pensiero. Inizia nella relazione, nella sicurezza emotiva che permette al bambino di provare senza paura di sbagliare. Quando queste basi sono presenti, il passaggio al foglio diventa naturale. Quando mancano, anche molte schede compilate non bastano a colmare il divario. La Questione della Sicurezza: Come la si Costruisce Davvero La sicurezza di un bambino non nasce dal “saper già fare” qualcosa che verrà richiesto dopo. Nasce dalla percezione di essere competente nel proprio tempo. Un bambino si sente sicuro quando: può fare esperienze adeguate alla sua età riesce a padroneggiare il proprio corpo viene accompagnato da adulti che trasmettono fiducia, non urgenza Se invece il contesto comunica costantemente che bisogna essere pronti prima, che c’è qualcosa da raggiungere il più velocemente possibile, il rischio è che la sicurezza lasci spazio alla pressione. E la pressione, nel lungo periodo, non sostiene l’apprendimento. Richieste Troppo Precoci: Se il Gesto Non è Ancora Pronto Chiedere a un bambino di scrivere lettere piccole e precise quando il suo sistema motorio non è ancora maturo significa metterlo in difficoltà. Non perché non sia capace, ma perché non è ancora il momento giusto. Il gesto grafico richiede: controllo fine del movimento stabilità posturale coordinazione oculo-manuale corretta impugnatura Se queste competenze non sono consolidate, il bambino troverà strategie compensative. E queste strategie, se ripetute, diventano abitudini difficili da modificare. Forse, prima di chiederci perché ci sono così tante difficoltà nella scrittura, dovremmo chiederci se le richieste sono davvero coerenti con lo sviluppo. L’Effetto Domino dell’Anticipo: una Corsa che Rischia di Svuotare il Senso Quando si anticipa un passaggio, spesso si innesca una catena: si arriva alla primaria “già pronti”, quindi si accelera; si arriva alle medie con nuove aspettative, quindi si accelera ancora. E così via. Ma a quale scopo? Se l’apprendimento diventa una sequenza di obiettivi da raggiungere sempre più velocemente, si rischia di perdere qualcosa di essenziale: il senso. Il piacere di capire, di scoprire, di costruire conoscenza. Molti ragazzi, crescendo, non studiano più per interesse, ma per togliersi un peso. Per ottenere un voto. Per andare avanti. Non perché abbiano trovato un significato in ciò che fanno. E questo dovrebbe farci riflettere. Una Scelta Consapevole, Non un Passo Indietro Mettere in discussione certe pratiche non significa tornare indietro, ma scegliere con maggiore consapevolezza. Significa chiedersi ogni giorno: ciò che sto proponendo serve davvero al bambino? O serve a rassicurare me adulto? Le basi su cui si costruisce la scrittura — e più in generale l’apprendimento — sono fatte di esperienze concrete, corpo, gioco, relazione, tempo. Non si tratta di eliminare strumenti, ma di usarli con intenzionalità. Non si tratta di fare meno, ma di fare meglio. Perché crescere non è una corsa a chi arriva prima. È un percorso che ha bisogno di rispetto, fiducia e coerenza. Francesca Merlo

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4 Mag
2026
Educare come Possibilità: oltre l’adattamento, verso l’immaginazione

Approcci Educativi Per tutte le età

Educare come Possibilità: oltre l’adattamento, verso l’immaginazione

Dalla Standardizzazione dei Modelli Educativi all’Impatto della Tecnologia: Ripensare l’Educazione come Spazio di Crescita Consapevole, Personale e Libera. Educare non è trasmettere conoscenza. È, prima di tutto, aprire possibilità. Per troppo tempo abbiamo ridotto l’educazione a un processo lineare: contenuti da trasferire, competenze da acquisire, risultati da misurare. In questo schema, chi apprende diventa un recipiente e chi insegna un distributore. Ma questa visione, oltre a essere limitante, non è più sostenibile in un mondo complesso, incerto e in continuo mutamento. Il Modello Educativo Riflette la Società che Siamo Il modo in cui una società educa dice molto di sé. Rivela quanto spazio riconosce alla libertà individuale, quanto valore attribuisce alla diversità, quanto è disposta ad accogliere percorsi non predefiniti. E oggi quella scelta sembra andare in una direzione precisa: restringere. Educare dovrebbe poter significare scegliere che tipo di futuro rendere possibile. Dall’Adattamento alla Trasformazione: una Scelta Culturale Dobbiamo dirlo chiaramente: educare non significa adattarsi a un sistema, ma creare le condizioni per costruirne uno sempre migliore. Non è solo una questione di scuola. È una questione di libertà. La libertà di apprendere: il vero cuore dell’educazione Libertà di scegliere come crescere. Libertà di capire come impariamo davvero. Libertà di costruire un percorso coerente con le proprie inclinazioni, i propri talenti, i propri valori. Standardizzazione e Perdita di Individualità nei Percorsi Educativi Eppure, questo spazio si sta progressivamente assottigliando. I modelli educativi diventano sempre più uniformi, i margini di personalizzazione si riducono, e c’è sempre meno apertura alla diversità dei processi e dei percorsi. Si tende a premiare chi si adatta meglio, non chi esplora strade diverse. Si valorizza la conformità più della ricerca. Tecnologia e Apprendimento: Quando gli Strumenti Diventano Ambienti In questo contesto, la tecnologia non è un elemento neutro. La sua presenza costante ha accelerato e amplificato queste dinamiche. Gli smartphone, le piattaforme digitali, gli ambienti online non sono più semplici strumenti: sono diventati veri e propri contesti di crescita. Spazi in cui si costruiscono identità, relazioni, percezioni di sé. Crescere negli Ecosistemi Digitali: Rischi e Consapevolezza E ogni contesto educa. Quando i più giovani crescono dentro ambienti progettati per catturare attenzione, semplificare le scelte, proporre contenuti simili a quelli già visti, il rischio è che anche il modo di apprendere si adatti a queste logiche: rapido, superficiale, guidato, poco critico. Non perché manchino capacità, ma perché manca spazio. Restituire Spazio al Pensiero Critico e all’Esperienza Spazio per fermarsi. Spazio per dubitare. Spazio per sbagliare senza essere immediatamente corretti. Spazio per costruire un pensiero autonomo. Rimettere la Persona al Centro del Processo Educativo Per questo riportare l’educazione al centro oggi è una necessità urgente. Ma attenzione: non significa opporsi alla tecnologia. Significa opporsi a qualsiasi modello — tecnologico o meno — che riduce la formazione a qualcosa di standardizzato, passivo e imposto. Significa rimettere al centro la persona, non il sistema. Significa progettare ambienti che non guidano soltanto, ma lasciano margine. Significa riconoscere che ogni percorso educativo è, per sua natura, unico. Educare per Immaginare e Costruire Futuri Diversi Educare, allora, torna ad essere ciò che dovrebbe sempre essere stato: uno spazio vivo, intenzionale, consapevole. Uno spazio in cui non si preparano individui ad adattarsi al mondo così com’è, ma persone capaci di immaginare come potrebbe essere — e di contribuire a trasformarlo. La vera sfida non è rendere l’educazione più efficiente. È renderla più libera. Approfondimenti Educare è una Domanda Francesca Merlo

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21 Apr
2026
Lo Studente che Trasforma la Sua Apecar in un Punto di Condivisione

Didattica e Apprendimento 13-18 anni

Lo Studente che Trasforma la Sua Apecar in un Punto di Condivisione

Leonardo Figello, Studente del Liceo Cavour di Torino, Trasforma il Suo Mezzo in un’Esperienza di Solidarietà Quotidiana, Coinvolgendo Scuola Comunità e Territorio Non è un progetto scolastico, ma nasce dentro una traiettoria educativa. Leonardo Figello, studente del Liceo classico Cavour di Torino, classe 2008, ha trasformato il suo mezzo di trasporto per raggiungere la scuola, la sua Ape, in uno spazio condiviso. “Regalo libri da leggere e cibo per chi ha bisogno.” Non un gesto eclatante, ma un’azione semplice, quotidiana, visibile. Ogni giorno, davanti alla scuola, quel mezzo parcheggiato diventa un punto di incontro tra bisogni diversi. È qui che la scuola si riconnette alla realtà: non come istituzione chiusa, ma come luogo che può generare iniziativa, responsabilità e sguardo sul mondo. La “CondividApe”: Educazione Civica che Prende Forma nello Spazio Pubblico Sul retro dell’Ape, una cassetta e un messaggio essenziale: “Serviti se hai bisogno, altrimenti lascia qualcosa.” Dentro, pane, pasta, libri, vestiti, piccoli oggetti. La dinamica è libera, senza controllo, senza mediazione. Chi passa prende o lascia. È un sistema basato sulla fiducia, che funziona proprio perché non è regolato dall’alto. Quello che emerge è una forma concreta di educazione civica: non teorica, non dichiarata, ma praticata. Un apprendimento che passa dall’esperienza diretta e che trasforma uno spazio urbano in un micro-laboratorio sociale. Dalla Dimensione Individuale alla Comunità: il Ruolo degli Studenti L’iniziativa non resta individuale. Intorno alla “CondividApe” si attiva una partecipazione spontanea: studenti, famiglie, cittadini iniziano a contribuire. Il gesto iniziale diventa collettivo. È un passaggio chiave dal punto di vista educativo: lo studente non è solo destinatario di valori, ma può diventarne attivatore. In questo senso, la scuola non è solo il luogo dell’apprendimento, ma può essere il punto di partenza di pratiche sociali che si diffondono nel territorio. La comunità educante si costruisce anche così: attraverso esempi che generano imitazione e coinvolgimento. Un Modello Educativo Replicabile: Cosa Insegna Questa Esperienza La storia di Leonardo Figello non è solo una buona notizia, ma un modello osservabile. Mostra che: l’educazione civica può uscire dall’aula la solidarietà può diventare quotidiana e accessibile i giovani possono essere protagonisti di trasformazioni reali Non servono grandi strutture o progetti complessi. A volte basta un’idea semplice, radicata nella realtà e capace di attivare fiducia. In questo senso, la “CondividApe” non è solo un gesto solidale, ma un dispositivo educativo: uno spazio in cui si impara facendo, insieme. "Alfiere della Repubblica”: un’Ape Rossa per Nutrire Corpo e Anima Leonardo ha iniziato questo progetto con un’intenzione semplice: provare a fare del bene a chi è meno fortunato di lui. «Ho sempre desiderato un’Ape – racconta – fin da quando avevo otto anni; un desiderio semplice, non essenziale, che mi ha fatto riflettere su quanto sono fortunato». È così che Leonardo Figello si è conquistato il titolo di Alfiere della Repubblica, conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: non con un gesto eclatante, ma con un’azione quotidiana, capace di trasformarsi in esperienza condivisa e generare senso di comunità. Francesca Merlo

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5 Mar
2026
Scuole Superiori a Torino: Come Cambiano le Scelte

Orientamento e Open Day

Scuole Superiori a Torino: Come Cambiano le Scelte

Scuole Superiori a Torino: come Cambiano le Scelte degli Studenti tra Classico, Scientifico e Scienze umane Ogni anno, con l’apertura delle iscrizioni alle scuole superiori, si ripropone la stessa domanda: come scelgono oggi i ragazzi il loro percorso di studi? A Torino e in Piemonte le prime analisi sui dati mostrano alcune tendenze ormai consolidate: il liceo scientifico resta l’indirizzo più scelto; il liceo classico continua lentamente a perdere iscritti; cresce con costanza il liceo delle scienze umane Secondo i dati regionali più recenti, tra gli indirizzi liceali il più scelto è lo scientifico (circa il 21% delle iscrizioni), seguito da scienze umane e linguistico (circa il 14%) mentre il classico si ferma intorno al 7-8% delle preferenze. Un segnale concreto arriva anche dalle scuole storiche della città: allo storico liceo Massimo D’Azeglio di Torino potrebbe sparire una sezione per il calo delle iscrizioni, mentre nel complesso gli studenti che scelgono il classico in provincia sono scesi a circa 740, meno dell’anno precedente. Ma dietro questi numeri non c’è solo il calo demografico, che certamente incide. C’è anche un cambiamento culturale nel modo in cui studenti e famiglie immaginano il futuro. Il Liceo Classico: Meno Iscritti ma una Formazione Ancora Molto Solida Il liceo classico continua a essere considerato da molti docenti e università uno dei percorsi formativi più completi. Chi esce dal classico spesso dimostra di possedere: un metodo di studio molto strutturato, una forte capacità di analisi dei testi, competenze linguistiche e argomentative solide. Proprio questo metodo permette agli studenti di affrontare con relativa sicurezza qualsiasi percorso universitario, dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche. Eppure, negli ultimi anni le iscrizioni stanno lentamente diminuendo. Le ragioni sono diverse: la percezione del classico come scuola “tradizionale”; la difficoltà percepita nello studio del greco antico; la ricerca di percorsi considerati più “pratici” o moderni. Il risultato è una lenta ma costante erosione di iscritti, soprattutto nel Nord Italia. Il Liceo Scientifico: il più Scelto per una Preparazione Equilibrata Nonostante piccole oscillazioni nei numeri, lo scientifico resta la scelta più diffusa tra i licei. Il motivo è abbastanza chiaro: offre un equilibrio tra materie umanistiche e scientifiche. Chi lo sceglie spesso cerca: una preparazione ampia che lasci aperte molte strade universitarie; un buon livello nelle discipline scientifiche senza rinunciare alla formazione culturale generale; un percorso percepito come meno rigido rispetto al classico. In alcuni istituti torinesi lo scientifico cresce addirittura nel numero di classi, segno che la domanda rimane molto alta Per molte famiglie rappresenta la scelta più “sicura”, perché permette di rimandare una decisione più definitiva all’università Il Boom del Liceo delle Scienze Umane: alla Ricerca di Senso e Relazioni La vera sorpresa degli ultimi anni è la crescita del liceo delle scienze umane, ormai stabilmente tra gli indirizzi più scelti. Dietro questa tendenza ci sono diversi fattori. Una minore pressione sulla matematica Molti studenti temono lo scoglio della logica matematica e delle materie scientifiche, che nello scientifico sono centrali. Le scienze umane offrono invece un percorso più orientato alle discipline sociali. Interesse per psicologia e società Sempre più ragazzi sono attratti da materie come: psicologia pedagogia sociologia antropologia Sono discipline che aiutano a capire il comportamento umano, le relazioni e la società. Una ricerca di valori e di senso Molti adolescenti oggi sentono il bisogno di comprendere meglio il contesto in cui vivono, le regole sociali e i meccanismi che regolano la convivenza. In questo senso, il liceo delle scienze umane appare come un percorso più vicino alle domande dei giovani di oggi. Il Calo Demografico Pesa, ma Cambiano Anche le Priorità Un altro elemento che influisce sulle scelte è il calo demografico, che inizia a farsi sentire anche nelle scuole superiori. Meno studenti significa inevitabilmente: meno classi attivate, una maggiore competizione tra indirizzi. Ma sarebbe riduttivo spiegare tutto con la demografia. La realtà è che stanno cambiando anche le aspettative dei ragazzi e delle famiglie. Oggi la scelta della scuola superiore non riguarda solo le materie, ma anche: il tipo di apprendimento, il metodo di studio, la visione del futuro. Scegliere la Scuola Superiore oggi: tra Metodo, Passioni e Prospettive La scelta della scuola superiore rimane uno dei primi momenti decisionali importanti nella vita di uno studente. Ogni indirizzo offre opportunità diverse: il classico forma un metodo di studio forte e una cultura ampia; lo scientifico garantisce una preparazione equilibrata e versatile; le scienze umane permettono di approfondire il funzionamento delle relazioni e della società. Al di là dei numeri, la domanda vera resta sempre la stessa: qual è il percorso che permetta a uno studente di sviluppare al meglio le proprie capacità e curiosità? Perché, più della scuola scelta, a fare la differenza sarà sempre il modo in cui si studia e si cresce dentro quell’esperienza. Francesca Merlo Approfondimenti La Scelta della Scuola Superiore: Cosa Raccontano Davvero le Iscrizioni Formazione su misura: perché sempre più studenti scelgono le Scuole Professionali Quale Scuola Dopo le Medie? Dubbi, Possibilità e False Paure

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16 Feb
2026
La Scelta della Scuola Superiore: Cosa Raccontano Davvero le Iscrizioni

Orientamento e Open Day

La Scelta della Scuola Superiore: Cosa Raccontano Davvero le Iscrizioni

I Numeri delle Iscrizioni Raccontano Molto più di una Semplice Preferenza Scolastica: Licei, Istituti Tecnici e Professionali Le iscrizioni alle scuole superiori si sono appena concluse, ad eccezione di alcune regioni dove, con piccole proroghe tecniche, la nota n. 33781 del 12 febbraio 2026, il termine è slittato al 21 febbraio 2026. Come ogni anno, migliaia di famiglie si sono trovate ad affrontare una delle prime vere decisioni scolastiche: quale percorso scolastico intraprendere dopo la terza media. I dati, naturalmente, sono sotto gli occhi di tutti: Per l'anno scolastico 2026/2027, i primi dati consolidati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) mostrano una conferma delle tendenze degli ultimi anni. Ecco le Percentuali rilevate per iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado Licei: 55,3% Si confermano la scelta preferita da oltre la metà degli studenti italiani. Istituti Tecnici: 31,5% C'è una tenuta sostanziale con un lieve incremento rispetto agli anni precedenti. Istituti Professionali: 13,2% Questo settore mostra segnali di costante ripresa anche grazie alla nuova sperimentazione della filiera tecnologico-professionale (il percorso quadriennale "4 2"), che ha attirato studenti interessati a un ingresso più rapido nel mondo del lavoro con una preparazione specialistica. I numeri ci dicono che, anche questa volta, il liceo resta la scelta più diffusa. Ma fermarsi ai dati grezzi rischia di raccontare solo metà della storia Ma forse il punto non è stabilire quale scuola sia migliore. Forse il punto è capire che cosa intendiamo davvero per formazione. A 13 o 14 anni spesso neanche compiuti viene chiesto ai ragazzi di compiere una scelta che influisce sul loro percorso futuro mentre la loro identità e maturità sono ancora in formazione La scuola in questo contesto non dovrebbe essere solo preparazione al lavoro, ma costruzione dell’essere umano. La Questione Che Non Si Dice Mai Quando si commentano i dati sulle iscrizioni, il dibattito pubblico tende quasi sempre a concentrarsi sulle prospettive occupazionali: quale scuola garantisce più lavoro, quali settori crescono, quali figure mancano. È una domanda legittima, ma incompleta. La vera questione, quella che spesso non viene pronunciata, riguarda il tipo di formazione che vogliamo offrire ai nostri figli:una formazione umana e culturale prima ancora che professionale. la scelta della scuola superiore riguarda anche il tipo di persona che vogliamo aiutare a diventanre i nostri ragazzi: persone capaci di pensiero critico, consapevolezza personale, culturale e curiosità Ecco perché molte famiglie vedono nel liceo un ambiente che permette di crescere con gradualità, di confrontarsi con materie che nutrono il pensiero critico, l’immaginazione e la consapevolezza culturale: storia, letteratura, filosofia, matematica, arte. Discipline e linguaggi che non sono semplicemente contenuti da apprendere, ma strumenti per comprendere la complessità del mondo e costruire una propria visione. Il Liceo Come Spazio Percepito “Protettivo” Accanto a queste motivazioni culturali, dobbiamo aggiungere che il liceo viene percepito come un ambiente più protetto rispetto ad altri percorsi. Per molte famiglie, rappresenta uno spazio dove gli studenti possono maturare senza fretta, dove è possibile rimandare decisioni definitive su un futuro professionale ancora lontano. Questa percezione, diffusa e radicata, fa sì che i licei siano spesso considerati “zone neutre”: luoghi di crescita ed appprendimentovin cui il tempo è un alleato , non solo strumenti di passagio verdo vil lavoroParallelamente gli istituti tecnici e professionali continuano a essere visti come percorsi più immediatamente finalizzati all’occupazione, meno centrati sullo sviluppo culturale complessivo. È una rappresentazione semplificata, ma che ancora orienta le scelte delle famiglie. Uno Sguardo Europeo sulla Formazione: il Valore Culturale dei Diversi Percorsi Guardando oltre i confini italiani, il panorama europeo ci mostra approcci differenti. Se da un lato La formazione liceale italiana non è minimamente paragonabile a quella europea o americana. Sono gli stessi studenti italiani che hanno frequentano il quarto anno all’estero o affrontano esami tipo l’ESABAC a notare subito la differenza: lo studio all’estero è spesso più schematico, rigido e codificato, con minore spazio per il pensiero individuale. per esempio nel modello francese, le verifiche sono molto più inquadrato e rigidamente costruite; per quanto riguarda la valutazione l'uso di particolari congiunzioni subordinate presenti nei testi influenza in modo significativo il voto. In Italia, invece, le interrogazioni, il dibattito in classe e altre forme di elaborazione verbale allenano costantemente il pensiero critico e la capacità di sviluppare idee complesse. Questo approccio forma studenti capaci di analizzare, comunicare e argomentare, sviluppando competenze cognitive e comunicative, superano di gran lunga quelle offerte dai sistemi europei e americani, basati su quiz, domande chiuse e valutazioni codificate. Per quanto riguarda la formazione tecnica e professionale invece molti Paesi dell’Europa centrale e settentrionale offrono modelli molto efficaci e rispettati. La formazione tecnica professionale non è percepita come alternativa di valore “minore”, ma come un percorso altrettanto ricco di valore culturale e umano, dove l’apprendimento avviene attraverso alternanza scuola-lavoro, filiere aziendali e competenze operative concrete. Questo approccio dimostra che, se vogliamo guardare all’estero per spunti sulla formazione professionale e tecnica, ci sono esperienze interessanti da cui prendere esempio senza svalutare il modello italiano. Questa prospettive dimostra come l’immagine collettiva dei percorsi scolastici sia frutto di tradizioni culturali e sociali, più che di un valore intrinseco dei singoli percorsi. Quello che i Numeri Non Dicono: Leggere i Dati Senza Semplificazioni I dati delle iscrizioni non servono a decretare quale scuola sia “migliore”. Servono a comprendere come le famiglie interpretano la formazione e a capire quali percezioni guidano le scelte. Più di uno studente su due sceglie il liceo non solo per vocazione, ma anche perché percepito come uno spazio sicuro, dove è possibile costruire una maturità culturale e personale prima di orientarsi al lavoro. Leggere i dati con attenzione significa riconoscere le motivazioni sociali, culturali ed educative che stanno dietro alle preferenze. Significa osservare un quadro complesso, dove numeri, percezioni e valori interagiscono. Significa ricordare che nessun percorso scolastico dovrebbe essere considerato di serie B: ogni scelta, se accompagnata da riflessione e consapevolezza, può offrire una formazione piena e significativa. Approfondimenti Quale Scuola Dopo le Medie? Dubbi, Possibilità e False Paure Educare è una Domanda Formazione su misura: perché sempre più studenti scelgono le Scuole Professionali Green Specialist: Il Primo Percorso 4 2 in Italia che Collega Scuola e Lavoro

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15 Gen
2026
Formazione su misura: perché sempre più studenti scelgono le Scuole Professionali

Orientamento e Open Day

Formazione su misura: perché sempre più studenti scelgono le Scuole Professionali

Negli ultimi anni, la percezione dei corsi professionali è cambiata radicalmente. Se un tempo erano considerati una scelta di ripiego, oggi rappresentano un'opzione formativa sempre più ambita. Questo cambiamento è dovuto alla crescente richiesta di competenze specializzate nel mercato del lavoro, che ha reso i percorsi professionali una scelta strategica per chi desidera un inserimento rapido e concreto nel mondo del lavoro. Perché gli studenti scelgono i corsi professionali? L’aumento della consapevolezza da parte di studenti e famiglie ha portato a una rivalutazione degli istituti professionali. Oggi, la scelta non è più legata solo a difficoltà con il metodo di studio tradizionale, ma spesso nasce da una passione per un mestiere specifico o dalla volontà di acquisire competenze pratiche e subito spendibili. Quali studenti scelgono le Scuole Professionali? Chi sceglie i corsi professionali? Ecco alcune categorie di studenti che sempre più spesso optano per questa strada. Studenti con un interesse pratico: preferiscono l'apprendimento attraverso l’esperienza diretta e il lavoro manuale. Chi ha una vocazione specifica: ragazzi appassionati di settori come meccanica, ristorazione, sartoria o falegnameria, desiderosi di trasformare la loro passione in una carriera. Studenti che vogliono entrare presto nel mondo del lavoro: cercano un percorso che garantisca sbocchi professionali immediati dopo il diploma. Chi intende specializzarsi ulteriormente: molti proseguono gli studi in istituti tecnici superiori o all’università, scegliendo un percorso altamente mirato. Ragazzi alla ricerca di un’alternativa ai licei: preferiscono un approccio formativo che coniuga teoria e stage lavorativi. Il ruolo del mercato del lavoro nella scelta dei corsi professionali Uno dei fattori chiave che ha reso gli istituti professionali più attrattivi è la domanda crescente di professionisti con competenze tecniche e pratiche. Secondo alcune ricerche, il tasso di occupazione dei diplomati in istruzione e formazione professionale (IFP) è superiore a quello di altri percorsi di studio. Aziende di diversi settori, dall’artigianato all’industria, dall’informatica ai servizi, cercano sempre più figure qualificate, rendendo questi percorsi particolarmente vantaggiosi per chi vuole costruire un futuro solido. Cambiamenti demografici e impatto sul sistema formativo Oltre ai fattori economici, anche i cambiamenti demografici stanno influenzando la composizione degli studenti nei corsi professionali. La necessità di un ricambio generazionale in molti settori e la maggiore consapevolezza sulle opportunità lavorative stanno spingendo sempre più giovani verso questi percorsi. Conclusione: i corsi professionali come scelta mirata In sintesi, i corsi professionali hanno superato lo stereotipo della scelta di ripiego e stanno diventando una soluzione formativa concreta e ambita. Oggi, sempre più studenti vedono negli istituti professionali un modo per seguire le proprie passioni, sviluppare competenze concrete e accedere a opportunità lavorative reali. Questa trasformazione rappresenta un passo importante per il futuro dell’istruzione e del mercato del lavoro, offrendo ai giovani strumenti per un ingresso consapevole e soddisfacente nel mondo professionale. Approfondimenti e risorse Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM):Il sito del MIM fornisce informazioni ufficiali sugli istituti professionali, inclusi gli indirizzi di studio e le normative vigenti. Puoi trovare dettagli sul nuovo sistema formativo degli istituti professionali, che pone l'accento sulla didattica personalizzata e sull'integrazione tra teoria e pratica. Istituti professionali - MIM Studenti.it:Questo portale offre una guida completa agli istituti professionali, con informazioni dettagliate sui diversi indirizzi di studio e sulle opportunità di carriera. Orientamento superiori: tutti gli istituti professionali - Studenti.it TorinoGiovani:Questo sito, nello specifico, da informazioni sugli istituti professionali presenti nel territorio torinese. Scuole superiori - Istituti Professionali | TorinoGiovani - Città di Torino Skuola.net:Questo portale offre una panoramica chiara e concisa dei diversi indirizzi degli istituti professionali, aiutando gli studenti a orientarsi nella scelta. Istituti professionali, tutti gli indirizzi: guida completa - Skuola.net Perché scegliere la scuola professionale - Immaginazione e Lavoro: Questo articolo esplora i vantaggi della scuola professionale, evidenziando l'equilibrio tra materie culturali e tecnico-professionali, i laboratori e gli stage in azienda. Perché scegliere la scuola professionale - Immaginazione e Lavoro Perchè Scegliere la Formazione Professionale? L'Istituto Istruzione Superiore Leonardo da Vinci Portogruaro: Questo link, sottolinea il fatto che, chi studia negli Istituti Tecnici e Professionali ha più probabilità di trovare un lavoro, prima degli altri. Perchè Scegliere la Formazione Professionale? Francesca Merlo

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14 Gen
2026
Al Liceo Primo Nasce la Sezione di Teatro e Drammaturgia: al Via dal Prossimo Anno Scolastico nel Triennio

Orientamento e Open Day

Al Liceo Primo Nasce la Sezione di Teatro e Drammaturgia: al Via dal Prossimo Anno Scolastico nel Triennio

Una Nuova Proposta Formativa per il Liceo Artistico A partire dal prossimo anno scolastico, il Liceo Artistico Statale Primo arricchirà la propria offerta formativa con l’attivazione di una curvatura dedicata al teatro e alla drammaturgia, che interesserà il triennio del percorso liceale. La nuova sezione si inserisce all’interno del liceo artistico come sperimentazione, ampliando le possibilità di scelta per studenti e studentesse interessati alle arti sceniche e performative. Teatro e Scuola: un Binomio Educativo Il teatro rappresenta uno strumento educativo di grande valore: favorisce lo sviluppo delle competenze linguistiche, espressive e relazionali, stimola il pensiero critico e abitua al lavoro di gruppo. Introdurre una curvatura teatrale nel triennio significa offrire agli studenti un percorso in cui studio, creatività e consapevolezza personale procedono insieme, senza rinunciare alla solidità culturale tipica del liceo. A Chi è Rivolta la Curvatura Teatrale La nuova sezione è pensata per studenti che, dopo il biennio comune, desiderano orientare il proprio percorso artistico verso il linguaggio teatrale, sia dal punto di vista della recitazione sia da quello della scrittura drammaturgica. Non si tratta di una scuola di recitazione, ma di un percorso liceale che utilizza il teatro come chiave di lettura culturale e strumento formativo, anche in vista di futuri studi universitari o accademici. Cosa Prevede il Percorso nel Triennio Nel triennio, la curvatura teatro e drammaturgia affiancherà alle discipline comuni del liceo artistico una serie di attività e insegnamenti orientati alle arti sceniche, tra cui: introduzione alla recitazione e al lavoro dell’attore studio delle basi della drammaturgia e della scrittura teatrale lavoro su voce, dizione, corpo e movimento attività laboratoriali e progetti collettivi L’impostazione del percorso mira a integrare teoria e pratica, valorizzando il laboratorio come spazio di apprendimento e sperimentazione. I Programmi e le Informazioni Disponibili Sul sito ufficiale del Liceo Primo sono già disponibili i programmi dipartimentali relativi agli indirizzi tradizionali del liceo artistico, consultabili da famiglie e studenti. Per quanto riguarda la nuova curvatura di teatro e drammaturgia, il programma dettagliato del triennio non è ancora pubblicato in un documento unico, ma l’istituto ha già annunciato l’attivazione della sperimentazione e organizzato momenti di presentazione e open day dedicati. È probabile che il quadro completo delle discipline e delle ore venga inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) o pubblicato sul sito nei prossimi mesi. Una Sperimentazione che Guarda al Futuro Con l’introduzione della curvatura teatrale nel triennio, il Liceo Primo conferma la propria attenzione verso nuovi linguaggi artistici e nuove forme di didattica, capaci di dialogare con il presente e con gli interessi delle giovani generazioni. Il teatro diventa così non solo oggetto di studio, ma strumento di crescita culturale e personale, in grado di arricchire l’intero percorso liceale. Come Restare Aggiornati Per informazioni aggiornate su programmi, iscrizioni e iniziative di orientamento, è consigliabile consultare regolarmente il sito del Liceo Primo, dove verranno pubblicate tutte le novità relative all’avvio della curvatura di teatro e drammaturgia nel triennio a partire dal prossimo anno scolastico. Open Day di Presentazione Iscriviti all'OPEN DAY Link di Approfondimento Le foto pubblicate sono tratte da Maschere - Uccelli di Aristofane ScuoleCittaMetroTo - Primo Liceo Artistico: nuovo indirizzo teatrale, unico in Piemonte Primo Liceo Artistico: offerta formativa con indirizzo teatrale Torino, il Primo Liceo Artistico apre l’indirizzo teatrale: sopralluogo e investimenti della Città metropolitana Primo Liceo Artistico a Torino: avanti tutta sull'indirizzo teatrale, unico in Piemonte Francesca Merlo

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12 Gen
2026
Benessere nelle Scuole dell'Infanzia, l'Esempio dell'Asilo Morelli di Torino

Orientamento e Open Day

Benessere nelle Scuole dell'Infanzia, l'Esempio dell'Asilo Morelli di Torino

La Scelta della Scuola dell'Infanzia  è un passo importante per le famiglie poiché in questo periodo, i bambini imparano e crescono a un ritmo molto veloce, e sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle esperienze positive e negative.  La cura e il benessere sono ingredienti basilari per una crescita serena e sana e hanno un impatto positivo su diversi aspetti dello sviluppo dei bambini: cognitivo, emotivo e sociale. Le ricerche scientifiche mostrano chiaramente come i bambini che si sentono curati e al sicuro sono più propensi a essere curiosi e a esplorare il mondo, a sviluppare un senso di sé positivo, a gestire le emozioni in modo sano e a sviluppare competenze sociali come la capacità di cooperare e risolvere i conflitti. Voglio partecipare all'Open Day Per tutti i motivi sopra citati alcune attenzioni sono assicurate in tutte le scuole dell’infanzia: una chiara routine giornaliera, ambienti puliti, garanzia di ore di sonno adeguate e cibo sano.  Tuttavia, ci sono scuole dell'infanzia che fanno del benessere dei bambini l'obiettivo primario del loro progetto educativo. E' questo il caso dell' Asilo Onorato Morelli di Torino, che si trova nella collina della città e che siamo andati a visitare per saperne di più. Asilo Onorato Morelli: Dove il Benessere e la Cura Sono alla Base del Progetto Educativo All' Asilo Onorato Morelli si giunge dopo appena cinque minuti d'auto dall'Ospedale Molinette di Torino, salendo su per la collina. Il piccolo Borgo di Cavoretto, che ospita l'asilo, è territorio del Comune di Torino eppure, lontano dai rumori della città e con un'aria molto più leggera, si ha la sensazione di essere già molto lontani. Il clima di paese che si respira giungendo all'asilo mette presto l'anima in pace e si percepisce immediatamente perché qui il benessere è di casa. Abbiamo fatto un giro tra gli ambienti dell'asilo e intervistato la coordinatrice pedagogica per conoscere meglio il pensiero e le azioni messe in pratica nella scuola dell'Infanzia. Voglio partecipare all'Open Day Ambiente Accogliente e Sicuro "Il benessere a scuola è il risultato di molte variabili, tutte importanti e nessuna trascurabile. Tra queste fondamentali sono gli ambienti che devono accogliere ciascun bambino e favorire scambi e dialoghi".  Con queste parole ci accoglie la Dott.ssa Elisa Marino, coordinatrice pedagogica dell'asilo. Non possiamo che essere d'accordo con questa presentazione. Gli spazi dell'asilo sono molto ampi e luminosi grazie a tetti alti e grandi finestre che permettono di vedere gli alberi che circondano l'asilo. Tutte le stanze si affacciano sull'orto o sullo spazioso giardino di pertinenza. Ogni attività ha una stanza dedicata: le tre aule per le attività creative, il salone di psicomotricità, l'aula per musica e la sala mensa. Anche il refettorio è grande e accogliente con disegni colorati alle pareti che trasmettono gioia e allegria. Le aule fanno da cornice al giardino che, con ampi alberi e un gazebo, permette di far giocare i bambini in tutte le stagioni. Orto e giardino diventano per i bambini dell'asilo palestre quotidiane per il corpo e la mente. Voglio partecipare all'Open Day Benessere Fisico Respirare aria pulita e praticare movimento quotidiano sono i presupposti per far crescere i bambini sani. La posizione in collina permette ai bambini che frequentano l'asilo Morelli di respirare un'aria più salubre rispetto a quella della città e di offrire un ambiente più silenzioso lontano dai rumori della città. Per garantire ai bambini di correre, saltare e soddisfare il naturale bisogno di muoversi, nella routine quotidiana dell'asilo sono presenti attività motorie all'aria aperta che aiutano a sviluppare competenze motorie e a stimolare e rinforzare il sistema immunitario. Anche i pasti sono momenti di scoperta e condivisione e, grazie alla sensibilità della cuoca Stefania, i bimbi vengono coinvolti attivamente nella scoperta di cibi gustosi e la sensibilizzati a un’educazione alimentare sana. Voglio partecipare all'Open Day Pensiero Pedagogico La curiosità e il bisogno di imparare dei bambini vengono soddisfatti quotidianamente attraverso una psicopedagogia positiva in cui il bambino viene curato in tutto ciò che lo rende attivo ovvero: l’attività motoria, la fantasia, la creatività e l’iniziativa personale.  L’Asilo offre per tutta la durata dell’anno scolastico attività specialistiche quali la psicomotricità, la musica il teatro e l’inglese, che si coordinano con l’attività quotidiana delle maestre. All'Asilo Morelli tutte le attività vengono proposte ai bambini non sovraccaricandoli e rispettando il pieno rispetto dei loro ritmi. Voglio partecipare all'Open Day L’Asilo Morelli: un Esempio di Comunità Educante Un esempio concreto di questo modo di intendere l’educazione è rappresentato dall’Asilo Morelli, dove il “fare comunità” va oltre le mura della scuola. Qui l’alleanza tra scuola e famiglia si fonda sulla corresponsabilità educativa, sulla partecipazione attiva dei genitori e su un dialogo continuo con il territorio. Un ponte che unisce persone, storie e relazioni, trasformando una somma di individui in una comunità educante viva, accogliente e responsabile. Un Asilo che Accoglie Tutta la Famiglia " La scuola dell'Infanzia Onorato Morelli mette al centro delle sue azioni il bambino e il suo benessere e fare questo implica necessariamente ascoltare e accogliere anche la sua famiglia". Questo aspetto sta molto a cuore a Elena Maggiolo, direttrice dell'asilo, che ci racconta: '' Fin dalla sua fondazione la linfa vitale della scuola è stato lo spirito di comunità". Per noi è molto importante ascoltare i bisogni dei genitori, le loro difficoltà quotidiane nella gestione della famiglia e il loro bisogno di affidare i bambini con fiducia e serenità. Siamo soliti organizzare feste per le ricorrenze che permettono ai bambini di scoprire i rituali della nostra tradizione e cerchiamo di coinvolgere le famiglie nell'organizzazione per offrire loro l'occasione di scoprirsi comunità''. Per agevolare le famiglie la scuola offre i servizi di pre-scuola e post-scuola tutti i giorni di attività, e il centro estivo fino al 31 luglio. Da settembre 2024 è stata attivata, sotto richiesta delle famiglie che vivono in città, il servizio di navetta con educatrice dell'asilo che la mattina parte dalla fermata dell'Ospedale Molinette. Per finire, ricordiamo che l'Asilo Morelli è una scuola paritaria convenzionata, che permette alle famiglie di affrontare costi paragonabili a quelli delle scuole dell'infanzia statali. Open Day: Prenota Subito il Tuo Posto per Conoscere Meglio questo Asilo davvero Unico! La scuola offre un ambiente accogliente e al contempo stimolante, dove i bambini possono vivere la spensieratezza della loro età e diventare grandi secondo i propri ritmi, con stupore e gioia. Se stai cercando una scuola dell'infanzia che metta al primo posto il benessere di tuo figlio o tua figlia, l'Asilo Morelli è la scelta giusta per te. Non perdete l’occasione di scoprire di persona perché tante famiglie, i cui bambini sono ormai grandi, continuano ancora oggi a ritornarvi e sostenere attivamente questo vero e proprio tesoro dell’educazione.  I Prossimi Sabati dedicati all'Open Day saranno: 17 Gennaio 10:30 - 12:30  Per organizzare al meglio gli eventi è gradita la REGISTRAZIONE all'Open Day Per altre informazioni potete contattare l'asilo attraverso il numero di telefono 011 6612588 oppure scrivendo una email all'indirizzo info@asilomorelli.it Per altre curiosità potete esplorare il web visitando il sito web, la pagina Fabebook, o il Profilo Instagram dell'asilo Morelli.

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9 Gen
2026
Open Day alla Scuola Dell'Infanzia: Guida per Genitori

Orientamento e Open Day

Open Day alla Scuola Dell'Infanzia: Guida per Genitori

Open day nelle scuole dell’infanzia I giorni di open day nelle scuole dell'infanzia sono di grande interesse per tante famiglie. Queste giornate sono un'occasione per capire cosa differenzia una scuola dell’infanzia da un’altra. Gli open day nelle scuole dell'infanzia permettono di conoscere i coordinatori e gli educatori, generalmente, prevedono una visita che consente di osservare come sono organizzati gli spazi: aule, bagni, mense, cortili e palestre. La scuola in questa occasione cerca descriversi al meglio dedicando alle famiglie circa 2 - 3 ore. Vista l’importanza che rivestono questi momenti vi presentiamo alcune possibili domande da porre agli educatori per poterle sfruttare al meglio questa occasione. Tra le domande che suggeriamo è bene che i genitori scelgano quelle che sentono come più importanti sulla base del proprio sentire. Domande sulla linea pedagogica della scuola d'infanzia • Il progetto educativo descrive della scuola dell'infanzia descrive il pensiero pedagogico della scuola e la giornata tipo, riassumendo le attività svolte e gli obiettivi di ciascuna di esse. E’ possibile avere una copia il progetto educativo in modo da poterlo leggere in famiglia? • Che linea adottate se un bimbo picchia o morde un altro bambino? • Che linea adottate se il bambino non ascolta o non rispetta le regole? • Quali sono le regole trasmesse al bambino?  • Quanto tempo è dedicato alle attività programmate/strutturate e quanto al gioco libero?  • E’ prevista attività motoria e per quante ore settimanali?   • I bambini hanno uno spazio esterno e quanto viene utilizzato mediamente? Dipende dall'insegnante o c'è una linea generale della scuola sull'uso di questi spazi? E' prassi farli uscire anche se piove o fa freddo? • Che tipi di attività vengono svolte? (manuali, musicali, linguistiche, motorie), da chi vengono svolte (personale interno o esterno, le cambiate ogni anno?) sono all’interno della scuola o esterne? Sono attività extra a pagamento? È possibile non partecipare alle attività proposte? • Durante l’anno i genitori vengono coinvolti nella scelta delle attività? • Come sono suddivisi i gruppi di bambini in età? Le classi sono omogenee o eterogenee? (Se eterogenee: ci sono dei momenti in cui bambini di età diversa sono insieme e come interagiscono?) • Capita che i bimbi guardino la tv? Con che frequenza settimanale/mensile? • Che strategia o che regole adottate per la somministrazione del cibo e dei liquidi? Se il bambino si rifiuta di mangiare qualcosa come intervengono gli educatori ? E se non mangia la merenda? Vi è una metodica comune che riguarda la scuola o è gestita dalla maestra? Il genitore ha la possibilità di decidere se e quanto l’insegnante può insistere se il bambino non vuol mangiare? Per la merenda la strategia è a stessa? Domande sulla routine nella scuola dell'infanzia • A che ora i bimbi mangiano e fanno la nanna? Conoscere questi tempi è importante perchè permette alla famiglia di iniziare a sincronizzare le abitudine del bambino a quelle della scuola e rendere il passaggio più naturale. • Gestione della nanna: i bambini vengono svegliati dopo un tempo ben stabilito? Quanto dura la nanna ? Fino a che età scegliete di fare dormire il bambino? Se un bambino non vuol dormire come occupa il tempo durante la nanna degli altri bambini? Viene data o meno al bambino libertà di scelta riguardo il proprio riposo? • Proponete gite esterne durante l'anno? Dove vengono portati e da chi sono accompagnati? • Se il bambino fa la pipì addosso chi lo accudisce? Fino a che età vengono accompagnati in bagno? • Come avviene l'inserimento? Tempi e modalità dipendono dal bambino o sono generali? Questa domanda è molto importante perché un inserimento lento generalmente rispecchia i tempi del bambino, soprattutto se non ha frequentato il nido e la scuola dell’infanzia risulta la prima esperienza in collettività. Avere chiari questi tempi permette ai genitori di organizzare i permessi necessari a lavoro. In alcune scuole, soprattutto quelle pubbliche, il bambino potrebbe cominciare il tempo pieno anche dopo tre settimane dall'inizio dell'inserimento. Inoltre, non tutti i bambini cominciano l’inserimento con l'inizio della scuola ma vengono suddivisi in gruppi. Il risultato è che la scuola potrebbe cominciare il 10 settembre e il vostro bambino frequenterà la scuola a tempo pieno solo verso il 15 ottobre.  Domande sull'organizzazione interna alla scuola dell'infanzia • La mensa è all’ interno della scuola o viene fornita da un’azienda esterna? Il cibo è biologico? E’ possibile avere una dieta personalizzata in caso di allergia? • Che tipo di merenda viene somministrata? Cracker e biscotti per gli spuntini? Oppure frutta/semi?  • I bambini bevono durante la giornata? Cosa e quando? • Il bambino ha un suo spazio/armadietto? Quale è il materiale che sarà necessario durante l'anno? Questo aspetto non è indifferente, spesso un po' stressante reperire tutto il necessario pochi giorni prima dell’inizio della scuola, pensarci per tempo vi aiuterà. • Il bimbo può portare degli oggetti cari da tenere con sé durante la giornata ? • Durante l’anno sarà necessario portare del materiale extra per le attività da svolgere? • Gli orari di ingresso/uscita quanto sono vincolanti?  Cercate di valutare da subito l'elasticità sugli orari. Se in famiglia ci sono più bambini che frequentano spazi diversi, questo aspetto avrà spesso un grande impatto nell’organizzazione familiare, se entrambi i genitori lavorano e i tempi sono stretti. Se avete i secondi contati meglio optare per una scuola con orari elastici o un intervallo di tempo di almeno 20 minuti per il ritiro. • Durante l’anno è possibile cambiare il tempo scuola? Da part-time a full-time e viceversa? • Sono presenti telecamere nella scuola e come sono gestite? • E’ possibile conoscere il calendario delle vacanze? (Cominciare a capire da subito come organizzare i bambini durante le vacanze è importante per organizzare ferie ed eventualmente la gestione con il supporto familiare o una babysitter) • Vengono organizzate riunioni collettive con gli educatori o colloqui personali? • Si può lasciare il passeggino in struttura? Le bici e i monopattini dei bimbi? • Se si arrivasse in anticipo a scuola c'è una pensilina o luogo coperto dove possono sostare i bambini in caso di forte pioggia? • C'è possibilità di parcheggiare facilmente? • Quante classi sono garantite con personale di ruolo? C'è la possibilità che i bambini cambino insegnante durante l'anno? Quanti sono gli insegnanti per classe? Considerazioni finali sulla scelta della scuola dell'infanzia Le impressioni che avrai e le sensazioni che sentirai entrando a scuola non saranno meno importanti delle risposte che avrai sentito dagli educatori. Ricorda che non esiste il meglio in assoluto e la scuola adatta per una famiglia potrebbe non esserlo per un'altra. Osserva cosa ti colpisce dell'ambiente scolastico: porta l'attenzione agli odori e ai suoni. Arrivano rumori dall'esterno? Senti senso di quiete? L'ambiente è luminoso? I colori alle pareti ti fanno stare bene? Le percezioni dei bambini sono ampliate rispetto alle nostre e dalla lettura delle tue sensazioni potrai cominciare ad affinare quella capacità percettiva utile per scegliere il luogo più adatto a tuo figlio.     Altri possibili domande potrebbero venirvi in mente leggendo documenti pedagogici di orientamento progettuale delle Scuole dell' infanzia della città di Torino. Per facilitare l'incontro tra famiglie e le scuole dell'infanzia gli strumenti di Che Scuola sono: - Le video interviste ''Open Day Digitali'' al personale dei servizi per l'infanzia. - L'elenco degli Open Day in programma nella scuole.    La pagina sarà aggiornata nel tempo in base alle segnalazioni delle scuole dell'infanzia che ci contatteranno, quindi tenetela da parte e controllate costantemente se ci sono novità di vostro interesse. Antonella Giostra  

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9 Gen
2026
Quale Scuola Dopo le Medie? Dubbi, Possibilità e False Paure

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Quale Scuola Dopo le Medie? Dubbi, Possibilità e False Paure

A 13 anni si Sceglie Davvero? Accompagnare i Ragazzi Nella Scelta della Scuola Superiore Tra meno di una settimana si apriranno le iscrizioni alle scuole superiori e, come ogni anno, molte famiglie si trovano davanti a una scelta delicata. Quale scuola scegliere? Un liceo? E quale liceo? Un istituto tecnico o professionale? Quale indirizzo? Quale “porta” aprire, e quali, magari, lasciare chiuse? Domande che si affollano rapidamente, spesso accompagnate da dubbi, paure e dal timore di sbagliare. Perché la scelta della scuola superiore viene facilmente vissuta come una decisione definitiva, capace di orientare — se non determinare — il futuro dei propri figli. 👉 ISCRIZIONI ON LINE: compilare la domanda nel periodo indicato - dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 per le scuole secondarie di II grado - con SPID, CIE, CNS o eIDAS accedendo alla Piattaforma Unica per l’Orientamento e le Iscrizioni scolastiche, Un Passaggio Delicato della Crescita Eppure c’è un momento, tra la fine della scuola media e l’inizio dell’adolescenza piena, in cui ai ragazzi viene chiesto di fare una scelta enorme, forse sproporzionata rispetto all’età che hanno. A tredici anni, talvolta nemmeno compiuti, è davvero possibile sapere chi si sarà, cosa si vorrà diventare, quale strada si desidererà percorrere? È da qui che nasce la riflessione: più che chiederci quale scuola scegliere, dovremmo domandarci come accompagnare i ragazzi in questo passaggio così importante della loro crescita. La Responsabilità degli Adulti: Accompagnare Non Decidere Questi interrogativi non riguardano solo i ragazzi. Riguardano soprattutto noi adulti, chiamati ad accompagnarli in questo passaggio fondamentale. Il nostro compito non è scegliere al posto loro, né proiettare aspettative o timori personali, ma aiutarli a leggere se stessi: riconoscere inclinazioni, interessi, difficoltà e desideri ancora in formazione. Accompagnare significa mettersi accanto, ascoltare, fare domande giuste più che dare risposte immediate. Significa accettare che, a questa età, l’incertezza non è un limite, ma una condizione naturale. Orientare Non è Indirizzare Spesso si confonde l’orientamento con l’indicazione di una strada precisa. In realtà, orientare vuol dire offrire punti di riferimento, strumenti di lettura, occasioni di confronto. Vuol dire aiutare i ragazzi a sviluppare consapevolezza, non imporre una direzione. L’orientamento è un processo, non un momento isolato. Inizia molto prima della terza media e continua nel tempo, accompagnando i cambiamenti, le scoperte e anche i ripensamenti. La Scelta come Tappa Non come Destino Dare ai nostri figli una chiave di accesso al futuro significa offrire loro serenità, fiducia e strumenti per crescere in modo sano. In un momento così delicato dello sviluppo personale, la scelta della scuola non dovrebbe essere vissuta come una sentenza definitiva, ma come una tappa di un percorso che può evolvere, cambiare direzione e arricchirsi nel tempo. Ridimensionare il peso simbolico della scelta aiuta i ragazzi a viverla con meno ansia e più apertura. Sapere che è possibile riorientarsi, cambiare, ripensare le proprie decisioni è parte integrante di un’educazione che guarda al futuro con realismo e fiducia. Crescere Significa anche Saper Cambiare La crescita non è lineare, soprattutto in adolescenza. Idee, interessi e motivazioni si trasformano rapidamente, ed è normale che ciò che oggi sembra giusto domani venga messo in discussione. Accompagnare i ragazzi significa anche legittimare il cambiamento, senza viverlo come un fallimento. In questo senso, la scelta della scuola superiore non è una prova da superare, ma un’esperienza da attraversare, con la consapevolezza che il percorso educativo è fatto di passaggi, aggiustamenti e nuove possibilità. Che la scelta diventi l’inizio di un viaggio da vivere con curiosità , fiducia e leggerezza! 👉 ISCRIZIONI ON LINE: compilare la domanda nel periodo indicato - dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 per le scuole secondarie di II grado - con SPID, CIE, CNS o eIDAS accedendo alla Piattaforma Unica per l’Orientamento e le Iscrizioni scolastiche Francesca Merlo

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2 Gen
2026
Una Comunità che Educa: il Valore dell’Alleanza Scuola–Famiglia

Orientamento e Open Day

Una Comunità che Educa: il Valore dell’Alleanza Scuola–Famiglia

Educare è un Processo Condiviso Educare un bambino non è mai un gesto isolato. È un processo complesso che prende forma nelle relazioni, negli spazi condivisi e nella continuità tra i diversi contesti di vita. Per questo oggi si parla sempre più spesso di comunità educativa: un insieme di adulti, luoghi e legami che collaborano con uno stesso obiettivo, il benessere e la crescita armonica dei bambini. La Comunità Educativa: Scuola, Famiglia e Territorio La comunità educativa nasce dall’incontro tra scuola, famiglia e territorio. Tre dimensioni diverse ma profondamente intrecciate, che insieme creano l’ambiente in cui i bambini crescono, apprendono e costruiscono la propria identità. Quando questi mondi dialogano e si riconoscono reciprocamente, il percorso educativo diventa più coerente, significativo e sicuro. Scuola e Famiglia come Partner Educativi In una comunità educativa autentica, la scuola non è solo un servizio e la famiglia non è solo un’utenza: entrambe si riconoscono come partner educativi. Questo significa condividere una visione educativa comune, rispettando ruoli e competenze diverse ma complementari, orientate allo stesso fine: la crescita serena e armonica dei bambini. La Corresponsabilità Educativa dei Genitori Educare non è un compito che si delega, ma una responsabilità che si condivide. In questo senso, la corresponsabilità educativa è un principio fondamentale: il genitore mantiene pienamente il proprio ruolo educativo e vi partecipa in modo attivo e consapevole. La scuola affianca, sostiene e accompagna, ma non sostituisce la famiglia. Allo stesso tempo, la famiglia riconosce il valore educativo della scuola e ne condivide obiettivi, regole e orientamenti. Continuità Educativa e Coerenza dei Messaggi Quando scuola e famiglie collaborano in modo corresponsabile, si crea una continuità reale tra il mondo della casa e quello della scuola. I bambini ricevono messaggi educativi coerenti e chiari, che li aiutano a orientarsi e a sentirsi sicuri. Questa coerenza rafforza il senso di appartenenza e favorisce uno sviluppo equilibrato. Fiducia, Dialogo e Responsabilità Condivisa Il senso di comunità si fonda sulla fiducia, e la fiducia nasce dall’ascolto, dal dialogo e dalla trasparenza. Quando scuola e famiglie si confrontano con rispetto e apertura, le difficoltà non vengono negate né delegate, ma affrontate insieme. Gli adulti si sostengono reciprocamente e si sentono corresponsabili non solo del “proprio” bambino, ma del benessere del gruppo. Un Clima Educativo Sicuro per i Bambini In un contesto di corresponsabilità educativa, i bambini percepiscono un ambiente stabile e accogliente. Sentono che gli adulti di riferimento sono uniti, coerenti e affidabili. Questo clima favorisce la fiducia, la serenità e la possibilità di crescere sentendosi parte di una comunità che si prende cura di loro. “Per Crescere un Bambino ci Vuole un Villaggio” Il proverbio africano “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio” sintetizza efficacemente il senso della comunità educativa. Il “villaggio” è fatto di educatori, famiglie, bambini, territorio, relazioni e cura condivisa. È uno spazio vivo, in cui ogni adulto è chiamato a partecipare con responsabilità e consapevolezza. Una Comunità che Educa, Ogni Giorno La comunità educativa non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di scelte, relazioni e responsabilità condivise. È il risultato di adulti che decidono di camminare insieme, di confrontarsi, di sostenersi e di tenere al centro il benessere dei bambini. Quando scuola e famiglie si riconoscono come corresponsabili del percorso educativo, l’educazione diventa più forte, più coerente e più autentica. I bambini crescono sentendosi parte di un contesto stabile e significativo, in cui le relazioni sono affidabili e la cura è condivisa. Educare insieme significa costruire legami che durano nel tempo, trasformare la collaborazione in appartenenza e fare della comunità il vero spazio in cui i bambini possono crescere con serenità, fiducia e senso di sicurezza.

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3 Nov
2025
Educare è una Domanda

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Educare è una Domanda

Tempo di Open Day, Tempo di Scelte Consapevoli Ogni anno, in questo periodo, arrivano gli Open Day: scuole che si aprono, corridoi lucidi, spazi colorati, laboratori, presentazioni, progetti. Tutto appare perfetto, tutto sembra dire: “Vieni qui, è il posto giusto.” Ma… qual è davvero il posto giusto per tuo figlio o tua figlia? E soprattutto, quali Domande Ti Stai Ponendo per Scegliere la Scuola? A volte scegliamo guardando ciò che colpisce noi adulti: la tecnologia, le lingue, le attività speciali. Scegliamo per ciò che immaginiamo possa dare un futuro migliore, per i nostri ideali, per le nostre aspettative. Perché desideriamo che i nostri figli abbiano opportunità, riconoscimento, sicurezza. E nel farlo, a volte dimentichiamo di chiederci: Cosa Serve davvero a Loro oggi, per Crescere Bene? Viviamo in un tempo che chiede ai più giovani di fare sempre di più, di imparare presto, di riempire ogni spazio. Ma questo tempo — così veloce, così denso — a che cosa viene sottratto? Alla curiosità? Alla lentezza? Alla gioia di imparare per davvero? E allora, prima di soffermarci su orari, programmi o attività, proviamo a fermarci un momento. Proviamo a chiederci: Quali sono i Bisogni Reali di chi Cresce, Oggi? Cerco una scuola che lo faccia “andare bene” o una scuola che gli insegni a imparare ad imparare? Cerco una scuola che lo riempia di interrogazioni e verifiche… o una scuola che sappia ponderare quando è davvero il momento di valutare, valorizzando la preparazione reale e non solo la capacità di fare crocette? Mi interessa cosa insegna o come educa? In quella scuola, gli insegnanti condividono una visione comune o ognuno cammina da solo? Il dirigente è custode di un progetto educativo o solo gestore di una struttura? Ogni scuola può mostrare spazi e progetti. Ma la vera differenza sta nel modo in cui si guarda una persona in crescita, nel come la si accompagna, nel valore che si dà alla sua unicità. Un Progetto Educativo Non è un Elenco di Attività: è una Direzione, una Coerenza, una Cura Quotidiana. L’impegno di adulti che credono che l’educazione non serva ad adattare, ma ad amplificare la percezione del mondo, la conoscenza nella sua essenza più profonda e intima. Progetti educativi che aiutino ogni essere umano a scoprire i propri talenti, valorizzarli e comprendere cosa lo appassiona davvero, quale direzione scegliere nella vita. Domande per i Genitori, Prima di Scegliere una Scuola Conosco davvero mio figlio o mia figlia? So che cosa lo fa sentire vivo, curioso, motivato? Desidero che impari nozioni o che impari ad imparare? Voglio che si adatti o che cresca libero, capace di pensiero critico e responsabilità? Mi interessa più il programma o il progetto educativo che lo sostiene? Quanto conta per me che la scuola rispetti i suoi ritmi, i suoi bisogni, la sua unicità? Cerco risultati immediati o una crescita che duri nel tempo, nel cuore e nella mente? Domande a cui le Scuole Dovrebbero Saper Rispondere Durante gli Open Day Durante un Open Day, non basta raccontare cosa si fa: una scuola autentica dovrebbe saper dire perché lo fa e come accompagna ogni persona in crescita. Ma ciò che conta davvero è la visione educativa che sostiene tutto questo. Ecco alcune domande a cui ogni scuola dovrebbe dare risposte chiare e sentite: Qual è la vostra visione dell’educazione e dell’essere umano che volete accompagnare? Come si traduce questa visione nella quotidianità delle relazioni, delle lezioni, dei gesti? Qual è il filo conduttore che lega i diversi livelli scolastici — nido, infanzia, primaria, secondaria, superiori? Come aiutate ogni ragazzo o ragazza a conoscere sé stesso, riconoscere i propri talenti e coltivarli? Come sostenete la motivazione, la curiosità, la voglia di imparare? Come valutate: per misurare o per accompagnare la crescita? Qual è il ruolo del genitore nel vostro percorso educativo? Come garantite continuità, coerenza e ascolto tra insegnanti, studenti e famiglie? Che tipo di adulti sperate di contribuire a formare? E soprattutto: in che modo la vostra scuola mette al centro la persona, non solo il risultato? E allora, Prima di Scegliere… Prima di “scatenarci” nella ricerca della scuola giusta, fermiamoci un attimo. Ascoltiamo. Guardiamo chi cresce accanto a noi con occhi nuovi. Proviamo a chiederci che cosa conta davvero nel suo futuro e quale scuola lo accompagnerà a diventare una persona intera, non solo un alunno. Educare è una Domanda Non sempre troviamo le risposte, ma possiamo cercarle insieme. L’8 novembre, al Palazzo della Luce di Torino, ci fermiamo a riflettere, ascoltare e comprendere. Perché ogni persona in crescita merita una scuola che la aiuti a crescere con mente, cuore e volontà. e dopo aver riflettuto... scegliamo a quali open day partecipare Francesca Merlo

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30 Ott
2025
Quando la scuola si racconta: il Liceo Berti dà voce ai suoi studenti con School Creator Lab

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Quando la scuola si racconta: il Liceo Berti dà voce ai suoi studenti con School Creator Lab

A inizio ottobre del 2025 CheScuola?! ha proposto alle scuole secondarie di secondo grado la partecipazione al progetto School Creator Lab, un innovativo percorso di Formazione Scuola–Lavoro dedicato alla comunicazione e alla creatività digitale. L’obiettivo del laboratorio è quello di dare voce agli studenti, rendendoli autori e protagonisti del racconto scolastico, capaci di comunicare la scuola con linguaggi autentici e contemporanei. Immagina che siano gli studenti stessi a diventare i narratori protagonisti della loro scuola: non più solo fruitori, ma autori del racconto educativo. Il Liceo Domenico Berti, storico liceo delle Scienze Umane, Liceo Linguistico e Liceo economico Sociale di Torino, punto di riferimento umanistico della città, ha risposto positivamente alla nostra proposta immaginando una rete in cui giovani storyteller disegnano dal dentro l’identità della scuola, attraverso contenuti autentici e contemporanei. Il progetto, nato all'interno del team di CheScuola?! prende dunque vita al Berti, rappresentando il primo passo di una sperimentazione didattica-lavorativa che unisce la tradizione delle istituzioni scolastiche e l'innovazione degli attuali mezzi di comunicazione digitale. Il Liceo Berti capofila della sperimentazione Il Liceo Domenico Berti di Torino sarà duqnue la prima scuola a sperimentare il progetto, diventando istituto capofila della rete School Creator Lab. Durante il percorso, gli studenti del triennio si trasformeranno in student ambassador del proprio liceo, imparando a: creare contenuti per social e web, condurre interviste e reportage, raccontare eventi e progetti della scuola con un taglio creativo e coinvolgente. Con la guida dei formatori di CheScuola?!, studentesse e studenti svilupperanno competenze digitali, comunicative e trasversali, scoprendo da vicino le nuove professioni del mondo digitale: content creator, videomaker, social media manager, storyteller. Una rete per orientare e ispirare School Creator Lab è pensato per costruire una rete di scuole e studenti storyteller, in cui studenti e studentesse diventano protagonisti del racconto e dell’orientamento tra pari. Chi meglio degli studenti può, infatti, raccontare la scuola ai futuri studenti? Il progetto rappresenta il primo passo di una sperimentazione cittadina che punta a innovare la comunicazione educativa e a rendere la scuola un luogo vivo di creatività, competenze e partecipazione. Un format aperto a tutte le scuole Il laboratorio è aperto a tutti gli istituti di qualunque indirizzo. Le scuole secondarie di secondo grado possono aderire utilizzando i fondi per l’orientamento o quelli della Formazione Scuola–Lavoro, offrendo ai ragazzi un modo concreto e divertente per scoprire e sperimentare le competenze digitali e creative più attuali, valorizzando al tempo stesso l'immagine della propria scuola sul web. Perché entrare a far parte della rete Entrare nella rete School Creator Lab significa sviluppare competenze moderne e trasversali tra gli studenti, come la comunicazione digitale, creatività, pensiero critico e lavoro di squadra, coinvolgendoli direttamente nella creazione dei contenuti social della scuola. Allo stesso tempo, la scuola può risparmiare risorse e avere uno sguardo innovativo e moderno sui social, valorizzando la propria comunità educativa senza carichi aggiuntivi. Non perdere l’occasione di entrare nella rete! Aderisci subito per trasformare la tua scuola in un laboratorio di innovazione educativa e far risuonare la voce dei tuoi studenti. Scrivici a servizieducativi@chescuola.net per ricevere il format completo e avviare insieme il progetto.   Con School Creator Lab, CheScuola?! e il Liceo Berti aprono una nuova stagione della comunicazione educativa: una scuola che si racconta attraverso la voce e la creatività dei suoi studenti. Antonella Giostra

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22 Ott
2025
Una Scuola che Nutre Mente, Cuore e Voglia di Fare

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Una Scuola che Nutre Mente, Cuore e Voglia di Fare

Imparare a Imparare: Profondità Continuità Attualità Oggi tutto cambia con rapidità: la tecnologia accelera i ritmi, frammenta l’attenzione e trasforma il nostro modo di vivere e di apprendere. In questo scenario, le domande sull’educazione diventano più vive e urgenti che mai. Cosa significa oggi accompagnare un bambino nella crescita? Di che cosa ha davvero bisogno per diventare un adulto libero, creativo, capace di pensare con la propria testa e di agire con cuore? Come possiamo, come genitori ed educatori, nutrire un apprendimento che non si limiti alla prestazione, ma che risvegli il desiderio di conoscere, di comprendere, di partecipare al mondo? Sono interrogativi che chiedono ascolto, tempo e uno spazio di riflessione condivisa. E, tra tutte, ce n’è una che merita di essere posta con particolare attenzione: Che Cos’è un Progetto Educativo? Un progetto non come un elenco di obiettivi o metodologie, ma come un percorso vivo, capace di crescere insieme a chi educa e a chi è educato; un processo che si rinnova con la vita stessa, che tiene insieme conoscenze, relazioni, esperienze e significati. L’8 novembre, presso il Centro Palazzo della Luce di Torino, si terrà una giornata di approfondimento dedicata a “Una scuola che nutre mente, cuore e voglia di fare”: un incontro aperto a genitori, insegnanti ed educatori, per riflettere insieme sui bisogni reali dell’essere umano in crescita. La giornata nasce proprio dal desiderio di offrire uno spazio di incontro e di dialogo aperto a chi, ogni giorno, si prende cura dell’essere umano in divenire. Un’occasione per fermarsi, ascoltare, riflettere sul significato profondo dell’educare; per interrogarsi su cosa voglia dire oggi “imparare ad imparare” e su come la pedagogia possa accompagnare bambini e ragazzi nel loro cammino di crescita interiore e sociale. 📍 Quando: 8 novembre 2025, dalle 9:30 alle 16:30 📍 Dove: Il Centro, Palazzo della Luce, Via degli Stampatori 18, Torino Ingresso gratuito con prenotazione VOGLIO PARTECIPARE Che Cosa Significa Davvero Educare? La pedagogia Waldorf risponde con un’immagine potente: educare è accompagnare l’essere umano nella sua totalità. Non solo nozioni, ma esperienze. Non solo conoscenze, ma connessioni profonde tra sapere, sentire e agire. La pedagogia WALDORF-STEINER ricorda che educare significa tenere insieme tre elementi fondamentali: La Profondità Nella pedagogia Waldorf l’apprendimento si radica nel profondo perché coinvolge mente, cuore e volontà, e nasce da un’esperienza viva e concreta. Ogni tema viene esplorato nella sua trasversalità, attraversando più materie e linguaggi: un periodo storico, ad esempio, può essere studiato nella storia, nella letteratura, nell’arte, nella musica e nelle scoperte scientifiche di quell’epoca. In questo modo, ciò che si apprende non resta legato a un’unica disciplina, ma si arricchisce di prospettive diverse, mettendo in relazione conoscenze, esperienze e vissuti personali. L’apprendimento diventa così significativo, duraturo e capace di lasciare un’impronta profonda nel tempo. La Continuità L’educazione è un percorso armonico che accompagna la persona dalla prima infanzia fino all’età adulta. Nelle scuole Waldorf questa continuità si esprime anche nella figura del maestro di riferimento, che segue la stessa classe per più anni, creando un legame educativo profondo e fiducioso. Allo stesso tempo, la continuità si manifesta nel percorso dei contenuti, che si sviluppano in modo coerente e progressivo, favorendo una crescita equilibrata delle dimensioni cognitive, emotive e sociali. L'Attualità La pedagogia Waldorf invita a dialogare con le domande del presente e con le sfide che bambini e ragazzi vivono ogni giorno. La sua attualità si esprime anche nella trasversalità culturale e temporale: i principi educativi fondamentali sono solidi e applicabili in contesti diversi nel mondo e continuano a rispondere alle esigenze educative contemporanee senza risultare datati. L'incontro mostrerà come l’educazione Waldorf possa rispondere in modo flessibile, creativo e radicato nella realtà quotidiana di oggi, pur mantenendo la coerenza dei suoi valori pedagogici. Qual è il Ruolo degli Educatori e della Comunità Educante? Saranno approfonditi i ruoli fondamentali degli adulti nella crescita dei più giovani: La famiglia: primo luogo educativo, dove il bambino sperimenta fiducia, amore e sicurezza. La scuola: secondo pilastro fondamentale, spazio dove conoscenze accademiche, esperienze artistiche e attività manuali si intrecciano, e dove l’educatore guida e facilita il percorso di crescita dei bambini. La società: terzo elemento, che educa attraverso modelli culturali e strumenti, ma è anche influenzata dalla qualità educativa della famiglia e della scuola. Il convegno mostrerà come il lavoro dei primi due pilastri contribuisca a costruire una società più consapevole e responsabile. Nutrire Mente, Cuore e Volontà Coltivare mente, cuore e volontà significa formare persone capaci di pensare liberamente e creativamente, di sentire empaticamente e di agire con responsabilità e coraggio. il programma della giornata offrirà strumenti per comprendere come la pedagogia Waldorf accompagni l'essere umano nella sua totalità basandosi sull'ascolto attento, l'osservazione profonda e fiducia nei processi interiori. Una Giornata Aperta a Educatori e Genitori La giornata conoscitiva della pedagogia Waldorf si rivolge a genitori, educatori, studenti delle facoltà di Scienze dell’Educazione, all’assessore alla Cultura di Torino e le persone che ritengono cruciale il ruolo dell’educazione nella società contemporanea. Siete tutti invitati l’8 novembre presso il Centro Palazzo della Luce, via degli Stampatori 18, Torino. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione. Sarà un’occasione per confrontarsi con esperti di pedagogia Waldorf, approfondire il ruolo della scuola come spazio educativo vivo e condividere esperienze tra famiglie, insegnanti e comunità. Per Ritrovare un Senso Profondo dell’Educazione, Quali Domande deve Porsi Chi Educa Oggi? La giornata dell’8 novembre offrirà riflessioni e strumenti per ritrovare un senso educativo che dia continuità, che parli al cuore e alla mente, e che coltivi il futuro dell’essere umano. Un invito a guardare l’educazione non come un insieme di tecniche, ma come un percorso che accompagna la crescita nella sua totalità — nel pensare, nel sentire e nell’agire — e che offre strumenti per comprendere, affrontare e trasformare il mondo con consapevolezza e coraggio. Educare significa seminare futuro VOGLIO PARTECIPARE Approfondimenti Il Progetto Educativo è una Visione del Bambino Educare al presente Movimento e Apprendimento Francesca Merlo

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5 Ott
2025
La Scuola si Racconta: CheScuola?! lancia "School Creator Lab"

Orientamento e Open Day

La Scuola si Racconta: CheScuola?! lancia "School Creator Lab"

Quante volte studenti e famiglie si trovano a cercare informazioni sulle scuole, tra siti poco chiari e social poco aggiornati? E quante volte le scuole si sentono bloccate, incapaci di comunicare in modo moderno e autentico in un mondo digitale pieno di algoritmi e linguaggi complessi? Noi di CheScuola?! abbiamo immaginato una soluzione concreta: School Creator Lab, un laboratorio creativo pensato per aiutare le scuole a raccontarsi in modo autentico, e per dare agli studenti uno spazio reale per esprimersi e sviluppare competenze digitali e creative. Tutto questo avviene sotto la supervisione di professionisti del digitale, che guidano ragazzi e insegnanti nella creazione di contenuti di qualità, sicuri e coerenti con l’identità della scuola. Come funziona il laboratorio Il percorso è strutturato in moduli pratici e guidati, pensati per far acquisire agli studenti competenze concrete e immediatamente applicabili: Pianificazione e realizzazione di contenuti multimediali (video, interviste, post, storie) Introduzione alla comunicazione digitale e allo storytelling creativo Lavoro di squadra e gestione di progetti collaborativi Supervisione continua da parte di professionisti per garantire qualità e coerenza Il laboratorio è modulare e flessibile, adattabile alle esigenze di ogni scuola, per offrire un’esperienza educativa coinvolgente e stimolante. Cosa imparano gli studenti Partecipando a School Creator Lab, gli studenti sviluppano competenze moderne e trasversali, tra cui: Comunicazione digitale e storytelling creativo Produzione e gestione di contenuti multimediali Pensiero critico e collaborazione attiva Consapevolezza nell’uso dei social e dei nuovi linguaggi comunicativi Queste abilità arricchiscono il percorso scolastico e preparano i ragazzi a interagire con sicurezza in contesti digitali sempre più complessi. Perché aderire Entrare nella rete School Creator Lab significa: Offrire agli studenti opportunità concrete di crescita e apprendimento pratico Innovare la comunicazione della scuola con uno sguardo moderno e autentico Risparmiare risorse, grazie al supporto, agli strumenti e alla supervisione forniti dal progetto Coinvolgere attivamente la comunità scolastica, rafforzando il legame con famiglie e territorio Come partecipare Trasforma la tua scuola in un laboratorio di innovazione educativa, dove la voce dei ragazzi diventa protagonista e i contenuti digitali riflettono l’identità e i valori della comunità scolastica. Non perdere questa opportunità! Scrivici a servizieducativi@chescuola.net per ricevere il format completo e avviare insieme il progetto.

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17 Set
2025
Differenza tra Obbligo Scolastico e Formativo: Cosa Cambia a 16 Anni

Orientamento e Open Day

Differenza tra Obbligo Scolastico e Formativo: Cosa Cambia a 16 Anni

In Italia è importante distinguere tra obbligo scolastico e obbligo formativo, due concetti che spesso vengono confusi ma che hanno significati diversi e conseguenze pratiche precise per ragazzi e famiglie. L’obbligo Scolastico: fino ai 16 anni L’obbligo scolastico impone a tutti i ragazzi di frequentare percorsi di istruzione fino al compimento del sedicesimo anno di età. In concreto, questo significa completare la scuola primaria, la scuola secondaria di primo grado (le cosiddette “medie”) e almeno due anni della scuola superiore, oppure iscriversi a un percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) riconosciuto dalle Regioni. Non è quindi consentito interrompere il percorso di studi al termine della terza media (14 anni), ma è obbligatorio proseguire in una delle strade previste dalla normativa. Riassumendo obbligo scolastico: È il dovere di frequentare percorsi di istruzione fino al compimento del sedicesimo anno di età. Comprende: scuola primaria, scuola secondaria di primo grado (medie) e almeno due anni della scuola superiore o di un percorso IeFP. È possibile assolvere l’obbligo anche in corsi di formazione professionale riconosciuti dalle Regioni. Non è consentito interrompere il percorso alla fine delle medie (14 anni). Obbligo Formativo: fino ai 18 anni Con il compimento dei 16 anni si conclude l’obbligo scolastico, ma inizia quello che viene definito obbligo formativo, che dura fino ai 18 anni. In questa fase i ragazzi non sono obbligati a rimanere in un liceo o in un istituto tecnico o professionale, ma devono comunque restare inseriti in un percorso di formazione riconosciuto. Le possibilità sono diverse: proseguire la scuola superiore, frequentare un corso regionale di IeFP, oppure entrare in un contratto di apprendistato di primo livello, che combina lavoro e formazione. In sintesi: Dopo i 16 anni, non si è obbligati a rimanere in un liceo o in un istituto, ma si deve comunque restare in formazione. Le opzioni possibili sono: Proseguire la scuola superiore (liceo, tecnico, professionale). Frequentare un percorso IeFP. Entrare in un contratto di apprendistato di primo livello, che unisce lavoro e formazione. L’obbligo formativo ha quindi un orizzonte più ampio dell’obbligo scolastico: non vincola a un singolo modello di scuola, ma impone di continuare un percorso di apprendimento fino alla maggiore età. I Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) Un ruolo centrale nell’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo è svolto dai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi corsi, organizzati dalle Regioni spesso tramite enti di formazione accreditati, hanno una durata di tre o quattro anni e rilasciano una qualifica professionale triennale o un diploma professionale quadriennale. Sono caratterizzati da una forte componente pratica: molte ore si svolgono in laboratorio e sono previsti periodi di tirocinio in azienda. Le figure professionali spaziano nei settori più richiesti del mondo del lavoro, dalla meccanica all’elettronica, dalla ristorazione all’estetica, dall’informatica ai servizi alla persona. I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) sono gestiti dalle Regioni, spesso tramite enti di formazione accreditati. Durano 3 o 4 anni. Rilasciano una qualifica professionale triennale o un diploma professionale quadriennale. Sono caratterizzati da molte ore di laboratorio e da periodi di stage in azienda. Preparano a mestieri nei settori artigianali, industriali, tecnologici e dei servizi (meccanica, elettronica, ristorazione, estetica, informatica, ecc.). I percorsi IeFP costituiscono quindi una valida alternativa alla scuola superiore tradizionale, permettendo di assolvere sia l’obbligo scolastico (fino ai 16 anni) sia quello formativo (fino ai 18) fornendo allo stesso tempo una preparazione concreta spendibile in ambito lavorativo. Responsabilità delle Famiglie e degli Studenti Il rispetto dell’obbligo formativo non riguarda soltanto gli studenti, ma coinvolge anche le famiglie. I ragazzi hanno il dovere di rimanere inseriti in un percorso di istruzione o formazione fino ai 18 anni. I genitori, dal canto loro, hanno la responsabilità legale di vigilare sul rispetto di questo obbligo; in caso contrario possono incorrere in richiami o sanzioni. Le istituzioni scolastiche e formative, infine, hanno l’obbligo di monitorare la frequenza e di segnalare eventuali casi di abbandono scolastico, così da attivare percorsi di recupero e sostegno. I ragazzi devono restare inseriti in un percorso fino ai 18 anni. I genitori hanno la responsabilità legale di garantire il rispetto dell’obbligo Le istituzioni scolastiche e formative hanno il compito monitorare e attivare corsi. Riassumendo In conclusione, l’obbligo scolastico copre i primi 16 anni ed è legato alla frequenza scolastica tradizionale; l’obbligo formativo arriva fino ai 18 anni e può essere assolto anche in forme diverse dalla scuola, come la formazione professionale o l’apprendistato. I percorsi IeFP rappresentano oggi lo strumento più diffuso per chi cerca un’alternativa alla scuola superiore classica, con un approccio più pratico e orientato al mondo del lavoro. L’obbligo scolastico copre fino ai 16 anni ed è legato alla frequenza scolastica. L’obbligo formativo arriva fino ai 18 anni e può essere assolto in diverse forme (scuola, formazione professionale, apprendistato). I percorsi IeFP sono lo strumento più diffuso per chi cerca un’alternativa alla scuola tradizionale, con forte orientamento pratico. Fonti Vuoi sapere come si è arrivati al sistema attuale e quali riforme lo hanno plasmato? Leggi l’excursus storico sull’obbligo formativo

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24 Apr
2025
Liceo Sportivo

Orientamento e Open Day

Liceo Sportivo

Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo: Una Proposta Educativa Il Liceo Scientifico a indirizzo sportivo o Liceo Sportivo rappresenta una proposta educativa innovativa che integra la solida base culturale del liceo scientifico tradizionale con un’attenzione specifica alla teoria e alla pratica dello sport. Questo percorso si distingue per una formazione accademica rigorosa, con un focus sull’area scientifica – in particolare matematica, fisica e scienze naturali – arricchita da discipline legate al mondo sportivo. Il Liceo Scientifico a indirizzo sportivo o Liceo Sportivo combina una solida preparazione scientifica con un approfondimento delle discipline motorie e sportive. Il monte ore settimanale varia nel corso del quinquennio Monte ore settimanale Primo biennio (I e II anno): 27 ore settimanali Triennio (III, IV e V anno): 30 ore settimanali​ Il monte ore complessivo è equiparabile a quello del liceo scientifico tradizionale, ma alcune materie vengono sostituite o rimodulate per garantire la coerenza del percorso con l’indirizzo sportivo.  Liceo Sportivo: Una Struttura Curricolare Rinnovata Rispetto al liceo scientifico tradizionale, il percorso ad indirizzo sportivo presenta alcune specificità. In particolare, sono introdotti insegnamenti specifici come le Scienze Motorie e Sportive, le Discipline Sportive e il Diritto ed Economia dello Sport, mentre vengono eliminate o ridotte discipline come Latino e Storia dell’Arte. L’indirizzo sportivo si configura come un percorso formativo che valorizza l’attività motoria e sportiva non solo come pratica fisica, ma anche come strumento educativo, culturale e formativo, capace di sviluppare competenze trasversali, promuovere il benessere e contribuire alla costruzione di personalità equilibrate e consapevoli. Discipline Sostituite o Rimodulate: Eliminazione del Latino e della Storia dell’Arte Riduzione dell’orario di Filosofia Discipline introdotte o potenziate: Scienze Motorie e Sportive (anche in forma teorica) Discipline Sportive pratiche Diritto ed Economia dello Sport Nonostante queste variazioni, l’impianto scientifico rimane solido con particolare attenzione all’apprendimento del metodo scientifico. ​ Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo : una Proposta Formativa Flessibile e Contestualizzata Uno degli aspetti distintivi del Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo è che l’offerta sportiva varia da istituto a istituto. Alcune scuole possono offrire ore opzionali o attività extracurricolari, come corsi di lingua straniera o approfondimenti sportivi specifici. È possibile che alcune discipline siano insegnate in lingua straniera secondo la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning)   Le discipline sportive praticate e le attività integrative sono definite in base alle: Dotazioni e gli impianti sportivi presenti nella scuola Competenze e le esperienze del corpo docente Collaborazioni con enti sportivi del territorio Disponibilità delle strutture locali Questa flessibilità consente a ciascun liceo di valorizzare le proprie risorse e offrire agli studenti esperienze formative coerenti con le realtà locali e possibilmente con le passioni individuali. Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo: lo Sport come Linguaggio Educativo Il percorso del Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo non si limita a offrire ore di pratica motoria, ma promuove una cultura dello sport consapevole, ponendo al centro l’educazione attraverso lo sport. Attraverso l’analisi critica dei fenomeni sportivi, la conoscenza dell’organizzazione dello sport a livello nazionale e internazionale e l’approfondimento del ruolo sociale dello sport, gli studenti imparano a interpretare lo sport come un fenomeno articolato, con ripercussioni significative sul benessere psicofisico dell’atleta, sullo sviluppo delle competenze tecniche individuali e di squadra, sulla gestione delle dinamiche competitive e sull’ insieme di comportamenti e valori che promuovono correttezza, rispetto delle regole, rispetto dell’avversario, autocontrollo e integrità durante la competizione. Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo: La cultura dello Sport Approfondire la cultura dello sport significa accompagnare gli studenti in un percorso di crescita che li aiuti a: Comprendere che l’etica sportiva è parte integrante della prestazione, Sviluppare responsabilità personale nelle scelte comportamentali, anche sotto pressione Riconoscere il valore della lealtà e del rispetto nelle dinamiche tra compagni di squadra, allenatori e avversari Affrontare la competizione con spirito costruttivo, senza prevaricazioni o scorrettezze Riconoscere l’efficacia del lavoro collettivo anche in contesti ad alta intensità agonistica, Acquisire consapevolezza del sistema economico e organizzativo che ruota attorno allo sport, dalle dinamiche di gestione agli aspetti promozionali e comunicativi Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo: Un Percorso Aperto, ma Rigoroso Il Liceo Sportivo non è una scuola "più facile", si tratta a tutti gli effetti di un Liceo Scientifico, con un impianto formativo rigoroso che richiede impegno costante, senso di responsabilità e una solida capacità di organizzazione nello studio. Le discipline affrontate, seppur differenti da quelle del Liceo Scientifico tradizionale, sono altrettanto impegnative e richiedono metodo, concentrazione e continuità. La sostituzione di materie come il latino o la storia dell’arte non comporta un alleggerimento del carico didattico, ma un diverso orientamento degli studi:lo studente è chiamato ad affrontare nuove discipline – come il diritto ed economia dello sport, le scienze motorie e le discipline sportive – che uniscono teoria e pratica, richiedendo padronanza del linguaggio tecnico, capacità di analisi critica e comprensione dei fenomeni sportivi in chiave interdisciplinare. Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo: A Chi si Rivolge Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo è pensato per studenti che nutrono un forte interesse per le discipline scientifiche e che riconoscono nello sport non solo una passione personale, ma anche uno strumento educativo e culturale. Ri rivolge a ragazze e ragazzi che mostrano una naturale predisposizione all’attività motoria, una buona capacità di lavorare in gruppo e una propensione per contesti dinamici, stimolanti e orientati al benessere fisico e mentale. Il percorso è ideale per chi desidera approfondire il significato dello sport non soltanto in termini di performance agonistica, ma anche come veicolo di valori quali il rispetto delle regole, la collaborazione, la perseveranza e il superamento dei propri limiti. non è richiesta la pratica sportiva a livello agonistico: il Liceo Sportivo è aperto a tutti coloro che vedono nello sport un elemento chiave del proprio sviluppo personale, formativo e professionale. Liceo Sportivo e Modalità di Accesso: test d’ingresso o media scolastica? l Liceo Sportivo è un indirizzo sempre più richiesto, scelto da studenti motivati che vedono nello sport non solo una passione, ma anche un ambito formativo serio e ricco di opportunità. L’interesse crescente ha portato molti istituti a introdurre criteri di selezione per regolare l’accesso, soprattutto in presenza di un numero limitato di posti disponibili. Le modalità di accesso variano e ogni istituto può stabilire criteri propri. Alcuni Licei Sportivi prevedono: Test d’ingresso, che possono includere prove scritte, motorie e colloqui individuali o verifiche delle attitudini personali e motivazionali; Una media scolastica minima, spesso pari o superiore all’8 alla fine del secondo anno della scuola secondaria di primo grado. Per conoscere con precisione i requisiti richiesti, è consigliato: Visitare i siti ufficiali delle scuole che offrono l’indirizzo sportivo; Partecipare agli Open Day o agli incontri informativi organizzati dagli istituti, momenti utili per chiarire dubbi, conoscere i docenti e comprendere l’organizzazione del percorso. Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo: una Scelta Strategica Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo può rappresentare una scelta strategica e vantaggiosa per chi pratica sport a livello agonistico, mettendo in campo  soluzioni personalizzate e coerenti con le passioni sportive dei propri allievi. Il contesto del Liceo Scientifico a indirizzo Sportivo o Liceo Sportivo offre quindi: Maggiore comprensione del contesto sportivo Ambiente scolastico più flessibile Docenti consapevoli delle esigenze degli atleti Riconoscimento dell’impegno sportivo nel curriculum Flessibilità oraria per atleti agonisti   Molti licei sportivi prevedono una “didattica specifica per studenti-atleti” per esempio Orari flessibili con entrate posticipate o uscite anticipate, Recupero personalizzato Piani di studio individualizzati Materiali online per il recupero delle lezioni Convenzioni con Società Sportive   In diversi casi, il Liceo Sportivo attraverso accordi formali con Società Sportive mette in atto un'organizzazione che permette di: coordinare allenamenti e studio monitorare rendimento scolastico e sportivo riconoscere l’attività sportiva ai fini del credito scolastico Possono essere previsti anche: Tutor sportivi scolastici Progetti di PCTO  in ambito sportivo Supporto psicologico per studenti-atleti Supporto anche per sport non integrati nel piano scolastico. Se lo sport praticato non è presente nel piano curricolare del  Liceo Sportivo, il sistema educativo è comunque in grado di supportare lo studente grazie ala possibilità di attuare flessibilità oraria, convenzioni personalizzate con le società Sportive dell'atleta attraverso il riconoscimento dell’attività extracurricolare nel credito scolastico o come PCTO Liceo Sportivo: Prospettive Post  Diploma: Studi Universitari e Sbocchi Professionali La valutazione dell’ esame conclusivo del ciclo di studi dell'istruzione secondaria  o Esame di Maturità segue gli stessi standard degli altri Licei Scientifici. Infatti la seconda prova dell’Esame di Stato resta allineata a quella del Liceo Scientifico tradizionale e comprende lo scritto di Matematica e/o Fisica. Questo dimostra che l’indirizzo sportivo, mantenendo inalterato il rigore formativo, prepara lo studente a proseguire con successo qualsiasi percorso universitario.Questo percorso scolastico rappresenta un solido punto di partenza, sia per chi intende proseguire gli studi a livello universitario, sia per chi desidera entrare con competenza e passione nel mondo del lavoro. Il percorso di studi infatti fornisce una preparazione solida e multidisciplinare che consente di affrontare con successo l’accesso all’università. Oltre ai corsi di laurea specificamente legati al settore sportivo, è possibile proseguire in numerosi ambiti accademici. Proseguimento degli studi universitari I diplomati possono accedere con solide basi a corsi di laurea quali: Scienze Motorie Sport e Salute Scienza, Tecnica e Didattica dello Sport Scienza dell’Attività Fisica per il Benessere Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute La preparazione ricevuta consente inoltre di affrontare percorsi universitari in ambito medico, paramedico, scientifico e tecnologico, grazie all'acquisizione di competenze trasversali e alla familiarità con discipline biologiche, chimiche, fisiche e psicologiche. Opportunità professionali L’indirizzo apre anche a numerosi sbocchi lavorativi, in costante evoluzione, per chi desidera inserirsi direttamente nel mondo del lavoro una volta conseguito il diploma. Le principali figure professionali includono: Preparatore fisico Esperto nella progettazione e conduzione di programmi di allenamento per atleti e appassionati di sport, con attenzione alla personalizzazione e alla sicurezza. Specialista in fitness e benessere Figura operativa in palestre, centri sportivi e strutture per la salute, in grado di promuovere il benessere psicofisico attraverso interventi mirati e multidisciplinari. Organizzatore di eventi sportivi Professionista nella pianificazione e gestione di eventi sportivi, sia competitivi che amatoriali, in contesti pubblici e privati. Consulente e dirigente sportivo Operatore nella gestione di società e impianti sportivi, con competenze nella pianificazione, nell’amministrazione e nello sviluppo di progetti sportivi sul territorio. Operatore della comunicazione sportiva Esperto nella produzione e diffusione di contenuti sportivi per media tradizionali e digitali, con capacità comunicative e conoscenza delle dinamiche del settore. Professionista legale nell’ambito sportivo Consulente attivo nella gestione giuridica e normativa di società, federazioni e organizzazioni sportive. Riferimenti e approfondimenti licei sportivi in Italia: elenco licei paritari: elenco Un esempio di test d'ingresso al Liceo Sportivo Francesca Merlo

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10 Apr
2025
Liceo Coreutico Teatrale

Orientamento e Open Day

Liceo Coreutico Teatrale

Un Percorso Formativo Completo e Innovativo Il liceo coreutico può essere proposto in sinergia con l’indirizzo musicale o con quello teatrale. Questa scelta nasce dalla volontà di valorizzare l’interconnessione tra le diverse arti performative, che possono arricchirsi reciprocamente in un percorso di crescita tecnica ed espressiva. Danza, musica e teatro condividono infatti linguaggi comuni, come il ritmo, il corpo, lo spazio e l’intenzione comunicativa: ciò consente agli studenti di sviluppare una consapevolezza artistica più ampia e una maggiore padronanza espressiva, preparando così giovani artisti capaci di confrontarsi con esperienze interdisciplinari, sempre più richieste nel panorama artistico contemporaneo. Le combinazioni proposte possono variare nei diversi contesti scolastici – coreutico-musicale o coreutico-teatrale – ma mantengono un fil rouge che lega in modo profondo le discipline artistiche, valorizzandone la complementarità e l’unità di visione formativa. La proposta del Liceo coreutico musicale. Sinergia tra arti performative L'indirizzo coreutico - musicale si propone come unicum nel panorama dei percorsi liceali con l’obiettivo di stimolare ed educare sensibilità e creatività degli studenti, partendo da solidi riferimenti culturali. La scuola è pensata per realizzare un’armonica integrazione tra la formazione generale di livello secondario superiore e la formazione musicale e coreutica, da intendere non solo come acquisizione di specifiche abilità tecniche nei vari settori della musica e della danza, ma anche come comprensione ed espressione dei fatti storici e strutturali della musica e della danza, in rapporto alle altre aree culturali. La natura comune delle due arti implica necessariamente la convivenza dei due indirizzi del Liceo. Si trovano così a partecipare al medesimo percorso formativo allievi con le stesse sensibilità verso categorie musicali ed espressive quali il ritmo, la corporeità, la creatività e l’inventiva. Liceo Coreutico e Teatrale. Un perscorso tra le Arti dello Spettacolo Il Liceo Coreutico e Teatrale è la scelta ideale per giovani con una forte passione per le arti performative, desiderosi di esplorare e trasformare il loro talento in una vera e propria carriera artistica. Questo percorso educativo non è solo un'opportunità per sviluppare abilità tecniche, ma per vivere un’esperienza che unisce corpo, voce e emozione, dando vita a una formazione completa e interdisciplinare. Il Liceo Coreutico e Teatrale offre agli studenti un ambiente stimolante dove la danza, il teatro, la recitazione e il canto si intrecciano, permettendo di esplorare e affinare ogni forma di espressione artistica. Questo percorso formativo è progettato non solo per preparare gli studenti all'ingresso nel mondo dello spettacolo, ma anche per aprire le porte alla prosecuzione degli studi universitari e accademici, offrendo solide basi culturali e artistiche. La natura pratica e teorica del Liceo Coreutico e Teatrale stimola la creatività degli studenti e li prepara a interpretare e comunicare emozioni attraverso il corpo e la voce. Gli allievi sviluppano una consapevolezza profonda delle tecniche performative, imparando a combinare il movimento, la recitazione e la musica in un’armonia che va oltre la semplice esecuzione tecnica. In questo percorso, ogni studente ricerca la propria voce, il proprio corpo e il proprio spazio di espressione, in un ambiente che promuove la collaborazione, la creatività. La formazione è orientata a rendere ogni giovane artista non solo un professionista completo, ma un narratore capace di emozionare e coinvolgere il pubblico, affrontando il palcoscenico con la giusta preparazione e consapevolezza. L'offerta formativa del Liceo Coreutico e Teatrale combina lo studio teorico con l'esperienza pratica, garantendo agli studenti una preparazione solida, interdisciplinare e orientata al mondo dello spettacolo. L'organizzazione didattica segue le normative vigenti, con l'integrazione di quote di autonomia per personalizzare il percorso formativo e potenziare le competenze artistiche degli studenti. Test di Ammissione al Liceo Coreutico Per accedere al Liceo Coreutico e Teatrale è previsto un test di ammissione finalizzato a valutare le attitudini artistiche e fisiche degli aspiranti studenti. Il superamento della prova è necessario per l’ammissione in quanto il percorso formativo richiede una predisposizione alle discipline artistiche. Il test varia a seconda dell’indirizzo scelto. Per l’indirizzo Coreutico il test di ammissione prevede: La prova pratica di danza (valutazione delle capacità motorie, ritmo, coordinazione e postura) Un colloquio motivazionale (per comprendere il livello di interesse e preparazione del candidato) Un eventuale verifica musicale (ad esempio, esercizi di senso ritmico e ascolto) Per l’indirizzo Teatrale il test di ammissione prevede: Una prova di recitazione (interpretazione di un breve monologo o dialogo) Lettura espressiva e dizione Esercizi di improvvisazione teatrale Un Colloquio motivazionale Struttura dell'orario settimanale Il monte ore complessivo è di 32 ore settimanali suddivise tra discipline comuni, materie caratterizzanti e circa 8 ore ore di potenziamento (Indicazioni Ministeriali ) Discipline di base: Materie comuni a entrambi gli indirizzi Italiano Lingua e cultura straniera Matematica Fisica Scienze naturali (nel biennio) Storia e geografia (nel biennio) Storia (dal triennio) Filosofia (dal triennio) Storia dell'arte Educazione civica Religione o alternativa Discipline dell'Indirizzo Coreutico Focalizzato sulla danza e sullo sviluppo della tecnica coreutica, questo indirizzo fornisce competenze specifiche per chi aspira a diventare ballerino, coreografo o insegnante di danza. Le discipline caratterizzanti includono: Tecniche della danza Laboratorio coreutico e coreografico Storia della danza e della musica Teoria e pratica musicale per la danza Discipline dell'Indirizzo Teatrale Perfetto per chi sogna una carriera nel teatro, nella recitazione o nella regia, l'indirizzo teatrale sviluppa competenze legate alla comunicazione scenica, all'interpretazione e alla presenza scenica. Le materie specifiche includono: Storia del teatro Recitazione Canto e dizione Movimento scenico e mimo Teoria e tecnica della comunicazione Potenziamento e Materie Opzionali Per arricchire il percorso formativo, alcuni Licei prevedono anche ore di potenziamento in discipline come: Tecnica musicale e canto Laboratorio di danza contemporanea Anatomia applicata alla danza Teoria della danza Obiettivi e Finalità del Liceo Coreutico Gli Obiettivi formativi del liceo Coreutico sono: offrire un approccio interdisciplinare tra danza, teatro, canto e recitazione; equilibrare lo studio teorico e pratico per una formazione artistica completa; sviluppare le competenze tecnico-artistiche fondamentali per il mondo dello spettacolo; fornire una solida preparazione culturale e storica sulle arti performative; permettere una formazione personalizzabile grazie alle ore di potenziamento. Quali opportunità offre questo tipo di Liceo? Cosa accade dopo il diploma al Liceo Coreutico: tutti gli sbocchi possibili Una volta terminato il quinquennio e ottenuto il diploma di maturità di scuola superiore, gli studenti del liceo coreutico hanno davanti a sé molte strade percorribili. Non solo danza Non è obbligatorio proseguire nella direzione artistica: molti ex studenti scelgono di cambiare rotta e inseguire nuove passioni e interessi. Il liceo coreutico, infatti, sviluppa disciplina, creatività, spirito critico e capacità organizzative, competenze trasversali molto apprezzate in tanti contesti lavorativi e accademici. Infatti, non è necessario proseguire per forza nella direzione coreutica, si può scegliere di intraprendere qualsiasi altro percorso desiderato. Accesso all’università Uno dei prerequisiti per accedere agli studi universitari è aver conseguito il diploma: anche quello del liceo coreutico è valido e riconosciuto da ogni ateneo. Il diploma del liceo coreutico è riconosciuto da tutti gli atenei italiani e consente l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria. Che si tratti di percorsi umanistici o scientifici, i diplomati possono affrontare i test di ammissione (laddove richiesti) di qualsiasi università con una solida preparazione. Proseguire nel settore artistico Molti diplomati decidono invece di continuare nel settore coreutico e teatrale, iscrivendosi a: Corsi di laurea in discipline artistiche Accademie di danza Scuole di teatro Conservatori Corsi di alta formazione coreutica Tra gli sbocchi più frequenti troviamo: Molti studenti decidono di proseguire gli studi seguendo corsi di alta specializzazione e formazione coreutica per diventare insegnanti di danza Altri, invece, diventano ballerini e performer in compagnie di danza e teatri o in ambito televisivo e cinematografico. Alcuni diplomati del liceo coreutico diventano coreografi per compagnie di danza o per programmi televisivi. Gli sbocchi professionali dopo il diploma al liceo coreutico sono davvero moltissimi, grazie a un ampio ventaglio di possibilità. Un Percorso per il Futuro Il Liceo Coreutico (spesso affiancato a indirizzi teatrali e musicali) non è solo una scuola, ma un’esperienza formativa che può trasformare la passione per le arti performative in una carriera concreta. La preparazione ricevuta consente di affrontare con consapevolezza e padronanza il mondo dello spettacolo, sia proseguendo gli studi accademici, sia entrando direttamente nel settore professionale. Chi sogna di esprimersi attraverso il movimento, la voce, il gesto e l’interpretazione, trova in questo percorso non solo gli strumenti tecnici, ma anche la consapevolezza e la determinazione per costruire il proprio futuro. Lo sapevi? Il Primo Liceo Coreutico Teatrale è nato a Torino. Eh sì, non tutti lo sanno, ma il primo Liceo Coreutico riconosciuto dal MIUR è nato proprio a Torino! Tutto comincia negli anni '90 grazie alla visione geniale di Germana Erba, docente, pedagoga e anima storica del Teatro Nuovo di Torino, nonché una delle pioniere dell’educazione artistica in Italia. Il suo sogno? Creare un percorso scolastico che unisse danza, cultura e lingue, per formare artisti capaci di muoversi con naturalezza nei circuiti internazionali dello spettacolo: "un liceo con l'impronta del liceo linguistico, che non fosse solo una formazione tecnica, ma di grande respiro verso il mondo". Peccato che la burocrazia dell’epoca non fosse pronta a raccogliere una sfida così innovativa: il Ministero impose che la sperimentazione coreutica si appoggiasse a un liceo artistico, costringendo gli studenti a studiare anche discipline poco affini alla danza, Il percorso per la creazione del primo Liceo Coreutico in Italia è stato tutt'altro che semplice. Non si trattava solo di conciliare le esigenze artistiche e culturali di un percorso educativo innovativo, ma anche di affrontare le resistenze burocratiche che ne ostacolavano il riconoscimento ufficiale. Tuttavia, grazie alla determinazione di Germana Erba e del suo team, questo ambizioso progetto riuscì a ottenere una propria identità distintiva, evolvendosi da un'idea pionieristica in un punto di riferimento nazionale per la formazione coreutica. Oggi, a distanza di anni, quella visione continua a vivere, alimentando nuove generazioni di artisti e portando avanti un un'importante eredità. Fu un percorso complesso, ma grazie alla determinazione di Germana Erba e del suo team, il progetto riuscì a ottenere una propria identità, trasformandosi in un punto di riferimento a livello nazionale. Oggi quel sogno continua a vivere, portando avanti la sua eredità. 🔗 Guarda l’intervista a Gian Mesturino Commissione Licei Coreutici Statali e Paritari La Commissione Licei Coreutici Statali e Paritari è un organismo che coordina e supervisiona il sistema educativo delle scuole ad indirizzo coreutico in Italia. Questo ente si occupa di gestire le linee guida per l'insegnamento della danza e delle discipline artistiche all'interno dei licei coreutici, sia statali sia paritari, garantendo una formazione di alta qualità per gli studenti. La commissione lavora a stretto contatto con le scuole per assicurare che i programmi formativi siano aggiornati, rispondendo alle esigenze artistiche e professionali del settore, e per promuovere una continua innovazione nel campo dell'educazione coreutica. Attraverso la sua attività, la Commissione contribuisce a rafforzare la connessione tra l'istruzione artistica e le opportunità professionali nel mondo dello spettacolo e della danza. Dal 2010, l'Accademia Nazionale di Danza (AND) ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione e nel coordinamento dei Licei Coreutici, in collaborazione con la Rete Nazionale. L'AND è l'unico referente italiano per l'attivazione di questi licei: ne verifica le strutture, stipula convenzioni, nomina referenti interni, supervisiona didattica ed esami (ammissione e passaggio), e seleziona i docenti (che devono avere un Diploma accademico di II livello in discipline coreutiche). Inoltre, l'Accademia organizza annualmente eventi artistico-didattici per i Licei coreutici come OpenAND (open day formativo) e Liceindanza (manifestazione con esibizioni degli studenti). Contatti Coordinatrice Generale Prof.ssa Annapaola Pace annapaola.pace@accademianazionaledanza.it Prof.ssa Diana Valeria diana.valeria@accademianazionaledanza.it Prof.ssa Marzia Recchia marzia.recchia@accademianazionaledanza.it Dott.ssa Veronica Rossi Segreteria Amministrativa Tel. 06.57177705 liceicoreutici@accademianazionaledanza.it Fonti e Riferimenti Rete Nazionale dei Licei Musicali e Coreutici: Il sito web (https://www.liceimusicalicoreutici.it/) offre un elenco aggiornato delle scuole, documenti, progetti e iniziative della rete. Accademia Nazionale di Danza: La pagina dedicata ai licei coreutici (https://www.accademianazionaledanza.it/licei-coreutici/) fornisce un elenco di scuole convenzionate e informazioni utili. https://www.torinotoday.it/attualita/liceo-coreutico-spazi-teatro-nuovo.html?utm_source=chatgpt.com https://www.liceogermanaerba.it/liceo-germana-erba/il-liceo.html https://www.torinoggi.it/2021/05/13/leggi-notizia/argomenti/cultura-4/articolo/il-liceo-coreutico-vuole-restare-al-teatro-nuovo-lappello-di-gian-mesturino-in-regione.html https://liceimusicalicoreutici.it/node/577 https://www.informadanza.com/blog/2024/10/30/gala-dei-germana-erbas-talents-g-e-t/ https://www.liceodellearti.tn.it/struttura/liceo-delle-arti/liceo-musicale-e-coreutico-bonporti/ Francesca Merlo

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7 Dic
2024
La pedagogia della lentezza: come metterla in pratica

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La pedagogia della lentezza: come metterla in pratica

- Una Pedagogia della Lentezza Il tempo rallenta accanto a un bambino. Se ci si sofferma a osservarlo compiere i suoi gesti semplici attraverso cui indaga il mondo, si ha quasi la percezione che il tempo si fermi. È una sensazione a volte disorientante per noi adulti, abituati alla velocità e alla frenesia. Chi riesce a sopportare quel ritmo “nuovo” scopre un modo d’essere che possiede una grande ricchezza nascosta. Si tratta di un concetto ampiamente riconosciuto, che trova sintesi nell’aforisma di Rousseau “Perdere tempo è guadagnare tempo”. A volte dimentichiamo che quel ritmo, per il bambino, è connaturato, ed è necessario per scoprire l’ambiente esterno nel migliore dei modi. Ne parla il Pedagogista Gianfranco Zavalloni nel suo La Pedagogia della Lumaca. Ed è anche la filosofia che ispira le scelte educative dell’Asilo Morelli nella collina di Torino. Forse, più che di “perdere tempo”, si potrebbe parlare di “trovare tempo” per giocare, camminare, scoprire l’ambiente, in una dimensione di lentezza che permette di assaporare e assimilare le cose in modo spontaneo, sulla stessa lunghezza d’onda del ritmo fisiologico del bambino. Riteniamo infatti che per far crescere un bambino in modo armonico sia necessario dedicare tempo ad ascoltare e a parlare, tutti insieme e nel rispetto di tutti. L’ascolto è la base per costruire relazioni sane in cui l’empatia è la premessa necessaria per stare insieme. La Natura come Strumento di Apprendimento Questo tempo ritrovato è anche il presupposto per scoprire il bello nelle piccole cose, e per stupirci ogni giorno anche di quelle più scontate; per esplorare il territorio, che nel nostro caso è ricco di natura e ci riporta a un ritmo lento fatto di cicli, di attesa e quindi di desideri, e ci insegna il “prenderci cura”. Per questo motivo, oltre alle settimanali uscite in natura nel nostro Asilo coltiviamo un orto iniziando dai semi, piantati in inverno nei portauova, che vediamo crescere fino a trapiantarli in primavera in terra nel nostro piccolo orto seguendone la crescita fino all’estate; al nostro rientro a Settembre potremo infine gustarne i frutti. L’orto didattico diventa così esempio e ispirazione nella nostra quotidianità. Per analogia e con l’esempio i bambini vengono portati anche a prendersi cura dei propri compagni, imparando a rispettarne i ritmi, le emozioni, le unicità; a prendersi cura degli spazi della scuola e dei materiali didattici. Attività Educative Pensate per Ogni Bambino Le attività vengono svolte assecondando i tempi del bambino, pensate e programmate affinché ognuno possa trovare modo di esprimere la propria creatività. Spesso iniziano passeggiando nel bosco, al parco Europa, nel borgo di Cavoretto, dove l’importante non è il “dove” ma il “come”: con i cinque sensi, attraverso il corpo e il movimento. Uscendo si scoprono cose nuove, si hanno occasioni di incontro con elementi che possono diventare opportunità di osservazione, esplorazione, immaginazione. Lo spazio esterno è poi in stretta continuità con quello interno: entrambi gli ambienti hanno la stessa importanza, si completano con coerenza e sono l’uno al servizio dell’altro. I materiali raccolti fuori vengono portati nell’Asilo, organizzati in modo che i bambini possano riconoscerli e usarli a loro piacimento, e grazie all’impiego di strumenti come lenti di ingrandimento e lavagna luminosa possono anche osservali in modo diverso. Un percorso che fa nascere domande, curiosità, idee. Da queste idee si generano gli spunti per le attività svolte dai bambini, che hanno modo di sviluppare la propria personale creatività. Il Valore della Lentezza Tutto questo richiede tempo! Un tempo al servizio della crescita dei bambini che invece oggi vengono sempre di più inglobati nei ritmi frenetici della vita adulta. L'Asilo Morelli vuole essere una piccola isola felice che li mette al centro, a partire dal loro ritmo. Approfondimenti bibliografici sulla Pedagogia della Lentezza Per approfondire i temi trattati in questo articolo e scoprire ulteriori evidenze scientifiche a sostegno dell'importanza di un'educazione lenta e rispettosa dei ritmi del bambino, vi suggeriamo la consultazione delle seguenti risorse: Malaguzzi, L. I cento Linguaggi dei bambini Un classico della pedagogia dell'infanzia, che offre una visione approfondita del pensiero di Malaguzzi e del modello educativo delle scuole Reggio Emilia. Louv, R. (2005). L'ultimo bambino dei boschi Un'opera fondamentale che sottolinea l'importanza del contatto con la natura per lo sviluppo del bambino. Perché scegliere l'Asilo Onorato Morelli L'Asilo Morelli è un luogo unico e speciale, dove il tempo sembra scorrere in modo diverso e il benessere dei bambini rappresenta il cuore del progetto educativo. Il benessere dei piccoli si arricchisce con scelte innovative e ambiziose, come l'introduzione dell'uso dei mezzi pubblici per le frequenti gite fuori porta, che diventano occasioni preziose di scoperta e apprendimento. Grazie al servizio navetta quotidiano che collega Piazza Carducci a Cavoretto, i bambini vivono un'esperienza quotidiana che stimola la loro curiosità e autonomia, offrendo in ogni momento un'opportunità per esplorare e conoscere il mondo. Open day: Prenota subito il tuo posto per conoscere meglio L'Asilo Morelli Se stai cercando una scuola dell'infanzia che mette al primo posto il benessere di tuo figlio o tua figlia, l'Asilo Morelli è la scelta giusta per te. La scuola offre un ambiente accogliente e al contempo stimolante, dove i bambini possono vivere la spensieratezza della loro età e diventare grande secondo i propri ritmi, con stupore e gioia. Sabato 12 aprile 2025 10:30 - 12:30 Per organizzare al meglio gli eventi è gradita la registrazione all' Open Day attraverso il modulo allegato. Per altre informazioni l'asilo attraverso: il numero di telefono 0116612588 oppure scrivendo una email all'indirizzo info@asilomorelli.it

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25 Ott
2024
Un Percorso di Benessere e Autonomia per i Bambini dell’Asilo

Orientamento e Open Day

Un Percorso di Benessere e Autonomia per i Bambini dell’Asilo

Il benessere e la salute dei bambini sono due aspetti fondamentali per ogni scuola dell'infanzia che desidera offrire un ambiente sano e stimolante. A Torino, l'Asilo Morelli ha adottato un approccio innovativo che unisce educazione, mobilità sostenibile e legame con il territorio. Tra le novità che lo contraddistinguono c’è un’iniziativa davvero unica: ogni mattina, alcuni bambini vengono accolti dall'educatrice dell’asilo in Piazza Carducci e accompagnati a scuola utilizzando l’autobus pubblico numero 47, lo stesso si ripete ogni pomeriggio al momento dell'uscita. Un'Esperienza Innovativa di Autonomia Il tragitto in autobus diventa un’occasione per interagire con altri adulti, sperimentare nuove dinamiche sociali e sviluppare autonomia sotto la supervisione di figure educative esperte. È una novità importante, che dimostra la fiducia nelle capacità dei bambini di esplorare il mondo circostante, in modo sicuro e strutturato. L’uso del mezzo pubblico per bambini così piccoli è un'idea innovativa che consente ai bambini di fare un’esperienza educativa molto arricchente. Tale innovazione si inserisce all’interno di un progetto educativo a 360° iniziato lo scorso anno: le uscite mensili sono state infatti effettuate con i mezzi pubblici. Tale esperienza è stata significativa per la crescita dei bambini che hanno migliorato in modo significativo le loro autonomie, il rispetto delle regole e di conseguenza la loro sicurezza nel muoversi in città. Tali successi sono stati rilevati, non solo dalle educatrici, ma soprattutto dalle famiglie. Un Viaggio Verso la Sostenibilità Oltre all'aspetto educativo, l'iniziativa dell'autobus promuove una mobilità sostenibile, poiché riduce l'uso di mezzi privati e agevola i genitori, che risparmiano tempo e risorse. La linea 47 è ideale per questa iniziativa poiché assolutamente non affollata, e consente ai bambini di viaggiare sempre comodamente seduti e in sicurezza. Inoltre, l'uso di mezzi pubblici sin dalla tenera età insegna ai piccoli l'importanza del rispetto per l'ambiente e della mobilità urbana. La Coordinatrice Educativa Asilo Morelli scrive: "Nella nostra idea di educare i cittadini di domani all’ecosostenibilità, l’Asilo Morelli si pone l’obiettivo di far crescere i bambini in modo che la dimensione della ''Mobilità Sostenibile'' li accompagni con naturalezza fin da piccoli. Si tratta a tutti gli effetti di una dimensione integrata nell’attività didattica, in cui i bambini, con gradualità e in sicurezza, hanno la possibilità di sperimentare e allenare le loro capacità di valutare le situazioni, riconoscere i luoghi, rispettare le regole, sviluppare fiducia – in loro stessi e negli altri. Si tratta di competenze importanti, che li accompagneranno nella vita e daranno loro un’attitudine spontanea a quelle forme di Mobilità Sostenibile che sono un auspicio per il loro – e anche il nostro – benessere." Il Legame con il Territorio L'iniziativa del trasporto pubblico non solo facilita la vita delle famiglie, ma rafforza anche la conoscenza del territorio, grazie al tragitto a piedi dalla fermata del bus all’asilo i bambini vivono  un contatto quotidiano con il quartiere, imparano a conoscere il contesto urbano in cui vivono e sviluppano un senso di cittadinanza, di comunità e di rispetto per l’ambiente circostante. Tale relazione viene inoltre rinforzata durante le passeggiate settimanali nel borgo, nel parco e nei boschi circostanti.  Un Ambiente di Benessere a Contatto con la Natura Il benessere e la salute dei bambini sono due aspetti fondamentali per ogni scuola dell'infanzia che desidera offrire un ambiente sano e stimolante. L'Asilo Morelli è situato sulle colline torinesi, lontano dal traffico cittadino e basa il suo modello sull'offrire ai bambini un ambiente tranquillo e salutare. Qui, i bambini respirano aria pulita e vivono quotidianamente immersi nella natura. L’accesso costante a spazi verdi permette ai piccoli di sperimentare attività fisiche e di sviluppare competenze motorie in un contesto sereno, contribuendo così al loro benessere fisico e mentale. Scopri di Più sull'Asilo Morelli: Open Day L'Asilo Morelli è un esempio di come il benessere e l’autonomia dei bambini possano essere al centro di un progetto educativo innovativo e attento alle esigenze dei bambini e delle famiglie. Se desideri scoprire di più su questa realtà e vedere da vicino gli spazi e le attività proposte, non perdere l'occasione di partecipare agli Open Day organizzati dalla scuola. Prenota subito il tuo posto per conoscere meglio questo asilo davvero unico! Sabato 9 Novembre 10:30 - 12:30 Open Day e laboratorio per i bambini ''I colori dell'autunno'' Sabato 11 gennaio 10:30 - 12:30 Open Day e laboratorio per i bambini ''I colori dell'inverno'' Giovedì 23 gennaio 16:30 Open Day e Merenda coi bambini Per organizzare al meglio gli eventi è gradita la registrazione all' Open Day attraverso il modulo allegato. Per altre informazioni l'asilo attraverso: il numero di telefono 0116612588 oppure scrivendo una email all'indirizzo info@asilomorelli.it

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10 Lug
2024
Asilo Vicino a me

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Asilo Vicino a me

Asilo Nido Vicino a me! Se anche tu stai cercando un "asilo nido vicino a casa" sei nel posto giusto! La ricerca di un asilo nido è una delle prime importanti decisioni che i genitori devono affrontare quando si tratta di garantire il benessere e lo sviluppo sano dei loro figli. Con l'avvento della tecnologia, e l'accesso immediato a un'infinità di informazioni online, sempre più genitori usano le informazioni disponibili su internet per trovare l'asilo nido migliore per le proprie esigenze. Asilo Vicino A Me Tra le ricerche più comuni che i genitori effettuano troviamo la frase ‘’asilo nido vicino a me’’.   Ma quali sono i vantaggi di avere un asilo vicino casa e perché i genitori cercano online le parole "asilo nido vicino a me"? Comodità e Praticità Uno dei motivi principali per cui i genitori cercano un asilo nido nelle vicinanze è la comodità. Avere un asilo nido vicino a casa o al posto di lavoro può semplificare enormemente la vita quotidiana. Ridurre i tempi di viaggio significa meno stress e più tempo da dedicare alla famiglia e alle proprie attività. Inoltre, un asilo nido vicino permette ai genitori di essere facilmente raggiungibili in caso di emergenze. Avere un asilo vicino casa favorisce la puntualità sia per l’inizio della routine all’asilo, sia con gli impegni di lavoro, permette di dedicare più tempo coi familiari, riducendo dunque lo stress e migliorando la qualità di vita dell’intera famiglia. Sicurezza e Tranquillità Sapere che il proprio bambino si trova in un asilo nido vicino offre una maggiore tranquillità. La vicinanza consente ai genitori di raggiungere facilmente la struttura in cui il bambino trascorre gran parte della giornata. Questa prossimità può contribuire a creare un senso di sicurezza e fiducia. Integrazione nella Comunità Locale Un asilo nido vicino a casa favorisce l'integrazione del bambino nella comunità locale. Questo può facilitare la creazione di amicizie con altri bambini della zona e promuovere un senso di appartenenza. Partecipare a eventi e attività locali diventa più semplice, contribuendo allo sviluppo sociale del bambino. Mezzi di trasporto ecologici Portare il figlio all'asilo vicino a casa permette di usare dei messi di trasporto ecologici che favoriscono il benessere del bambino e dei genitori, evitando l'uso dell'automobile. I mezzi più utilizzati per portare i bambini all'asilo sono: il passeggino, la bicicletta con seggiolino, le cargo bike, monopattino. Portare il bambino all'asilo usando mezzi di trasporto ecologici permette, inoltre, di sfruttare questo tempo per accompagnare il bambino verso l'autonomia del movimento e la scoperta del territorio. Vicinanza: Casa o Lavoro? Un aspetto importante da considerare nella scelta dell'asilo nido è la sua ubicazione. Molti genitori si trovano di fronte al dilemma se scegliere un asilo nido vicino a casa o al posto di lavoro. Entrambe le soluzioni hanno dei vantaggi. Asilo Nido Vicino a Casa. Scegliere un asilo nido vicino alla propria abitazione può rendere più facili e meno stressanti le routine quotidiane. Inoltre, permette al bambino di familiarizzare con il quartiere e sviluppare amicizie con altri bambini della zona. Asilo Nido Vicino al Posto di Lavoro. Optare per un asilo nido vicino al luogo di lavoro può essere comodo per i genitori che hanno orari di lavoro flessibili o che desiderano essere vicini ai propri figli durante la giornata. In caso di emergenze o necessità improvvise, essere nelle vicinanze può rappresentare un grande vantaggio. Il Portale Chescuola.net ti offre strumenti e risorse per trovare l'asilo nido perfetto per il tuo bambino, tenendo conto delle tue esigenze e preferenze. Consulta le nostre guide, partecipa agli open day e scopri tutte le opzioni disponibili nella tua zona. Come sfruttare il motore di ricerca di CheScuola?! per trovare il nido più vicino a casa tua! Il motore di ricerca di CheScuola?! permette di semplificare la ricerca online e renderla veramente efficiente. Uno degli strumenti più utili è proprio la ricerca geolocalizzata che ti permette di trovare il nido giusto per tuo figlio vicino a casa tua! Ecco perché usare il motore di ricerca di CheScuola?! -Trovi tutti gli asili (pubblici e privati) in un unico portale; -Hai possibilità di scoprire cosa differenzia un servizio educativo dall’altro; -L’uniformità delle informazioni contenute ti permette di confrontare i risultati ottenuti e fare la scelta migliore; -Puoi individuare le scuole con un modello educativo specifico; Come usare il Motore di Ricerca di CheScuola?! per trovare l’asilo più vicino a casa tua. 1) Scrivi il nome dell’indirizzo di interesse, 2) Il motore ti propone degli indirizzi, scegli quello corretto 3) seleziona dal filtro i campi di tuo interesse (modello educativo, tipo di gestione…) 4) attivando la ricerca troverai l’elenco delle strutture e la loro posizione sulla mappa 5) la mappa visualizzata è quella relativa alle vicinanze che hai selezionato ma ti potrai spostare spostare con il cursore come sei già abituato a fare con altri motori di ricerca.   Cosa aspetti? Attiva la ricerca e scegli il Nido più Vicino a Casa Tua   Trova il nido più vicino a casa tua a Torino Trova il nido più vicino a casa tua a Milano Trova il nido più vicino a casa tua a Roma

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27 Feb
2024
Cambiare Scuola Superiore: i Corsi Passerella a sostegno degli studenti

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Cambiare Scuola Superiore: i Corsi Passerella a sostegno degli studenti

Cambiare Scuola Superiore: i Corsi Passerella al sostegno degli Studenti La scelta dell'indirizzo di studio rappresenta un momento cruciale nella vita di uno studente, tuttavia, non sempre questa scelta si rivela corretta. Ecco alcune statistiche del MIUR! Circa il 3% degli studenti cambia indirizzo di studi tra il primo e il secondo anno delle scuole superiori. La percentuale di bocciature nel 2023 al primo anno di scuola superiore è stata pari all’8,5%. Nel 2022 l’11,5% degli studenti ha abbandonato la scuola superiore prima di ottenere il diploma. Il MIUR e le Istituzioni scolastiche negli ultimi anni hanno attivato diverse iniziative e norme legislative atte a contrastare la piaga della dispersione scolastica. Una delle iniziative su cui tanto si punta è l'attivazione dei Corsi Passerella. I Gli studenti che desiderano cambiare indirizzo di studi all'interno della scuola secondaria superiore possono avvalersi dei "corsi passerella", previsti dal DM 323/99. Questi corsi mirano a facilitare il passaggio da un indirizzo all'altro attraverso un programma di azioni didattiche integrative a misura di studente. Queste azioni, sono realizzate principalmente nel primo o nel secondo anno di studio, e culminano con l'emissione di una certificazione che attesta l'acquisizione delle competenze necessarie per il passaggio. Progettazione e Realizzazione dei Corsi Passerella I corsi passerella devono essere progettati dagli insegnanti dell'indirizzo di destinazione e si svolgono generalmente in orario pomeridiano o extracurriculare. La normativa, introdotta con il Decreto Ministeriale 323/99 e successivamente influenzata dal principio di "flessibilità" introdotto dal DM 139 del 2007, è il punto di riferimento fondamentale per l'attuazione di queste attività didattiche integrative. Contesto Normativo Il DM 323/99 stabilisce le modalità per l'effettivo passaggio tra i percorsi di istruzione, prevedendo interventi didattici e attività integrative. Questo percorso può iniziare già durante il primo anno di studio e si basa su una specifica progettazione che include la realizzazione di moduli formativi e la certificazione delle competenze acquisite. Modifiche e Integrazioni Normative Le Ordinanze Ministeriali 87/04 e 90/01 hanno introdotto modifiche relative alle norme di accesso alle classi della scuola secondaria superiore, sottolineando l'importanza della flessibilità dei percorsi scolastici. Questa flessibilità è ulteriormente sostenuta dalle "Linee guida per l’innalzamento dell’obbligo di istruzione", che promuovono i passaggi tra diversi percorsi di studio.. Come Funziona il passaggio Per cambiare scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore) la prassi da seguire è sostanzialmente la seguente: Richiedere il trasferimento alla scuola in cui ci si vuole trasferire Richiedere al dirigente scolastico della scuola che si sta frequentando il nulla osta (che generalmente non può essere negato) Nel caso in cui si cambi indirizzo di studi, la scuola in cui ci si trasferisce sottopone lo studente o la studentessa ad una verifica necessaria a stabilire le conoscenze e l'eventuale "idoneità al passaggio". se questa verifica di idoneità avesse esisto negativo lo studente o la studentessa potrà comunque cambiare scuola e Recuperare le lacune durante l’anno. Corsi Passerella, come funzionano? Questi corsi sono moduli di raccordo co-progettati sulle discipline non previste nell’indirizzo di provenienza, al fine di consentire un efficace inserimento nel percorso formativo di destinazione. Il consiglio di classe dello studente che chiede il passaggio individua: le discipline da seguire, sulle quali sarà espressa una valutazione in sede di scrutinio finale, con eventuale progettazione di moduli formativi coerenti con il nuovo percorso; le discipline che non sono oggetto di valutazione nello scrutinio finale; i moduli di raccordo per le discipline presenti soltanto nell’indirizzo di destinazione; le discipline in questione sono oggetto di valutazione in sede di scrutinio finale a cui partecipano, a pieno titolo, i docenti che hanno svolto i moduli di raccordo. Lo studente che, a conclusione del primo anno della scuola secondaria superiore, sia stato promosso e che richiede il passaggio ad altro indirizzo di studi è iscritto alla classe successiva previo un colloquio presso la scuola ricevente, diretto ad accertare gli eventuali debiti formativi da colmarsi mediante specifici interventi realizzabili all’inizio dell’anno scolastico successivo. Il colloquio sostituisce le prove integrative previste con le normative precedenti. Conclusioni e Prospettive Future L'istituzione dei corsi passerella rappresenta un importante strumento per supportare gli studenti nel loro percorso di studi, consentendo una maggiore flessibilità e personalizzazione dell'apprendimento. Tuttavia, una definizione più chiara delle procedure e una maggiore regolamentazione a livello ministeriale potrebbero ulteriormente migliorare l'efficacia di questi percorsi e assicurare che ogni studente possa beneficiare appieno delle opportunità offerte dal sistema educativo.

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28 Lug
2023
Scuola dell’infanzia bilingue: la guida per una scelta consapevole

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Scuola dell’infanzia bilingue: la guida per una scelta consapevole

La scelta della scuola dell’infanzia è un passo importante: influirà sulla vita di un bambino e della sua famiglia. Ecco perché (e come) sceglierne una bilingue Per i genitori che stanno pensando di iscrivere il proprio bambino o la propria bambina a una scuola dell’infanzia bilingue, diventa fondamentale conoscere gli aspetti chiave da considerare per prendere una decisione informata. Esistono infatti numerosi tipi di scuole bilingue, con differenze che non riguardano solo le fasce d’età o le lingue insegnate, ma soprattutto gli approcci pedagogici e linguistici. I vantaggi delle scuole bilingue Una scuola dell’infanzia bilingue offre ai bambini e alle bambine l’opportunità di acquisire conoscenze e competenze in due lingue fin dalla più tenera età. Un ambiente multilingue di questo tipo stimola lo sviluppo cognitivo, linguistico e interculturale, e i bimbi che frequentano una scuola bilingue hanno maggiori possibilità di diventare fluenti in entrambe le lingue e sviluppare una maggiore flessibilità cognitiva. Quali scuole bilingue esistono? In Italia da diversi anni sono presenti diverse scuole bilingue. Prima di tutto, si differenziano tra scuole internazionali, scuole bilingue e scuole italiane che inseriscono materie in lingua. Non essendoci però una normativa precisa, è difficile fare una distinzione netta. In generale, è possibile inquadrare la scuola bilingue come una scuola che segue il programma ministeriale italiano, implementando tuttavia la conversazione in un’altra lingua con lezioni e insegnanti madrelingua. Negli ultimi anni si è molto affermata, soprattutto nelle grandi città, per approfondire la lingua inglese.  Questo tipo di scuola privata può essere paritaria e non paritaria, e nel primo caso sarà riconosciuta come equivalente alla scuola pubblica. All’interno della scuola bilingue la lingua inglese (perché solitamente si tratta di questa lingua) è molto presente rispetto alle scuole pubbliche e viene studiata in maniera eccellente. I docenti devono essere obbligatoriamente madrelingua (native speaker) e l’intera lezione (quando previsto) deve svolgersi in lingua.  La scuola internazionale, invece, prevede che tutte le lezioni siano svolte in lingua, e non solo una parte. Cosa chiedere prima di decidere La prima cosa da chiedere quando ci si approccia all’iscrizione presso un nido bilingue sono le informazioni dettagliate sul monte ore di inglese. La scuola bilingue richiede maggior sforzo e concentrazione e la giornata scolastica (anche in caso di scuola dell’infanzia) può risultare più lunga. Anche i libri e i materiali sono quasi il doppio di quelli della scuola pubblica. Nel modello bilingue, le due lingue vengono infatti adoperate per tutte le materie e attività e il metodo didattico è completamente comunicativo e immersivo. I docenti non traducono da una lingua all’altra e parlano direttamente in lingua inglese. Per questo motivo, le scuole bilingue serie ospitano i bambini italiani solo quando sono molto piccoli (entrando alla scuola dell’infanzia, quindi) o quando sono già bilingue. Gli approcci pedagogici Quando si valuta una scuola dell'infanzia bilingue, è importante informarsi sugli approcci pedagogici utilizzati per l'apprendimento delle lingue straniere. Alcune scuole adottano un approccio «one person, one language», in cui gli insegnanti parlano una lingua specifica in modo coerente durante le lezioni. Questo metodo favorisce l’immersione completa nella lingua target. Altre scuole possono adottare un approccio misto, in cui entrambe le lingue sono utilizzate in modo equilibrato durante le attività quotidiane. Non va poi dimenticato di chiedere informazioni sulle strategie didattiche adottate: molto importante è l’apprendimento basato sul gioco, che accanto all’uso di canzoni e attività pratiche che coinvolgono entrambe le lingue diventa essenziale per padroneggiare una lingua e raggiungere livelli importanti con naturalezza e senza sforzo. Accanto a ciò, è bene valutare l’esperienza e la qualificazione degli insegnanti,che svolgono un ruolo fondamentale nell’offrire un ambiente stimolante per l’apprendimento. Il consiglio è quello di raccogliere tutte le informazioni necessarie per assicurarsi che gli insegnanti e le insegnanti siano madrelingua o abbiano una fluente competenza nella lingua straniera L’ambiente Durante la visita alla scuola dell’infanzia bilingue, è utile osservare attentamente l’ambiente di apprendimento creato per i bambini.  Le aule dovrebbero essere ben fornite di risorse multilingue, come libri, giochi e materiali didattici, che incoraggiano l’uso delle lingue straniere in modo interattivo. Il coinvolgimento dei genitori La valutazione della scuola dell’infanzia bilingue dovrebbe poi comprendere il grado di coinvolgimento delle mamme e dei papà. Le scuole bilingue dovrebbero sempre promuovere l'apprendimento delle lingue straniere coinvolgendo attivamente i genitori nel processo educativo. Il consiglio è quello di chiedere se vengano organizzati incontri e workshop o se vengano offerte risorse per sostenere i genitori che vogliano partecipare all’apprendimento linguistico dei loro figli. La collaborazione tra la scuola e le famiglie crea un ambiente coeso e favorisce un apprendimento continuo al di fuori dell’ambiente scolastico.

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18 Apr
2023
Gli Asili Nido in Famiglia: cosa sono?

Orientamento e Open Day

Gli Asili Nido in Famiglia: cosa sono?

Il nido in Famiglia è un servizio di assistenza all’infanzia rivolto ai bambini dai 3 mesi ai 3 anni; è regolamentato da una specifica normativa regionale e permette di richiedere e usufruire del Bonus Nido. Cosa differenzia i Nidi in Famiglia da quelli tradizionali? Ciò che differenza il Nido in Famiglia da un servizio tradizionale, è il contesto familiare e il numero di bambini frequentanti. Il piccolo gruppo di bambini, al massimo 5 (più 2 eventuali figli dell'educatrice in età 0-6 anni), è accolto nell’abitazione dell’educatrice o in un appartamento appositamente destinato a Nido in Famiglia. Che titolo di studio possiede l’educatrice di un Nido in Famiglia?  L’educatrice, autonoma o legata ad un ente, deve essere in possesso dei titoli di studio richiesti dalla legge (vedi Art.4 pag.5) come le educatrici che lavorano per tutti gli altri i servizi tradizionali, ovvero nidi e micro-nidi. I Nidi in Famiglia sono sottoposti a controlli o vigilanza?  Per avviare un Nido in Famiglia occorre presentare le pratiche di inizio attività tramite S.C.I.A. (Segnalazione certificata di inizio attività) al comune di appartenenza, compresa una perizia asseverata che certifichi l’idoneità dell’abitazione. I Nidi in Famiglia sono sottoposti periodicamente a controlli da parte di una Commissione di vigilanza (Asl, Uffici tecnici e educativi comunali); inoltre attraverso un servizio di collegamento (nido tradizionale) obbligatorio per legge, sono in costante formazione e supervisione e seguono corsi di aggiornamento durante l'arco dell’anno scolastico.  Attualmente esistono sul territorio due tipologie di Nido in Famiglia:  - quelli aperti prima del 2018, che accolgono un massimo di 4 bambini per 5 ore al giorno.  - quelli aperti dopo il 2018, che accolgono 5 bambini (esclusi fino a due figli dell’educatrice) per un massimo 9 ore giornaliere. Il Nido in Famiglia segue un proprio progetto pedagogico e un tema che vengono redatti ad ogni inizio di anno tenendo conto delle caratteristiche del gruppo di bambini accolti.  Perché un genitore dovrebbe preferire un Nido in Famiglia? L'ambiente familiare e il piccolo gruppo di bambini accolti, sono elementi che contraddistinguono il nido in famiglia e che consentono all’educatrice di offrire un ambiente caldo e accogliente ma allo stesso tempo sicuro e stimolante. Il contesto familiare infonde nei bambini sicurezza, punti di riferimento e continuità.   Il nido in famiglia favorisce la creazione di una rete tra l'educatrice e i genitori dei bimbi che frequentano il nido e stringere rapporti di sincera fiducia, cooperazione e costante confronto.  Rispetto a ciò che avviene in un nido tradizionale, per l'educatrice di un nido in famiglia è più semplice gestire l'ambientamento delle famiglie e dei bambini e andare incontro alle necessità dei singoli; gli inserimenti, per esempio, avvengono un solo bambino/famiglia alla volta, all'interno del gruppo preesistente. I piccoli numeri permettono di conoscere a fondo ogni bambino per poter meglio lavorare sui punti di forza e sulle eventuali criticità; ciò permette di attuare una programmazione dell'anno e un progetto educativo che vada incontro alle peculiarità del gruppo e dei singoli. Particolare attenzione è posta ai bisogni primari dei bambini: nutrimento, igiene, nanna e gioco. La frequenza in questa tipologia di asili nido offre un’esperienza di vita autentica in cui i bambini possano essere i protagonisti del proprio quotidiano.   Un particolare importante è che nel Nido in Famiglia è l'educatrice a pensare al menù in base alle necessità dei bambini accolti e i loro gusti. L'educatrice quotidianamente prepara i pasti, quando possibile coinvolgendo i bimbini, che verranno poi consumati tutti insieme. In alcune realtà per la scelta del menù l'educatrice si avvale del supporto di una nutrizionista. Quali e quanti sono i Nidi in famiglia nel comune di Torino? Attualmente i Nidi in Famigli attivi, nel Comune di Torino, sono 15 con una capacità ricettiva totale di 61 posti.  Se sei curioso di conoscere gli Asili in Famiglia del territorio di Torino usa il motore di ricerca di Che Scuola selezionando nella ricerca avanzata: Città Nidi Gestione "In famiglia" CHE SCUOLA?! Esplora, Confronta, Scegli

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21 Mar
2023
Asili Nido Torino

Orientamento e Open Day

Asili Nido Torino

I genitori di Torino con bambini di età tra i 3 mesi ed i 3 hanno ampia possibilità di scelta riguardo i servizi educativi del territorio.  Il motore di ricerca di Che Scuola dà la possibilità di filtrare e sceglier diversi tipi di gestione: asili pubblici, asili privati e altri tipi.  Per scegliere l’asilo più adatto alle esigenze familiari vediamo insieme quali sono le differenze sostanziali che le diverse gestioni comportano.  Asili Nido Comunali  Gli Asili Pubblici Comunali sono strutture pubbliche che il Comune di Torino gestisce proponendo tariffe che dipendono dalla fascia ISEE della famiglia. Riassumiamo alcuni dettagli per orientarvi. Costi: da 32 a 556 euro a seconda dell’ISEE e della frequenza giornaliera (part time o full time); Orario di apertura: gli orari sono 08:30 - 16:30 estendibili alla fascia 07:30 - 17:30 in caso di esigenze lavorative comprovate; Calendario: all’incirca seconda settimana di Settembre, fino a fine Giugno; Date Open Day: Generalmente a Marzo; Presentazione domanda di iscrizione: Le domande possono essere presentate dalle ore 8.00 del 8 Marzo alle ore 16.00 del 16 aprile 2023 e, per chi l’avesse presentata l’anno scorso per l’anno scolastico 2022/2023, dovrà essere ricompilata; Come presentare la domanda: Le domande di iscrizione si presentano tramite il portale Torinofacile; Graduatorie: Il punteggio è stabilito sulla base delle difficoltà organizzative familiari (dichiarate nella domanda di iscrizione). A fine maggio vengono pubblicate le graduatorie provvisorie, visionabili presso le diverse strutture e sul portale Torinofacile. Le domande pervenute oltre il termine vengono inserite in coda alle graduatorie; Come trovarli: 1 - vai sul motore di ricerca di Che Scuola, 2 - seleziona la voce NIDO, 3 - scrivi l'indirizzo, 4 - nella sezione di ricerca avanzata, alla voce GESTIONE, seleziona ''Pubblica Comunale''. Asili Nido Privati Convenzionati Gli Asili Nido Convenzionati sono servizi privati che hanno stabilito delle convenzioni con il Comune, cioè riservano una porzione di posti ai bambini/e provenienti da graduatorie comunali. I servizi convenzionati hanno un progetto pedagogico ed organizzativo che rispetta alcuni requisiti previsti anche per gli asili comunali. Costi: La tariffa mensile dipende dalla fascia ISEE e della frequenza giornaliera (part time o full time); Il costo è leggermente inferiore al costo previsto nei Nidi Comunali poiché vengono applicati rimborsi in caso di assenze o vacanze; Orario di apertura Calendario, e Date Open Day: dipendono dal nido; Presentazione domande di iscrizione: Le domande potranno essere presentate dalle ore 8.00 del 8 Marzo alle ore 16.00 del 16 aprile 2023 e, per chi l’avesse presentata l’anno scorso per l’anno scolastico 2022/2023, dovrà essere ricompilata; Come: Le domande di iscrizione si presentano tramite il portale Torinofacile; Graduatorie: Il punteggio è stabilito sulla base delle difficoltà organizzative familiari (indicate nella domanda di iscrizione). A fine maggio vengono pubblicate le graduatorie provvisorie, visionabili presso la struttura o dal portale Torinofacile. Le domande pervenute oltre il termine vengono inserite in coda alle graduatorie; Come trovarli: 1 - vai sul motore di ricerca di Che Scuola, 2 - seleziona la voce NIDO, 3 - scrivi l'indirizzo, 4 - nella sezione di ricerca avanzata, alla voce GESTIONE, seleziona ''Privato Convenzionato''. Privati Non Convenzionati  Sono servizi completamente privati, con un regolamento e un piano pedagogico interno. Costi: La retta è stabilita direttamente dal gestore e va dai 300 agli 800 euro circa mensili, a seconda del nido e della frequenza (part time o full time); Orario di apertura: Dipende dal nido ma generalmente sono molto flessibili e se adattano facilmente ai bisogni dei genitori; Calendario: Dipende dal nido (generalmente chiudono solo nel mese di Agosto); Date Open Day: Dipende dal nido ma nella maggior parte dei casi è sempre possibile organizzare colloqui con la Direzione o con gli educatori; Presentazione domande: Per accedere ad un asilo nido privato è sufficiente scegliere la struttura preferita e, in base alla disponibilità dei posti, accettare il regolamento interno e sottoscrivere il contratto di iscrizione; Come: Presso la segreteria dell’Istituto; Quando: Generalmente durante tutto l’anno, a seconda della disponibilità dei posti dell’asilo; Come trovarli: 1 - vai sul motore di ricerca di Che Scuola, 2 - seleziona la voce NIDO, 3 - scrivi l'indirizzo, 4 - nella sezione di ricerca avanzata alla voce GESTIONE seleziona ''Privato Non Convenzionato''. Asili Nido in famiglia  A Torino gli Asili nido in famiglia sono asili che vengono organizzati all’interno di una casa privata, generalmente dell’educatrice che assiste i bambini, e riservati ad un numero molto piccolo di bambini (massimo 7). Una persona in possesso del titolo di studio previsto per educatore/educatrice (Laurea in scienze dell'educazione oppure in scienze della formazione) può infatti ospitare, presso un’abitazione, bambini e bambini tra i 3 mesi ed i 3 anni. I requisiti necessari per gestire un nido in famiglia sono stabiliti da norme regionali che definiscono le caratteristiche della struttura ospite, gli orari di permanenza dei bambini e le regole per la somministrazione dei pasti. Il progetto pedagogico, invece, è totalmente a cura dell’educatore e viene condiviso dalle famiglie che scelgono il servizio educativo. L’orario di apertura è stabilito dal gestore, per un massimo di 9 ore giornaliere; Costi, calendari, modalità e tempi di iscrizione sono da richiedere direttamente all’educatore del Nido in Famiglia. Come trovarli: 1 - vai sul motore di ricerca di Che Scuola, 2 - seleziona la voce NIDO, 3 - scrivi l'indirizzo, 4 - nella sezione di ricerca avanzata alla voce GESTIONE seleziona ''Gestione Familiare''. Asili Nido in Educazione Parentale  Per Asili Nido in Educazione Parentale si intendono gli Asili Nido gestiti direttamente da associazioni o cooperative di genitori che condividono il pensiero pedagogico.  L’educazione dei bambini e delle bambine in istruzione parentale è affidata a persone con titoli di studio scelti sulla base del progetto educativo dell’Asilo Nido. Costi, Orario di apertura, Calendario, Date Open Day e Presentazione domande: dipendono dall'associazione o cooperativa che gestisce il nido.  Come trovarli: 1 - vai sul motore di ricerca di Che Scuola, 2 - seleziona la voce NIDO, 3 - scrivi l'indirizzo, 4 - nella sezione di ricerca avanzata alla voce GESTIONE seleziona ''Progetto Parentale'. Come usare il filtro di Ricerca Adesso che conosci le differenze principali tra i diversi tipi di gestione usa il filtro di ricerca avanzato di Che Scuola per scegliere il nido più adatto alle tue esigenze. Oltre al tipo di gestione potrai selezionare i nidi in base ad altre caratteristiche come: la presenza di mensa interna, la presenza di un giardino o il modello pedagogico Che Scuola?! Esplora, Confronta, Scegli!

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31 Gen
2023
Baby Parking Torino

Orientamento e Open Day

Baby Parking Torino

Cosa sono i Baby Parking? I Baby Parking, come gli Asili Nido, sono servizi di assistenza all'infanzia. Qual è la differenza tra Asili Nido e Baby Parking? Gli Asili Nido sono strutture educative che seguono un progetto pedagogico e sono regolamentati dalla legge sull'istruzione. Offrono attività didattiche e ludiche per bambini dai 3 mesi ai 3 anni.  In Italia gli asili nido sono gestiti sia dai comuni che da enti privati e il costo può essere a carico delle famiglie o del comune di residenza. A Torino gli Asili Nido sono gestiti e supervisionati dal comune di Torino. I Baby Parking sono servizi educativi di custodia oraria per bambini e bambine dai 13 mesi ai 6 anni, qualche Baby Parking è autorizzato, tuttavia, autorizzato ad accogliere una sezione lattanti cioè bambini di età inferiore a 13 mesi. L'organizzazione interna di un Baby parking si fonda su un progetto educativo che traccia le linee guida e di pensiero del servizio stesso. Essendo servizi educativi, i Baby Parking sono regolamentati da normative regionali specifiche. I Baby Parking si differenziano dagli Asili Nido per la flessibilità oraria, la possibilità di frequentare il servizio anche solo in alcuni giorni della settimana, e la possibilità di condividere momenti di vita, esperienze e routine in gruppo eterogeneo 0/6 anni. A Torino la permanenza dei bambini non può superare 5 ore consecutive ma è prevista la possibilità di un'interruzione di un'ora se la famiglia necessita la permanenza per più tempo nell'arco della giornata. Rispetto agli asili nido i baby parking non hanno servizio mensa e di norma potrebbero funzionare tutto l’anno senza la consueta pausa estiva. Solitamente sono strutture gestite da enti privati e il costo del servizio è a carico delle famiglie. Le caratteristiche dei locali, i requisiti del personale e le modalità di funzionamento sono stabiliti da norme regionali e comunali. Standard Minimi strutturali e organizzativi Linea Guida del Comune di Torino Che formazione ha il personale che accoglie i bambini del baby parking?  Essendo il Baby Parking un servizio educativo a tutti li effetti, anche il personale che opera al suo interno deve essere formato in ambito educativo e sociale. Sono validi i titoli di studio di Scuola Secondaria di Secondo grado in ambito Sociale, Umanistico ed Educativo conclusi entro maggio 2017, per coloro che hanno conseguito diploma dopo il 2017 occorre invece la Laurea in Scienze dell’Educazione o equipollenti. Profili professionali area professionale servizi di educazione e formazione Quanti sono i baby parking a Torino, come e quando ci si iscrive?  Torino ospita 18 Baby Parking: tutti, tranne uno comunale in Corso Bramante 75, sono a gestione privata. Città di Torino - Dipartimento Servizi Educativi (comune.torino.it) Le modalità di frequenza e le tariffe sono stabilite dai titolari del servizio: generalmente si paga a ore, sono previsti degli abbonamenti oppure dei pacchetti prepagati. Il costo di un baby parking generalmente è inferiore al costo orario di una babysitter. Nonostante il nome lasci pensare ad un luogo poco dinamico e attento ai bisogni del bambino, il baby parking è un servizio educativo a tutti gli effetti, i bambini non sono abbandonati a se stessi ma sono accuditi e coinvolti in attività strutturate di socializzazione, ludiche e creative. Essendo un servizio privato è possibile effettuare l’iscrizione in qualsiasi momento dell’anno, sempre che il numero massimo di iscrizioni e frequenze non sia stato raggiunto.

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3 Nov
2022
Open Day Torino

Orientamento e Open Day

Open Day Torino

Open Day Torino: “Comunicare bene per Educare meglio” Progetto attivo: dal 1 Novembre - 1 Giugno 2023 Il progetto Il progetto promosso dall'associazione Lemon Tree prevede la pubblicazione sul portale delle date di Open Day di tutti i servizi educativi della città di Torino. Il progetto sostiene in tal modo l’alleanza educativa tra genitori, scuole e servizi educativi favorendo la buona comunicazione online da parte dei servizi educativi. Il primo incontro che le famiglie fanno con i servizi educativi spesso avviene attraverso le informazioni sul web e l’alleanza educativa può essere agevolata grazie a un ponte di comunicazione virtuale snello, trasparente ed efficace. Descrizione dell’iniziativa - Contatto telefonico diretto con i Servizi Educativi del territorio di Torino per far conoscere l'utilità della piattaforma www.chescuola.net - Richiesta ai servizi educativi di diventare Partner del progetto e guidarli alla registrazione gratuita affinché gli stessi autonomamente gestiscano le informazioni relative alle proprie attività e utili a orientare il genitore tra cui inserire la data dell' Open day - Produzione del video di presentazione e comunicazione ai genitori della presenza sulla piattaforma www.chescuola.net della pagina dedicata agli Open Day. Beneficiari - Genitori con figli in età prescolare e scolare - Servizi educativi (nidi, scuole, e baby-parking )  Obiettivi previsti e risultati attesi  Per i genitori - Essere agevolati nella fase di ricerca delle date di Open Day - Permettere ai genitori di organizzare al meglio la propria agenda e vedere più Open Day al fine di fare la scelta migliore per la propria famiglia - Conoscere l'offerta formativa del territorio e il grande valore dentro le nostre scuole Per le scuole e i servizi educativi - Rendere efficace la comunicazione di informazioni per l'orientamento dei genitori - Agevolare la partecipazione agli Open Day - Incontrare le famiglie Programmazione e tempistiche L’attività si svolge da novembre 2022 a maggio 2023. Partner Il progetto può raggiungere risultati più rilevanti grazie alla collaborazione di Partner Istituzioni. Come possono le istituzioni collaborare attivamente nella crescita di questo progetto? 1. Offrendo il patrocinio  2. Agevolando la comunicazione del progetto alle testate giornalistiche di riferimento 3. Offrendo disponibilità di spazi per eventi di formazione e tavoli di lavoro 

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29 Ott
2022
WEBINAR: In dialogo sul Consiglio Orientativo, Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete

Orientamento e Open Day

WEBINAR: In dialogo sul Consiglio Orientativo, Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete

IN DIALOGO SUL CONSIGLIO ORIENTATIVO Nuove prospettive tra consapevolezza di sé e lavoro in rete   Nell’ambito del Sistema Regionale di Orientamento, è stato organizzato un webinar dedicato al tema del consiglio orientativo e aperto a tutti coloro che, con diversi ruoli e prospettive, si occupano di orientamento. L’incontro intende configurarsi come momento di confronto, finalizzato a ipotizzare nuovi scenari metodologici e operativi coerenti con una nuova visione dell’orientamento, inteso come processo a forte valenza educativa. L’incontro, inoltre, intende promuovere una riflessione sul consiglio orientativo, affinché lo stesso si configuri come uno strumento di orientamento, adatto alle necessità delle ragazze e dei ragazzi e alle caratteriste del contesto nel quale sono inseriti. La riflessione mira a valorizzare il lavoro che si sta portando avanti a livello regionale in materia di orientamento, per la valorizzazione delle esperienze vincenti e, contestualmente, l’individuazione e sperimentazione di interventi innovativi. È convinzione condivisa quanto sia importante delineare approcci teorico-metodologici e buone pratiche che facilitino un processo di scelta più consapevole, anche grazie all’acquisizione di competenze orientative per una gestione sempre più autonoma del proprio percorso formativo e professionale. È altresì condivisa la fiducia nel lavoro di rete e nella collaborazione tra le figure educative di riferimento per i ragazzi, come elemento indispensabile per facilitare scelte scolastiche e formative vincenti. Il gruppo di relatori, grazie alla sua eterogeneità, garantirà la presentazione di alcune riflessioni relative sia a studi accademici che a esperienze e valutazioni maturate direttamente in ambito scolastico. Di seguito presentazione dei relatori e dei loro interventi. Il Programma Introduzione Raffaella Nervi, referente Orientamento Regione Piemonte Dal consiglio alla competenza Diego Boerchi, professore di Psicologia dell’orientamento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, referente  tecnico scientifico per la costruzione del Sistema Orientamento Piemonte Una proposta per la costruzione del consiglio orientativo Maria Maddalena Coccalotto, docente presso la Scuola Secondaria di I grado «Cordero» di Mondovì (Cn), referente  orientamento nell’Istituto e sul territorio del Monregalese Cebano (Cn) L’ingresso nella scuola superiore e il consiglio orientativo Aurora Giardino, docente presso la Scuola Secondaria di II grado «Cattaneo» di Torino e funzione strumentale per  l’orientamento nell’Istituto L’orientamento come processo educativo Daniele Ciavarella, educatore Cooperativa ET per il Progetto «Provaci ancora, Sam! Tutela integrata» e referente di  modulo La famiglia e il consiglio orientativo Paola Ricchiardi, professoressa associata di Pedagogia Sperimentale presso l’Università degli Studi di Torino Quando Martedì 8 novembre 2022 Dalle 14.30 alle 17.00 Come partecipare Per partecipare è sufficiente collegarsi al link Verrà rilasciato un attestato di partecipazione al termine del webinar Per informazioni Scrivere a orientamento@regione.piemonte.it

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21 Ott
2022
Open Day all'asilo nido: una guida per i genitori

Orientamento e Open Day

Open Day all'asilo nido: una guida per i genitori

Open day al nido I giorni di open day al nido sono per alcuni genitori l'unica occasione per entrare in un asilo, per parlare con i direttori, conoscere gli educatori e osservare gli spazi. Sono soprattutto le scuole pubbliche che, per difficoltà organizzative, spesso non permettono ai genitori sopralluoghi o interviste lasciando all'appuntamento collettivo dell'open-day l'occasione imperdibile per poter capire l’essenza del servizio educativo. Il nido in questa occasione cerca di descriversi al meglio in circa 2/3 ore. Vogliamo aiutare con questo articolo i genitori, i cui bambini per la prima volta entrano al nido, elencando alcune possibili domande da porre agli educatori. Tante sono le differenze tra un servizio educativo e un altro: sia a livello pratico/organizzativo che di metodo educativo. Le risposte alle seguenti domande potrebbero, pertanto, fare la differenza al momento della scelta e, porre agli educatori quelle che sentite come le più importanti per voi, vi permetterà di sfruttare al meglio l'open day.  L'obiettivo della guida è anche una quello di favorire la trasparenza e una buona comunicazione e l'alleanza educativa. Chiedete se prima dell’inserimento ci sarà una riunione per i genitori iscritti e, in tal caso, alcune domande potranno essere posticipate all'inizio del percorso educativo. Passiamo alle domande! . Domande sulla linea pedagogica dell'asilo nido • Come sono suddivisi i gruppi di bambini in età? Le classi sono omogenee o eterogenee? (Se eterogenee: ci sono dei momenti in cui bambini di età diversa sono insieme e come interagiscono?) • Che linea adottate se un bimbo picchia o morde un altro bambino? • Che linea adottate se il bambino non ascolta o non rispetta le regole? • E’ possibile avere il progetto educativo degli anni precedenti da poter leggere in famiglia? (Il progetto educativo descrive la giornata tipo del nido, riassumendo le attività svolte e gli obiettivi di ciascuna di esse)  • Quanto tempo è dedicato alle attività programmate/strutturate e quanto al gioco libero?  • Durante l’anno i genitori vengono coinvolti nella scelta delle attività? • Che tipi di attività vengono svolte? (manuali, musicali, linguistiche), da chi vengono svolte (personale interno o esterno, le cambiate ogni anno?)  • Dove vengono svolte le attività? all’ interno della scuola o sono esterne? Sono attività extra a pagamento? È possibile non partecipare ad alcune attività? • Gestione della nanna: i bambini vengono svegliati dopo un tempo ben stabilito o si tende a lasciare scegliere al bambino? Il genitore può scegliere se farlo dormire oltre il tempo o svegliarlo prima? • Proponete gite esterne durante l'anno? Dove vengono portati e da chi sono accompagnati? • Come organizzate lo spannolinamento? • Capita che i bimbi guardino la tv? Con che frequenza settimanale/mensile? Domande sull'organizzazione interna all'asilo nido • La mensa è all’ interno della struttura o viene fornita da un’azienda esterna? Il cibo è biologico? E’ possibile avere una dieta personalizzata in caso di allergia? • Che tipo di merenda viene somministrata? Cracker e biscotti per gli spuntini? Oppure frutta, semi etc... ? • Ci sono riti particolari per il pranzo o la merenda? • I bambini bevono durante la giornata? Cosa e quando? • C'è la possibilità di portare il latte materno? • Che strategia viene usata per la somministrazione del cibo e delle bevande? Se il bambino si rifiuta di mangiare cosa succede? • Quali sono i tempi delle pappe e delle nanne? (se porterete i bambini tra qualche tempo cominciate da subito a sincronizzarvi con le tempistiche del nido perchè queste siano in seguito più naturali per lui o lei) • Il bambino ha un suo spazio/armadietto? Quale è il materiale da portare? (questo aspetto non è indifferente, spesso un po' stressante reperire tutto il necessario pochi giorni prima dell’inizio della scuola, pensarci per tempo vi aiuterà) • Il bimbo può portare un suo orsacchiotto o oggetto personale? • Durante l’anno sarà necessario portare del materiale extra per le attività da svolgere? • Nella retta sono compresi i pannolini e il riscaldamento? • Gli orari di ingresso/uscita quanto sono vincolanti? (Cerca di valutare da subito l'elasticità sugli orari soprattutto se avete più bambini da gestire, questo aspetto avrà spesso un grande impatto nell’ organizzazione quotidiana se entrambi i genitori lavorano e i tempi sono stretti. Se avete i secondi contati meglio optare per un nido con orari elastici o comunque con un intervallo di tempo di almeno 20 minuti per il ritiro del bambino).  • Durante l’anno è possibile cambiare il tempo scuola? Da part-time a full-time e viceversa? • Sono presenti telecamere per la sicurezza dei bambini? Come sono gestite? • E’ possibile conoscere il calendario delle vacanze? (Cominciare a capire da subito come organizzare il bambino durante le vacanze è importante per essere preparati alla sua gestione con un opportuno supporto familiare o una babysitter a tempo pieno ) • Per i genitori vengono organizzate riunioni collettive o colloqui personali? • Si può lasciare il passeggino in struttura? Le bici e i monopattini dei bimbi? • Come avviene l'inserimento? Tempi e modalità dipendono dal bambino o sono generali? (questa domanda è molto importante perché in alcuni nidi, soprattutto in quelli pubblici, il bambino potrebbe cominciare il tempo pieno anche dopo tre settimane dall'inizio dell'inserimento (un'ora con la mamma primi giorni, poi due ore con la mamma, per seguire un'ora senza mamma etc... ). Inoltre, non tutti i bambini cominciano l’inserimento con l'inizio della scuola ma vengono suddivisi in gruppi. Il risultato è che la scuola potrebbe cominciare il 10 settembre e il vostro bambino frequenterà il nido a tempo pieno solo verso il 15 ottobre) Altri possibili domande Altre domande importanti per voi potrebbero venirvi in mente leggendo Il Progetto Pedagogico dei Nidi di Infanzia del Comune di Torino o di altri asili. Per facilitare l'incontro tra famiglie e asili nido è stata dedicata una pagina del sito ai prossimi Open Day:  la pagina verrà aggiornata nel tempo in base alle segnalazioni degli stessi nidi di infanzia, quindi tenetela da parte e controllate costantemente se ci sono novità di vostro interesse.   Antonella Giostra

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6 Giu
2022
Modulistica e scadenze per chi sceglie l’educazione parentale

Orientamento e Open Day

Modulistica e scadenze per chi sceglie l’educazione parentale

Modulistica e scadenze per chi sceglie l’educazione parentale Di seguito sono elencate le scadenze per la compilazione e la consegna dei moduli necessari a chi intende seguire un percorso di istruzione familiare. 28 gennaio  Il primo anno di educazione parentale, (per chi si ritira dalla frequenza la prima volta tale la scadenza è il entro il 15 marzo)  Dichiarazione di istruzione parentale Autocertificazione delle capacità tecniche o economiche Modulo del ritiro Alla scuola di appartenenza Solo modulo 1 da presentare anche al sindaco Gennaio- febbraio  Prendere accordi con una scuola ‘’statale o paritaria’’ per la verifica del dovere di istruzione 20 marzo 4 – Richiesta di iscrizione all’esame di stato – terza media Alla scuola ove si effettuerà la verifica 30 aprile 5- richiesta di iscrizione all’esame di idoneità Alla scuola ove si effettuerà la verifica Giugno  Verifica presso la scuola scelta Prima possibile  Risultato dell’esame di idoneità da spedire alla scuola di appartenenza I moduli sotto riportati sono quelli redatti dall’ associazione di istruzione familiare a cui consigliamo di riferirvi per ulteriori informazioni e chiarimenti. Dichiarazione-Istruzione-Parentale Autocertificazione-capacita-tecniche-o-economiche Ritiro-da-scuola Richiesta-di-esame-di-idoneita-ai-sensi-del-D.M.-5-del-2021 Per avere maggiori informazioni sulla parte burocratica si consiglia il sito dell'Associazione Istruzione Familiare Antonella Giostra

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