3 Novembre 2025
Ogni anno, in questo periodo, arrivano gli Open Day: scuole che si aprono, corridoi lucidi, spazi colorati, laboratori, presentazioni, progetti.
Tutto appare perfetto, tutto sembra dire: “Vieni qui, è il posto giusto.”
Ma… qual è davvero il posto giusto per tuo figlio o tua figlia?
A volte scegliamo guardando ciò che colpisce noi adulti: la tecnologia, le lingue, le attività speciali.
Scegliamo per ciò che immaginiamo possa dare un futuro migliore, per i nostri ideali, per le nostre aspettative.
Perché desideriamo che i nostri figli abbiano opportunità, riconoscimento, sicurezza.
E nel farlo, a volte dimentichiamo di chiederci:
Viviamo in un tempo che chiede ai più giovani di fare sempre di più, di imparare presto, di riempire ogni spazio.
Ma questo tempo — così veloce, così denso — a che cosa viene sottratto?
Alla curiosità? Alla lentezza? Alla gioia di imparare per davvero?
E allora, prima di soffermarci su orari, programmi o attività, proviamo a fermarci un momento. Proviamo a chiederci:
Cerco una scuola che lo faccia “andare bene” o una scuola che gli insegni a imparare ad imparare?
Cerco una scuola che lo riempia di interrogazioni e verifiche… o una scuola che sappia ponderare quando è davvero il momento di valutare, valorizzando la preparazione reale e non solo la capacità di fare crocette?
Mi interessa cosa insegna o come educa?
In quella scuola, gli insegnanti condividono una visione comune o ognuno cammina da solo?
Il dirigente è custode di un progetto educativo o solo gestore di una struttura?
Ogni scuola può mostrare spazi e progetti. Ma la vera differenza sta nel modo in cui si guarda una persona in crescita, nel come la si accompagna, nel valore che si dà alla sua unicità.
L’impegno di adulti che credono che l’educazione non serva ad adattare, ma ad amplificare la percezione del mondo, la conoscenza nella sua essenza più profonda e intima.
Progetti educativi che aiutino ogni essere umano a scoprire i propri talenti, valorizzarli e comprendere cosa lo appassiona davvero, quale direzione scegliere nella vita.
Conosco davvero mio figlio o mia figlia?
So che cosa lo fa sentire vivo, curioso, motivato?
Desidero che impari nozioni o che impari ad imparare?
Voglio che si adatti o che cresca libero, capace di pensiero critico e responsabilità?
Mi interessa più il programma o il progetto educativo che lo sostiene?
Quanto conta per me che la scuola rispetti i suoi ritmi, i suoi bisogni, la sua unicità?
Cerco risultati immediati o una crescita che duri nel tempo, nel cuore e nella mente?
Durante un Open Day, non basta raccontare cosa si fa: una scuola autentica dovrebbe saper dire perché lo fa e come accompagna ogni persona in crescita.
Ma ciò che conta davvero è la visione educativa che sostiene tutto questo.
Ecco alcune domande a cui ogni scuola dovrebbe dare risposte chiare e sentite:
Prima di “scatenarci” nella ricerca della scuola giusta, fermiamoci un attimo.
Ascoltiamo.
Guardiamo chi cresce accanto a noi con occhi nuovi.
Proviamo a chiederci che cosa conta davvero nel suo futuro e quale scuola lo accompagnerà a diventare una persona intera, non solo un alunno.
Non sempre troviamo le risposte, ma possiamo cercarle insieme.
L’8 novembre, al Palazzo della Luce di Torino, ci fermiamo a riflettere, ascoltare e comprendere.
Perché ogni persona in crescita merita una scuola che la aiuti a crescere con mente, cuore e volontà.
e dopo aver riflettuto... scegliamo a quali open day partecipare
Francesca Merlo
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