5 Marzo 2026
Ogni anno, con l’apertura delle iscrizioni alle scuole superiori, si ripropone la stessa domanda: come scelgono oggi i ragazzi il loro percorso di studi?
A Torino e in Piemonte le prime analisi sui dati mostrano alcune tendenze ormai consolidate:
il liceo scientifico resta l’indirizzo più scelto;
il liceo classico continua lentamente a perdere iscritti;
cresce con costanza il liceo delle scienze umane
Secondo i dati regionali più recenti, tra gli indirizzi liceali il più scelto è lo scientifico (circa il 21% delle iscrizioni), seguito da scienze umane e linguistico (circa il 14%) mentre il classico si ferma intorno al 7-8% delle preferenze.
Un segnale concreto arriva anche dalle scuole storiche della città: allo storico liceo Massimo D’Azeglio di Torino potrebbe sparire una sezione per il calo delle iscrizioni, mentre nel complesso gli studenti che scelgono il classico in provincia sono scesi a circa 740, meno dell’anno precedente.
Ma dietro questi numeri non c’è solo il calo demografico, che certamente incide. C’è anche un cambiamento culturale nel modo in cui studenti e famiglie immaginano il futuro.
Il liceo classico continua a essere considerato da molti docenti e università uno dei percorsi formativi più completi.
Chi esce dal classico spesso dimostra di possedere:
un metodo di studio molto strutturato,
una forte capacità di analisi dei testi,
competenze linguistiche e argomentative solide.
Proprio questo metodo permette agli studenti di affrontare con relativa sicurezza qualsiasi percorso universitario, dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche.
Eppure, negli ultimi anni le iscrizioni stanno lentamente diminuendo. Le ragioni sono diverse:
la percezione del classico come scuola “tradizionale”;
la difficoltà percepita nello studio del greco antico;
la ricerca di percorsi considerati più “pratici” o moderni.
Il risultato è una lenta ma costante erosione di iscritti, soprattutto nel Nord Italia.
Nonostante piccole oscillazioni nei numeri, lo scientifico resta la scelta più diffusa tra i licei.
Il motivo è abbastanza chiaro: offre un equilibrio tra materie umanistiche e scientifiche.
Chi lo sceglie spesso cerca:
una preparazione ampia che lasci aperte molte strade universitarie;
un buon livello nelle discipline scientifiche senza rinunciare alla formazione culturale generale;
un percorso percepito come meno rigido rispetto al classico.
In alcuni istituti torinesi lo scientifico cresce addirittura nel numero di classi, segno che la domanda rimane molto alta
Per molte famiglie rappresenta la scelta più “sicura”, perché permette di rimandare una decisione più definitiva all’università
La vera sorpresa degli ultimi anni è la crescita del liceo delle scienze umane, ormai stabilmente tra gli indirizzi più scelti.
Dietro questa tendenza ci sono diversi fattori.
Una minore pressione sulla matematica
Molti studenti temono lo scoglio della logica matematica e delle materie scientifiche, che nello scientifico sono centrali.
Le scienze umane offrono invece un percorso più orientato alle discipline sociali.
Interesse per psicologia e società
Sempre più ragazzi sono attratti da materie come:
Sono discipline che aiutano a capire il comportamento umano, le relazioni e la società.
Una ricerca di valori e di senso
Molti adolescenti oggi sentono il bisogno di comprendere meglio il contesto in cui vivono, le regole sociali e i meccanismi che regolano la convivenza.
In questo senso, il liceo delle scienze umane appare come un percorso più vicino alle domande dei giovani di oggi.
Un altro elemento che influisce sulle scelte è il calo demografico, che inizia a farsi sentire anche nelle scuole superiori.
Meno studenti significa inevitabilmente:
Ma sarebbe riduttivo spiegare tutto con la demografia.
La realtà è che stanno cambiando anche le aspettative dei ragazzi e delle famiglie.
Oggi la scelta della scuola superiore non riguarda solo le materie, ma anche:
La scelta della scuola superiore rimane uno dei primi momenti decisionali importanti nella vita di uno studente.
Ogni indirizzo offre opportunità diverse:
Al di là dei numeri, la domanda vera resta sempre la stessa:
qual è il percorso che permetta a uno studente di sviluppare al meglio le proprie capacità e curiosità?
Perché, più della scuola scelta, a fare la differenza sarà sempre il modo in cui si studia e si cresce dentro quell’esperienza.
Francesca Merlo
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