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21 Gen
2026
Aggressività Giovanile: Educarla Invece di Reprimerla. Intervista a Luca Negri

Approcci Educativi 13-18 anni

Aggressività Giovanile: Educarla Invece di Reprimerla. Intervista a Luca Negri

Corpo, Disciplina e Scuola: Perché Negare l’Aggressività Produce più Violenza Nell’ultimo periodo il dibattito sulla criminalità giovanile oscilla spesso tra due poli opposti: da un lato l’invocazione di leggi sempre più repressive, dall’altro una fiducia quasi ingenua nell’idea che la violenza sia solo un prodotto della società e non una componente strutturale dell’essere umano.  In mezzo, resta spesso inesplorata una questione decisiva: che fine ha fatto l’educazione all’aggressività? Secondo molti osservatori, la nostra civiltà fatica ad accettare il dato elementare che la violenza, soprattutto nei giovani, non nasce solo da disagio sociale o marginalità, ma anche da un’esuberanza fisiologica, da un bisogno di misurarsi, di confrontarsi, di incarnare il proprio corpo. Gli antichi lo sapevano bene e non cercavano di negare questa forza: la incanalavano, le davano forma e senso. Ne parliamo con Luca Negri - scrittore,saggista, storico dell’esoterismo e docente (in passato anche in una delle realtà pedagociche Waldorf a Torino) - che da anni si interroga criticamente sulle grandi questioni dell’educazione contemporanea. Si Parla Molto di Violenza Giovanile. Ma in che Chiave Viene Trattata? Stiamo Sbagliando Approccio? Assolutamente sì. Il nostro errore principale è pensare di poter eliminare la violenza per decreto o con qualche ora di educazione civica. È un approccio profondamente irreale.  Gli antichi, da questo punto di vista, erano molto più onesti di noi: riconoscevano che l’aggressività è una forza naturale, cosmica direi, incarnata simbolicamente da Ares o Marte. Non cercavano di cancellarla, ma di educarla. Invece Oggi Cosa Facciamo? Oggi la rimuoviamo. Fingiamo che non esista o che sia solo il prodotto di “cattive influenze". Poi ci stupiamo se esplode in forme scomposte: ultras, baby gang, maranza. Da un lato leggi repressive, dall’altro un bla bla rousseauiano sull’uomo naturalmente buono corrotto dalla società.  Ma chiunque lavori quotidianamente con ragazzi tra gli 11 e i 18 anni sa che non è così semplice. Cosa Vedi Concretamente, Cosa Riconosci Come Bisogno per Questa Fascia d’Età? Vedo un bisogno fortissimo di contatto fisico, anche ma non necessariamente violento. Un bisogno di misurarsi, di testare la propria forza, di capire i propri limiti e quelli dell’altro. È particolarmente evidente nei giovani maschi, ma non solo. È energia in eccesso, energia vitale. Se non le dai una forma, se non le dai un linguaggio, quella forza trova comunque una via d’uscita. Gli Antichi Avevano Trovato una Soluzione? Avevano almeno il coraggio di guardare la realtà. La guerra, con tutte le sue tragedie, era anche un dispositivo sociale per incanalare la marzialità. Oggi, giustamente, non possiamo pensare di educare i giovani alla guerra, ma possiamo recuperare l’idea che l’aggressività vada trasformata, non negata. In Che Modo? Con il corpo, prima di tutto. Io credo che a scuola dovrebbero esserci pratiche come la lotta greco-romana o le arti marziali. Non per “sfogare” la violenza in modo caotico, ma per imparare l’autocontrollo, il rispetto dell’avversario,la responsabilità delle proprie azioni. In un combattimento regolato impari subito che ogni gesto ha una conseguenza. Ovviamente tale educazione marziale andrebbe accompagnata ed equilibrata da altre attività fisiche: lavoro manuale, giardinaggio. E soprattutto il teatro, che insegna a mettersi nei panni degli altri, a “sentire” gli altri, rispettare i ritmi, le pause, ad aspettare il proprio turno prima di parlare. L’arte drammatica è vera educazione al sentimento, non astratta. Elementi basilari di arti marziali e recitazione dovrebbero essere curriculari, con possibilità di approfondimento per gli allievi che lo desiderano o nel caso genitori e docenti li ritengano necessari, direi terapeutici.  E Invece Cosa Proponiamo Oggi ai Ragazzi? Lezioni teoriche sulla nascita dell’ONU, sulla cittadinanza globale, sulla pace astratta. Tutti contenuti anche nobili, ma completamente scollegati dall’esperienza concreta di un adolescente. È come voler educare alla musica parlando solo di teoria, senza mai far suonare uno strumento. Cosa Rischia la Nostra Civiltà se Continua su Questa Strada? Rischia quello che stiamo già vedendo: una perdita del senso della realtà. Una civiltà che non riconosce le forze fondamentali dell’umano è una civiltà fragile. Non è diventando ciechi che si elimina il pericolo. È necessario guardarlo  in faccia e dargli una forma. Grazie Luca! Francesca Merlo Luca Negri Libri di Luca Negri

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19 Gen
2026
 2026 Bonus Scuole Paritarie: Fino a 1.500 Euro per Studente, Requisiti e Come Fare Domanda

Generiche 13-18 anni

2026 Bonus Scuole Paritarie: Fino a 1.500 Euro per Studente, Requisiti e Come Fare Domanda

La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo sostegno economico destinato alle famiglie che scelgono l’istruzione paritaria per i propri figli. La misura, comunemente definita “buono scuola”, è pensata per ridurre gli ostacoli economici che spesso rendono l’accesso alle scuole paritarie possibile solo per una parte limitata della popolazione. Il bonus riguarda gli studenti che frequentano la scuola secondaria di primo grado (scuole medie) o il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado (primi due anni delle superiori). Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), al 31 agosto 2024, oltre 771.000 studenti risultavano iscritti a istituti paritari rappresentano quasi il 10% del totale degli iscritti a livello nazionale, una platea potenzialmente ampia che potrebbe beneficiare del nuovo contributo. Questo dato sottolinea l’importanza e la diffusione di questi istituti nel panorama educativo italiano. Cos’è il Bonus per le Scuole Paritarie Il bonus scuole paritarie consiste in un voucher economico che può arrivare fino a 1.500 euro per ogni studente. Il contributo sarà erogato direttamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e servirà a coprire, in tutto o in parte, le rette scolastiche degli istituti paritari. La misura si inserisce nel quadro delle politiche volte a sostenere le famiglie con redditi medio-bassi e a garantire la libertà di scelta educativa, principio tutelato dalla Costituzione, permettendo alle famiglie di scegliere tra scuola statale e paritaria senza barriere esclusivamente economiche. Chi Può Beneficiarne: i Requisiti di Accesso Il bonus non è universale, ma è destinato solo alle famiglie che rispettano determinati requisiti economici e scolastici. In particolare, possono richiedere il contributo: Famiglie con ISEE fino a 30.000 euro La soglia reddituale è un elemento centrale della misura. Il contributo sarà modulato in base all’ISEE: chi ha un reddito più basso potrà ricevere un importo più elevato. Studenti iscritti a scuole paritarie riconosciute dallo Stato Alunni che frequentano: la scuola secondaria di primo grado (scuole medie) il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado (primi due anni delle superiori) Importo del Contributo e Criteri di Calcolo Il valore massimo del voucher è fissato a 1.500 euro per studente, ma l’importo effettivo varierà in base alla situazione economica del nucleo familiare, misurata attraverso l’ISEE. La Legge di Bilancio prevede un tetto di spesa complessivo pari a 20 milioni di euro per il 2026. Questo significa che il numero dei beneficiari e l’entità del contributo individuale saranno definiti tenendo conto delle risorse disponibili. Per evitare duplicazioni e sovrapposizioni, il decreto attuativo dovrà anche coordinare il bonus nazionale con eventuali contributi regionali o locali già esistenti. Come Richiedere il Bonus Scuole Paritarie 2026 Per rendere operativa la misura è necessario un decreto attuativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, da emanare di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo provvedimento sarà fondamentale perché definirà nel dettaglio: le modalità di presentazione della domanda, che avverrà con ogni probabilità online, tramite una piattaforma digitale ministeriale; i criteri di calcolo dell’importo, con l’individuazione degli scaglioni ISEE; le tempistiche, ossia le date di apertura e chiusura delle domande; la documentazione necessaria, come ISEE in corso di validità e attestazione di iscrizione alla scuola paritaria; il coordinamento con eventuali bonus regionali già percepiti dalle famiglie. Fino alla pubblicazione del decreto attuativo non sarà possibile presentare alcuna domanda. Dove Fare Domanda e Dove Tenersi Informati Al momento, la domanda non è ancora attiva. Tuttavia, per non perdere l’opportunità, è consigliabile: Monitorare il sito ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), dove verranno pubblicati il decreto attuativo e le istruzioni operative. Seguire i comunicati ufficiali del MEF e della Presidenza del Consiglio in materia di bonus e agevolazioni. Controllare i siti e i canali informativi delle Regioni, che potrebbero fornire indicazioni sul coordinamento con contributi locali. Rivolgersi direttamente alle scuole paritarie, che spesso informano tempestivamente le famiglie sulle nuove misure di sostegno. Preparare in anticipo un ISEE aggiornato, indispensabile per presentare la domanda. Perché Viene Introdotto il Buono Scuola Il bonus per le scuole paritarie nasce con due obiettivi principali: Sostenere economicamente le famiglie, riducendo le disuguaglianze nell’accesso all’istruzione. Garantire la libertà di scelta educativa, permettendo alle famiglie di scegliere il percorso scolastico più adatto ai propri figli senza vincoli economici. Secondo il Ministro dell’Istruzione, la misura rappresenta un passo importante verso un sistema scolastico più pluralista. Anche se il fondo stanziato è limitato, il bonus viene considerato da molti osservatori come un primo passo, che potrebbe essere rafforzato nelle prossime leggi di bilancio. Libertà di Scelta Educativa e Possibilità di Accesso al Bonus Il bonus scuole paritarie 2026 rappresenta un’opportunità concreta per molte famiglie italiane. Con un contributo fino a 1.500 euro per studente attraverso un meccanismo di erogazione proporzionale al reddito, la misura punta a rendere l’istruzione paritaria più accessibile. Il successo dell’iniziativa dipenderà però dalla chiarezza delle regole attuative, dalla rapidità nell’attivazione delle domande e dall’efficace coordinamento con le politiche regionali. Per questo motivo, restare aggiornati sarà fondamentale per poter accedere al beneficio nei tempi previsti. Elenco Scuole Secondarie Secondo Grado Paritarie nel Comune di Torino GERMANA ERBA - LICEO "COREUTICO TEATRALE" C.so MONCALIERI 203, 10133 Torino www.liceogermanaerba.it ISTITUTO FLORA- SCIENZE UMANE OP.ECONOMICO SOCIALE Via S. FRANCESCO DA PAOLA 42, 10123 Torino  www.istituto-flora.edu.it ISTITUTO SOCIALE C.so SIRACUSA 10, 10136 Torino Liceo Scientifico Sportivo Liceo Classicio Liceo Scientifico www.istitutosociale.it LAD - LICEO ARTISTICO DEL DESIGN - via Giuseppe Barbaroux 25, Torino 10122 www.licoedesign.com LICEO SAVOIA - SCIENZE UMANE OP.ECONOMICO SOCIALE P.zza SOLFERINO 9, 10121 Torino  www.liceosavoia.it   MADRE MAZZARELLO Via CUMIANA 2, 10141 Torino Liceo Scientifico scienze applicate curvatura ricerca e comunicazione scientifica Liceo Linguistico con curvatura artistico-enogastronomica Liceo Economico Sociale www.liceomazzarello.it MARIA AUSILIATRICE P.za M. AUSILIATRICE 27 ,10152 Torino Liceo Linguistico Liceo Scienze Umane Liceo Economico Sociale www.istitutomariausiliatrice.it/ VALSALICE V.le THOVEZ 37, 10131 Torino Liceo Scientifico Liceo Scientifico Scienze Applicate Liceo Classico www.liceovalsalice.it Approfondimenti Art.33 La Costituzione Bonus famiglie e Imu ridotta: cosa cambia per le scuole paritarie Arriva il Bonus paritarie, fino a 1500 euro nel 2026     Francesca Merlo

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16 Gen
2026
Educazione Alimentare o Imposizione? La Regola della Mensa Scolastica che fa Discutere

La posta di che scuola 0-3 anni

Educazione Alimentare o Imposizione? La Regola della Mensa Scolastica che fa Discutere

''Finisci tutto quello che c'è nel piatto, oppure salti l' intervallo ''. Qual è il giusto limite oltre il quale non occorre spingersi affinché l'invito non diventi imposizione? Per la Rubrica La Posta di CheScuola?! oggi pubblichiamo la lettera di una mamma che si interroga sull’approccio corretto da usare all'asilo o a scuola coi bambini che non vogliono mangiare tutto. La Lettera di Lucia "Buongiorno, sono mamma di un bambino di tre anni che frequenta una scuola dell’infanzia pubblica. Mi trovo in difficoltà perché a scuola usano una strategia chiamata “mangio o assaggio”. Il bambino sceglie se mangiare tutto, senza poter lasciare nulla, oppure assaggiare una piccola porzione. Se non finisce, non può andare in giardino con gli altri a fare intervallo. Io trovo tutto ciò una grave forzatura: a tre anni non sempre si può stimare quanto si mangerà, e la “punizione” mi sembra eccessiva. Le maestre mi dicono che molte famiglie sono contente perché così alcuni bambini mangiano verdure. Io questo lo capisco capisco, ma ho l’impressione che, quando un genitore ha un punto di vista diverso, venga ascoltato solo formalmente, senza che questo cambi le scelte della scuola. So che le scuole hanno una direzione e che spesso l’approccio varia da maestra a maestra, soprattutto nel pubblico. Tuttavia, quando si parla di ambiti intimi, come il rapporto col cibo, credo che la scuola debba integrare di più il pensiero della famiglia. Non è solo educazione, è la persona del bambino. Sarebbe importante un dialogo vero. Agli psicologi chiedo: sto esagerando o la mia è una preoccupazione legittima? E in questi casi, come può muoversi una famiglia per trovare un equilibrio con la scuola? Altri genitori si sono trovati in situazioni simili? Cosa ne pensate" Le Domande alla Community di CheScuola?! E tu, che esperienza hai delle strategie che vengono usate a scuola o all'asilo per far mangiare i bambini? -Nei momenti in cui hai avuto una posizione diversa dalla scuola, come hanno reagito le maestre? -Quali strategie vi sembrano più rispettose del bambino quando si parla di alimentazione a scuola? Scrivici la tua opinione scrivici attraverso il link

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3 Lug
2025
Estate. Il Tempo dei Bambini

Benessere e Attività Extra

Estate. Il Tempo dei Bambini

Estate. Il tempo ai Bambini Riflessioni sull’Infanzia, la Pausa e il Diritto al Vuoto Nel periodo delle vacanze estive, soprattutto per i bambini della scuola primaria, le elementari— si ripresenta, puntuale, la questione dei compiti. Libri da completare, eserciziari da portare in viaggio, pagine da colorare con pennarelli senza sbavature. È questo il modo migliore per accompagnare i bambini in una pausa tanto attesa? Forse dovremmo fermarci un attimo e domandarci: cosa serve davvero ai bambini in questo periodo dell'anno? Il Tempo Sospeso L’estate, da sempre, è un tempo altro. Un tempo che sfugge al calendario scolastico e al registro delle competenze. È il tempo in cui ciò che si è appreso durante l’anno può finalmente sedimentare, trasformarsi in immagine, gesto, suono, racconto. Ma oggi sembra che anche l’estate debba “servire a qualcosa”. Che ogni momento libero debba essere riempito. Così, anche i famosi “compiti delle vacanze” finiscono per riflettere la stessa logica che governa l’anno scolastico: esercizio, correzione, prestazione. Eppure, sfogliando quei sussidiari, ci accorgiamo di un paradosso: anche nel momento della libertà, si propongono ai bambini attività che impongono confini netti. Contorni da rispettare, linee nere da non oltrepassare. Non disegnare, ma colorare. Non creare, ma compilare. (leggi il nostro articolo) Il Diritto al Vuoto Forse ciò che manca, più di tutto, è la fiducia. La fiducia che il bambino — anche da solo — sappia stare nel tempo, nel proprio tempo. Che sappia abitare il vuoto, quel tempo non programmato, senza tabelle di marcia né attività preordinate. E che proprio lì, nello spazio lasciato libero, avvenga qualcosa di prezioso: l’invenzione, l’ascolto, la trasformazione. L’estate può e deve essere il tempo della sperimentazione naturale, del contatto con la terra, con l’acqua, con il vento. Un tempo per camminare a piedi scalzi, per fare castelli di sabbia e intrecciare fili d’erba. Un tempo per guardare le nuvole, ascoltare i suoni, raccogliere legnetti e costruire giochi immaginari. Perché anche nei gesti più semplici, un bambino può raccontare il mondo. Può costruire le fondamenta del proprio pensiero, della propria sensibilità, del proprio linguaggio. Senza ansia da prestazione, senza il bisogno di “produrre” qualcosa da valutare. Il Ritmo che Nasce da Dentro Nella nostra società, il vuoto fa paura. È qualcosa da evitare, da riempire subito. Ma per i bambini, il vuoto è spazio fertile. È da lì che nascono la fantasia, la concentrazione, la capacità di stare con se stessi e di costruire relazioni autentiche. Invece di colmare ogni ora con mille attività, potremmo offrire ai nostri figli la possibilità di ascoltarsi, annoiarsi, rallentare. Di abitare un tempo non scandito da obiettivi, ma da un ritmo interiore, personale. Un ritmo che li aiuta a crescere, non perché li prepara a un futuro lontano, ma perché li ancora saldamente al loro presente. Uno Sguardo Adulto che Fa Spazio L’estate può diventare, allora, un tempo educativo potente, ma non nel senso tradizionale del termine. Non insegnare, ma accompagnare. Non proporre, ma osservare. Lasciare spazio perché i bambini possano occuparlo con il proprio mondo. E questo spazio non è solo fisico: è anche simbolico, relazionale. È lo spazio che un genitore può scegliere di non riempire, ma di custodire. Perché ogni bambino, per crescere, ha bisogno di una casa del tempo, non solo di compiti ben fatti. Il Tempo che Insegna a Essere In questo varco estivo, l’infanzia può ritrovare la sua voce. Può riconnettersi alla natura, alla lentezza, alla spontaneità. E gli adulti possono riscoprire che il vero compito delle vacanze non è “mantenere il ritmo scolastico”, ma offrire un tempo autentico, dove immaginare, ricordare, scoprire, essere. Perché l’educazione non è solo ciò che si insegna. È ciò che si concede. E concedere tempo, oggi, è forse il dono più grande che possiamo fare. Francesca Merlo

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8 Mag
2025
Un’Estate Internazionale a Torino con AIESEC!

Benessere e Attività Extra

Un’Estate Internazionale a Torino con AIESEC!

Un'Occasione Unica per Torino: Estate Ragazzi 2025 con AIESEC AIESEC PoliTO, in collaborazione con la Città di Torino, l’Assessorato all’Istruzione e l’ente educativo ITER, lancia una straordinaria iniziativa per l’estate 2025: Estate Ragazzi con Volontari Internazionali. Durante i centri estivi, giovani volontari provenienti da tutto il mondo condurranno laboratori e attività in lingua inglese a bambini e ragazzi, offrendo un’esperienza educativa che unisce lingua, cultura e gioco. Diventa anche tu Protagonista: Ospita un Volontario AIESEC Per rendere possibile questo progetto sociale, AIESEC è alla ricerca di 47 famiglie torinesi disposte ad accogliere un volontario internazionale tra il 16 giugno e il 28 luglio 2025. Perché Ospitare è Un'Esperienza da Vivere Ospitare un volontario o volontaria internazionale è "un viaggio... restando a casa" Ospitare un volontario AIESEC significa aprirsi al mondo, accogliendo nella propria casa una nuova cultura e contribuendo concretamente a un progetto sociale ad alto impatto culturale. Inglese vivo, ogni giorno per un mese La convivenza con un giovane madrelingua, o fluent speaker, permette a tutta la famiglia, e in particolare ai bambini, di praticare l’inglese in modo spontaneo, divertente e autentico. Nasce un legame forte e sincero I volontari AIESEC non sono semplici ospiti: sono giovani motivati, curiosi e responsabili, pronti a costruire un rapporto sincero con la famiglia che li accoglie. Un piccolo gesto, un impatto globale Ospitare significa arricchire non solo se stessi, ma anche i bambini dei centri estivi di Torino che potranno entrare in contatto coi volontari stranieri, e i volontari stessi, che porteranno per sempre con sé il ricordo di un’estate vissuta in un'Italia accogliente e generosa. 👉 Compila il modulo online per OSPITARE UN VOLONTARIO L'Esperienza personale di una Famiglia Ospitante "Lo scorso anno, mentre insegnavo al Liceo Domenico Berti di Torino, si è presentata l’opportunità di partecipare a un progetto con AIESEC. Per garantire la realizzazione delle attività previste, era necessario trovare una famiglia ospitante per uno dei volontari. Ho proposto alla mia famiglia di accogliere una ragazza, e con entusiasmo abbiamo accettato. Ho due figlie e ho pensato che potesse essere un’occasione importante per loro: un’esperienza di crescita, sia personale che culturale. Così è arrivata Isabele, una giovane laureata in Scienze Farmaceutiche proveniente dal Brasile. Durante il mese trascorso a Torino, ha lavorato come tutor per l’orientamento scolastico proprio al Liceo Berti. L’esperienza si è rivelata molto più ricca di quanto potessimo immaginare. Le mie figlie hanno subito accolto Isabele come una sorella: simpatica, solare e curiosa. Ci ha fatto conoscere piatti tipici del suo Paese e si è inserita perfettamente nella nostra routine quotidiana, con discrezione e grande educazione. Per le bambine è stato un percorso costruttivo sotto molti aspetti. Non solo hanno avuto la possibilità di praticare quotidianamente l’inglese, ma hanno anche imparato il valore della condivisione e dell’accoglienza. Anche quei piccoli “disagi” iniziali, come dividere gli spazi in casa, e non capire bene la lingua dell'ospite, si sono trasformati in momenti formativi. Siamo felici di aver vissuto quest’esperienza e la consigliamo vivamente, soprattutto a chi ha figli piccoli: è un’occasione profonda e significativa che arricchisce tutta la famiglia. AIESEC, inoltre, garantisce serietà e affidabilità nella selezione dei volontari, il che rende tutto ancora più naturale e sereno." L'esperienza è quella di Antonella Giostra, coordinatrice di CheScuola?! e insegnante di Fisica Guarda il VIDEO e compila il modulo online per ospitare un volontario internazionale. FAQ – Tutto quello che vuoi sapere Chi sono i volontari? Giovani provenienti da tutto il mondo, maggiorenni di cui non avrai grosse responsabilità, sono selezionati e formati da AIESEC per garantire impegno, responsabilità e apertura interculturale. Parlano italiano? Generalmente No ma potrebbe capitare, parlano certamente molto bene l'inglese e a volte altre lingue straniere. Cosa comporta ospitare? Accogliere in casa il volontario, offrirgli un letto o meglio una stanza a sua disposizione, garantire i pasti giornalieri o la possibilità di cucinare e partecipare con entusiasmo allo scambio culturale. Fai il Primo Passo: Candidati Ora E allora? Vuoi vivere un’estate diversa, ricca di emozioni, nuove amicizie e significato? 👉 Compila il modulo online per AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI Non perdere questa occasione: trasforma la tua estate in un’Esperienza Unica e Internazionale!

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6 Mag
2025
AIESEC e la Nuova Generazione di Leader

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AIESEC e la Nuova Generazione di Leader

Il contributo dell’associazione AIESEC allo sviluppo della Leadership Giovanile e al cambiamento sociale In un mondo che cambia rapidamente, il ruolo della leadership giovanile è più centrale che mai. AIESEC (Association Internationale des Étudiants en Sciences Économiques et Commerciale), la più grande organizzazione giovanile al mondo, è nata nel 1948 con l'obiettivo di promuovere la comprensione interculturale e la pace attraverso lo sviluppo della leadership.  Presente in Italia dal 1954, AIESEC ha formato generazioni di giovani offrendo esperienze pratiche di volontariato e tirocinio all'estero, costruite intorno ai valori di responsabilità, inclusività e impatto sociale. Un Impatto Reale sulla Comunità I volontari di AIESEC contribuiscono a un impatto sociale concreto: ogni anno, le iniziative realizzate nei diversi ambiti educativi e sociali coinvolgono attivamente migliaia di studenti di ogni età e formazione, insieme a un numero rilevante di adulti e altri membri della società. L'incontro con giovani provenienti da Paesi, lingue e storie diverse stimola nei ragazzi curiosità, apertura mentale e spirito critico, mentre nelle comunità locali rafforza il senso di coesione e il valore della collaborazione internazionale. I Progetti AIESEC I volontari di AIESEC lavorano a stretto contatto con scuole, associazioni e organizzazioni non governative del territorio, affrontando tematiche come la sostenibilità ambientale, l'inclusione, l'educazione interculturale e lo sviluppo personale: un'occasione per coinvolgere i giovani nel dialogo tra culture. AIESEC offre diverse opportunità di volontariato e stage professionali. Ecco alcuni esempi. Global Volunteer Esperienze di volontariato internazionale di 6-8 settimane, incentrate sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. I volontari possono insegnare lingue straniere, organizzare campagne di marketing per ONG o aziende e altro ancora. Global Entrepreneur Stage professionali in start-up della durata di 6-12 settimane, pensati per stimolare lo spirito imprenditoriale dei giovani. Global Talent Tirocini retribuiti di 2-12 mesi in scuole o aziende, in settori come l'insegnamento, l'amministrazione aziendale e il marketing. A Torino, AIESEC collabora con diverse organizzazioni e scuole per realizzare i suoi progetti. Ad esempio, il progetto ITER - Comune di Torino (ITER - Comune di Torino | Global Volunteer - AIESEC) si concentra sulla riduzione delle disuguaglianze e coinvolge volontari internazionali. AIESEC PoliTO: Protagonista dell'Impatto Sociale Territoriale Tra le realtà più dinamiche e radicate sul territorio spicca il comitato locale di AIESEC presso il Politecnico di Torino (PoliTO), che da anni si distingue per il forte impegno nel promuovere iniziative di educazione non formale e cittadinanza attiva.  Ogni anno, grazie alla rete internazionale di AIESEC, il comitato di PoliTO accoglie a Torino oltre 50 giovani volontari provenienti da tutto il mondo, coinvolgendoli in progetti di impatto sociale presso scuole, associazioni e organizzazioni non governative del territorio. AIESEC e le Scuole AIESEC collabora attivamente con diverse istituzioni scolastiche del territorio torinese per promuovere l'educazione interculturale e lo sviluppo della cittadinanza globale. Diverse sono le scuole della città di Torino che da anni accolgono i progetti di AIESEC, offrendo ai propri studenti l'opportunità di interagire con giovani provenienti da tutto il mondo e di partecipare a iniziative formative innovative: IC Pacchiotti , IC Tommaseo, IC Manzoni, IC Vittorino da Feltre, IC Gino Strada, IC Marconi Antonelli Liceo Galileo Ferraris, Il Liceo Domenico Berti, Il liceo Altiero Spinelli. ITIS Amedeo Avogadro, IIS Bodoni Paravia Come un Giovane Può Diventare Volontario con AIESEC Se un giovane è interessato a diventare volontario con AIESEC, il processo generalmente prevede i seguenti passaggi. Informarsi: Il primo passo è esplorare le opportunità offerte da AIESEC. Il sito web di AIESEC Italia (AIESEC Italia) è un ottimo punto di partenza. Qui è possibile trovare informazioni sui diversi tipi di progetti (Global Volunteer, Global Entrepreneur, Global Talent), le destinazioni, le tematiche affrontate e le storie di altri volontari. Esplorare le Opportunità Locali Contattare direttamente la sede locale per conoscere i progetti attivi e le iniziative specifiche per il territorio. Candidarsi. Una volta individuato un progetto di interesse, il giovane dovrà seguire le istruzioni per la candidatura, che di solito avvengono tramite un form online sul sito di AIESEC. Potrebbe essere richiesto di fornire informazioni personali, motivazioni e competenze. Colloquio Dopo la valutazione della candidatura, il giovane potrebbe essere invitato a un colloquio (spesso online) con un membro di AIESEC per discutere ulteriormente del suo interesse e della sua idoneità al progetto. Accettazione e Preparazione Se la candidatura viene accettata, il volontario riceverà tutte le informazioni necessarie per prepararsi all'esperienza, inclusi dettagli logistici, culturali e gli obiettivi del progetto. AIESEC fornisce supporto pre-partenza per assicurare una transizione agevole. Partenza e Volontariato Una volta arrivato a destinazione, il volontario sarà coinvolto attivamente nel progetto, lavorando a stretto contatto con altri volontari e le organizzazioni locali per raggiungere gli obiettivi prefissati. Ritorno e Follow-up Al termine dell'esperienza, AIESEC mantiene il contatto con i volontari per raccogliere feedback e supportarli nel valorizzare l'esperienza acquisita per il loro sviluppo futuro. Età per Diventare Volontario Generalmente, l'età minima per partecipare ai progetti di volontariato internazionale "Global Volunteer" è di 18 anni. Questo è dovuto a considerazioni legali, di responsabilità e di autonomia legate ai viaggi internazionali e al lavoro all'estero. Tuttavia, AIESEC offre anche opportunità per i giovani al di sotto dei 18 anni, in particolare attraverso iniziative locali e collaborazioni con scuole. Opportunità per Studenti delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado Anche se i programmi di volontariato internazionale sono prevalentemente rivolti a maggiorenni, AIESEC Italia e, in particolare, AIESEC Torino sviluppano progetti specifici per coinvolgere studenti più giovani. Progetti nelle Scuole Come già menzionato, AIESEC collabora attivamente con le scuole secondarie di Torino. Questi progetti coinvolgono volontari internazionali nelle classi per affrontare temi come la diversità culturale, la cittadinanza globale, lo sviluppo sostenibile e le lingue straniere. Gli studenti partecipano a workshop interattivi, presentazioni e attività pratiche, beneficiando dell'interazione con giovani provenienti da contesti diversi. Eventi e Workshop Tematici AIESEC Torino organizza spesso eventi e workshop aperti anche a studenti delle scuole superiori e medie su temi specifici legati alla leadership, alla consapevolezza globale e alle competenze interculturali. Questi eventi possono essere un'ottima opportunità per avvicinarsi all'organizzazione e ai suoi valori. Programmi di Scambio Culturale (Durata Limitata) Sebbene non siano veri e propri "volontariati" a lungo termine, potrebbero esistere programmi di scambio culturale di breve durata o attività specifiche pensate per studenti più giovani. È consigliabile contattare direttamente la sede locale di AIESEC per informazioni aggiornate su tali opportunità. Un'Estate Internazionale: Diventa Protagonista! Siete pronti a vivere un’esperienza internazionale… direttamente a casa vostra? Anche per l’Estate 2025, AIESEC propone un’opportunità speciale per le famiglie: accogliere un giovane volontario internazionale all’interno del progetto Estate Ragazzi, realizzato in collaborazione con la Città di Torino, l’Assessorato all’Istruzione e l’ente educativo ITER. Un’occasione unica per aprire le porte a nuove culture e vivere un’estate diversa, all’insegna dello scambio e della crescita. Come contattare AIESEC Per contatti più specifici esplora sui siti web di AIESEC Associazione AIESEC Torino AIESEC Italia AIESEC in PoliTO Corso Duca degli Abruzzi 24, Torino +393348773915 Website  Instagram  Facebook Il team di CheScuola!? ringrazia Marco Morrone Direttore Progetti Sociali sul Territorio e Terzo Settore AIESEC

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4 Feb
2025
Musica in Fasce: per Conoscere la Musica dai primi mesi di vita

Benessere e Attività Extra

Musica in Fasce: per Conoscere la Musica dai primi mesi di vita

Da che età un bambino può iniziare a conoscere e sperimentare la musica? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la musica non è un'esperienza riservata solo agli adulti o ai bambini più grandi. La musica è un linguaggio universale che i bambini possono comprendere e sperimentare fin dalla nascita. Non è una sorpresa, infatti, che organizzazioni internazionali come l'OMS e l'UNICEF riconoscano l'importanza cruciale della musica per il benessere e lo sviluppo dei bambini fin dalla tenera età. Musica In Fasce: nutrimento sonoro per una crescita armoniosa Proprio per l'importanza che la musica riveste sono nati atelier musicali come "Musica in Fasce" o "Musicainfasce", pensati appositamente per i bambini a partire dalla nascita. I luoghi in cui si sperimentano queste esperienze la musica è proposta come un linguaggio naturale, un modo per scoprire il mondo ed esprimersi attraverso suoni, ritmi e melodie. Un approccio educativo centrato sul bambino Questo approccio si concentra sull'importanza della voce, del canto e del movimento corporeo come strumenti fondamentali per lo sviluppo musicale del bambino. Fin dai primi mesi di vita, i bambini vengono accompagnati in un ambiente ricco di stimoli sonori, dove possono sperimentare liberamente con suoni, ritmi e melodie. Ispirati dalla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon La metodologia dell'atelier si ispira alla Music Learning Theory (MLT) di Edwin E. Gordon, un approccio riconosciuto a livello internazionale che sottolinea come l'apprendimento musicale avvenga in modo simile all'apprendimento del linguaggio verbale. Proprio come i bambini imparano a parlare ascoltando e interagendo con la lingua parlata, allo stesso modo possono sviluppare le loro capacità musicali attraverso l'esposizione precoce a stimoli sonori e musicali. Un Ambiente ricco di Stimoli Musicali L'atelier "Musica In Fasce" offre ai bambini un ambiente ricco di stimoli musicali, dove possono sperimentare liberamente con suoni, ritmi e melodie. L'immersione in questo contesto sonoro favorisce lo sviluppo naturale delle loro capacità musicali innate, consentendo ai piccoli di esplorare il mondo della musica attraverso il gioco e il movimento. Il ruolo del Musicista AIGAM Gli asili nido e gli ambienti educativi che offrono questo percorso si avvalgono di un musicista associato AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l'Apprendimento Musicale): una figura professionale, altamente qualificata, e l'unica in Italia autorizzata a promuovere la formazione ufficiale Gordon-Musica In Fasce. La sua presenza garantisce un'esperienza educativa di alta qualità, basata su metodi scientifici e riconosciuti a livello internazionale. I Benefici della Musica in Fasce I benefici della musica in fasce sono numerosi e ampiamente documentati dalla ricerca scientifica. Oltre a favorire lo sviluppo delle capacità musicali, questa pratica può avere un impatto positivo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino. La musica può migliorare la memoria, l'attenzione, la coordinazione, la creatività e le capacità linguistiche. Inoltre, l'esperienza musicale condivisa con i genitori o altri adulti significativi può rafforzare il legame affettivo e promuovere un senso di benessere. Un'esperienza per Genitori e Bambini L'atelier "Musica in fasce" è un'esperienza che alcuni asili nido scelgono di proporre ai bambini frequentanti l'asilo; tuttavia i genitori interessati a vivere questa esperienza insieme ai loro bambini possono esplorare il sito internet dell'associazione, e scoprire dove può essere proposto oltre agli asili. Sono diverse infatti i luoghi di incontro mamme bambini dove vivere dei momenti molto dolci e speciali coi propri bambini per scoprire la bellezza della musica e il potere che ha di arricchire la loro vita. Un dono prezioso per la loro crescita ma anche un dolce ricordo per i genitori che vivono questi dolci primi mesi insieme ai propri bambini. Riferimenti Scientifici e Internazionali Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) L'OMS riconosce l'importanza della musica per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini. In un rapporto del 2018, l'organizzazione sottolinea come la musica possa migliorare le capacità linguistiche, la memoria, l'attenzione e la creatività nei bambini. Nurturing care for early childhood development: a framework for action. World Health Organization, 2018. UNESCO L'UNESCO ha dichiarato che "l'educazione musicale è un diritto umano fondamentale" e che "i bambini hanno il diritto di partecipare alla vita culturale e artistica". L'organizzazione promuove l'educazione musicale di qualità fin dalla prima infanzia, riconoscendone il valore per lo sviluppo globale del bambino. The UNESCO road map for arts education. UNESCO, 2006. UNICEF L'UNICEF riconosce il valore della musica come strumento per lo sviluppo infantile e l'apprendimento. L'organizzazione sostiene programmi musicali per bambini in tutto il mondo, in contesti di difficoltà e marginalizzazione. Convention on the Rights of the Child | UNICEF Associazione Italiana Gordon per l'Apprendimento Musicale (AIGAM) AIGAM è l'unica associazione in Italia riconosciuta per insegnare la sua Music Learning Theory: un approccio scientifico riconosciuto a livello internazionale che sottolinea l'importanza dell'educazione musicale fin dalla nascita e sviluppato dal Professor Edwin E. Gordon. L'associazione offre corsi di musica per bambini di diverse età, tenuti da insegnanti qualificati. I corsi sono suddivisi per fasce d'età specifiche Musica in Fasce (0-36 mesi): corsi per bambini da 0 a 3 anni, pensati per stimolare lo sviluppo musicale fin dalla nascita. Sviluppo musicalità (3-5 anni): corsi per bambini dai 3 ai 5 anni, focalizzati sullo sviluppo delle capacità musicali attraverso il gioco e l'esplorazione. Alfabeto della Musica e coro/strumento (dai 6 anni): corsi per bambini dai 6 anni in su, che introducono i concetti musicali di base e offrono la possibilità di partecipare a un coro o di imparare a suonare uno strumento. Per individuare le Scuole Associate AIGAM nella tua città esplora il motore di Ricerca Francesca Merlo

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2 Feb
2025
Change Your Life Kindle: l'Esperienza che Trasforma la vita dei ragazzi

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Change Your Life Kindle: l'Esperienza che Trasforma la vita dei ragazzi

Quanti di noi genitori si sono sentiti impotenti di fronte alle difficoltà scolastiche dei figli? Quante volte abbiamo visto i loro voti scendere, la loro motivazione spegnersi, la loro autostima affievolire? L'adolescenza è un periodo di cambiamenti tumultuosi, un'età di transizione in cui ragazze e ragazzi si trovano a dover affrontare sfide complesse: il corpo che cambia, le emozioni che esplodono, le relazioni con i coetanei che si fanno più intricate. E poi c'è la scuola, l'impegno che dovrebbe essere una fonte di crescita e soddisfazione, ma che spesso diventa un peso insostenibile. Difficoltà a scuola: un peso che va oltre i voti Voti bassi, difficoltà a concentrarsi, compiti che sembrano montagne insormontabili. Le difficoltà scolastiche possono minare l'autostima di un ragazzo, facendolo sentire inadeguato e incapace. La scuola, che dovrebbe essere un ambiente di supporto e crescita, si trasforma in un terreno minato, dove ogni errore, ogni difficoltà, sembra confermare la sensazione di non valere. Il rischio di perdersi Quando la scuola diventa un terreno minato, i ragazzi rischiano di perdere fiducia in sé stessi, nelle proprie capacità e nel proprio futuro. Si sentono persi, senza una direzione chiara, e possono sviluppare ansia, stress e demotivazione. L'insuccesso scolastico può avere un impatto profondo sulla loro vita, influenzando le scelte future e le relazioni con gli altri. "Change Your Life Kindle": un Aiuto Concreto per tuo Figlio In questo panorama entra in gioco "Change Your Life Kindle", un programma di trasformazione personale ideato da Filippo Rossi, educatore e ricercatore esperto in neuroscienze e metodi di apprendimento. Un percorso pensato appositamente per aiutare i ragazzi ad affrontare le sfide della scuola e della vita con sicurezza e successo. Un educatore visionario per una nuova generazione di studenti Filippo Rossi ha dedicato la sua vita a studiare come funziona il cervello, quali sono i metodi di apprendimento più efficaci e come aiutare ragazze e ragazzi a sviluppare il loro pieno potenziale. "Change Your Life Kindle" è il frutto di anni di ricerca e di esperienza sul campo, un programma innovativo che va oltre i metodi di studio tradizionali Un percorso di crescita a 360 gradi Non si tratta solo di migliorare i voti! "Change Your Life Kindle" è un viaggio alla scoperta di sé stessi, delle proprie potenzialità e dei propri talenti. Un'occasione per: Riscoprire la gioia di imparare Trasformare lo studio in un'esperienza coinvolgente e appassionante. Superare le proprie paure Affrontare ansia, stress e insicurezze con tecniche pratiche e strategie efficaci. Costruire relazioni positive Imparare a comunicare in modo assertivo, a collaborare con gli altri e a creare legami significativi. Definire i propri obiettivi Scoprire cosa si vuole veramente dalla vita e trovare la motivazione per realizzare i propri sogni. Gli strumenti per il successo "Change Your Life Kindle" fornisce agli studenti gli strumenti concreti per migliorare l'apprendimento e raggiungere i propri obiettivi: Lettura tridimensionale Un metodo rivoluzionario per leggere velocemente e ricordare efficacemente ciò che si studia. Tecniche di concentrazione Strategie pratiche per mantenere l'attenzione e ottimizzare il tempo di studio. Organizzazione e gestione del tempo Imparare a pianificare, stabilire priorità e gestire il tempo in modo efficace . Un'esperienza indimenticabile "Change Your Life Kindle" è un'avventura che tuo figlio ricorderà per sempre. Un'opportunità per: Scoprire il piacere di imparare Trasformare lo studio in un'attività coinvolgente e appassionante. Costruire amicizie Conoscere ragazzi provenienti da tutta Italia e creare legami significativi. Divertimento e relax Godere di attività all'aria aperta, giochi di squadra e momenti di relax. Guarda il video e scopri cosa dicono i ragazzi che hanno vissuto questa incredibile esperienza! Pronto a dare a tuo figlio il regalo che gli rivoluzionerà la vita? Visita il sito web Change Your Life Kindle per scoprire di più su "Change Your Life Kindle" e per richiedere informazioni dettagliate. Non perdere questa opportunità unica! Contatta il team di "Chescuola" per avere tutte le informazioni sul programma e sulle modalità di iscrizione: genitori@chescuola.net Antonella Giostra

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20 Feb
2024
Mindful eating: una pratica per migliorare la concentrazione e l'apprendimento anche a scuola

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Mindful eating: una pratica per migliorare la concentrazione e l'apprendimento anche a scuola

Mindful Eating: Nutrire il corpo e la mente a scuola Cos'è il mindful eating? Mangiare con consapevolezza, o Mindful Eating, è un approccio che ci aiuta a ritrovare il piacere di mangiare in modo sano e consapevole. Si tratta di focalizzare l'attenzione sul presente, assaporando il cibo con tutti i sensi e osservando le nostre emozioni e sensazioni durante il pasto. Perché è importante nelle scuole? L'alimentazione consapevole può essere un prezioso strumento per i bambini e i ragazzi per: • Sviluppare un rapporto sano con il cibo, imparando a riconoscere i segnali di fame e sazietà. • Migliorare le abitudini alimentari, scegliendo cibi sani e nutrienti. • Ridurre il rischio di obesità e disturbi alimentari. • Gestire lo stress e l'ansia in modo più efficace. • Migliorare la concentrazione e l'apprendimento. Come è possibile introdurre il Mindful Eating nelle scuole? Ecco alcune semplici attività: • Insegnare ai bambini a mangiare con calma, masticando bene il cibo e assaporando ogni boccone. • Proporre esercizi di mindfulness durante il pranzo, come la respirazione consapevole o la meditazione. • Organizzare laboratori di cucina per imparare a preparare cibi sani e gustosi. • Coinvolgere le famiglie in iniziative di educazione alimentare. Quali sono i benefici del mindful eating L'alimentazione consapevole può portare a un miglioramento generale del benessere dei bambini e dei ragazzi, sia a livello fisico che mentale. In un contesto scolastico mangiare consapevolmente, può contribuire a creare un ambiente più sano e positivo per tutti. L'introduzione del Mindful Eating nelle scuole rappresenta un investimento importante per il futuro dei nostri bambini e ragazzi. In un mondo dove l'obesità e i disturbi alimentari sono in aumento, l'alimentazione consapevole può essere un antidoto efficace per promuovere stili di vita sani e sostenibili. Un incontro dedicato a genitori e insegnanti Sei un'insegnane o un genitore attento che crede nell'importanza di una relazione sana con il cibo? Approfitta dell'incontro Mindful Eating organizzato dal Centro Per le Famiglie di Rivoli in collaborazione con l'associazione Womanly. Condurranno la Dott.ssa Raffaella Giani Psicologa e Pscicoterapeuta e la Dott.ssa Veronica Scalvini Dietista Un piccolo viaggio alla scoperta dei sensi imparando a mangiare in consapevolezza, ascoltando i bisogni del proprio corpo, secondo i principi base della mindful eating. Quando? Il 29 febbraio 2024 dalle 18:00 alle 20:00 Dove? Centro Famiglie, Via Capra 27, Rivoli (TO) Per partecipare scrivere a centrofamiglie@ovestsolidale.to.it corsi@womanly.it oppure chiamare lo 011 9501470

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23 Lug
2023
Attività outdoor e benefici cognitivi

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Attività outdoor e benefici cognitivi

L'importanza delle attività outdoor per il benessere fisico e mentale è ampiamente riconosciuta. Questo testo esplorerà i benefici cognitivi derivanti dalla connessione con la natura e le attività all'aperto, in particolare per i bambini. Saranno analizzati i vantaggi per lo sviluppo della personalità, l'autonomia, la socializzazione e le abilità cognitive. Benefici cognitivi dell'educazione outdoor Le attività outdoor hanno un impatto positivo sullo sviluppo cognitivo dei bambini. L'educazione ambientale e le attività strutturate nella natura contribuiscono a stimolare il cervello a livello neuropsicologico, favorendo lo sviluppo emotivo, cognitivo, sociale e comportamentale. Autonomia e autostima Le esperienze outdoor aiutano i bambini a scoprire e sviluppare l'indipendenza. Attraverso la sperimentazione e la risoluzione di sfide nella natura, i bambini sviluppano un senso di autonomia, autoefficacia e autostima. Socializzazione e connessione con gli altri Le attività all'aperto offrono opportunità per i bambini di socializzare con coetanei, creare connessioni emotive e imparare a rispettare e condividere con gli altri. Sviluppo dei sensi e abilità cognitive L'ambiente naturale stimola tutti e cinque i sensi dei bambini, contribuendo a sviluppare abilità cognitive legate all'attenzione e alla memoria sensoriale. La natura riduce anche lo stress e favorisce il rilassamento, potenziando le capacità cognitive di attenzione e memoria. Opportunità educative nel cambiamento L'educazione in natura può essere una preziosa opportunità durante momenti di cambiamento, consentendo ai genitori e agli educatori di trasformare le sfide in occasioni di apprendimento e crescita. Apprendimento esperienziale e creatività Le attività all'aperto offrono ai bambini la possibilità di imparare attraverso esperienze dirette, arricchendo i sensi e sviluppando creatività, immaginazione e capacità di osservazione. Conclusione In conclusione, la natura offre un ambiente stimolante e arricchente per i bambini, fornendo innumerevoli attività ed esperienze. Dovremmo incoraggiare il contatto con la natura e le attività all'aperto, permettendo ai bambini di sperimentare, esplorare e apprendere in modo significativo. Lasciando che i bambini si connettano con la natura, li aiuteremo a sviluppare una comprensione più profonda della vita e ad affrontare il mondo con creatività e saggezza. Il contatto con la natura è un tesoro prezioso che contribuisce al benessere cognitivo e alla crescita armoniosa dei bambini, creando un impatto positivo sulla loro vita presente e futura. Per Conoscere tutti i benefici delle attività outdoor guarda il Video

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16 Lug
2023
Attività psicomotorie all'aperto per i bambini: esplorare il mondo attraverso il movimento e la creatività

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Attività psicomotorie all'aperto per i bambini: esplorare il mondo attraverso il movimento e la creatività

In un periodo in cui il tempo trascorso all'aperto è diventato sempre più prezioso, è fondamentale ricordare l'importanza delle attività psicomotorie per lo sviluppo dei bambini. Trascorrere del tempo all'aperto permette loro di esplorare il mondo attraverso il movimento, stimolando non solo le capacità motorie, ma anche quelle sociali e cognitive. Nell'articolo, esploreremo diverse tipologie di attività psicomotorie che possono essere svolte all'aperto, consentendo ai bambini di vivere esperienze significative e arricchenti. Esplorare il movimento e sviluppare l'equilibrio Le attività all'aperto offrono un'ampia gamma di opportunità per l'esercizio fisico e lo sviluppo motorio. I bambini possono correre, saltare, rotolare e sperimentare movimenti che permettono loro di esplorare il proprio corpo e le proprie capacità. Creare percorsi che mettano alla prova l'equilibrio e la coordinazione motoria, come camminare sui tronchi o superare ostacoli, favorisce lo sviluppo delle abilità motorie e l'acquisizione di fiducia nelle proprie capacità. Socialità e Gioco Simbolico L'ambiente aperto offre un contesto ideale per promuovere la socialità e il gioco simbolico tra i bambini. Costruire villaggi, casette, negozi o ospedali permette loro di riprodurre il quotidiano e di diventare attori nelle proprie narrazioni. La creazione di uno spazio, come un semicerchio o un anfiteatro, in cui i bambini possono raccontare storie, ascoltare e produrre musica, favorisce l'interazione sociale e lo sviluppo delle competenze comunicative. Creatività e Atelier all'aperto La natura stessa offre materiali preziosi per stimolare la creatività dei bambini. Attraverso un vero e proprio atelier all'aperto, i bambini possono sperimentare la trasformazione dei materiali naturali e sviluppare la propria espressività artistica. Si possono creare colori utilizzando elementi naturali, realizzare installazioni artistiche su grandi superfici o manipolare oggetti e gesti semplici. L'atelier diventa uno spazio di sperimentazione e di scoperta, stimolando sia la creatività che le abilità cognitive. Avventura e Sfide Fisiche Un aspetto emozionante delle attività all'aperto è la possibilità di mettersi alla prova attraverso esperienze avventurose e sfide fisiche. Creare ambientazioni come una giungla o costruire un'astronave sull'albero consente ai bambini di sperimentare situazioni che richiedono coraggio e rischio. Queste avventure fisiche e psicologiche permettono loro di sviluppare l'abilità di affrontare il pericolo in modo controllato, aumentando la fiducia in se stessi e la consapevolezza delle proprie capacità. Esplorare nuovi ambienti, superare ostacoli e gestire situazioni impreviste favorisce la crescita emotiva e il senso di conquista personale. Conclusioni Le attività psicomotorie svolte all'aperto offrono un'ampia gamma di benefici per lo sviluppo dei bambini. Oltre ad essere un'opportunità per l'esercizio fisico, consentono di favorire la socializzazione, la creatività, l'avventura e l'esplorazione sensoriale. Attraverso queste esperienze, i bambini imparano ad affrontare sfide, a lavorare in gruppo, a gestire le proprie emozioni e a scoprire il mondo che li circonda. Quindi, come genitori, è fondamentale incoraggiare e promuovere il tempo trascorso all'aperto, offrendo loro l'opportunità di vivere esperienze significative e formative che contribuiranno al loro sviluppo globale. Per Conoscere tutti i benefici delle attività outdoor guarda il Video Lucia Cardellino, Psicomotricista

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2 Lug
2023
La resilienza nella natura: "un'opportunità educativa per bambini e adulti"

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La resilienza nella natura: "un'opportunità educativa per bambini e adulti"

La resilienza è una qualità essenziale per affrontare le sfide della vita, e la natura può offrire un ambiente ideale per coltivarla. In questo articolo, esploreremo come l'esperienza nella natura possa favorire lo sviluppo della resilienza nei bambini, nonché offrire agli adulti l'opportunità di rinnovare il proprio approccio educativo. Scopriremo i vantaggi di trascorrere del tempo all'aperto, esplorare con i sensi e abbracciare la complessità della vita, offrendo spunti pratici per creare esperienze significative. L'esperienza nella natura come stimolo per la resilienza La natura offre infinite opportunità per imparare e crescere. Quando i bambini trascorrono del tempo all'aperto, possono sperimentare un apprendimento esperienziale che li porta a sviluppare la resilienza. Attraverso l'osservazione delle forme di vita, la scoperta dei cicli naturali e l'affrontare situazioni impreviste, i bambini imparano ad adattarsi, a risolvere problemi e a gestire le proprie emozioni. Esplorare con i sensi per sviluppare la creatività e l'immaginazione La natura stimola tutti i nostri sensi in modo unico. Toccare la terra, annusare i fiori, ascoltare il canto degli uccelli e osservare il movimento delle nuvole favoriscono la connessione con il mondo naturale e alimentano la creatività e l'immaginazione dei bambini. Questa esperienza multisensoriale apre spazi per la narrazione di storie e l'invenzione di giochi, consentendo ai bambini di esplorare mondi fantastici e di sviluppare le loro capacità creative. Abbracciare la complessità per sperimentare i propri limiti La natura è un ambiente complesso e mutevole, e ciò offre opportunità per sperimentare i propri limiti. Camminare su terreni irregolari, affrontare ostacoli naturali o osservare le interazioni degli esseri viventi insegnano ai bambini che la vita è piena di sfide, ma anche di opportunità di crescita. Superare queste sfide stimola la resilienza, poiché i bambini imparano a sviluppare fiducia nelle proprie capacità e ad adattarsi ai cambiamenti. Ritrovare l'equilibrio e il benessere Trascorrere del tempo nella natura permette di rigenerarsi e ristabilire l'equilibrio. Lontani dagli stimoli digitali e dalla frenesia quotidiana, sia i bambini che gli adulti possono ritrovare la calma e la serenità. Osservare un mandala naturale o semplicemente sdraiarsi sull'erba a guardare il cielo favorisce la riflessione e la consapevolezza di sé. Questi momenti di pausa sono preziosi per rinnovare l'energia e sviluppare una migliore comprensione. Per Conoscere tutti i benefici delle attività outdoor guarda il Video Luisella Piazza, Consulente Pedagogico e formatrice

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30 Mag
2023
Centri estivi a Torino e dintorni: quale scegliere a seconda delle esigenze

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Centri estivi a Torino e dintorni: quale scegliere a seconda delle esigenze

Temi, orari, ambiente… Quali fattori prendere in considerazione per trovare quello giusto L’estate è alle porte e con essa arriva anche il momento di organizzare le attività estive per i bambini e le bambine. Per i genitori che lavorano (ma non solo) trovare un centro estivo adatto alle proprie esigenze (per lo più organizzative) e a quelle dei propri figli può rappresentare una sfida, ma fortunatamente nella zona di Torino e dintorni esistono numerose opzioni che offrono una vasta gamma di attività divertenti e stimolanti, oltre che sicure. Oltre a soddisfare i bisogni dei genitori e dei bambini, i centri estivi sono infatti progettati per offrire un ambiente sicuro e accogliente. Gli operatori e le operatrici sono esperti nell’interagire con i bambini e offrono attività mirate allo sviluppo delle competenze sociali, cognitive e fisiche dei partecipanti. I programmi estivi aiutano quindi le bambine e i bambini a sviluppare nuove amicizie, a imparare nuove cose e a vivere esperienze che li arricchiranno nel corso della loro crescita. Sapere scegliere il giusto centro estivo diventa dunque di vitale importanza, non solo per pianificare al meglio la quotidianità anche quando bimbe e bimbi non sono impegnati a scuola, ma anche perché i centri estivi possono rappresentare un’occasione educativa non indifferente. Ma cosa devono considerare i genitori prima di affidarsi a un centro estivo a Torino? Il tema del centro estivo Uno dei principali fattori da tenere in conto nella scelta di un centro estivo è il tema delle attività proposte. Ogni bambino ha interessi diversi, ogni centro ricreativo estivo si concentra su qualcosa e trovare un programma che si adatti alle passioni può contribuire a rendere l’estate indimenticabile, oltre che educativa. I centri estivi in Torino e dintorni offrono una varietà di temi tra cui scegliere. Per esempio: -    ci sono i centri che focalizzano le proprie attività sulla natura e l’aria aperta; -    quelli a tema sport; -    quelli dedicati all’arte e alla cultura (spesso offerti da musei e istituzioni culturali); -    quelli di potenziamento e apprendimento, per rimettersi in pari se per qualunque motivo si è rimasti indietro oppure per imparare qualcosa di nuovo (come una lingua). Questa vasta scelta permette ai genitori di trovare il centro estivo più adatto ai bisogni e agli interessi dei loro figli. Per quanto riguarda invece le esigenze della famiglia, gli aspetti da considerare sono altri. Gli orari del centro estivo La flessibilità degli orari è particolarmente importante quando entrambi i genitori lavorano e quando non si hanno a disposizione persone che si occupano nei bambini nelle finestre scoperte. Molti genitori lavorano a tempo pieno e hanno bisogno di un centro estivo che possa adattarsi al loro programma quotidiano. In risposta a questa esigenza, molti centri estivi torinesi offrono orari flessibili, consentendo ai genitori di lasciare i propri figli al mattino e di ritirarli nel pomeriggio, in modo da conciliare al meglio gli impegni lavorativi con le esigenze dei bambini. Il luogo La questione del luogo è un altro fattore da tenere in considerazione nella scelta di un centro estivo. Alcuni genitori preferiscono un centro estivo all’aperto, dove i bambini possano godere del sole e della natura, partecipando a escursioni, giochi all'aria aperta e attività sportive. Altri, invece, preferiscono un centro estivo al chiuso; qui bimbi e bimbe possono sviluppare le loro abilità artistiche, partecipare a laboratori creativi e a attività culturali. La scelta del luogo dipende quindi semplicemente da un fattore preferenziale. La preparazione del personale L’esperienza del centro estivo può essere un’esperienza molto importante: frequentare dei coetanei in un ambiente nel quale il fulcro dell’organizzazione quotidiana non è più la prestazione scolastica, può far mettere in campo (letteralmente!) nuove abilità e talenti. Soprattutto i bambini più fisici, che a scuola possono essere un po’ penalizzati, finalmente possono esprimere appieno e far risaltare le loro potenzialità. Per fare tutto ciò è importante che il personale educativo sia formato e coordinato.

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21 Mag
2023
Sintomi da ultimi giorni di scuola

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Sintomi da ultimi giorni di scuola

“Sintomi da fine anno scolastico’’ Potrebbero i sintomi di fine anno scolastico essere una richiesta di aiuto da parte dei nostri bambini e ragazzi? Ne parliamo in questa intervista con Maria Gabriella Bardelli e Andrea Leone.  Cari Maria Gabriella e Andrea vi abbiamo chiesto un’intervista perché siamo venuti a conoscenza del vostro webinar ‘’sintomi da fine anno scolastico’’ previsto per il 23 maggio.  Occupandoci di studenti di tutte le età ci preme far conoscere il vostro punto di vista ai genitori che ci leggono.  Potete presentarvi brevemente? Intanto siamo un papà e una mamma: il nostro primo lavoro è quello della famiglia! Siamo marito e moglie (“consorti” condividiamo una stessa sorte, amava dire Terzani) da quasi 30 anni e genitori di un ragazzo di 16 anni e un ragazzino di 11. Abbiamo fondato ufficialmente “ascolto biologico” 10 anni fa (il 27 maggio celebriamo questo anniversario all’OPENDAY…) quando abbiamo deciso che era arrivato il momento di mettere insieme quello che avevamo compreso circa la relazione mente-corpo emozioni/sintomi. Un percorso iniziato sulle Ande del Venezuela dove abbiamo vissuto per 5 anni. Un lungo cammino di ricerca, studio, sperimentazioni su di noi e molte molte domande ci hanno condotti a scoprire, poi tornati in Italia nel 2004, inizialmente la Metamedicina (di cui Maria Gabriella è diventata la prima animatrice in italia) e poi alcuni anni dopo le 5 leggi biologiche del dr. Hamer, una tappa cruciale questa per il nostro lavoro specifico di ascolto dei sintomi.  Quindi da questa prima integrazione di ascolto dei sintomi-5leggi biologiche che raccontammo nel 2012 nel libro La guarigione è dei pazienti (ora ripubblicato in seconda edizione) si è sviluppato il METODO ENIA. Nella vostra presentazione parlate di ‘’sintomi da fine anno’’.   Quali sono questi sintomi, come si manifestano?  I bambini, i ragazzi manifestano sintomi tutto l’anno ma la fine di un ciclo scolastico rappresenta un momento in cui arriva tutta la stanchezza di un anno di studio e allo stesso tempo c’è la pressione delle ultime interrogazioni e prove scritte che per qualcuno possono determinanti per essere promossi o rimandati/bocciati. Questo vale anche per chi fa istruzione parentale perché arriva l’esame finale di idoneità. I sintomi che riteniamo più comuni possono essere: stanchezza/spossatezza, mal di testa, mal di pancia, ansia, toss, raffreddore, stress, sonno disturbato, mal di schiena (dolori osteoarticolari) Per esempio:  La stanchezza si manifesta con mancanza di energia, spossatezza, difficoltà a concentrarsi, sonno, fatica a svegliarsi al mattino; Mal di pancia: si manifesta con crampi e dolori all’addome, diarrea, mal di stomaco e acidità; Tosse: in particolare sintomi come la tosse abbaiante con difficoltà nell’inspirazione; Raffreddore: naso che cola continuamente con liquido chiaro (rinite). Quali sono secondo voi le cause? Qui è un punto molto interessante per noi, i sintomi sono un libro aperto della causa che sta alla base di un sintomo. Il presupposto è la visione che il Bambino non è solo un corpo ma un tutt’uno, un organismo meraviglioso in cui corpo, emozioni e cervello sono intimamente connessi.  In pratica significa entrare in un mondo in cui ad avere un ruolo non saranno più solo i fattori esterni ambientali come il freddo e l’alimentazione ma anche e soprattutto i pensieri e le emozioni di cui si nutre. Quindi in generale possiamo ricercare la causa in quello che vivono o meglio nel COME lo vivono e il tipo di sintomo indica un “sentito” specifico.  Durante il webinar vedremo questa correlazione più precisa tra un mal di testa e la sensazione di non sentirsi capace come gli altri compagni, di non sentirsi all’altezza, di non riuscire a capire cosa viene chiesto a scuola, di aver paura di deludere le aspettative dei genitori… Saper ascoltare ogni sfumatura del COME, in modo unico e irripetibile, tuo figlio sta vivendo una certa situazione è una abilità che si può apprendere e che il corpo dei nostri figli ci può insegnare giorno per giorno. Il webinar che avete pianificato per martedì 23 maggio a chi è rivolto?  Prima di tutto ai genitori con figli nella primaria e secondaria di primo e secondo grado. Poi agli insegnanti e tutti coloro che lavorano nella relazione di aiuto con bambini e adolescenti. E perché no anche ai nonni! Purché siano aperti a una visione “organicistica” olistica (e non riduzionistica) secondo cui non siamo solo corpo. Siamo organismi formati da un tutt’uno di mente, corpo ed emozioni così come la scienza ci viene dimostrando sempre più chiaramente in questi ultimi decenni. Come è nata l’idea di questo confronto attraverso un webinar? Come genitori vorremmo poter condividere queste informazioni affinché sempre più genitori ne possano fare tesoro. Poter far esperienza che quel che tuo figlio non sa dirti a parole, te lo sa dire con precisione il suo corpo attraverso i sintomi. Quindi che tuo figlio sia “malato” non è un problema in più ma una grande opportunità di conoscenza di ciò che sta vivendo, di comunicazione con lui e di risposta a una sua richiesta di aiuto per rispondere alla quale sarebbe auspicabile vedere, tra l’altro, cooperanti genitori e insegnanti. Avete già affrontato in passato questo tema con le famiglie?  Se “SI” quali sono le esperienze più comuni?  Da anni lavoriamo sull’ascolto dei sintomi dei figli attraverso percorsi, seminari rivolti a quei genitori che vogliono mettersi in ascolto… Mettersi in ascolto ti permette di toccare con mano la verità di un altro modo di vedere la “malattia” e uscire dall’ ipnosi che tutto dipende da una causa esterna. Se il bambino non riesce a chiedere aiuto e trovare una soluzione allora il suo corpo troverà il modo di esprimerlo. E se attorno a sé trova adulti in ascolto si sentirà accolto nelle sue difficoltà. Quali sono le domande più frequenti ricevute dai genitori in passato? Cosa ci sta dicendo nostro figlio con questo/a…. • Mal di pancia  • Diarrea • Tosse (Laringospasmo) • Ansia • Raffreddore • Stanchezza • Crampi addominali • Gastrite • Disturbi del sonno • Male alla schiena (cervicali e lombari) Mio figlio è spesso a casa malato, siamo sfiniti non sappiamo come fare, lavoriamo, non ci sono i nonni.   Da tempo ha mal di testa e siamo preoccupati. Ha la rinite di origine allergica ma abbiamo il dubbio che non sia solo legata alla alimentazione come ci è stato spiegato. Ha sempre la tosse e per quanto lo stiamo curando non si risolve Il corpo degli studenti ci racconta come stanno vivendo: i genitori possono fare un pezzo ma se l’origine del sintomo è una situazione che vive a scuola la collaborazione con gli insegnati diventa fenomenale. Perché un genitore non dovrebbe perdere l’occasione di partecipare al vostro incontro?  È una opportunità per cominciare a scoprire che il figlio attraverso un sintomo sta facendo una richiesta di aiuto e trovare un modo per aiutarlo (spesso è cruciale la collaborazione degli insegnanti). E questo li può aiutare a stare bene anche fisicamente e quello che sembrava un problema è in realtà viene vissuto come una meravigliosa opportunità. Come si svolgerà il webinar nel concreto? Darete consigli pratici ai genitori? Sarà possibile fare domande? Ci sarà una parte introduttiva più teorica con esempi pratici e daremo anche chiavi di ascolto. Ci sarà poi occasione di fare domande. Potreste dare un solo consiglio o una frase illuminante rivolta ai genitori e utile ad aiutare i bambini in questo periodo?  I sintomi dei vostri figli possono aiutarvi a conoscerli e a trovare una risposta ai loro bisogni. Imparare ad ascoltarli è una opportunità meravigliosa a portata di mano. Come si può partecipare al webinar? Basta registrarsi seguendo il seguente LINK Vi aspettiamo! Antonella Giostra

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20 Mag
2023
Gioco libero all’aperto: perché è importante?

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Gioco libero all’aperto: perché è importante?

Tutti noi abbiamo giocato all’aperto da piccoli. In montagna, in campagna, al mare, in cortile oppure al parco in città, ogni occasione era buona per sentirci un po’ più liberi, grazie anche al contatto con la natura. Giocare all’aperto è così importante che nel 2022 la Regione Piemonte ha deciso di istituire la Giornata del gioco libero all’aperto che quest’anno si svolgerà sabato 27 maggio 2023.  L’obiettivo della giornata è quello di di sensibilizzare le famiglie sull’importanza delle attività che prevedono il gioco libero per strada, ai giardini e in tutti i luoghi aperti con la speranza di invertire la tendenza che vede sempre più bambini giocare in casa e nei luoghi chiusi.  Portare i bambini alla semplicità del gioco libero è fonte di benessere poiché stimola alla socialità e alla creatività oltre ad essere benefico per la salute. Perché è così importante il gioco libero all’aperto? I benefici del gioco all'aperto sono tantissimi e riguardano lo sviluppo fisico e psicologico dei bambini. Giocare a contatto con la natura, con i suoi profumi e i suoi suoni, favorisce la dilatazione del tempo, il rilassamento e la riduzione dello stress causato dai ritmi frenetici della città e dal lungo tempo passato in ambienti chiusi.  Tutte le attività che si possono fare all’aperto come camminare, correre o saltare, aiutano a sviluppare la coordinazione motoria, la resistenza fisica e favoriscono uno stile di vita sano e attivo. Inoltre si può esplorare, curiosare, stimolare la fantasia e sviluppare la percezione olfattiva, tattile, visiva e uditiva.  Spesso i pomeriggi dei nostri bambini sono arricchiti di attività strutturate importanti per il loro sviluppo come attività sportive e artistiche, tuttavia, occorrerebbe assicurare ai bambini anche la possibilità di giocare "liberamente" per favorire lo sviluppo naturale di autonomie e creatività. Che tipo di libertà offre il gioco libero? Facciamo alcuni esempi: - inventare giochi usando la fantasia e l’immaginazione; - muoversi in spazi più ampi e scaricare l’energia; - socializzare con altri bambini, imparando a collaborare e a gestire l’interazione con gli altri. Quanto spazio viene dato al gioco libero all’aperto nelle scuole? Non c’è una risposta unica per tutte le scuole perché la durata dell’intervallo e le attività che si possono svolgere sono definite autonomamente dai singoli istituti. Gli spazi esterni possono essere molto diversi per dimensione e per la presenza o meno di aree verdi; l’utilizzo può variare notevolmente in base alla numerosità delle classi e alla gestione che viene consentita dagli insegnanti. Secondo un interessante articolo della Dott.ssa Francesca Caprino, i regolamenti scolastici, al fine di prevenire incidenti, hanno molte restrizioni per l’uso delle aree esterne. Si parla di una vera e propria “cultura della paura” tipica della società occidentale, ovvero un forte senso di protezione del bambino da qualsiasi tipo di rischio. Questa paura limita notevolmente la possibilità di azione e sperimentazione che è fondamentale per la crescita e il benessere di tutti i bambini.  Si possono fare giochi inclusivi all’aperto? Il gioco all'aperto può anche essere inclusivo? Assolutamente sì, sia nei contesti scolastici sia in quelli extrascolastici! Per favorire l’inclusione e permettere a TUTTI i bambini di poter giocare insieme e divertirsi in sicurezza, stanno nascendo dei parchi giochi inclusivi che possono essere utilizzati in autonomia anche da bambini con disabilità motorie, sensoriali e cognitive. La progettazione architettonica si adegua all’evoluzione della società che, cogliendo esigenze diverse, permette di ampliare l’idea di utilizzo degli spazi con una visione inclusiva (per tutti) e non più esclusiva (solo per alcuni).  Un’area gioco inclusiva stimola le abilità di ognuno, permettendo un ambiente accessibile in cui ogni bambino possa trovare la sua modalità di gioco. Realizzare parchi gioco inclusivi oggi è possibile grazie alla partecipazione attiva di alcune aziende produttrici. Le immagini che seguono mostrano alcuni esempi di parchi giochi inclusivi che sono progettati per rendere gli spazi più accessibili e utilizzabili da bambini con esigenze differenti. https://legnolandia.com/parchi-gioco/parchi-giochi-inclusivi https://toffoligiochi.com/parco-giochi-inclusivo/ Conclusione Il gioco libero all'aperto riveste una fonte di benessere molto importante per la crescita sana di bambini e bambine poiché permette loro di sperimentare libertà di relazione, movimento e pensiero. Per permettere che scendere per strada o in cortile a giocare con gli amici torni ad essere prassi comune occorre che famiglie, scuole, aziende e istituzioni continuino a lavorare insieme. Dott.ssa Valentina Ortu Psicologa

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8 Mar
2023
Come prevenire la violenza di genere: il progetto Attente al Lupo

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Come prevenire la violenza di genere: il progetto Attente al Lupo

Intervista a Silvia Spinelli: fondatrice del progetto Attente al Lupo Dopo i successi in molte città italiane torna a Torino il 25 marzo l'innovativo format nato per contrastare la violenza di genere. Di seguito vi riportiamo l'intervista a Silvia Spinelli che Con Bruno Garbi ha immaginato e creato il Workshop Attente al Lupo. Ciao Silvia possiamo chiederti una breve presentazione ? Siamo Silvia Spinelli, psicoterapeuta e formatrice, e Bruno Garbi, formatore civile e militare e insegnante di difesa personale. Siamo una coppia nella vita e in una parte del nostro lavoro, e dalla complementarietà delle nostre esperienze è nato il progetto ‘Attente al lupo®” A chi si rivolge il progetto Attente al Lupo ? Il progetto si rivolge a donne e ragazze dai 12 ai 99 anni. Il progetto è declinato al femminile perché statisticamente la violenza di genere riguarda soprattutto le donne, ma il workshop è aperto anche ai maschi: ai papà, ai fratelli, o a qualsiasi ragazzo che voglia acquisire elementi di autoprotezione per sé o interessarsi ad un cambio di cultura e mentalità rispetto a questi temi. Come si svolge il workshop?  Durante la mattinata, attraverso la favola di Cappuccetto Rosso, condurremo le partecipanti in un ‘bosco virtuale’ pieno di pericoli, dal quale usciranno con molte competenze in più e un maggior senso di sicurezza personale. Faremo tutto questo tramite momenti di gioco, discussione di gruppo, visione di filmati e diapositive, giochi su attenzione, reazione e proattività, e semplici esercizi fisici adatti a chiunque. L’obiettivo del workshop è la conoscenza di norme basilari, e molto pratiche, di sicurezza personale, e l’integrazione con aspetti psicologici come l'individuazione di segnali non verbali di pericolo, come riconoscere "il lupo"; come riconoscere le relazioni disfunzionali. Come è nata l'idea? L’idea è nata nel 2017 per rispondere a una call del Festival della Psicologia, che incentivava i ‘crossover’ tra professionalità diverse. Spesso come coppia io e Bruno ci trovavamo a commentare quanto la parte dell’uno fosse indispensabile all’altra: non ci può essere vera difesa se non si conoscono alcuni meccanismi psicologici della violenza, e, al contrario, conoscere i meccanismi senza imparare norme basilari di auto-protezione non è sufficiente. E così abbiamo inventato il workshop Attente al Lupo. Visto l’interesse per il progetto, abbiamo in seguito strutturato il metodo e registrato il marchio. Quante edizioni avete già svolto e dove? Ormai le edizioni svolte sono innumerevoli. Abbiamo partecipato al Festival della Psicologia ma anche a Educa, il Festival dell’educazione. Abbiamo svolto il workshop in istituti comprensivi, associazioni di categoria (es psicologhe, assistenti sociali, donne medico), e in aziende, associazioni sportive o centri antiviolenza. Abbiamo girato l’Italia! Treviso, Venezia, Milano, Acqui Terme, Recanati, Pomezia, sono solo alcune delle città toccate dal nostro progetto. Quali sono le domande più frequenti di chi ha partecipato ? Spesso ci chiedono quale sia il modo più sicuro di entrare/uscire da casa/garage/ascensore, o dove sia più sicuro posizionarsi quando ci si trova alla fermata del tram/treno/metro. Ci chiedono anche come fare, in caso di rientro notturno dal lavoro o da un’uscita, a minimizzare il rischio di aggressioni o scippi. Grande classico è la domanda sull’utilità dello spray al peperoncino, sulla quale Bruno ha molto da dire… A me invece fanno domande sui ‘sintomi’ di relazioni non sane, amorose o amicali, per se stesse o perché osservano meccanismi poco chiari in amiche o familiari. Cosa avete imparato nel tempo?  A lasciare più spazio alle partecipanti, dalle quali sorgono sempre spunti di riflessione ai quali agganciare i nostri contenuti, non necessariamente seguendo un ordine rigido. Abbiamo inoltre compreso che i volti delle partecipanti sono sempre diversi, ma le reazioni di stupore di fronte allo scoprire per la prima volta come tendiamo a reagire in alcune situazioni, è universale. Ci siamo infine convinti che il gioco sia l’arma vincente, perché alleggerisce un tema importante senza banalizzarlo, e aiuta a fissare i concetti. Quali sono i feedback ricevuti ? I feedback che raccogliamo dopo ogni incontro ci emozionano molto perché non si focalizzano solo sull’essersi divertite e aver imparato cose interessanti, ma ci viene fatto presente che il workshop ha modificato alcune abitudini e creato buone pratiche "reali" di autoprotezione. Per noi questo riscontro pratico nell’immediato, è un grande successo. Prossimi appuntamenti e sviluppi? Questa settimana finiremo un ciclo di 3 3 incontri per il Comune di Milano, in partnership con Attenta e Sicura; Saremo ancora per 5 incontri a Rivoli, in collaborazione con l’Associazione Womanly; Il 25 Marzo a Torino, data unica, faremo il nostro workshop presso il centro sportivo Ruffini Quest’estate ci aspettano a Umbertide e addirittura in Calabria, e a settembre grandissime novità, ma non posso spoilerarle! Come partecipare al workshop previsto a Torino? Per esperienza i posti andranno in sold out molto velocemente e si raccomanda agli interessati di prenotate in fretta e non oltre il 23 marzo. Costo € 30 per adulti, € 15 minorenni, € 10 se porti più minorenni. Per informazioni e iscrizioni scrivere un messaggio WhatApp al nr 345 1834124 Visitare il sito www.attenteallupo.it

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29 Gen
2023
Servizio Civile nelle Scuole

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Servizio Civile nelle Scuole

Il Servizio Civile nelle Scuole Tra le proposte che il territorio di Torino offre ai ragazzi che intendono svolgere un anno di servizio civile vi sono quelle di due scuole parentali: Scuoletta Montessori di Orbassano e La Vita al Centro. Abbiamo chiesto a Mara Parisi, Presidente dell'associazione Scuoletta Montessori, che tipo di esperienza offriranno le scuole parentali ai ragazzi che parteciperanno al loro progetto. Cosa Vuol dire Servizio Civile per Mara Parisi Per descrivere cos’è il servizio civile potremmo utilizzare una delle tante descrizioni che si trovano sui siti internet vari portali come ad esempio:  “Il Servizio Civile è una forma di cittadinanza attiva riservata a giovani tra i 18 e i 28 anni che propone azioni di solidarietà, inclusione sociale, tutela del patrimonio culturale e ambientale. Obiettivo del Servizio civile è accompagnare i candidati in un percorso importante di crescita personale e professionale, offrendo esperienze in grado di rafforzare la loro autonomia e il grado di partecipazione alla comunità.” Ma mentre scrivo queste parole mi rendo conto di quanto poco esprimano il valore di questa esperienza; quindi ricomincio la mia ricerca nella speranza di trovare qualche informazione che mi soddisfi, finché non mi rendo conto che non c’è nulla di meglio delle impressioni di che ha vissuto sulla propria pelle questa opportunità. Tra le tante testimonianze che trovo qualcuno dice: “Il servizio civile racchiude il senso del mio studio e della mia aspirazione: quella di contribuire attraverso la cultura, l’arte e costruire una cittadinanza consapevole, sensibile e inclusiva.”, qualcun altro invece: ”Per me il servizio civile è un’occasione per apprendere nuove competenze, per sperimentarmi in nuovi contesti e per essere di aiuto a chi ne ha bisogno. È un percorso di crescita ed arricchimento individuale, che offre importanti punti da estendere alla vita quotidiana. È un viaggio all’interno delle relazioni, non solo professionali, ma di quelle che riescono a scaldarti il cuore e a motivare le tue giornate.”. Ed ancora: “É un’occasione per migliorare me stesso e il mondo che mi circonda; andare oltre le apparenze e le culture; fare cittadinanza attiva.” L'Associazione culturale Scuoletta Montessori ospiterà da Maggio 2023 per 12 mesi undici risorse che, all’interno di un progetto di prevenzione e contrasto al disagio scolastico, vogliano cogliere un’opportunità di formazione e crescita professionale. L’impegno settimanale sarà di 25 ore con un rimborso previsto di circa 450 Euro. Cos’è l'Associazione culturale Scuoletta Montessori? E perché scegliere questa realtà? Scuoletta Montessori è un’associazione nata nel 2017 che si occupa di percorsi educativi ispirati al metodo Montessori e all’Outdoor Education; per conoscerci puoi navigare sul sito https://www.scuolettamontessori.it All’interno della nostra struttura e del nostro parco, alle porte di Torino, ospitiamo bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni e quello che offriamo è la possibilità di fare un’esperienza sul campo che cambierà la vostra prospettiva di ambiente educativo! Chi è interessato a candidarsi può inviare la propria candidatura entro e non oltre il 10 febbraio alle ore 14,00 dalla piattaforma Online dedicata al Servizio Civile Universale presente sul sito www.volontariatotorino.it. Per Informazioni più dettagliate collegarsi al sito del progetto Contatti Scuoletta Montessori: amministrazione@scuolettamontessori.it La Rete della Vita al Centro: eventi.vitaalcentro@gmail.com Telefono 011 0269835

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15 Gen
2023
La quotidianità senza stress, è possibile?

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La quotidianità senza stress, è possibile?

Noi genitori, per eccellenza, siamo i veri maestri della cura. Ogni giorno, dal giorno zero, destiniamo energie e gesti ai nostri figli. Prepariamo il nido, accogliamo, nutriamo, teniamo in braccio, culliamo, rassettiamo, cantiamo, cambiamo il pannolino, cuciniamo, raccontiamo storie, osserviamo, diamo carezze, sorridiamo, ascoltiamo, bisbigliamo, accompagniamo a scuola, gesticoliamo, accompagniamo al sonno, prendiamo per mano, coltiviamo interessi e inclinazioni, cuciniamo, stimoliamo, cogliamo gesti ed espressioni, abbracciamo.   Una miriade di piccoli e grandi gesti che richiedono tempo, attenzione e pazienza. Quel tempo che sembra scivolare via troppo velocemente e non basta mai, quell’attenzione che, a fine giornata, è ormai sfiorita, quella pazienza che la troppa stanchezza rende sottile e debole. Quel tempo, quell’attenzione e quella pazienza che un genitore non mette in campo quotidianamente solo per la cura dei figli ma anche per la gestione degli impegni, del lavoro, delle scadenze, della casa, dei conti da far quadrare, delle relazioni con altri adulti. Un groviglio di pensieri, emozioni e azioni ai quali si vanno ad aggiungere gli imprevisti, il traffico, le dimenticanze. La cura portata avanti nel quotidiano è faticosa, quando i bambini sono molto piccoli è totalizzante. I ritmi sono costantemente scanditi, dal mattino sino a sera al rientro a casa, il quotidiano diventa ripetitivo e un po’ noioso per noi adulti.  Il tentativo, e la necessità, di far stare i mille doveri nel tempo limitato della giornata porta noi genitori a credere che l’unico modo per “riuscire nella missione quotidiana” sia correre, accelerare, spingere, rincorrere, affrettarsi, muoversi e agire sempre più velocemente. Quali sono gli effetti della Velocità? La velocità ha un impatto su di noi a tutti i livelli, da quello più visibile a quello più invisibile. Questo impatto prende più comunemente il nome di Stress. Sul piano mentale, lo stress genera un vortice interminabile di pensieri caotici che si sovrappongono tra loro, un vortice che rende sempre più difficile e faticoso trovare la chiarezza, il focus e la concentrazione di cui abbiamo bisogno. Sotto la pressione dello stress, la memoria si indebolisce, si dimenticano impegni o li si ricorda in ritardo, andando così a generare nuovo stress, nuova velocità, maggiore confusione. Sul piano emotivo, lo stress mette a dura prova la resistenza del nostro cuore, l’ansia e la frustrazione accelerano i battiti, la pressione sanguigna aumenta e il corpo viene inondato da una cascata di ormoni e sostanze, come adrenalina e cortisolo, che impiegano pochi istanti ad essere rilasciati ma che rimangono nel nostro corpo per ore e in quantità oltre i livelli di soglia.  Sul piano comportamentale e relazionale, lo stress ci toglie la pazienza e ci restituisce nervosismo, non solo con i figli ma anche con il partner. Finiamo così col mettere in campo reazioni impulsive e automatiche, parole che fuoriescono nella fretta con toni e modalità che non curano le relazioni e l'ambiente familiare, li fanno ammalare.  Sul piano fisico, lo stress toglie forza, resistenza, vitalità e la capacità di svolgere a fine giornata semplici azioni di cura in maniera fluida, rendendole meccaniche, forzate ed estremamente faticose. Lo stress ci priva della possibilità di vedere la bellezza di cui è ancora ricco il nostro quotidiano, della voglia di uscire e frequentare un corso, di coltivare gesti di cura verso noi stessi. E se alla Velocità sostituissimo la Lentezza e la Calma? Contrariamente a ciò che normalmente viviamo, i nostri figli ci insegnano che sono i ritmi lenti, i tempi scanditi e vissuti con senso e presenza a donare serenità. I figli, a modo loro, ci mostrano come vivere bene: muovere il corpo, riposare, nutrirci bene, dare tempo al gioco e alla creatività, tempo da dedicare gli affetti, godere della vita.  Come si mettono in pratica i suggerimenti che, in maniera naturale e inconscia, i nostri figli cercano di trasmetterci quotidianamente?  Molti disturbi dell'attenzione hanno origine o aumentano quando la gestione del quotidiano è caotica, frettolosa, senza cura e accompagnamento dei bambini nei piccoli gesti di accudimento quotidiano. Al mattino, i nostri bambini sanno che c’è un tempo per la colazione, per lavarsi, per prepararsi e iniziare la giornata fuori casa? Al rientro a casa la sera, sanno dove trovare o riporre i loro indumenti, hanno autonomia nel compiere questi gesti?   I gesti che compiamo davanti ai nostri figli, sono attenti?  Sappiamo cosa stiamo facendo mentre prepariamo la cena e ascoltiamo il loro racconto della giornata? Il tempo del riposo, l’accompagnamento al sonno, come si svolge?  La cura del quotidiano è una sfida, ci chiede presenza nel nostro agire, ci chiede di essere totalmente dentro ciò che stiamo facendo, ci chiede di invertire alla velocità la lentezza. Per poter trasferire calma e cura ai nostri bambini, noi genitori abbiamo bisogno di punti fermi, di momenti di ancoraggio che ci permettano di fermare il vortice di pensieri e azioni distratte, ripetitive e veloci e di fluire attraverso la giornata avendo la possibilità di viverla con maggiore serenità. Quali sono questi punti di ancoraggio? Come metterli in pratica nella vita di tutti i giorni? Come bloccare l’impatto dello stress e sperimentare un nuovo modo di vivere lo stesso quotidiano con una prospettiva differente? Come fare? Luisella Piazza, Consulente Pedagogica e Formatrice, e Valentina Bruzzese, Mentore Certificato HeartMath® per la Costruzione della Resilienza Personale, desiderano spiegarlo e insegnarlo attraverso l’incontro “Un Quotidiano senza Stress – Incontro per Genitori Resilienti”. Venerdì 10 Febbraio 2023 terranno un incontro in presenza dedicato ai genitori, con l'obiettivo di aiutarli a vedere, trovare e coltivare momenti di ancoraggio all'interno delle loro giornate. L'intento è di offrire ai genitori non solo parole ma strumenti pratici da utilizzare per vivere con maggiore serenità il loro quotidiano. Trovi i contenuti dell’incontro e i dettagli per la partecipazione a questo link Scarica qui il PDF con i dettagli e i contenuti dell'incontro. Per informazioni puoi scrivere a: Valentina Bruzzese: valentina@germogliluminosi.it Luisella Piazza: luisella@germogliluminosi.it

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2 Mag
2022
Educare alla Musica: come scegliere la scuola giusta

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Educare alla Musica: come scegliere la scuola giusta

La musica riveste un ruolo fondamentale nella crescita del bambino. Negli ultimi anni, diversi ricercatori hanno rivelato come nel bambino molto piccolo, siano innate numerose capacità che vanno coltivate, in modo che si trasformino in talento. Come per tutte le abilità innate, il segreto dello sviluppo risiede a livello neuronale nel cervello e una corretta stimolazione sarà alla base della formazione dell’orecchio interno del bambino, del sentire e pensare in musica. Nello stesso modo in cui il bambino impara la lingua materna, semplicemente ricevendo stimoli e sollecitazioni dal mondo esterno, egli sarà in grado di interiorizzare ed elaborare il linguaggio musicale. Più l’ascolto sarà costante e ricco di spunti, maggiore saranno le competenze che svilupperà. E’ quanto stabilisce il noto ricercatore Edwin Gordon, autore di una ricca letteratura dedicata alla prima infanzia e alla musica. L’educazione precoce alla musica sarà determinante per lo sviluppo cognitivo mediante l’ascolto, che Gordon definisce Audiation; in cui è concentrato il processo formativo del pensiero e del linguaggio musicale. Dunque è proprio nei primi mesi di vita che il bambino sviluppa le capacità cognitive. In questo periodo, si affinano e si strutturano le connessioni neuronali multiple e le reti che favoriscono lo sviluppo di molteplicità abilità, compresa quella musicale. Oltre al ricercatore Edwin E. Gordon, vi sono molti studiosi che hanno avvalorato l’importanza di iniziare ad avvicinare alla musica il bebè. Musica al nido, quando iniziare? Educare alla musica vuole anche dire educare ad ascoltare. La musica è strettamente legata alle abilità sociali, alla sfera emozionale. Ecco dunque che l’insegnamento della musica ha la finalità di formare esseri umani capaci di relazionarsi e apprendere un linguaggio universale che si collega con diverse discipline e favorisce il benessere. E’ importante che i genitori siano informati e vengano aiutati ad orientarsi sull’offerta didattica musicale che oggi è più che mai presente all’interno nelle scuole, già a partire dal nido. E’ possibile educare già durante i primi mesi di vita i lattanti che vengono immersi in un contesto sonoro ricco e rispettoso delle tappe evolutive. Si può accompagnare il proprio bambino in questo viaggio affascinante in cui anche il genitore partecipa attivamente durante l’ora di musica. Se la prima guida informale è la voce materna che con il suo carico amorevole, canta, culla, accarezza, gli educatori e dunque anche i musicisti che hanno scelto di approfondire la didattica della musica, spesso formati professionalmente su alcune metodologie innovative, hanno il compito delicato di contribuire all’educazione musicale dei piccoli allievi. Come scegliere la Scuola Giusta? Sono diversi gli asilo nido che propongono la musica ai bambini molto piccoli con progetti e percorsi rivolti alle fasce d’età dai zero ai trentasei mesi. In alcuni casi si tratta di luoghi pensati per favorire la pedagogia musicale e in altri, vi è una collaborazione continuativa con docenti esterni. E’ fondamentale comprendere quali sono le scuole di pensiero più conosciute. La Music Learnig Theory di Edwin E. Gordon (MLT) è sicuramente molto apprezzata e all’interno della scuola vi sono musicisti specializzati sul metodo che hanno avviato in Piemonte diverse realtà. Tra queste realtà si colloca il nido della musica, a Torino, e altri nidi con proposte qualitative e formative di eccellenza. Fare musica equivale a rafforzare le competenze neuromotorie, allo sviluppo dell’orecchio interno, alle capacità espressive attraverso l’uso corretto del primo strumento che tutti hanno a disposizione: la voce ed il canto. L’insegnamento della musica parte dall’assunto che prima della teoria vi sia la pratica. Questo concetto è parte del percorso formativo dell’associazione “ Intenzioni Sonore” che adotta il Metodo Yamaha. Sicuramente il compito delicato dell’insegnamento musicale è frutto di ampi studi che si ricollegano alla psicologia e alla pedagogia. La moderna didattica musicale è frutto delle conoscenze dei grandi musicisti, quali Zoltan Kodaly, Karl Orff, Delcroze, Edgard Willems. Un metodo degno di nota e nato in Italia è quello proposto da Fulvio Rusticucci che, avendo a cuore l’insegnamento dei più piccoli già durante la prima infanzia, mette il bambino al centro del percorso educativo. Ethel Onnis, Educatrice scuola di Infanzia e Musicista

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