Il Blog di Che Scuola?!

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8 Giu
2026
Cambiare Scuola Superiore Dopo il Primo Anno: lo “Scivolo” Esiste Davvero e Può Aiutarti a Ripartire

Orientamento e Open Day 13-18 anni

Cambiare Scuola Superiore Dopo il Primo Anno: lo “Scivolo” Esiste Davvero e Può Aiutarti a Ripartire

Hai Scelto la Scuola Superiore Che Non Fa per Te? Non Sei l'Unico Succede più spesso di quanto si pensi. Dopo mesi di lezioni, verifiche e nuove materie, alcuni studenti arrivano alla fine del primo anno delle superiori con una consapevolezza importante: quella scuola non è la strada giusta per loro. Magari il piano di studi non corrisponde alle aspettative, le materie non suscitano interesse oppure, semplicemente, ci si rende conto che un altro indirizzo sarebbe stato più adatto alle proprie attitudini e ai propri obiettivi. La buona notizia è che non bisogna sentirsi bloccati. Esiste la possibilità di cambiare percorso scolastico e ricominciare con maggiore consapevolezza. Lo “Scivolo” Scolastico Può Fare la Differenza Pochi studenti e genitori ne sono a conoscenza, ma esiste una normativa che favorisce il passaggio tra diversi indirizzi di scuola superiore, soprattutto nei primi anni del percorso. Questa possibilità viene spesso chiamata informalmente "scivolo scolastico": uno strumento pensato per facilitare il riorientamento degli studenti e ridurre il rischio di dispersione scolastica. L'obiettivo è semplice: permettere ai ragazzi di correggere una scelta che non si è rivelata adatta, senza vivere il cambiamento come un fallimento. Corsi Passerella e Scivolo Scolastico: Qual è la Differenza? Quando si parla di cambio di scuola superiore, spesso si sente nominare lo "scivolo scolastico". In realtà, questo termine viene utilizzato per indicare la possibilità di passare da un indirizzo di studi a un altro senza dover necessariamente perdere un anno scolastico. Molti conoscono il termine "scivolo scolastico", ma pochi sanno che il vero strumento previsto dalla normativa sono i cosiddetti "corsi passerella": percorsi di riallineamento che aiutano gli studenti a passare da un indirizzo all'altro recuperando eventuali materie non affrontate nel percorso precedente. L'obiettivo non è mettere ostacoli al cambiamento, ma accompagnare i ragazzi verso una scelta più consapevole e coerente con le loro attitudini. Alcune scuole organizzano attività di supporto, percorsi di recupero o prove integrative che consentono allo studente di inserirsi nel nuovo indirizzo con maggiore serenità. Lo scivolo rappresenta la possibilità di cambiare direzione, mentre i corsi passerella possono rendere concreto e sostenibile il cambiamento. Cambiare Scuola Superiore da un Anno all'Altro è Possibile Sì, nella maggior parte dei casi è possibile. Le modalità, però, possono variare da istituto a istituto. Alcune scuole richiedono il superamento di esami integrativi sulle materie non presenti nel percorso di provenienza. Solitamente questi esami vengono organizzati nello stesso periodo delle prove di recupero, tra agosto e settembre. Altre scuole, invece, applicano in modo più flessibile le indicazioni ministeriali e favoriscono il passaggio senza particolari ostacoli, soprattutto quando il cambiamento avviene tra indirizzi compatibili. Per questo motivo è sempre importante informarsi direttamente presso la segreteria dell'istituto di destinazione. Esami Integrativi: Quando sono Necessari? Gli esami integrativi servono a verificare che lo studente possieda le competenze necessarie per affrontare il nuovo percorso. Ad esempio, il passaggio da un istituto tecnico a un liceo o viceversa potrebbe richiedere il recupero di alcune discipline specifiche. Tuttavia, ogni situazione viene valutata singolarmente e non esiste una regola uguale per tutti. Il consiglio è di non lasciarsi scoraggiare dalla parola "esame": spesso si tratta di un passaggio gestibile, soprattutto se accompagnato da una buona motivazione e da un adeguato supporto. Quella Scuola non fa per te, ma Non sai Ancora Quale Scegliere La difficoltà più grande non è sempre decidere di cambiare. Spesso uno studente capisce chiaramente che il percorso intrapreso non lo soddisfa, ma non riesce ancora a individuare l'alternativa giusta. È una fase delicata, caratterizzata da dubbi, incertezza e, talvolta, dalla paura di commettere un secondo errore. In questi casi il riorientamento scolastico può diventare uno strumento prezioso per comprendere meglio i propri interessi, le proprie capacità e le opportunità offerte dai diversi indirizzi di studio. Il Ri-Orientamento Scolastico: un'Opportunità per Ritrovare Fiducia e Motivazione Cambiare strada non significa tornare indietro. Al contrario, significa acquisire maggiore consapevolezza di sé e costruire un percorso più coerente con le proprie inclinazioni. Un percorso di riorientamento aiuta i ragazzi a: comprendere meglio i propri interessi; individuare punti di forza e attitudini; conoscere le diverse opportunità formative; affrontare il cambiamento con maggiore serenità; recuperare fiducia nelle proprie capacità. "CheScuola Fa per Te?": il Percorso Pensato Per Chi Cerca la Propria Strada Per supportare gli studenti in questo momento di scelta e cambiamento, il team di CheScuola?! ha creato il percorso "CheScuola Fa per Te". Si tratta di un percorso dedicato sia agli studenti della scuola media sia ai ragazzi che, durante le superiori, si rendono conto di aver bisogno di un cambio di direzione. L'obiettivo è accompagnarli nella scoperta di sé, aiutarli a riconoscere i propri talenti e individuare un percorso di studi più in linea con le loro attitudini. Perché scegliere la scuola giusta non significa trovare la strada perfetta al primo tentativo, ma avere il coraggio di ascoltarsi e, se necessario, cambiare direzione. Cambiare Scuola Non è un Fallimento, è una Scelta Consapevole Se alla fine dell'anno scolastico senti che la scuola che hai scelto non ti rappresenta, sappi che esistono alternative e strumenti concreti per ripartire. Informarsi sulle possibilità di passaggio, conoscere il funzionamento dello "scivolo" scolastico e intraprendere un percorso di riorientamento può trasformare un momento di difficoltà in un'importante occasione di crescita. Trovare la propria strada è un percorso.

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3 Giu
2026
"CheScuola?! fa per TE": Settimana di Orientamento per Scegliere La Scuola Superiore a Torino

Orientamento e Open Day 11-13 anni 13-18 anni

"CheScuola?! fa per TE": Settimana di Orientamento per Scegliere La Scuola Superiore a Torino

Mio figlio è davvero pronto a scegliere? La scelta della scuola superiore è uno dei primi momenti in cui ai ragazzi viene chiesto di prendere una decisione importante per il proprio futuro. Eppure, spesso questa scelta arriva quando molte domande sono ancora aperte. Quali sono i suoi interessi? Quali materie lo appassionano davvero? Quali sono i suoi punti di forza? Quale ambiente scolastico potrebbe valorizzarlo maggiormente? Nei mesi che precedono l’iscrizione alla scuola superiore, le famiglie iniziano a partecipare agli open day, confrontare i diversi indirizzi di studio, raccogliere informazioni e ascoltare consigli. Si tratta di un passaggio importante, ma spesso l’attenzione si concentra sulle scuole prima ancora di aver compreso fino in fondo chi è il ragazzo o la ragazza che si troverà a scegliere il proprio percorso. Scegliere la Scuola Superiore a Torino è una decisione fondamentale per studenti e famiglie. Per questo motivo il team di CheScuola?! ha immaginato e realizzato la settimana di orientamento “CheScuola?! fa per TE”, dedicata agli studenti di terza media. La settimana di orientamento sarà una vera e propria guida per conoscere meglio le opportunità formative presenti sul territorio torinese e chiarire le differenze tra licei, istituti tecnici e professionali, prima degli Open Day. L’esperienza proposta non sarà solo un momento informativo, ma un percorso pensato per aiutare i ragazzi a sviluppare maggiore consapevolezza di sé. Considerato il fatto che gli studenti dovranno affrontare anche un anno scolastico importante, l'agenda proposta prevede anche uno spazio dedicato al metodo di studio, con il supporto di professionisti dell’apprendimento, che aiuteranno gli studenti a capire come studiare in maniera più efficiente e, al contempo, con maggiore serenità. "CheScuola?! fa per TE": Una Settimana dedicata a Conoscersi e Orientarsi L'obiettivo di questa settimana di orientamento non è indicare a ragazzi e ragazze quale scuola scegliere ma fornire loro gli strumenti per farlo in modo più consapevole. Durante la settimana "CheScuola?! fa per TE" i partecipanti avranno l'opportunità di scoprire materie nuove grazie all'intervento di insegnanti coinvolgenti e selezionati da CheScuola?!. Scopriranno il greco, la filosofia, il diritto, l'economia, psicologia, agraria, elettronica, e altre materie che differenziano gli istituti superiori ma che i ragazzi non hanno mai conosciuto. Docenti ed esperti racconteranno non soltanto cosa si studia, ma perché si studia una determinata disciplina, quali competenze sviluppa e quali percorsi formativi e professionali può aprire. Attraverso laboratori, attività pratiche, simulazioni, momenti di confronto e attività esperienziali, i ragazzi potranno esplorare i propri interessi, scoprire nuove possibilità e costruire una visione più concreta del mondo della scuola superiore. Parallelamente verranno presentate le diverse offerte formative presenti sul territorio, aiutando i partecipanti a orientarsi tra licei, istituti tecnici e professionali con maggiore chiarezza. Chi Guiderà gli Studenti? Per offrire un'esperienza ricca e concreta, durante la settimana i ragazzi e le famiglie lavoreranno insieme a professionisti ed esperti del territorio: Alessia Soncino –  Orientatrice e Formatrice per lo sviluppo delle soft skill- Attraverso attività pratiche ed esperienziali, aiuterà ragazze e ragazzi a mettere a fuoco interessi, inclinazioni e punti di forza ancora inesplorati. Vanna Ventura, Gestalt Life e Business Coach Formatrice professionale e Orientatrice Esperta nell'integrazione tra emozioni, corpo e consapevolezza, accompagnerà ragazzi e genitori in un percorso di ascolto e riflessione. Perché scegliere una scuola è anche — e soprattutto — un processo che coinvolge tutta la famiglia. I posti sono limitati. Se sei interessato iscriviti - compila il modulo anche se non sei ancora sicuro: ci aiuterà a capire le vostre esigenze e, se le richieste saranno tante, apriremo nuove edizioni. "CheScuola?! fa per Te": un Percorso che Mette al Centro i Ragazzi e la Famiglia Una buona scelta nasce dall'incontro tra ciò che una scuola offre con i talenti e le potenzialità dello studente. Per questo il percorso "CheScuola?! fa per TE" non si limita a fornire informazioni, ma accompagna i ragazzi in un processo di scoperta delle proprie inclinazioni, delle proprie modalità di apprendimento e dei propri talenti. Scegliere una scuola significa, prima di tutto, iniziare a immaginare il proprio percorso di crescita. Orari della Giornata L'agenda sotto riportata è indicativa della settimana di orientamento ma il programma non è da intendersi definitivo poiché il nostro è un progetto da costruire insieme alle famiglie in base alle difficoltà e alle richieste reali che ci verranno comunicate nelle prossime settimane e che potranno ulteriormente arricchire la nostra proposta. "CheScuola?! fa per TE" è prima di tutto un luogo di ascolto, co-creazione e progettazione con le famiglie. Accoglienza dalle 8.30 per chi deve accompagnare i figli prima del lavoro Inizio delle attività alle 9:30 per dare tempo di riposare a chi può Attività orientative, laboratori e scoperta dei propri talenti dalle 9.30 alle 16.30/17.00 Dalle 17.00: Spazio flessibile di ascolto e confronto con i genitori I posti sono limitati. Se sei interessato iscriviti - compila il modulo anche se non sei ancora sicuro: ci aiuterà a capire le vostre esigenze e, se le richieste saranno tante, apriremo nuove edizioni. Incontro Finale con le Famiglie La settimana si concluderà il venerdì con un momento di restituzione degli orientatori rivolto ai ragazzi e ai genitori. Sarà un'occasione per condividere le esperienze vissute, le competenze emerse, gli interessi osservati e le riflessioni maturate durante il percorso, offrendo alle famiglie ulteriori strumenti per accompagnare i propri figli nella scelta della scuola superiore. Iscriviti Adesso per Non Perdere l'Occasione I posti sono limitati a 15 studenti per classe e saranno assegnati in ordine di iscrizione. Si può scegliere tra due edizioni: 🏡 31 agosto – 4 settembre · presso La Vita al Centro, via Vincenzo Monti 43/A, Torino 🌿 7 – 11 settembre · La Casa delle Meraviglie, strada del Nobile 86/92, Torino La quota di partecipazione richiesta è di € 390 più IVA , oppure € 440 più IVA con i pasti inclusi. L'iscrizione si conferma con il versamento dell'acconto di 200 euro, entro il 30 giugno 2026. Iscriviti ora — compila il modulo La settimana partirà solo al raggiungimento di 12 iscrizioni. Se l'edizione non dovesse partire, l'acconto sarà integralmente rimborsato. La proposta ti interessa ma per motivi familiari o logistici non riuscite in queste date? Compila il modulo lo stesso: se le richieste saranno sufficienti apriremo nuove classi. Compilando il modulo ci aiuti a capire quante famiglie sono interessate e a costruire un percorso che risponda alle vostre reali esigenze. Ti contatteremo per tenerti aggiornato/a sulla disponibilità. Per qualsiasi domanda scrivici a genitori@chescuola.net — siamo felici di aiutarti a trovare la soluzione più adatta. Il Panorama dell'Orientamento a Torino: Perché Prepararsi Prima? Durante l'autunno, sul territorio si attiveranno inoltre i tradizionali canali istituzionali: il Salone dell'Orientamento di Torino, gli incontri delle Circoscrizioni e i singoli Open Day dei licei e degli istituti tecnici o professionali. Spesso, però, girare per le scuole senza una direzione chiara rischia di aumentare la confusione. La settimana "CheScuola?! fa per TE" nasce proprio per questo: trasformare la ricerca della scuola superiore da una corsa tra Open Day a un percorso di scelta più consapevole, sereno e ponderato per tutta la famiglia. Conoscersi e conoscere le opportunità. Sono questi i primi strumenti per scegliere con consapevolezza il proprio futuro. Non si andrà alla ricerca della scuola "migliore" in assoluto. Si andrà alla ricerca della scuola più adatta.

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22 Mag
2026
La Matematica Come Non l’Hai Mai Vista: Incontri Straordinari con Giorgio Dendi a Torino

Eventi e Incontri Per tutte le età

La Matematica Come Non l’Hai Mai Vista: Incontri Straordinari con Giorgio Dendi a Torino

Scopri il Lato più Sorprendente dei Numeri insieme a Giorgio DENDI La prossima settimana Casa delle Meraviglie ospiterà un protagonista d’eccezione del mondo della matematica ricreativa: Giorgio Dendi, noto per la sua capacità di trasformare numeri, logica ed enigmi in esperienze coinvolgenti e accessibili a tutti. Campione Internazionale di Giochi Matematici, Allenatore della Nazionale Italiana dei Giochi Matematici dell’Università Bocconi, Autore per La Settimana Enigmistica Autore di La Matematica è divertente - Voglio vincere i Mondiali di Matematica! Insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica per meriti scientifici, Giorgio Dendi dedicherà quattro appuntamenti aperti al pubblico, rivolti a insegnanti, famiglie e studenti (anche a chi non è socio dell’associazione). Un’occasione per scoprire la matematica in modo diverso, tra gioco, logica e meraviglia. Gli Appuntamenti in Programma Lunedì 25 Maggio 2026 Ore 14:30 – 16:00 Formazione per insegnanti Un incontro rivolto ai docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado per esplorare strumenti, giochi ed enigmi utili a portare la matematica ricreativa in classe. L’obiettivo è offrire nuovi approcci per avvicinare gli studenti alle discipline scientifiche in modo più creativo e coinvolgente. ISCRIVITI QUI Ore 16:30 – 19:30 Figli vs Genitori Una sfida ludica tra grandi e piccoli all’insegna della logica, dell’intuito e del divertimento. Attraverso giochi matematici e rompicapo, famiglie e bambini saranno invitati a scoprire la matematica nascosta nella quotidianità. Al termine dell’attività è previsto un momento conviviale con aperitivo condiviso. ISCRIVITI QUI Martedì 26 Maggio 2026 Ore 15:00 – 17:00 Laboratorio per ragazze e ragazzi Uno spazio dedicato agli studenti della scuola secondaria di primo grado, tra enigmi, calcolo mentale e giochi di logica pensati per stimolare curiosità e intuizione, lontano dall’ansia della valutazione scolastica. ISCRIVITI QUI Ore 18:00 – 20:00 Spettacolo di magia tra matematica ed enigmistica Un appuntamento aperto a tutta la famiglia in cui carte, numeri e giochi di prestigio si intrecciano per mostrare il lato sorprendente della matematica. Uno spettacolo capace di unire stupore, divertimento e pensiero logico. ISCRIVITI QUI Un Modo Diverso di Vivere la Matematica L’iniziativa rappresenta un’opportunità rara per avvicinarsi alla matematica attraverso esperienze concrete, inclusive e partecipative. Questi incontri mostrano come il pensiero matematico possa diventare uno strumento creativo, relazionale e persino spettacolare, capace di coinvolgere bambini, adulti e insegnanti allo stesso modo. Come Partecipare I posti disponibili per gli appuntamenti sono limitati e gli eventi si svolgono in economia del dono. È possibile confermare la propria partecipazione ISCRIVITI QUI Dove Casa delle Meraviglie APS Raggiungibile facilmente con il bus 53 che parte da piazza Vittorio Veneto Ampio parcheggio per chi arriva in auto A proposito di matematica puoi leggere anche questo articolo link Francesca Merlo

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9 Feb
2026
Green Specialist: Il Primo Percorso 4+2 in Italia che Collega Scuola e Lavoro

Nuovi Scenari Educativi

Green Specialist: Il Primo Percorso 4+2 in Italia che Collega Scuola e Lavoro

Economia Circolare e Green Specialist Per la prima volta in Italia, Bassano del Grappa ospita un percorso 4+2 che rompe gli schemi della scuola tradizionale: l’ITET Luigi Einaudi forma studenti capaci di trasformare sostenibilità ed economia circolare in competenze concrete e richieste dal lavoro, combinando quattro anni di formazione tecnica con due di specializzazione ITS e preparando giovani professionisti pronti a guidare la transizione verde. Un Modello Innovativo: Cambia la Scuola Italiana Innovare davvero significa costruire filiere e percorsi coerenti, non aggiornare solo titoli o inserire moduli di tendenza. È esattamente quello che ha fatto l’ITET Luigi Einaudi di Bassano del Grappa, creando per la prima volta in Italia un percorso completo 4 più 2: 4 anni di scuola tecnica ad alta vocazione innovativa (Economia Circolare e Sostenibilità – ECS) 2 anni di formazione post-diploma ITS Green Specialist Questo modello trasforma la scuola secondaria da punto d’arrivo a trampolino verso una carriera professionale concreta, collegando direttamente istruzione e mondo del lavoro. Didattica Innovativa e Strumenti Digitali: la Scuola del Futuro Le metodologie spazieranno dall’utilizzo della flipped classroom, del cooperative learning in compiti di realtà, all’impresa simulata, per un apprendimento di tipo fortemente laboratoriale. La cornice è quella di una didattica per competenze che favorisca lo sviluppo dei talenti, fortemente orientativa, sostenuta da docenti consapevoli del loro ruolo di facilitatori, e da un’organizzazione del tempo scuola in presenza e online. Le ore settimanali previste sono 36: 32 ore in presenza, arricchite settimanalmente da 4 ore online (sincrone o asincrone, per “pacchetti” relativi a project work o attività personalizzate). Fortemente improntata sulla centralità dello studente e sul suo coinvolgimento nel processo di apprendimento, la sperimentazione consentirà sin dal primo anno agli studenti del quadriennale di costruire il portfolio delle competenze, sperimentando la didattica orientativa che consente loro, nel secondo biennio, di personalizzare il curriculum. Economia Circolare al Centro del Quadriennio Il quadriennio ECS mette al centro le competenze chiave per il futuro: Economia circolare e gestione sostenibile dei processi Innovazione digitale e industriale Internazionalizzazione e collegamento con il territorio Gli studenti conseguono il diploma in 4 anni senza perdere qualità o contenuti, ma con un percorso più denso e mirato. La continuità con il biennio ITS è naturale: non si ricomincia da zero, ma si costruisce sul bagaglio tecnico già acquisito. ITS Green Specialist: Competenze Concrete Per le Aziende Il biennio ITS Green Specialist, attivo per il 2026‑2028 con ITS RED Academy, forma tecnici superiori altamente specializzati in grado di rispondere alle esigenze delle imprese che affrontano la transizione ecologica: Ottimizzazione dei flussi produttivi e dei processi aziendali Monitoraggio delle performance e gestione degli indicatori (KPI) Gestione di certificazioni, audit e sistemi qualità Efficienza energetica e riduzione degli sprechi Accompagnamento verso modelli coerenti con i principi dell’economia circolare Non si tratta di creare “ambasciatori ecologici”, ma professionisti tecnici, certificabili e immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, soprattutto nelle PMI (Piccole Medie Imprese). Una Rete Educativa e Istituzionale a Supporto del Progetto Il progetto 4+2 non nasce isolato: è frutto di una collaborazione tra scuola, ITS, imprese e istituzioni Miriam Avila, dirigente scolastica, guida il percorso con leadership educativa e visione strategica ITS RED Academy gestisce la specializzazione post-diploma Regione Veneto, Confindustria Vicenza e Ufficio Scolastico Provinciale supportano e validano il progetto Questo modello garantisce coerenza formativa, qualità dei contenuti e sbocchi professionali reali, trasformando l’istruzione tecnica in un investimento sul futuro. Sbocchi Professionali: Cosa Possono Fare gli Studenti Al termine del biennio, i diplomati ITS Green Specialist potranno ricoprire ruoli come: Tecnico junior qualità, sicurezza e ambiente Supporto in certificazioni, audit e compliance aziendale Analista di performance e sostenibilità dei processi Operatore di progetti di efficienza energetica e riduzione sprechi Referente operativo per modelli di economia circolare In pratica, figure richieste dalle imprese locali e nazionali, capaci di integrare sostenibilità, innovazione e gestione pratica dei processi aziendali. Questo Percorso può Diventare un Modello Nazionale Il progetto dell’ITET Einaudi ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento a livello nazionale: Continuità formativa reale: quadriennio + biennio collegati senza interruzioni Allineamento con i fabbisogni del lavoro: competenze tecniche richieste dalle aziende Rete istituzionale e imprenditoriale solida: Regione, scuole, ITS e imprese condividono obiettivi La transizione ecologica e innovazione industriale richiede di formare professionisti in grado di gestire sostenibilità, certificazioni e processi efficienti non è solo educazione: una responsabilità sociale e sviluppo del territorio. Il percorso Economia Circolare + ITS Green Specialist 4+2 rappresenta un modello avanzato di istruzione tecnica, capace di combinare formazione, innovazione, sostenibilità e occupabilità. Una scuola che non si limita ad adeguare i programmi, ma costruisce competenze concrete per il mondo reale. Francesca Merlo

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26 Gen
2026
 Incontro FEIP

Nuovi Scenari Educativi

Incontro FEIP

Incontro FEIP  il 7 Febbraio 2026 a Trofarello: l'Importanza di Fare Rete. La Nuova Visione di Educazione Parentale Condivisa L’educazione richiede nuove forme di collaborazione e visione condivisa, la FEIP – Federazione Nazionale Educazione Istruzione Parentale invita coordinatori di scuole parentali, insegnanti e genitori del Piemonte ad un incontro dedicato al dialogo, alla conoscenza reciproca e alla crescita comune. 📅 Sabato 7 febbraio 2026 dalle ore 10.00 📍 Trofarello (TO) – Via Molino della Splua 35 (c/o B&B Maison Luis) VOGLIO PARTECIPARE Perché Partecipare A seguito del primo incontro in presenza del 8 novembre scorso durante il quale c'è stato un importante segnale di partecipazione e condivisione, Bruna Tarascio, Presidente FEIP, ha deciso di proporre questo nuovo appuntamento "per pensare insieme alle tematiche che ci stanno a Cuore nello sviluppo delle nostre realtà parentali." Tutti noi che operiamo per l'educazione e istruzione dei bambini e ragazzi, sia come operatori associati e non, sia come genitori e insegnanti - anche della scuola pubblica e privata, abbiamo esperienze da condividere, criticità su cui confrontarci per trovare soluzioni e nuove idee, affinando sempre più la nostra presenza culturale per una società a misura d'Uomo e di bambino. Il lavoro comune e la rete che stiamo costruendo ci danno la forza per porre radici sempre più profonde ad una nuova educazione co-creata, solida e permanente nel tempo. Negli anni scorsi la nascita delle realtà parentali ha segnato un fatto culturale rivoluzionario che merita di diventare un punto di riferimento per le famiglie in cerca di una modalità educativa dei figli in armonia con i loro bisogni.  "Sta a noi proseguire l'opera, il futuro deriva anche dalle nostre azioni e dalla concretezza dei progetti e delle sfide che sapremo mettere in campo!" Questo incontro territoriale nasce con l’intento di fare rete tra le realtà di istruzione parentale, favorendo lo scambio di esperienze, strumenti e prospettive sull’educazione dei bambini e dei ragazzi. Partecipare significa entrare in contatto con persone e progetti che condividono la stessa visione: un’educazione libera, consapevole e profondamente rispettosa dei ritmi e dei talenti individuali. Durante la giornata potremo: conoscere altre esperienze e realtà parentali attive sul territorio, condividere idee, materiali e strumenti didattici, confrontarsi su temi comuni come la normativa, l’organizzazione e la formazione, scoprire nuove sinergie per costruire insieme il futuro dell’educazione parentale. Supporto Giuridico Sarà presente un angolo di documentazione giuridica relativa al Decreto MIM 218 del 17/12/25 in materia di esami di idoneità e alla Circolare 100847 del 11/11/25 in materia di iscrizioni per l'anno scolastico 26/27. VOGLIO PARTECIPARE Cosa Aspettarsi Un incontro informale, aperto e accogliente, pensato per ascoltare e dialogare Il Programma Prevede: h 10.00 Apertura in Cerchio Benvenuto a cura di Bruna Tarascio, Presidente FEIP h - 11:00 Agenda aperta: creo l'Ordine del Giorno e scelgo il Tema da trattare h - 12:30 Pranzo condiviso : ciascuno porta qualcosa h - 14:30 Analisi e discussione sul Tema scelto: info, dati, intuizioni e proposte h - 16:00 Pausa h - 16:30 Perfeziono la Proposta e l'approvo per assenso h - 17:30 Feedback e apprezzamenti in Cerchio h - 18:00 Chiusura 💬 Come partecipare L’incontro è aperto a tutte le realtà parentali, anche non ancora associate, e a genitori e docenti interessati a conoscere da vicino il mondo dell’educazione parentale. La partecipazione è a offerta per coprire i costi della sala, è richiesta prenotazione entro giovedì 5 febbraio 2026. Compila il modulo VOGLIO PARTECIPARE 📱 Telefono: 340 6645029 Cosa è la Federazione FEIP La Federazione Nazionale Educazione Istruzione Parentale (FEIP) nasce dall’idea che la conoscenza renda liberi e che l’istruzione, insieme alla formazione continua, permetta lo sviluppo del pensiero critico e la crescita di comunità educative consapevoli. Approfondimenti Cosa sono i progetti Parentali Mappa dei metodi Educativi Cos'è un Prodetto Educativo

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12 Gen
2026
Quando Decidere Insieme diventa Possibile: Sociocrazia e Cura del Gruppo, incontro aperto il 13 gennaio a Torino

Nuovi Scenari Educativi

Quando Decidere Insieme diventa Possibile: Sociocrazia e Cura del Gruppo, incontro aperto il 13 gennaio a Torino

Quando l’energia c’è, le idee anche… ma decidere diventa difficile Chi fa parte di un’associazione, di un progetto di educazione condivisa o parentale, di un gruppo di insegnanti o di una comunità lo sa bene: l’entusiasmo e la voglia di costruire qualcosa insieme non mancano, ma spesso mancano strumenti chiari per decidere, organizzarsi e procedere senza conflitti, frustrazione o stanchezza. Ci si ritrova così a investire tempo ed energie in riunioni lunghe, decisioni rimandate, ruoli poco definiti o comunicazioni che si inceppano. E alla lunga anche percorsi ricchi di senso e intenzionalità rischiano di perdere slancio. È proprio a questi contesti che si rivolge “Sociocrazia e cura del gruppo”, un percorso che unisce strumenti di decisione condivisa e pratiche di cura delle relazioni, per aiutare i gruppi a funzionare meglio e a stare bene insieme. Una serata aperta e gratuita nel quartiere San Salvario Il percorso verrà presentato durante una serata aperta al quartiere, pensata come primo momento di incontro e sperimentazione. 📅 Mercoledì 13 gennaio 🕕 ore 19.30 apericena 🕘 ore 20.45 incontro 📍 Via Lombroso 16. La partecipazione è libera e gratuita. 👉 È gradita la una comunicazione di presenza. Perché portare la Sociocrazia nei gruppi La Sociocrazia è una modalità di organizzazione e di presa di decisioni che si fonda su un principio semplice e potente: l’equivalenza delle persone. Pur nella diversità di ruoli, responsabilità e competenze, ogni voce ha valore e contribuisce alla qualità delle decisioni. Questo approccio aiuta i gruppi a mantenere una comunicazione viva, a chiarire lo scopo condiviso e a prendere decisioni praticabili e sostenibili nel tempo, evitando blocchi, accumulo di tensioni o deleghe poco chiare. La cura del gruppo come base per decidere insieme Accanto agli strumenti decisionali, il percorso mette al centro la cura del gruppo. Ogni cambiamento nei modelli organizzativi tocca infatti anche il piano umano: emergono bisogni, percezioni ed emozioni che hanno bisogno di spazio per essere riconosciuti e accolti. Dedicare tempo allo "stare nel gruppo", oltre che al "fare", permette di creare un clima più sereno e connesso. È questa base che rende possibili decisioni condivise e azioni efficaci. Per questo nel percorso verranno affiancate pratiche di cerchio di condivisione, co-ascolto e momenti di leggerezza, che aiutano a vivere il gruppo in modo più consapevole e armonioso. Cosa succederà durante la serata il 13 gennaio La serata di presentazione sarà un’occasione per: sperimentare alcune delle pratiche che verranno approfondite fare domande e confrontarsi conoscere il senso e la struttura del percorso completo Non sarà solo una presentazione teorica, ma un momento esperienziale, per comprendere se il percorso risuona con il proprio contesto di vita, educativo o lavorativo. Il percorso: quattro incontri per approfondire Chi lo desidera potrà partecipare al percorso completo di quattro incontri, che si terrà dalle 19:00 alle 22:00, nelle seguenti date: 28 gennaio 11 febbraio 25 febbraio 11 marzo Presso la sede Sviluppo Sentieri Creativi, via Madama Cristina16 Il ciclo sarà prevalentemente esperienziale, con il minimo di teoria necessario a sostenere la pratica, e sarà proposto in economia del dono, con un piccolo contributo per i costi fissi dello spazio che ospita il gruppo. A chi è rivolto l'incontro L’incontro e il percorso sono pensati per: associazioni e gruppi informali progetti di educazione condivisa e parentale gruppi di insegnanti e realtà educative comunità e contesti di lavoro cooperativo Ovunque ci sia il desiderio di prendere decisioni insieme in modo più consapevole e sostenibile, senza perdere la qualità delle relazioni. Chi Conduce Il percorso sarà guidato da: Tatiana Rommelli, counselor e facilitatrice con esperienza comunitaria Andrea Safir Stagliano, formatore e facilitatore, accompagna gruppi e comunità L’iniziativa è realizzata dalla Rete MezzoPieno Informazioni e contatti 📩 Per partecipare alla serata del 13 gennaio o ricevere informazioni sul percorso: 📞 39 349 432 2254 Tatiana ✉️ safir@consapevoliassieme.org

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30 Dic
2025
La Sociocrazia in Classe: Il Metodo Che Trasforma la Decisione Collettiva e L'Educazione

Nuovi Scenari Educativi

La Sociocrazia in Classe: Il Metodo Che Trasforma la Decisione Collettiva e L'Educazione

Sociocrazia: cos’è, da dove viene e perché cambia il modo di decidere insieme Siamo tutti parte di gruppi: un team di insegnanti, un consiglio di classe, una comunità di pratica. La vera sfida, che spesso mina le fondamenta dei progetti più ambiziosi, non è l’idea, ma il come decidiamo insieme. Quando la qualità delle decisioni, l'organizzazione dei processi e la sostenibilità delle relazioni iniziano a vacillare, emerge il bisogno di un cambiamento. La Sociocrazia nelle scuole e nelle comunità educanti si propone come la risposta a questa esigenza. È un modello alternativo di governance e processo decisionale che supera i sistemi rigidi e le dinamiche escludenti della maggioranza, mettendo al centro la voce di ogni partecipante. Il Potere dei Colleghi: La Storia della Sociocrazia La parola "Sociocrazia" unisce il latino socius ("compagno, collega") e il greco kratos ("potere, governo"), e significa letteralmente il "governo dei colleghi". Le radici della Sociocrazia sono profonde: 1851: La prima formulazione teorica grazie al filosofo francese Auguste Comte. Anni '20: La Sociocrazia prende vita nel contesto educativo con il pedagogista olandese Kees Boeke , che la applica in una scuola sperimentale per insegnare a studenti e insegnanti a dialogare e decidere in modo partecipato. Anni '60 e '70: L'ingegnere Gerard Endenburg, allievo di Boeke, formalizza il Sociocratic Circle Organization Method (SCM), creando un sistema pratico basato su strutture circolari e feedback continuo, ideale per organizzazioni complesse. I Quattro Pilastri Fondamentali per Decisioni Migliori e Relazioni Più Solide La Sociocrazia è un sistema dinamico e partecipato che si fonda su principi semplici ma potenti, perfetti per l'ambiente scolastico e le comunità educanti: 1. L'Assenso Invece della Maggioranza Il Cambio di Paradigma: Le decisioni non vengono prese con il voto (che lascia spesso insoddisfatti gli sconfitti), ma attraverso l'Assenso. Cosa Significa: Si decide quando nessuno ha obiezioni motivate da parte di nessun membro del gruppo. Questo processo non cerca la soluzione perfetta, ma quella sufficientemente buona e sicura per il momento. L'obiezione diventa uno strumento costruttivo per migliorare la proposta, trasformando il conflitto in evoluzione. 2. L'Organizzazione in Circoli Funzionali Dalla Gerarchia alla Rete: Le persone si auto-organizzano in Circoli (o gruppi di lavoro) interconnessi, ognuno con uno scopo e un dominio di competenza chiari. Il Doppio Collegamento: Per garantire che le informazioni fluiscano in modo bidirezionale (dalla base al vertice e viceversa), due membri con poteri decisionali (non uno solo) collegano i Circoli tra loro, garantendo trasparenza e allineamento costante. 3. Ruoli Eletti e Trasparenza Continua Chi Decide Chi Fa: I ruoli e le responsabilità sono definiti in modo esplicito e non sono imposti, ma eletti per Assenso dal Circolo stesso. Revisione Periodica: Tutti i ruoli e le politiche sono soggetti a momenti di revisione. Questo assicura che il potere non si cristallizzi e che il gruppo si adatti continuamente alle nuove esigenze. 4. Scopo Condiviso e Orizzonte Comune Il punto di partenza è sempre la definizione e la condivisione dello Scopo (Aim). Un gruppo che ha una visione comune e chiara trova più facilmente strade efficaci per raggiungerla, aumentando l'efficienza e la coesione. Sociocrazia nelle Scuole Italiane: I Benefici Concreti Perché questo modello è particolarmente efficace in contesti come le comunità educanti? La Sociocrazia apporta vantaggi tangibili dove le relazioni umane, l'ascolto e la partecipazione sono fondamentali: Alto Engagement: Studenti e insegnanti si sentono più coinvolti, poiché la loro voce ha un impatto reale e strutturato sul processo decisionale. Miglior Clima Educativo: L'uso dell'Assenso insegna l'ascolto attivo e il rispetto reciproco, trasformando i disaccordi in apprendimento e migliorando il clima in classe. Valorizzazione delle Competenze: Il sistema circolare e l'elezione dei ruoli permettono di valorizzare i talenti specifici di ogni persona, sia essa uno studente o un adulto. Decisioni Più Robuste: Le decisioni prese per Assenso sono più solide e durature perché hanno integrato le preoccupazioni e le prospettive di tutti gli attori coinvolti. L'Esperienza diretta di Andrea Safir Stagliano A questo punto, la teoria incontra la pratica. Abbiamo chiesto ad Andrea Safir Stagliano, formatore e facilitatore esperto in Sociocrazia nelle comunità educanti, di raccontarci la sua esperienza. Andrea applica il metodo in progetti che vanno dalle aule scolastiche alle associazioni, dimostrando come l'approccio sociocratico aiuti i gruppi a organizzarsi e a prendere decisioni in modo più etico ed efficace. Porta la Sociocrazia nella Tua Comunità Educante La Sociocrazia è un insieme di pratiche che insegna a stare insieme e a prendere decisioni in modo più sano, trasparente ed efficace. Se il tuo istituto scolastico, il tuo team di docenti o la tua associazione è pronta a innovare e a trasformare le dinamiche interne, il momento di agire è adesso. Perché Contattare Andrea Safir Stagliano? Contattare direttamente Andrea e il suo gruppo non significa solo divulgare il metodo, ma trovare un partner esperto per calare la Sociocrazia in contesti educativi specifici. Cosa iniziare un percorso per la tua Comunità Educante: Chiedi un Confronto: Contatta il team per analizzare le tue dinamiche attuali e capire come un percorso personalizzato possa portare benefici immediati. Sviluppo del Percorso: I percorsi si articolano tipicamente in fasi: Diagnosi iniziale, Formazione base sui principi (Assenso, Circoli), Sperimentazione pilotata su progetti interni e affiancamento continuo. Partecipa all'evento sulla Sociocrazia promosso da CheScuola?! a Torino: Cogli l'opportunità di approfondire e confrontarti in presenza! Ti invitiamo all'evento sulla Sociocrazia che si terrà il 7 Gennaio a Torino. È la migliore occasione per toccare con mano l'efficacia del metodo e porre domande dirette. Bibliografia Estesa per i tuoi approfondimenti Approfondimento sul tema Sociocrazia e comunità educanti a cura di Andrea Safir Stagliano, Mezzopieno News, (56), p. 8. Un esperimento di sociocrazia nella scuola pubblica italiana: ecco com'è andata Resoconto dettagliato di un progetto pilota che ha introdotto strumenti e pratiche sociocratiche nelle scuole pubbliche italiane Esperienze di partecipazione attiva a Scuola-Città Pestalozzi Analisi sulla partecipazione attiva degli studenti al processo decisionale e l'impatto sull'educazione alla democrazia Molte Voci, Una Canzone: Shared Power with Sociocracy Manuale pratico fondamentale per apprendere il processo decisionale per Assenso e la struttura organizzativa a Cerchi Molte Voci, Una Canzone: Shared Power with Sociocracy Manuale pratico fondamentale per apprendere il processo decisionale per Assenso e la struttura organizzativa a Cerchi Vivere in sociocrazia! Un modo di governare che riconcilia potere & cooperazione Introduzione ai principi base della Sociocrazia e al metodo della gestione per consenso Autore: Gilles Charest Sociocracy as social design: its characteristics and course of development Testo che definisce il Sociocratic Circle Organization Method (SCM) da parte del suo principale formalizzatore, Gerard Endenburg Sociocracy for All (SoFA) Network Organizzazione globale che offre materiali e percorsi formativi, inclusi quelli specifici per contesti educativi

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29 Ago
2025
Cosa sono le Scuole Parentali

Nuovi Scenari Educativi

Cosa sono le Scuole Parentali

Le scuole parentali e i progetti educativi a gestione familiare stanno crescendo in numero sempre di più alto. L’interesse sempre maggiore verso questa alternativa educativa nasce in virtù della partecipazione diretta dei genitori che queste realtà prevedono attraverso un patto educativo scuola-famiglia chiaro e condiviso.  Talvolta, soprattutto nelle piccole realtà, il ruolo dei genitori può andare oltre la condivisione di intenti educativi prevedendo, per esempio, la partecipazione attiva nella gestione dei servizi e nell’organizzazione interna. La suddivisione di compiti e responsabilità nella gestione della scuola dei propri figli rende i genitori attivi e partecipi in luoghi in cui generalmente sono solo spettatori. Andare nella scuoletta di tuo figlio e partecipare con altri genitori alla pulizia dei locali, alla scelta del menù o riparando la lampadina rotta, ripaga delle ore che non hai passato con lui e ti rende parte del suo ambiente di crescita anche quando non ci sei. La realtà delle scuole parentali permette di riscoprire il valore della comunità e della condivisione permettendo di trasmettere ai bambini anche attraverso l’esempio. Sempre più educatori credono nell’importanza di un’alleanza scuola-famiglia poiché supporta la crescita sana dei bambini e, per tale ragione, vale la pena impegnarsi nella ricerca di un percorso educativo condiviso, anche se non sempre risulta semplice e di immediata attuazione. Le scuole parentali presenti a Torino Nella sola città di Torino sono presenti almeno quattro realtà educative a gestione parentale, e decine sono quelle nei comuni limitrofi. Questo numero tende a crescere sempre di più proprio in virtù della risposta che le scuole parentali permettono di dare ai genitori che vogliono partecipare attivamente alle scelte educative dei propri figli.  Nell’ottica di orientare le tante famiglie che cercano questo tipo di realtà “CheScuola?!” presenta un breve elenco delle scuole parentali e progetti educativi presenti nelle vicinanze della città di Torino. Ricordiamo, inoltre, che attraverso il nostro motore di ricerca sarà possibile individuare facilmente anche quelle che nasceranno in futuro.   CheScuola!? si augura, come nel nostro manifesto esplicitato, di essere di supporto alle famiglie e a “tutte” le realtà educative che mirano a crescere i bambini in uno spirito di collaborazione e unità di intenti. Ecco l’elenco dei contatti. La Casa delle Meraviglie Progetto Educativo 2-3 anni, 3-6 anni, 6-11 anni Strada del Nobile 86/92 Torino (da settembre 2025) Sito-web Email: casadellemeraviglietorino@gmail.com Tel 39 3285428753 La Vita al Centro Dai 2 ai 14 anni Micronido, Giardino d’Infanzia, Istruzione parentale Elementare e Media Via Monti 43/A Torino    Pagina Dedicata CheScuola?! Email retevitaalcentro@gmail.com Tel 011 450 6456 Tel 373 7161926 Crescendo – Pedagogia Waldorf Progetti educativi a gestione parentale 3-6 anni, 6-10 anni e 10 – 14 anni Corso Casale 246, 10132 Torino sito web tel 39 3714189356 Scuola San Martino  Infanzia 3-5 anni, ludoteca Via Villar 25, Torino, zona Borgo Vittoria https://www.sanmartino.education/ Email memore.sara@gmail.com Tel 32930028 Una Balena Nel Bosco Progetto di libera immersione in Natura 2-6 anni Rivoli Pagina Facebook Email uabalenanelbosco@gmail.com Tel 389 427 3541 Malacatù Ambiente Educativo Progetto educativo a gestione parentale 6-10 anni, Pavarolo (TO) Educazione diffusa in Torino Pagina Facebook Email malacatu.edu@gmail.com Tel 340 583 5823 L’officina Sul Po Progetti di pedagogia nel bosco 0-2 anni e 3-6 anni Via Diaz 19 San Mauro Torinese Pagina Facebook - Email educazione@lofficinasulpo.it Tel 328 549 5472 Il Chicco di Grano, Pedagogia Steiner-Waldorf Progetti educativi a gestione parentale Primavera 2-3 anni, infanzia 3-6 anni, primaria 6-10 anni, secondaria 11-14 anni. Via Arnaldo da Brescia 22 - 10134 Torino Email: segreteria@chiccodigrano.it Pagina Facebook Tel 011 414 3554 Arcadia Progetto Educativo  Progetto educativi parentale 1-3 anni e 3-6 anni Piossasco Pagina Facebook Email arcadiaprogettoeducativo@gmail.com Tel 340 464 9848 Montessori In Pratica – Val di Susa  Progetto educativi parentale 3-6 anni, 6-10anni, 11-13 anni Almese Pagina Facebook Email montessoriinpratica@gmail.com Tel 333 756 1780 (solo sms per informazioni) Polo Educativo Montessori Progetti educativi 2-6 anni, 6-11 anni, 11- 14 anni Via Vittoria Nenni 90,Rivalta Email info.poloeducativo@gmail.com Tel 331 280 2146 Tel 379 122 2086 La Bottega delle Ranocchie Progetti educativi a gestione parentale 0-3 anni e 3-6 anni  Lungo Po Abellonio 9 Moncalieri  sio web pagina Facebook Tel 373 708 57 64 Gli gnomi dei Kiwi Progetti educativi a gestione parentale 0-3 anni, 3-6 anni, 6-10 anni Via Bassino 27 Abbadia di Pinerolo sito web pagina Facebook Email glignomi.deikiwi@gmail.com Tel 3338950575 Scuoletta Montessori Progetti educativi a gestione parentale 3-6 anni, 6-10 anni, 10-13 anni  Strada Stupinigi 104 – Orbassano sito web pagina Facebook Email associazione@scuolettamontessori.it Tel 0110269835  Il Bosco dei Marmocchi & Natura Nostra Maestra Asilo nel bosco dai 2 ai 5 anni, Scuoletta nel Bosco dai 6 agli 11 anni Strada Trognani 15, Druento sito web Email naturanostramaestra.info@gmail.com Tel 3474009367 Liberi Tutti! Imparare in Natura Laboratori in Natura per crescere ed imparare Tutor e sostegno, Primi Voli 2 – 5 anni, Volpi Primaria 6-10 anni, Superior 11-13 anni Poirino Pagina Facebook Email liberituttiscuolafamigliare@gmail.com Tel 349 435 3159 Santa Clelia Progetto educativo 6-10 anni Regione Rossana 7, Mazzè, Torino Email radicipersognare@virgilio.it Tel 3387022261 La Tana sulla Luna Progetto di Educazione Parentale 2-6 anni Pagina Facebook Strada Galassa 12, Cumiana, Torino Email latanasullaluna@gmail.com Tel 399 6684781 Tel 347 47187286 La casa del Cuore Casa dei Bambini Montessori 3-6 anni  Via Tetti Grella 180 Vinovo (To) Tel. 39 328 971 1380 Email: casadelcuore.montessori@gmail.com La Casa di Ghitin Casa dei Bambini Montessori 3-6 anni Via Rivalta 9 Rivoli (To) Tel. 3519144930 Email: casadighitin.montessori@gmail.com La tana nell’albero Casa dei Bambini Montessori 3-6 anni Via Cascina Romana 66 Rivalta di Torino Email:info.poloeducativo@gmail.com Tel. 3312802146 La Masera  Progetto pedagogia in natura età 4-13 anni. Via Carpanea, 8_ San Raffaele Cimena (To) Sito web La Masera Progetto 6-11 anni email lamasera.info@gmail.com Cell 371 364 4168 Antonella Giostra

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11 Ago
2025
Ma Davvero Esiste una Scuola Senza Voti?

Nuovi Scenari Educativi

Ma Davvero Esiste una Scuola Senza Voti?

A Piacenza Nasce la Prima Scuola Media Ispirata al Metodo Novara: Niente Voti, Niente Smartphone, Solo Crescita Ma Davvero Esiste una Scuola Senza Voti? È una domanda che spiazza. I voti sembrano da sempre l’unico metro di misura dell’apprendimento, il linguaggio ufficiale della scuola. Ma cosa accadrebbe se si provasse a farne a meno? A Piacenza, dal prossimo anno scolastico 2025-2026, questo interrogativo troverà risposta concreta: nasce una scuola media innovativa, la prima in Italia ad applicare integralmente il metodo pedagogico di Daniele Novara, fondatore del CPP (Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti). La scuola secondaria di primo grado partirà con una sola sezione da 20 posti e sarà ospitata negli spazi dell’Istituto delle Suore Orsoline, ma la gestione affidata al Liceo San Benedetto, già attivo in città con gli indirizzi di Liceo Scientifico Sportivo e Scienze Umane. Il Preside Fabrizio Bertamoni riferisce che alcuni genitori hanno manifestato l’esigenza di una proposta educativa maggiormente coerente con le reali necessità dei giovani studenti. Sottolineando come frequentemente si evidenzi un vuoto educativo nel ciclo della scuola media. questa nuova iniziativa è una risposta concreta a tale esigenza. Una scuola senza voti, interrogazioni, smartphone e compiti Il progetto rompe con molti schemi tradizionali. Nella nuova scuola: non si metteranno voti numerici durante l’anno, non si faranno interrogazioni frontali, non si useranno smartphone, non si assegneranno compiti a casa. La valutazione sarà invece evolutiva, continua e qualitativa, fondata sull’osservazione del percorso di ciascun alunno, secondo i principi del metodo Novara. L’unica pagella numerica sarà rilasciata al termine dell’anno scolastico, come previsto dalla normativa nazionale. La didattica sarà esperienziale e laboratoriale, con una forte attenzione allo sviluppo delle competenze relazionali, emotive e cooperative. L’obiettivo è educare persone autonome, capaci di imparare senza la pressione del giudizio costante. “L’educazione non è una gara – ha dichiarato Daniele Novara –. I voti non servono a imparare. Servono relazioni, tempo, fiducia, un ambiente protetto.” Riaprire con un Nuovo Senso La nuova scuola media nasce anche come continuità simbolica: riprende infatti l’attività didattica interrotta alcuni anni fa dalle Orsoline, nella stessa sede storica, ma con una visione pedagogica radicalmente diversa. Il preside Bertamoni aggiunge che l’intento è offrire un ciclo educativo completo, in grado di accompagnare ragazze e ragazzi fin dai primi anni dell’adolescenza, un periodo delicato ma ricco di potenzialità. Un progetto Osservato a Livello Nazionale La scuola piacentina è la prima in Italia a tentare una tale applicazione sistemica del metodo Novara nella scuola secondaria di primo grado. Il progetto è sostenuto dal Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti, e dalla Fondazione Licei San Benedetto e rappresenta un laboratorio educativo osservato con interesse anche da altre realtà scolastiche. Una Sfida Ambiziosa La sfida è ambiziosa: dimostrare che è possibile educare senza giudicare, far crescere senza punire, apprendere senza competere, sancire che una scuola senza voti non è solo possibile, ma forse anche necessaria. Siamo pronti, come società, a ripensare davvero il modo in cui educhiamo i nostri ragazzi? Quante altre realtà educative si sentono pronte a raccogliere questa sfida? Fonti e Approfondimenti Diocesi – Il San Benedetto apre la scuola media Il metodo Daniele Novara https://www.sbenedetto.it/2025/07/25/a-piacenza-nasce-la-prima-scuola-media-senza-voti/ Valutazione Scolastica: Oltre i Voti, Dentro l’Apprendimento Francesca Merlo

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3 Mar
2025
Cos'è la Comunicazione in Cerchio e perché proporla in classe

Nuovi Scenari Educativi

Cos'è la Comunicazione in Cerchio e perché proporla in classe

Intervista ad Antonio Graziano: La comunicazione in Cerchio per una Scuola che nutre la Capacità di Ascoltare e Confrontarsi. Nella scuola di oggi, insegnanti e genitori si trovano spesso a gestire conflitti complessi: tra studenti, tra studenti e docenti, tra famiglie e istituzioni scolastiche. T Spesso si cercano soluzioni rapide, basate su punizioni o premi, senza affrontare la radice delle problematiche relazionali. Ma cosa succederebbe se invece insegnassimo ai ragazzi un modo diverso di comunicare, più rispettoso e costruttivo? La comunicazione in cerchio non è solo una tecnica, ma un’esperienza concreta che può trasformare il clima scolastico. Portarla nelle aule significa offrire alle giovani generazioni un'opportunità per crescere in una comunità basata sulla collaborazione e non sulla competizione. Significa rendere l’educazione civica qualcosa di vivo, reale e molto profondo: non solo parole di pace, ma un modo per affrontare e trasformare i conflitti in opportunità di crescita. Antonio Graziano, esperto di comunicazione e formatore, ci guida alla scoperta di questa metodologia, illustrando come il cerchio possa rivoluzionare l’alleanza educativa tra docenti, studenti e famiglie, rendendola capace di migliorare le relazioni e creare un ambiente scolastico più armonioso. Di seguito l'intervista che ci ha rilasciato Dott. Graziano, cos’è la comunicazione in cerchio e perché è così efficace? La comunicazione in cerchio è una modalità che permette di evitare la logica del vincitore e del perdente, creando uno spazio in cui tutti possano sentirsi valorizzati. Questo è particolarmente utile nelle relazioni in cui esiste una disparità di potere, come tra genitori e figli o tra insegnanti e studenti. Il cerchio ci permette di superare il modello basato su premi e punizioni, meccanismi che spesso limitano la scoperta del proprio potere personale. Questo tipo di comunicazione, invece, pone al centro emozioni e bisogni reciproci, ci aiuta a a riconoscerci come persone, al di là dei ruoli e delle gerarchie. In quali contesti può essere applicata questa pratica? La comunicazione in cerchio non è solo per la scuola, ma si adatta a molte realtà: contesti educativi, aziende, famiglie, gruppi comunitari. Pensiamo a un leader aziendale: oggi, un leader positivo non impone la sua autorità, ma promuove un modello di comunicazione orizzontale ed empatica. Allo stesso modo, in classe, un docente può migliorare la relazione con gli studenti creando uno spazio di dialogo aperto e rispettoso. Quali benefici può portare questa metodologia? I benefici sono molteplici: miglioramento della comunicazione, sviluppo dell’empatia, rafforzamento della collaborazione. Nelle scuole, il cerchio aiuta a creare un clima di fiducia e rispetto, favorisce l’inclusione e aiuta gli studenti a esprimersi senza paura di giudizi. Questo vale anche nelle aziende, dove le relazioni collaborative risultano più efficienti rispetto a quelle competitive. Come può essere applicata concretamente in classe? In aula, il cerchio può essere usato a tutti i livelli scolastici, dall’infanzia fino all’università. L’insegnante può guidare conversazioni su temi di interesse, risolvere conflitti o semplicemente creare uno spazio in cui ogni studente si senta ascoltato. Questo metodo migliora anche la gestione della classe, poiché riduce le tensioni e aiuta a risolvere le problematiche in modo condiviso. Può essere utile anche per risolvere conflitti? Assolutamente sì. La comunicazione in cerchio è uno strumento potente per affrontare i conflitti tra studenti, tra studenti e docenti e persino tra docenti e genitori. Spostando il focus dal giudizio alla comprensione dei bisogni reciproci, si evita di inasprire le tensioni e si trovano soluzioni più costruttive. Questa pratica può essere adottata anche in famiglia? Sì, perché aiuta a creare un dialogo basato sull’ascolto e sulla comprensione reciproca. In famiglia, il cerchio può essere un modo per discutere questioni importanti, risolvere divergenze e rafforzare i legami affettivi, senza che nessuno si senta escluso o giudicato. Come è possibile approfondire le conoscenze su questa pratica? Se vuoi approfondire la comunicazione in cerchio puoi esplorare il sito Antonio Graziano. Per organizzare un workshop o un corso di formazione sulla comunicazione in cerchio, cerca i miei contatti sul sito web e i miei canali social. Riferimenti Bibliografici Antonio Graziano, "La Comunicazione in Cerchio" Questo libro è una guida pratica alla comunicazione in cerchio, con istruzioni dettagliate e consigli utili per applicare il metodo in diversi contesti. Sito dell'autore: Antonio Graziano S. Journò, E. Maddaloni, "Mettiamoci in cerchio" Questo manuale è un ottimo strumento per chi vuole favorire il dialogo e la democrazia all'interno di gruppi, specialmente in ambito scolastico. Sito dell'editore: Mettiamoci in cerchio - La meridiana Marshall B. Rosenberg, "Nonviolent Communication: A Language of Life" Rosenberg presenta la Comunicazione Nonviolenta (CNV), un metodo che incoraggia l'empatia e l'espressione autentica dei bisogni. Il libro offre strumenti pratici per migliorare le relazioni e risolvere i conflitti in modo pacifico. Sito della CNV: Center for Nonviolent Communication (CNVC) David Bohm, "On Dialogue" Questo testo è un'esplorazione profonda del dialogo come strumento per la comprensione reciproca e la trasformazione del pensiero. Bohm esplora come il dialogo possa superare le barriere comunicative e promuovere la creatività collettiva. Sito dell'editore: On Dialogue - Routledge Margaret Wheatley, "Turning to One Another: Simple Conversations to Restore Hope to the Future" Wheatley sottolinea il potere delle conversazioni significative nel creare comunità resilienti e affrontare le sfide complesse. Il libro invita a riscoprire il valore del dialogo come strumento per la speranza e il cambiamento. Sito dell'autrice: Margaret Wheatley Brené Brown, "Dare to Lead: Brave Work. Tough Conversations. Whole Hearts" Brené Brown esplora come la vulnerabilità e l'empatia siano essenziali per una leadership efficace. Il libro offre strategie per coltivare il coraggio e la connessione nei contesti professionali. Sito dell'autrice: Brené Brown Antonella Giostra

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17 Feb
2025
Becoming Education: Un Nuovo Paradigma per la Scuola del Futuro

Nuovi Scenari Educativi

Becoming Education: Un Nuovo Paradigma per la Scuola del Futuro

Introduzione alla pedagogia integrata e sostenibile delle scuole bilingue e paritarie Negli ultimi anni, il mondo dell’istruzione ha vissuto profondi cambiamenti, spinti dall’evoluzione tecnologica, dalle nuove esigenze e dall’urgenza di sviluppare competenze trasversali. In questo contesto si inserisce il concetto di Becoming Education, un approccio che ridefinisce il significato stesso di apprendimento e che si concentra sullo sviluppo delle capacità individuali di ogni studente, accompagnandolo in un percorso di crescita continua. La proposta educativa nasce dalla convinzione che ogni bambino e ragazzo meriti un percorso di apprendimento che rispetti e valorizzi la sua unicità, abbracciando l'evoluzione individuale fin dalla prima infanzia fino all'adolescenza. L'obiettivo è gestire poli scolastici paritari e privati bilingue, per garantire una continuità educativa che accompagni i bambini nella loro crescita, con un approccio che integra in modo armonioso le esigenze cognitive, emotive e sociali di ogni giovane studente. La didattica si fonda su principi di attivazione esperienziale e progettuale, promuovendo ambienti scolastici accoglienti e stimolanti dove ogni bambino può esprimere liberamente i propri talenti e costruire serenamente il proprio percorso di crescita. In questo contesto, l'apprendimento non si limita alla mera acquisizione di conoscenze, ma si estende alla capacità di "essere, pensare, sentire, agire e divenire", in un processo continuo di evoluzione del sé. Che cos’è la Becoming Education? Il termine "Becoming Education" si riferisce a un modello educativo dinamico e in continua evoluzione, che mette al centro il processo di crescita dello studente. L’idea di "divenire" (becoming) supera la tradizionale trasmissione di conoscenze statiche e pone l’accento sulla formazione di individui capaci di adattarsi e affrontare le sfide di un mondo in trasformazione. Questo approccio non si limita alla semplice acquisizione di nozioni, ma incoraggia la capacità di apprendere, disimparare e riapprendere in base alle mutevoli esigenze della società. I Principi Fondamentali del Becoming Education Apprendimento Continuo: Un processo di sviluppo costante che accompagna l’individuo lungo tutta la vita. In questo modo, l’educazione non è più limitata ai primi anni di studio, ma si estende anche nel mondo del lavoro e oltre. Personalizzazione del Percorso: Ogni studente ha un proprio ritmo e un proprio stile di apprendimento, e il sistema educativo deve essere flessibile per rispondere a queste diversità. L’insegnamento deve adattarsi alle esigenze degli studenti, offrendo strumenti su misura per ciascuno. Competenze Trasversali: Comprende pensiero critico, creatività, capacità di collaborazione e adattabilità. Queste competenze diventano fondamentali in un mondo del lavoro in cui le professioni cambiano rapidamente e richiedono una costante capacità di adattamento. Uso della Tecnologia: Strumenti digitali e intelligenza artificiale supportano l’apprendimento in modo più efficace e inclusivo. Le nuove tecnologie consentono di creare esperienze di apprendimento interattive e personalizzate, facilitando l’accesso all’istruzione anche a chi si trova in situazioni svantaggiate. Apprendimento Esperienziale: L’educazione si basa sull’esperienza diretta, il Problem Solving e l’applicazione delle conoscenze in contesti reali. Questo approccio aiuta gli studenti a sviluppare competenze pratiche e a comprendere il valore dell’apprendimento nel mondo reale. Applicazione nelle Scuole L’adozione della Becoming Education nelle scuole richiede un ripensamento dei metodi tradizionali di insegnamento. Alcuni dei modi in cui può essere implementata includono: Riforma dei Curricula: Integrazione di materie tradizionali con competenze interdisciplinari, per favorire una visione olistica dell’apprendimento. Promozione dell’Auto-Apprendimento: Sviluppo dell’autonomia attraverso metodologie come il project-based learning e il problem-based learning, che permettono agli studenti di affrontare sfide concrete e di trovare soluzioni in modo autonomo. Formazione degli Insegnanti: Il ruolo del docente cambia, diventando un facilitatore dell’apprendimento piuttosto che un semplice trasmettitore di nozioni. Questo richiede programmi di formazione continua per gli insegnanti, affinché possano adottare metodologie innovative e rispondere alle esigenze di ogni studente. Utilizzo delle Nuove Tecnologie: Intelligenza artificiale, realtà aumentata e piattaforme digitali possono personalizzare l’insegnamento e rendere l’apprendimento più coinvolgente ed efficace. L’uso di strumenti digitali consente di raccogliere dati sulle performance degli studenti e di adattare l’insegnamento di conseguenza. Collaborazioni con il Mondo Esterno: Il coinvolgimento di aziende, università e organizzazioni nella didattica può arricchire l’esperienza degli studenti e aiutarli a sviluppare competenze direttamente applicabili nel mondo del lavoro. L'Approccio STEAM nella Becoming Education Adottare l’approccio STEAM (acronimo di Science, Technology, Engineering, Art, Mathematics) fin dal nido significa dare spazio allo spirito scientifico dei bambini, nutrendolo attraverso l’intreccio con i linguaggi dell’arte, condizione fondamentale perché ogni individuo trovi soluzioni personali di apprendimento. Le scoperte sul funzionamento del cervello hanno infatti dimostrato quanto i linguaggi creativi siano veicoli per comprendere la scienza. Si punta a far crescere bambini e ragazzi maturando pensiero critico, spirito di osservazione e di collaborazione, competenze metodologiche di ricerca e sperimentazione, capacità di progettazione, hard e soft skills. Perché questo avvenga, le scuole Becoming sono progettate per essere ‘organismi laboratoriali diffusi’. Ambienti di Apprendimento Gli ambienti in cui si svolge l’apprendimento hanno un ruolo fondamentale nel favorire la crescita degli studenti e il consolidamento delle competenze. Spazi accoglienti, flessibili e ben progettati contribuiscono a creare un clima favorevole all’acquisizione di conoscenze e allo sviluppo delle capacità personali. Gli ambienti educativi vengono strutturati per favorire il lavoro collaborativo, l’accesso a risorse didattiche diversificate e l’interazione con strumenti tecnologici avanzati. Aule e laboratori sono concepiti per stimolare la curiosità e l’indagine, offrendo agli studenti la possibilità di sperimentare e applicare concretamente le conoscenze apprese.  Ecco quali sono gli elementi chiave di questi spazi? Postazioni di lavoro modulabili: per favorire la collaborazione e il confronto tra studenti; Scaffalature con materiali sempre disponibili: per attività pratiche e laboratoriali; Dispositivi digitali e strumenti multimediali: per supportare metodologie innovative; Materiali naturali e destrutturati: per esperienze sensoriali e di esplorazione; Strumenti di ricerca come microscopi, lenti e tavoli luminosi: per approfondire fenomeni scientifici; Ampie biblioteche con un’ampia selezione di testi: per supportare l’approfondimento e la lettura critica; Aree comuni come palestre, giardini e cortili: per favorire la socializzazione e il benessere psicofisico; Spazi dedicati alla sperimentazione artistica e alla manualità, come atelier e laboratori creativi; Ambienti specializzati per la didattica esperienziale, tra cui serre, orti e cliniche botaniche; L’ambiente educativo non si limita agli spazi scolastici. La progettazione didattica prevede molte azioni che tengono conto delle risorse offerte dal territorio urbano e naturale inteso e proposto come contesto per apprendere e per esercitare competenze di cittadinanza. Bilinguismo fin dall'Asilo L’apprendimento della lingua inglese inizia fin dai primi anni di vita, diventando un elemento naturale dell’esperienza quotidiana dei bambini. Il bilinguismo rappresenta una risorsa preziosa per lo sviluppo cognitivo, favorendo la flessibilità mentale, la capacità di risoluzione dei problemi e una maggiore apertura culturale. Attraverso il gioco, il dialogo e l’interazione, i bambini acquisiscono una seconda lingua in modo spontaneo e coinvolgente. Il Ruolo della Famiglia nella Becoming Education Nelle scuole con approccio Becoming si costruiscono alleanze con i genitori, sostenendone il ruolo, riconoscendoli come partner della scuola per la crescita dei figli. Tempo e risorse vengono investiti in questa relazione, che viene coltivata lungo tutti gli anni del percorso scolastico. La forza educativa si esprime attraverso la capacità degli adulti di fare squadra: educatrici, insegnanti, coordinatori e pedagogisti promuovono il dialogo aperto con le famiglie e sono sempre disponibili ad accogliere domande e richieste di confronto. Gli strumenti di comunicazione e documentazione adottati servono a favorire la comprensione dei percorsi e le proposte pedagogiche, affinché i principi della comunità educante siano sostenute dai genitori.  Sedi e Strutture In Italia il Concetto di Becoming Education viene portato avanti dalla rete educativa Becoming Education che comprende undici realtà, tra asili nido, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Becoming Education opera nelle province di Milano, Monza Brianza, Modena e Varese. Talvolta rinnova e trasforma scuole e asili già esistenti, altre volte ne fonda di nuovi, progettandoli sin dall’inizio secondo i propri valori educativi, a partire dalla scelta degli spazi. Ogni struttura è pensata per essere un ambiente accogliente e stimolante, in cui bambini e ragazzi possano esplorare, apprendere e sviluppare le proprie competenze. Si tratta di luoghi vivi e flessibili, concepiti per adattarsi alle esigenze educative in continua evoluzione, favorendo un’atmosfera calda e inclusiva. Sfide e Prospettive Future Nonostante i numerosi vantaggi, l’implementazione della Becoming Education presenta alcune sfide. Tra queste vi sono la necessità di investimenti in infrastrutture tecnologiche, la formazione degli insegnanti e il superamento della resistenza al cambiamento da parte dei sistemi educativi tradizionali. Tuttavia, le opportunità offerte da questo approccio superano le difficoltà iniziali, aprendo la strada a un’educazione più inclusiva, flessibile e in grado di rispondere alle esigenze della società contemporanea . Conclusione La Becoming Education è un concetto che mira a spiegare come l’apprendimento possa essere un processo in continua evoluzione, tenendo conto delle sfide di un mondo in trasformazione. Questo approccio sottolinea l’importanza di sviluppare non solo conoscenze, ma anche competenze e capacità adattive, per affrontare un futuro in continua evoluzione. Se l’educazione vuole davvero rispondere alle attuali esigenze, è essenziale adottare una prospettiva che metta al centro il divenire e la crescita personale di ogni individuo. Francesca Merlo

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28 Giu
2024
Biodiversità negli asili nido: l'impatto sul sistema immunitario

Nuovi Scenari Educativi

Biodiversità negli asili nido: l'impatto sul sistema immunitario

Come rafforzare il sistema immunitario: i benefici della biodiversità nel giardino di un asilo nido. Immaginate un asilo nido dove i bambini giocano ogni giorno tra piante su un suolo ricco di biodiversità, proprio come nel sottobosco di un bosco. Questa suggestiva realtà è stata concretizzata in due città finlandesi, Lahti e Tampere, grazie a un'innovativa ricerca scientifica che ha esplorato i benefici di un ambiente naturale sulla salute dei bambini. I risultati dello studio hanno dimostrato che un ambiente ricco di biodiversità può apportare effetti positivi sul microbioma della pelle e dell'intestino, rafforzando il sistema immunitario dei più piccoli. Perché la biodiversità è importante per la salute? Nelle aree urbane, la perdita di biodiversità ha portato una ridotta esposizione ai microrganismi benefici, aumentando al contempo il contatto con quelli patogeni. Questo squilibrio può aumentare il rischio di sviluppare diverse malattie immunitarie. Lo studio finlandese ha dimostrato che incrementare la biodiversità nei cortili degli asili nido migliora la composizione del microbioma cutaneo e intestinale dei bambini, con effetti positivi sul sistema immunitario. I dettagli dello studio sulla biodiversità nei cortili degli asili nido. Lo studio, durato 28 giorni, ha coinvolto 75 bambini che frequentavano tre tipi di asili nido: asili con cortili standard, asili con cortili arricchiti di elementi di biodiversità del sottobosco e asili orientati alla natura. Nei cortili standard è stato introdotto un sottobosco composto da piante come erica nana, mirtilli e muschi. I risultati hanno evidenziato che i bambini negli asili con biodiversità presentavano una maggiore varietà di microrganismi benefici sulla pelle e nell'intestino, simile a quella dei bambini che trascorrevano quotidianamente del tempo nei boschi. Quali sono i benefici per la salute dei bambini? Questo studio suggerisce come modifiche semplici degli ambienti urbani, come l'introduzione di vegetazione e suolo del sottobosco nei cortili degli asili nido, possono apportare benefici significativi alla salute dei bambini. L'esposizione a una maggiore biodiversità microbica può ridurre il rischio di sviluppare malattie immunitarie, migliorando il benessere generale dei più piccoli. Un futuro più verde per la salute dei bambini. La ricerca dimostra chiaramente come la biodiversità giochi un ruolo fondamentale nello sviluppo di un sistema immunitario sano nei bambini. Crescere in un ambiente ricco di natura, con esposizione a una varietà di microrganismi benefici, aiuta a modulare la risposta immunitaria e a ridurre il rischio di allergie, malattie autoimmuni e altri disturbi. Investire nella creazione di spazi verdi nelle città e promuovere il gioco all'aperto sono azioni cruciali per la salute delle nuove generazioni. La tutela della biodiversità non è dunque solo una questione ambientale, ma anche un'azione concreta per garantire un futuro più sano ai nostri bambini. Alcuni riferimenti bibliografici: Studio dell'articolo Video sugli effetti benefici delle attività outdoor Studio su Asili Nido e Biodiversità https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2841828/ https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1765943/ Effetti del microbioma sulla salute https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9034083/ Wellbeing from Nature - Lahden Yliopistokampus

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13 Mag
2024
Educazione Digitale Responsabile: Il Patto dell'Istituto Gino Strada

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Educazione Digitale Responsabile: Il Patto dell'Istituto Gino Strada

In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, l'Istituto Comprensivo Gino Strada di Torino si impegna a promuovere un uso consapevole e sicuro del digitale tra i suoi studenti con il Patto Digitale. Questa importante iniziativa, nata dalla collaborazione tra scuola e famiglie, mira a stabilire regole condivise e semplici per guidare i ragazzi nella loro esperienza online, tutelando il loro benessere fisico e mentale. Un'Alleanza per un Futuro Digitale Consapevole Il Patto Digitale si inserisce nella rete nazionale dei Patti Digitali di Comunità, sottolineando l'importanza di un'azione educativa congiunta tra scuola, famiglie, educatori e istituzioni locali. L'Istituto Gino Strada, riconoscendo il ruolo centrale della "comunità educante", assume la responsabilità di accompagnare i giovani verso una crescita sana e responsabile, sia nel mondo reale che in quello virtuale. Incontro Pubblico: Dialogo e Informazione per la Cittadinanza Martedì 14 Maggio 2024, alle ore 18.00 presso l'Auditorium Rosselli (Via Ricasoli 15 a Torino), si terrà un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, con un focus particolare sui genitori e sugli insegnanti dell'Istituto Comprensivo, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria. L'evento sarà un'occasione per riflettere insieme sul benessere e la sicurezza digitale dei minori, affrontando tematiche attuali e di grande interesse. Quali sono le domande a cui si cercherà di rispondere insieme. Qual è l'età giusta per iniziare a utilizzare un dispositivo elettronico? Quanto tempo è consigliabile trascorrere davanti a uno schermo? Come gestire l'accesso a internet e ai social network? Quali sono i dispositivi più adatti ai bambini e ai ragazzi? Quali sono le possibili implicazioni sulla salute fisica e mentale dei minori? L'incontro rappresenta un'importante opportunità per acquisire conoscenze e strategie per accompagnare i più giovani verso un uso consapevole e sicuro delle tecnologie, promuovendo una cittadinanza digitale responsabile. All'evento Interverranno la Dott.ssa Alice Di Leva, Pedagogista, e la Dott.ssa Silvia Di Paola, Psicologa, entrambe esperte dell'Associazione Mec. L'associazione MEC è formato da educatori, formatori, giornalisti, specialisti in media digitali e professionisti del settore della comunicazione. È stato creato con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di percorsi che promuovano una consapevolezza critica riguardo ai media." Per Maggiori Informazioni riguardo l'incontro si invita a consultare: Il sito web dell'Istituto Comprensivo Gino Strada e la Pagina Facebook dell'Istituto Comprensivo Gino Strada. Se anche tu sei a favore dell'educazione digitale consapevole divulga l'evento condividendo questo articolo o il video dei genitori dell'IC. Gino Strada Per avere maggiori informazioni puoi scrivere una email a famiglieinrete.pattidigitali@gmail.com  seguire i social delle attività in Piemonte Facebook e Instagram; scoprire le iniziative dei patti digitali in Piemonte Patto digitale Torino, Patto digitale Collegno; scoprire le iniziative dei patti digitali sul territorio nazionale al sito https://pattidigitali.it/ Antonella Giostra

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5 Mar
2024
La Robotica Educativa nelle scuole italiane: un'occasione per sviluppare competenze trasversali

Nuovi Scenari Educativi

La Robotica Educativa nelle scuole italiane: un'occasione per sviluppare competenze trasversali

Cos'è la robotica educativa? La robotica educativa è un approccio didattico innovativo che utilizza i robot per rendere l'apprendimento più efficace, coinvolgente e divertente per bambini e ragazzi. Non si tratta di insegnare la robotica in sé, ma di sfruttare i robot come strumenti per sviluppare diverse competenze trasversali. Quali sono le competenze trasversali sviluppate dalla robotica educativa? Le competenze trasversali, definite anche life skills o soft skills, sono un insieme di abilità e capacità che si applicano in diversi contesti della vita, scolastica, lavorativa e personale. Non si tratta di conoscenze specifiche, ma di abilità flessibili e adattabili che permettono di affrontare sfide diverse con successo. Attività complesse e accattivanti come la progettazione, la costruzione e la programmazione rendono la robotica educativa terreno fertile per lo sviluppo di alcune importanti competenze trasversali. Vediamole insieme! Problem solving Gli studenti imparano a scomporre un problema complesso in piccoli passi e a trovare soluzioni creative. Pensiero computazionale. Gli studenti sviluppano la capacità di analizzare un problema, progettare una soluzione e tradurla in istruzioni comprensibili per il robot. Lavoro di squadra. Studentesse e studenti collaborano per raggiungere un obiettivo comune, imparando a comunicare e a coordinarsi. Creatività Gli studenti e le studentesse possono inventano nuove applicazioni per i robot e personalizzare i propri progetti, l'apprendimento risulta pertanto attivo e non passivo. Competenze STEM nasce in maniera naturale la motivazione che porta ad approfondire conoscenze e competenze in matematica, informatica, fisica e tecnologia. La diffusione della Robotica Educativa in Italia La robotica educativa assume un ruolo sempre più centrale nel panorama didattico italiano. Il Ministero dell'Istruzione l'ha riconosciuta come una delle competenze chiave per il XXI secolo, e i dati MIUR del 2023 confermano questa tendenza: oltre 10.000 scuole primarie e secondarie stanno adottando la robotica educativa, coinvolgendo più di 500.000 studenti. A sostegno di questa crescita, il Ministero ha stanziato 50 milioni di euro per il triennio 2023-2025 per la formazione dei docenti e l'acquisto di kit di robotica educativa. Un esempio concreto di questa evoluzione è stata la recente l'inaugurazione della prima Aula interamente dedicata alla Robotica Educativa presso la scuola primaria Giovanni Pascoli di Cinto Euganeo (PD). A ciò si aggiunge un'offerta formativa in continua crescita, con un numero sempre maggiore di corsi di formazione sulla robotica educativa. Tutti questi dati dimostrano come la robotica educativa stia diventando una componente importante della scuola italiana, offrendo agli studenti un'occasione unica per sviluppare competenze trasversali e prepararli al futuro. Risorse utili per chi vuole approfondire Scuola Futura Indire European Robotics League RoboCup Junior Video Rai Scuola

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22 Gen
2024
Nel cuore di San Salvario a Torino nasce una nuova Scuola Senza Zaino

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Nel cuore di San Salvario a Torino nasce una nuova Scuola Senza Zaino

Ebbene si, è arrivato il momento tanto atteso: l’iscrizione alle scuole primarie. E abbiamo una buona notizia da condividere con voi: il consiglio d’istituto dell’I.C. Manzoni ha deliberato la manifestazione di interesse per l’attivazione di una sezione Senza Zaino. Questo cosa vuol dire? Questa manifestazione di interesse significa che il corpo docente è interessato a seguire la formazione e ad aprire sezioni secondo il modello. Tutto ciò si traduce per i genitori nella possibilità di esprimere la propria preferenza per il modello Senza Zaino in fase di iscrizione online alle scuole primarie. Quindi, in fase di iscrizione online sul portale Unica, selezionando l’IC Manzoni è possibile aggiungere nelle note la richiesta “SCUOLA SENZA ZAINO NELL’ EVENTUALITA’ CHE SI COSTITUISCA”. Questo permetterà all’Istituto di avere un riscontro concreto dell’interesse delle famiglie e di concretizzare l’attivazione delle sezioni Senza Zaino. Il modello di scuole Senza Zaino è già presente all'interno delle scuole pubbliche in Italia con ben 290 istituti e 630 plessi, di cui due a Torino: Istituto Gabelli Primaria Duca degli Abruzzi Primaria Nel caso in cui il numero di iscrizioni alla sezione fosse sufficiente, l'IC Manzoni potrebbe diventare il terzo Istituto Comprensivo della città con una sezione "Senza Zaino". Come è nata questa possibilità? Il lavoro del comitato ''Crescere Felici'' Nel gennaio del 2023 alcuni genitori hanno assistito ad una presentazione del modello Senza Zaino e dei suoi valori da parte di un'insegnante di Torino. A seguito di questo incontro alcuni genitori hanno costituito il comitato " Crescere Felici - Comunità Educante San Salvario "con l'idea di informare più genitori possibili sulle alternative per un'educazione scolastica inclusiva ed empatica. Dalla costituzione del comitato sono stati organizzati diversi momenti di condivisione e di informazione, sono state raccolte firme ed è partito un dialogo costruttivo con il dirigente dell'I.C. Matteotti con l'obiettivo di aprire nuove sezioni "Senza Zaino" nelle scuole pubbliche primarie del quartiere San Salvario. Il pensiero di CheScuola?! Come team del progetto CheScuola?! siamo contenti di constatare che il comitato Crescere Felici stia portando avanti con determinazione e ottimismo i propri obiettivi e speriamo che la partecipazione attiva e consapevole di queste famiglie sia d'esempio per altri genitori. Insieme si può! Antonella Giostra

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5 Ago
2023
Come portare la meditazione in classe

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Come portare la meditazione in classe

Grazia Roncaglia è una formatrice e maestra di scuola primaria di Torino che promuove l'uso delle pratiche meditative in classe e in famiglia. Vista la sua pluriennale esperienza le abbiamo chiesto un'intervista per spiegarci meglio come è nata la sua idea di portare a scuola la meditazione e fornire a insegnanti e genitori alcuni suggerimenti per approfondire l'argomento. Cara Grazia per chi volesse immergersi nella pratica e portare in classe la meditazione c’è la possibilità di partecipare a corsi di formazione?  << Per sostenere gli insegnanti e i genitori in questo appassionante lavoro di “innaffiare i semi dell’umanità”, organizzo corsi intensivi e ritiri di formazione che sono aggiornati sul sito www.meditascuola.it  >> Il prossimo appuntamento di formazione rivolto a genitori, insegnanti , educatori e operatori A scuola con il corpo, la mente, il cuore è programmato per il 1-2-3 settembre 2023 a Verruia Savoia (TO) e potete trovare tutti i dettagli al seguente link Che testo consiglia per chi vuole approfondire l’argomento? << Nel libro “Verso un’educazione risvegliata, coltivare l’arte della meditazione a scuola o in famiglia” invito genitori e insegnanti a porsi alcune domande: cosa desideriamo per i nostri bambini e ragazzi a lungo termine? Cosa vogliamo coltivare in loro? E come lo facciamo? L'educazione "risvegliata" cerca di essere libera dai condizionamenti, si fonda sulla presenza empatica dell'insegnante/genitore/educatore che non presume di sapere cosa è bene per il bambino/a, ma rimane in ascolto dei suoi bisogni per orientare la sua azione educativa con saggezza momento per momento, pur avendo ben chiara la direzione in cui andare.  Il libro offre molteplici spunti metodologici e pratici che ciascuno può declinare ai propri contesti educativi. In educazione, le ricette non esistono! Per questo consiglio di cominciare da questo testo per sentire dove siamo come genitori e insegnanti, e se qualcosa risuona in noi, come educatori, dobbiamo allora scegliere di metterci in gioco. Non possiamo accompagnare qualcuno in un territorio che non conosciamo in prima persona: ecco che tocca a noi “scendere in campo” cominciando a mettere in pratica e a integrare nella nostra vita ciò che vogliamo passare. Noi siamo il modello. >> Di cosa parla il suo ultimo libro?  << Il mio ultimo libro “Aiutami a stare attento! Attività, giochi e meditazioni per allenare attenzione e consapevolezza nei bambini in età scolare” è una guida pratica per genitori e insegnanti che vogliono condurre i propri figli e alunni nel meraviglioso mondo della meta-cognizione: imparare come funziona la nostra mente per farci amicizia e imparare a regolarla con gentilezza. Contattare sé stessi, riconoscerne le proprie tendenze abituali, imparare a gestire l’energia e le informazioni che si manifestano nel corpo e le produzioni mentali che si manifestano nella mente, come i pensieri e le emozioni, sono i meravigliosi “effetti collaterali desiderati” che seguono il lavoro sull’attenzione, quando impariamo a dirigerla dentro di noi.   Queste attività di osservazione allenano infatti i bambini a diventarne testimoni e osservatori, aiutandoli a creare quello spazio che permette di non restare identificati con le emozioni. Cogliere la transitorietà e l’inconsistenza di pensieri e emozioni ci è d’aiuto nei momenti di difficoltà, in cui ne rimaniamo intrappolati: con l’autoregolazione emotiva impariamo a sentirci al sicuro, e questo ha un impatto positivo nelle relazioni con gli altri e sulle risposte dei comportamenti alle stimolazioni. Imparare consapevolmente a mantenere l’attenzione durante alcune attività quotidiane come camminare, ascoltare o mangiare si può proporre come un’esperienza giocosa che può facilitare il ritorno alla calma e alla tranquillità, oltreché a sostenere attenzione e presenza mentale in ciò che di solito compiamo distrattamente, senza consapevolezza. >> Che argomenti ritroviamo nel testo ‘’Felicemente’’ ?   << "Felicemente" è un libro adatto ai bambini a partire dall’età dei 5/6 anni, fino ai 12 /14. Propone un viaggio alla ricerca di un tesoro che sta dentro ciascuno di noi, ma per trovarlo dobbiamo prima conquistare il segreto di alcune isole, che costituiscono proprio le tappe del viaggio.  La prima è quella dell’appagamento, ovvero imparare ad apprezzare ciò che abbiamo piuttosto che recriminare e lamentarci per ciò che ci manca.  Il segreto della seconda e della terza isola riguarda le nostre relazioni, con noi stessi, con gli altri con l’ambiente: ci aiuta a riconoscere come ci sentiamo quando facciamo del bene o quando ci asteniamo dal fare del male… questa felicità profonda e duratura è quella che chiamiamo ”felicità durevole” o del “buon cuore”, una piantina che possiamo coltivare dentro di noi attraverso i giochi, gli esercizi, le meditazioni proposte nel libro.  L’ultima isola ci svela il segreto dell’auto conoscenza: si tratta di conoscere e fare amicizia con la nostra stessa mente e il modo in cui funziona… Impariamo a farlo attraverso il respiro, che è anche il ponte che ci conduce alla mente silenziosa, al posto sicuro dentro di noi dove possiamo ritirarci per tornare a casa, in contatto con noi stessi, generando autocompassione e benessere.  Posso assicurare che i bambini che imparano la strada per tornare a sé la intraprendono anche quando non c’è un adulto a ricordargli di farlo! >> E dei link da suggerire a chi fosse interessato ai sui testi? https://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_grazia-roncaglia.php, https://www.macrolibrarsi.it/autori/_grazia-roncaglia.php Per chiudere questo argomento vi suggeriamo la lettura di alcuni studi scientifici che dimostrano i benefici della meditazione in età evolutiva. Progetto Gaia e prove scientifiche Meditazione orientata alla consapevolezza per i bambini delle scuole primarie: effetti sull'attenzione e sul benessere psicologico Studio Pilota su studenti adolescenti La mindfulness per l’ADHD e i disturbi del neurosviluppo Antonella Giostra

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9 Lug
2023
"Permacultura": Educare i Bambini alla Cura della Terra e della Creatività

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"Permacultura": Educare i Bambini alla Cura della Terra e della Creatività

La permacultura è un metodo di progettazione originario dell'Australia negli anni '80 grazie a Bill Morrison. Questo approccio si basa su tre principi etici fondamentali che trovano applicazione in ambito pedagogico per stimolare la trasformazione positiva attraverso le pratiche di cura e la collaborazione con i bambini. Etica della cura della terra e delle persone La permacultura è guidata da tre etiche fondamentali: cura della terra, cura delle persone e condivisione del surplus. Queste etiche vengono trasferite anche nell'ambito pedagogico, dove la cura della natura e delle persone diventa centrale nell'educazione dei bambini. L'approccio incoraggia la connessione con la terra e la natura, facilitando un ritorno alla semplicità e all'entusiasmo dell'infanzia. Un'approccio olistico e sostenibile La permacultura è un universo vasto e integrato, che coinvolge diverse tecniche e discipline, tra cui l'agricoltura sinergica e la pratica agricola. Oltre all'aspetto agricolo, si estende alla didattica, alla finanza e all'approccio olistico al mondo, mirando a ottenere risultati ottimali con un minimo dispendio di energie attraverso una progettazione funzionale nel tempo. Cooperazione con l'ecosistema Nell'approccio della permacultura, l'uomo è considerato parte di un ecosistema interconnesso, dove piante, insetti, aromi, fiori e esseri umani convivono in cooperazione. Evitando l'uso di agenti esterni come pesticidi, si promuove un ambiente sostenibile e si ottengono rendimenti comparabili, se non superiori, all'agricoltura industriale o chimica. Rispetto per la terra e il tempo La permacultura abbraccia il rispetto per la terra, evitando di disturbare il suo equilibrio naturale. Si dà il tempo alla terra per rigenerare la sua fertilità intrinseca, insegnando ai bambini il valore dell'attesa e l'importanza di comprendere che il processo di coltivazione richiede tempo e dedizione. Progettazione creativa e trasformativa La permacultura offre un'opportunità di progettazione creativa e trasformativa, dove ogni problema può diventare una soluzione. Coinvolgendo i bambini nella progettazione di un orto, si impara a prendere spunto dai modelli unici presenti nella natura, trasferendoli in strutture stabili e artistiche, come spirali, archi e terrazze. Conclusione La permacultura rappresenta un modo significativo di educare i bambini, promuovendo l'importanza della cura per la terra e delle persone. Questo approccio olistico e sostenibile stimola una connessione più profonda con la natura e insegna ai bambini l'arte della progettazione creativa e dell'attesa. Attraverso la permacultura, i bambini possono sperimentare il potere trasformativo della cura e della cooperazione con l'ecosistema, apprendendo le lezioni della natura per un futuro più sostenibile. Per Conoscere tutti i benefici delle attività outdoor guarda il Video Annalisa Rolfo, Educatrice ed esperta di Permacultura

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17 Giu
2023
Quando la musica sostiene una Pedagogia del Cuore

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Quando la musica sostiene una Pedagogia del Cuore

Una pedagogia del Cuore In un mondo dove tutto corre veloce e si digitalizza è importante ritrovare un tempo per incontrare i bambini con uno sguardo pulito e aperto e portare loro incontro l'immagine di un mondo buono, bello e vero. In un bosco circondato da un piccolo fiume c'è una casa che si racconta fosse un mulino. Qui bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni si incontrano, vivono esperienze di senso, si possono immergere nella bellezza del lavoro fatto a mano. Nel fare a mano sono racchiusi il valore della cura, del calore, dell'attenzione, che i bambini e i ragazzi potranno portarsi con sé durante la loro vita. Le esperienze educative sono organizzate e proposte dall' "Associazione A Testa in Giù" di Coriano (RN). E' un grande tesoro dell'educazione che a seguito della recente alluvione in Romagna ha subito gravi danni ai meravigliosi spazi che ospitano i laboratori. Abbiamo chiesto ai coordinatori di raccontarci a quali valori si ispirano e la storia dell'associazione. Potete descrivere brevemente la storia della vostra associazione?  "A Testa in Giù" è un'associazione nata nel 2016, situata in provincia di Rimini, che propone come attività principali il sostegno all'istruzione parentale e alla genitorialità. Si dedica con passione alla divulgazione delle arti e degli antichi mestieri, alla ricerca pedagogica. Quali sono i valori che guidano le esperienze educative che proponete?  Crediamo in uno spazio dove possa avvenire l'incontro con l'altro, dove la parte sacra di ogni essere umano possa essere preservata, dove si possa fare l'esperienza di essere visti, accolti, amati per ciò che si è. Uno spazio per incontrare l'umano che vive in ciascuno di noi, di farlo emergere, per fare esperienze di calore e di volontà, per continuare a vivere nella reciprocità e nella speranza del bene. I principali riferimenti pedagogici sono Rudolf Steiner, Henning Köhler, Janusz Korczak e... i bambini e i ragazzi che ogni giorno arrivano con le loro domande, le loro storie, la loro unicità e rendono "A testa in giù" un posto brulicante di vita e di possibilità. Al mondo che digitalizza, corre e crea distanze noi rispondiamo facendo scoprire ai bambini la meraviglia di un tempo lento, il tempo della processualità e della verità delle cose semplici. Avete subito danni a causa dell'alluvione?  Lo scorso maggio l'acqua ha allagato il piano terra. Dopo un primo momento di smarrimento abbiamo messo in salvo tutto ciò che era possibile al piano superiore.  Pensare di riprendere le attività sembrava impossibile e invece molte persone di buona volontà hanno lavorato ininterrottamente per poter ripartire: ce l'abbiamo fatta, grazie all'aiuto di tanti. Avete fatto richieste di sostegno economico. Che tipo di risposta avete avuto? Abbiamo attivato una raccolta fondi che ha avuto un buon riscontro e che ci permetterà durante l'estate di rifare i pavimenti in legno, l'impianto elettrico e sistemare con cura lo spazio esterno. Ma ben più duramente l'acqua ha colpito cittadine a noi vicine e per questo la raccolta fondi non si ferma. A testa in giù ha un progetto parallelo: quello di arrivare ai bambini e ai ragazzi di Faenza. Già il 19, 20, 21 giugno i maestri dell'associazione saranno a Faenza per un intervento pedagogico. Il gruppo mandolinistico torinese ha deciso di organizzare un concerto per sostenervi e devolvere il ricavato alla vostra scuola. Sapete già come sarà utilizzato? Tutto il denaro che raccoglieremo ci permetterà di portare avanti questi due progetti paralleli: non solo sistemare i nostri spazi, ma anche intervenire concretamente e con continuità sul lungo periodo nella città di Faenza, anche quando in molti ritorneranno alla loro vita, senza ricordarsi della potenza dell'acqua e del fango che ha travolto questa città. Che cosa vi unisce al gruppo di mandolinistico? I vostri bambini seguono in particolare percorso musicale? Al gruppo mandolinistico ci unisce l'umanità che vive dietro il coraggio della domanda e della risposta. Alla nostra richiesta di aiuto, il passaparola tra amici e conoscenti ci ha permesso di attivare atti di solidarietà lontano da noi e interessare coloro che non erano coinvolti in prima persona. Ci sono persone come Matteo Scovazzo, Direttore dell'Orchestra, che si sono attivate fin da subito per sostenerci pur non conoscendoci.  Questa esperienza di vicinanza è fondamentale per superare i momenti di grande difficoltà e siamo profondamente grati a tutti coloro che ci hanno sostenuto con azioni e pensieri. Nelle vostre esperienze educative seguite un particolare percorso musicale? Che cosa vi unisce al gruppo di mandolinistico?  La musica per noi è una risorsa preziosa: canto e ritmi fanno da cornice alle nostre proposte. Al gruppo mandolinistico ci unisce l'umanità che vive dietro il coraggio della domanda e della risposta. Alla nostra richiesta di aiuto, il passaparola tra amici e conoscenti ci ha permesso di attivare atti di solidarietà lontano da noi e interessare coloro che non erano coinvolti in prima persona.  Al gruppo mandolinistico torinese abbiamo chiesto: "Come mai avete deciso di sostenere l'Associazione a testa in giù? "   Noi crediamo fortemente che la musica abbia un valore che va oltre le parole e può essere un valido aiuto in momenti di difficoltà e di emergenza. La musica non è solo note e vibrazioni, ma è soprattutto pensieri ed emozioni che vengono trasportati dal suono; e allora suonare con il proposito di buoni pensieri per alcune famiglie in difficoltà crea un suono del cuore molto profondo. Avete deciso di organizzare per martedì 20 giugno un concerto di beneficienza per l'associazione. Potete descriverci il concerto? Il concerto che proporremo martedì 20 giugno vuole far riscoprire lo strumento del mandolino facendo ascoltare un repertorio originale per mandolino solo, voce e mandolino e orchestra a plettro. Il mandolino è uno strumento musicale del tutto italiano ma purtroppo ad oggi poco conosciuto. Fino a cento anni fa era suonato da molte persone, animava concerti, feste, balli popolari e, inoltre, aveva anche un repertorio di prim'ordine, virtuosistico e per sale da concerto. Cosa aspettarsi dalla serata e perché partecipare? Dalla serata ci si può aspettare della buona musica e un'occasione per creare socialità: Il modo migliore per partecipare e sostenere le attività dell'Associazione a Testa in Giù. L'appuntamento Martedì 20 Giugno alle 20:30 Presso il Teatro San Giuseppe via B. Luini 90 a Torino Contributo minimo di 5 euro a persona, e 3 euro per gli altri componenti della famiglia.

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23 Mag
2023
Portare Innovazione Scolastica: a Torino nasce il comitato Crescere Felici

Nuovi Scenari Educativi

Portare Innovazione Scolastica: a Torino nasce il comitato Crescere Felici

Portare Innovazione Scolastica: a Torino nasce il comitato Crescere Felici E’ possibile portare l’innovazione educativa all’interno della scuola pubblica? Certo che SI: lo dimostrano i tanti progetti in atto e i diversi modelli che vengono integrati nelle scuole come l’approccio Montessori, Le Scuole della Felicità, il modello di Scuole Senza Zaino. La possibilità di portare all’interno delle nostre aule nuovi approcci e modelli è quindi concreta se vi è volontà da parte di dirigenti e insegnanti. Forti di ciò, alcuni genitori di Torino hanno costituito il comitato spontaneo ‘’Crescere Felici’’ con obiettivo ultimo quello di aprire nuove sezioni "Senza Zaino" nelle scuole pubbliche primarie del quartiere San Salvario. Il modello di scuole Senza Zaino è già presente all'interno delle scuole pubbliche in Italia con ben 290 istituti e 630 plessi, di cui due e a Torino: Istituto Gabelli Primaria Duca degli Abruzzi Primaria Per raggiungere l’obiettivo di aprire nuove sezioni Senza Zaino a Torino il comitato organizza incontri volti a creare rete e confronto sui temi dell'innovazione scolastica. Abbiamo chiesto ai genitori del comitato Crescere Felici di raccontare la loro storia e i prossimi passi. Quando è nata la vostra idea e una breve storia del vostro comitato? Il 21 Gennaio 2023 Elena Scarrone, Anna Gentile e Elena Di Majo hanno organizzato un incontro presso la Casa del Quartiere di San Salvario con la maestra Lucia Sciascia dell'istituto comprensivo Pertini che ha presentato il modello Senza Zaino ed i suoi valori ad un gruppo di genitori. A seguito di questo incontro è stato costituito il comitato “Crescere Felici - Comunità Educante San Salvario” con l'idea di informare più genitori possibili sulle alternative per un'educazione scolastica inclusiva ed empatica. Dalla nostra costituzione abbiamo organizzato diversi momenti di condivisione e di informazione. State organizzando eventi nel vostro quartiere per far conoscere questo modello, che riscontro avete da questi eventi? I genitori sono interessati? E gli insegnanti? Il riscontro da parte dei genitori è stato positivo: c'è voglia di partecipare e dare voce al desiderio (e bisogno) di una scuola basata su valori come il rispetto dell’individualità, la cooperazione e l’empatia. I genitori arrivano agli incontri spesso "spaventati" per l'imminente scelta della scuola primaria per i propri bambini, hanno paura di non riuscire a trovare un luogo che concordi con il loro approccio educativo e genitoriale; i genitori sentono la necessità di sentirsi benvenuti come famiglia e accolti nelle loro aspettative, alcuni esprimono il desiderio di partecipare attivamente all’interno della Scuola. Capita che le famiglie manifestino scetticismo rispetto ad una scuola “differente” da quella tradizionale ma gli studi sulle neuroscienze confermano le nostre idee sulla necessità di un rinnovamento scolastico e anche le linee guida ministeriali di fatto spingono nella stessa direzione. Dopo avere esposto le nostre idee sulla scuola, a fine incontro, riusciamo a rassicurare anche i più insicuri che sposano i nostri intenti e si associano al gruppo di lavoro. Questo per noi è il motivo trainante del nostro agire: incontrare genitori e insegnanti appassionati, che credono che una scuola diversa non sia solo possibile ma necessaria. Gli insegnanti partecipano con interesse, ritrovandosi nei valori e modus operandi che Senza Zaino ha reso un modello. I Maestri e gli insegnanti che avete incontrato conoscevano già il modello Senza Zaino?  Molti educatori e insegnanti avevano già sentito parlare del modello Senza Zaino, ma non lo conoscevano in modo approfondito.   Altri mettono già in pratica delle buone prassi che si ritrovano nel modello ma, talvolta, si sentono soli nel loro agire e sentono bisogno di una rete di supporto. Come comitato facciamo da ponte fra gli insegnanti, le scuole interessate e i formatori della rete Senza Zaino: forniamo informazioni, materiale di approfondimento sulla procedura di adesione e applicazione del modello nella propria classe, diffondiamo articoli sulla validità di questo modello Quali sono i vostri prossimi passi e obiettivi?       Stiamo continuando a promuovere il modello di scuola Senza Zaino per diffondere quei valori che dovrebbero essere alla base dell'educazione. Continuiamo a raccogliere adesioni volontarie al comitato, così da crescere e essere un gruppo sempre più nutrito. Intanto stiamo cercando di attivare richieste di adesione al modello Senza Zaino nelle scuole del quartiere...insomma stiamo facendo tanto e speriamo di continuare a farlo! Avete altri eventi pubblici in programma? Dove e quando? Certamente! Ecco i prossimi: Mercoledì 24 Maggio in Casa Maternità Prima Luce, in Via San Massimo 17 a Torino - dalle ore 16:30 Per presentare il nostro comitato e il modello Senza Zaino grazie alle maestre ed il dirigente dell'Istituto comprensivo di Busca. A seguire ci sposteremo all'aiuola Balbo per un pic nic sociale: un momento di gioco, chiacchiere e confronto. I bambini sono i benvenuti! Per maggiori informazioni collegarsi al LINK  Sabato 27 Maggio - edizione speciale del San Salvario Emporium alla Casa del Quartiere di San Salvario - dalle ore 16:30 Saremo presenti con un piccolo stand informativo sulle nostre attività e terremo una talk pubblica nel palco allestito nel cortile interno della Casa del Quartiere. Come possono restare in contatto con voi i genitori e gli insegnanti interessati? Per le nostre iniziative: -      Raccolta Firme per far sentire la nostra voce -      Modulo di adesione e partecipazione al comitato Per restare in contatto diretto con noi e rimanere informati sulle nostre iniziative · INSTAGRAM · FACEBOOK  Inoltre dal nostro sito è possibile vedere altri link rapidi a eventi e documentazione sul modello Senza Zaino. Speriamo di incontrarvi ai nostri incontri! Antonella Giostra

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17 Mag
2023
Perché insegnare musica nelle scuole?

Nuovi Scenari Educativi

Perché insegnare musica nelle scuole?

Perché insegnare musica nelle scuole? La musica insegnata sin dalla scuola può avere numerosi benefici. Sono sempre più numerose le scuole che propongono un approccio alla musica più strutturato e profondo rispetto alla classica ora di educazione musicale. Niente di più positivo: imparare la musica sin da bambini, e soprattutto in ambito scolastico, può avere moltissimi benefici sulla persona e sull’apprendimento. Cosa è “musica”? La musica è un’attività sia fisica, sia spirituale, sia intellettuale, e può avere benefici sia studiandone la teoria che praticandola concretamente. Tutti siamo immersi nella musica, la ascoltiamo ovunque, essa permea ogni nostro momento della vita: il suono, il rumore, ma anche il silenzio fanno parte del nostro ritmo vitale. Essi ci cullano in un’alternanza tra il sonno e la veglia e ci accompagnano nelle nostre attività quotidiane. Anche per questo motivo, la musica viene intesa come un “linguaggio” (spesso definito universale). Eppure la musica non ha “parole” nel senso comune. Essa utilizza suoni, e anche quando le parole vengono inserite nel suo flusso, esse vengono cantate, ovvero immerse in un contesto sonoro. Questa è la sua qualità unica. L’ascolto musicale   Il processo dell’ascolto è molto delicato e coinvolge tutti gli aspetti più profondi dell’interiorità e del sostrato fisico del nostro corpo. La musica ci ricollega alla nostra interiorità più profonda, ci ricorda che abbiamo dei sentimenti, che siamo esseri “senzienti”. Ci porta infatti a “sentire” e ad “ascoltare”. La musica vive in noi quando ascoltiamo. L’ascolto è qualcosa che avviene con tutto il corpo, così come il sentire. Una vibrazione giunge attraverso la pelle, così come attraverso le orecchie. Il ritmo viene vissuto dal corpo e può essere per esempio sonorizzato su un tamburo. Questo duplice aspetto interiore/esteriore caratterizza la musica in tutte le sue manifestazioni. Un filosofo del XIX secolo, Arthur Schopenhauer, indica che la musica è “una metafisica” delle cose, ovvero mette in comunione con l’essenza stesse delle cose, con la loro qualità più interiore. Se applicata all’essere umano, questa idea porta all’essenza stessa: l’anima, che è il sentire più profondo, che non può essere compreso da un’intelligenza astratta e fredda. Musica e benessere Questa è anche la ragione per cui la musica fa stare bene: essa ricollega a sentimenti e a emozioni che spesso, troppo spesso, nella società frenetica e nevrotica vengono relegati nell’angolo, come “cose belle, ma da dimenticare”, perché non hanno posto nel commercio, nell’economia, nell’industria, nell’intellettualizzazione generale verso cui la società contemporanea occidentale tende. La musica può anche dunque essere un bel tramonto? Certo che sì. Può essere anche un sogno, un amore, una vacanza, un libro. Tutto può diventare musica se lasciamo libera la nostra immaginazione e creatività, sentendo la musica dell’anima, una musica interiore che viene incontro da “dentro” mentre il suono fisico, la vibrazione, viene incontro da “fuori”. La nostra anima risuona con la musica esteriore e vibra con essa. Per questo motivo è tanto importante insegnare la pratica musicale ai bambini e alle bambine, perché essa è creatività pura e semplice. Parla direttamente alla loro anima. Attraverso il canto bambine e bambini sperimentano le note e le armonie, i ritmi e le melodie in modo immediato. In tutto questo, il canto coinvolge tutto il loro essere, sia nell’ascolto che nell’emissione vocale. La musica e i bambini La musica è un’attività completa. Ma come si insegna? Come si devono approcciare bambini e bambine ad essa? A tale scopo esiste un’infinità di metodi, di corsi, di approcci diversi, alcuni più razionali, altri basati sul movimento e la creatività. Alcuni si rondano sulla lettura delle note, altri sul canto. Tutti hanno in comune la volontà di portare un contenuto musicale al bambino. Non esiste “un metodo” giusto: tutti si completano l’uno con l’altro. Sta all’insegnante essere il vero cultore della musica, decidendo quale approccio utilizzare a seconda della situazione. Certamente sarebbe molto facile e conveniente avere un prontuario fisso e schematico da seguire per insegnare la musica ai bambini, ma questo non risponderebbe alle esigenze della loro essenza, a ciò che essi interiormente anelano. Si potrebbero insegnare le note in modo schematico e letterale, ma mancherebbe la parte creativa. Si potrebbe fare esperienza del movimento, ma dopo un po’ mancherebbe la parte più teorica. La musica in diverse lingue del mondo indica sia “gioco” che “suono”. Basti pensare all’inglese: “to play” indica sia “giocare” che “suonare”. Lo stesso accade nel tedesco o nel francese. Questo indica molto bene un’altra caratteristica della musica: la sua essenza creativa. La musica permette infatti di apprendere attraverso il gioco, ovvero attraverso l’immaginazione. Per un bambino o una bambina una fiaba è una cosa molto seria. Le vicende che il protagonista attraversa lo muovono profondamente nell’anima. Egli fa un’esperienza interiore quando ascolta una storia. Questo approccio creativo-immaginativo è ciò che viene definito “creatività musicale” perché è da questo contenuto che la musica trae vita e porta la vitalità stessa. Giocare è dunque una cosa seria! In questo paradosso sta tutta la pratica musicale del docente e la sua formazione. Egli deve aver sperimentato diversi approcci musicali, per poter insegnare a ogni bambino e a ogni classe ciò che la musica è. Un metodo sarà dunque tanto più valente, quanto più porterà il docente a far esperienza interiore della musica. Conclusione Un grande musicista lombardo, Claudio Gregorat, ha dedicato un libro proprio a questo sentire interiore musicale, L’esperienza Spirituale della Musica. Poter incontrare l’anima del bambino e della bambina attraverso la musica è dunque l’ideale di ogni approccio educativo che porti la musica alla prima infanzia. Tanto più si conoscerà l’aspetto interiore del bambino, tanto più la musica troverà la sua strada per stabilire una relazione sonora. L’educazione di questo tratta: "stabilire una relazione educativa attraverso la materia insegnata". E non si può che ripetere come adagio la frase di Jean Léon Jaurès: “Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere; si insegna e si può insegnare solo quello che si è”.  Matteo Scovazzo (Insegnante di Musica)

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27 Feb
2023
La Meditazione a Scuola: intervista a Grazia Roncaglia

Nuovi Scenari Educativi

La Meditazione a Scuola: intervista a Grazia Roncaglia

La letteratura oggi è piena di studi sugli effetti benefici della meditazione nella popolazione adulta. La produzione di studi sui benefici della meditazione in età evolutiva è, invece, limitata probabilmente perché ancora non sono molte le realtà che introducono sistematicamente percorsi introspettivi nella scuola. Per questa ragione abbiamo chiesto un'intervista per farci raccontare la sua personale esperienza a Grazia Roncaglia: un’insegnante di Torino che da circa vent’anni usa la pratica meditativa nella routine scolastica. Buongiorno Grazia, vuol parlarci di come è nata l’idea di portare la meditazione in classe? << La mia esperienza nasce a scuola, mettendo insieme due grandi passioni della mia vita: la meditazione di consapevolezza come pratica personale e i bambini.  Sono insegnante di scuola primaria da trent’anni, e guardo i bambini con una visione ampia: in loro vedo esseri umani che ho l’onore e la responsabilità di educare in senso olistico e armonico.  Curo allora gli aspetti corporei, emotivi, cognitivi e spirituali mettendo tutto sullo stesso piano di importanza. >> Perché crede sia importante la meditazione già alla scuola primaria? << La meditazione e le pratiche riflessive sono uno strumento prezioso per mettere i bambini e i ragazzi in contatto con sé stessi: l'auto-conoscenza e la consapevolezza di sé vanno di pari passo con il senso di responsabilità e il comportamento etico, che si esprime nei comportamenti e nei linguaggi, e persino... nei pensieri! >>   Qual è a suo avviso la relazione tra educazione e meditazione? << Una saggia educazione va oltre l’ambito personale, che è sempre il nostro punto di partenza, per coinvolgere anche quello sociale e quello sistemico, in modo interconnesso e inscindibile. Educhiamo bambini a stare bene con sé stessi, con gli altri, con le diverse comunità e ambienti a cui appartengono e con cui interagiscono, quindi con il Pianeta.>> Ci racconta che benefici ha osservato nelle tue classi? << Io pratico la meditazione in classe da 20 anni, e anche se non sono uno scienziato, posso condividere cosa ho osservato. Il mio sguardo è duplice, individuale e collettivo: mi metto in ascolto dei bambini come individui, e poi mi metto in ascolto del gruppo nel suo insieme.    I miei alunni sono vivacissimi, ma hanno imparato a fermarsi per tornare a sé stessi, con grande dedizione e impegno, ogni volta che ne sentono il bisogno o che sono invitati a farlo da me. E lo facciamo insieme. Il “gioco del fermarsi” è diventato “ascolto del silenzio”, e poi pura presenza consapevole.  Quando ho cominciato questo tipo di educazione, la parola “mindfulness” non era ancora sdoganata, e io nella scuola pubblica facevo le cose quasi di nascosto. Non potevo fare a meno di spiegare ai miei alunni come funziona la nostra mente, e invece che semplicemente dir loro di “stare attenti”, ho iniziato a cercare modi per condurli nell’esperienza diretta dell’attenzione. Introdurre a scuola momenti strutturati di pratiche riflessive, durante i quali gli studenti imparano a raccogliere l’attenzione dispersa all’esterno per dirigerla all’interno di sé, diventando gli osservatori delle sensazioni corporee, del respiro, dei loro stessi pensieri e delle emozioni, implica molto di più che il semplice potenziamento delle capacità attentive da cui sono partita.  Significa intraprendere un prezioso viaggio di autoconoscenza che include un’alfabetizzazione corporea e emotiva, che sono alla base della regolazione cognitiva. >> E per chi volesse immergersi nella pratica e portare in classe la meditazione potrebbe approfondire in questo articolo. Antonella Giostra

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15 Ott
2022
Scuole Gentili: quando sono nate, dove trovarle e come diventarlo

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Scuole Gentili: quando sono nate, dove trovarle e come diventarlo

Scuole Gentili: quando sono nate, dove trovarle e come diventarlo. La Pedagogia della Gentilezza è entrata in diverse realtà educative dette Scuole Gentili. Qui, attraverso strategie dedicate, si vogliono sviluppare competenze socio emotive importanti nei bambini come l'empatia. Ma quali sono le realtà educative che portano avanti questa rivoluzione silenziosa? Scopriamo insieme la loro storia, dove trovarle e come entrare a far parte della Rete. Quando nascono le Scuole Gentili  E’ il 2020 quando, nel disorientamento generale del primo lockdown, prende spontaneamente forma un movimento che mette al centro la Gentilezza e si impegna in numerose azioni a sfondo sociale per contribuire al benessere collettivo. C’è chi canta dal balcone e fa sorridere il quartiere, chi fa la spesa per sé e per il vicino, chi impara l’arte di esserci per l’Altro. A ispirare tutto questo è un libro, “La biologia della Gentilezza”, in cui Daniel Lumera e Immaculata de Vito raccontano come rabbia, stress e sofferenza mettano a dura prova il benessere e la qualità di vita di ognuno. La cura a tutto questo? Sorridere, ringraziare, perdonare. Esaminando i risultati di numerose ricerche scientifiche, infatti, gli autori dimostrano come ottimismo, gratitudine e perdono abbiano un’influenza diretta e misurabile sulla salute della mente, del corpo e delle cellule stesse. Un’aspettativa di vita più lunga, una salute più robusta, cellule che si consumano più lentamente: chi l’avrebbe mai detto che una gentilezza qualunque potesse fare così bene? In breve a questa “solidarietà a cascata” che prende il nome di “Italia Gentile” si uniscono privati, imprese, associazioni e istituzioni, tutti accomunati dal desiderio e dalla fiducia di poter fare qualcosa di più. Scuola Gentile è uno dei progetti frutto di questo Movimento: un progetto di innovazione rivolto specificatamente all’educazione che si impegna a portare la Gentilezza nelle scuole. A renderlo possibile è la My Life Design ONLUS, associazione di volontariato che promuove una radicale trasformazione sociale attraverso un’educazione più consapevole ed empatica.  Nella sua realizzazione, dunque, questa iniziativa rappresenta non solo la possibilità di portare la Gentilezza come materia nelle scuole, ma l’occasione per bambini e ragazzi di esplorare con maggiore consapevolezza la propria vita, imparando a conoscere profondamente se stessi e fare di quella conoscenza e comprensione una risorsa per sé e per gli altri attraverso un'attitudine di vita gentile. Per promuovere questa Rivoluzione educativa c’è bisogno di una rete e il Movimento “Scuola Gentile” si impegna quotidianamente per interconnettere le realtà scolastiche che hanno scelto di cambiare, supportandole nella realizzazione delle iniziative e mettendo a disposizione esperienze e metodi. Di scuola in scuola, di classe in classe, un bambino alla volta, per seminare un modo più compassionevole di stare al mondo. Dove trovare le Scuole Gentili A partire da settembre 2021, 16 sono già gli Istituti che hanno scelto di proclamarsi “Scuole Gentili”, portando avanti coi propri ragazzi questa rivoluzione silenziosa. Ecco un elenco completo delle città e delle realtà educative protagoniste del cambiamento: Senigallia (AN) Nido “Il Chicco” Cagliari (CA) Liceo delle scienze umane Eleonora d’Arborea Lamezia Terme (CZ) Liceo Tommaso Campanella Firenze (FI) Scuola primaria Rossini Grosseto (GR) Scuola primaria "Andrea da Grosseto" Casargo (LC) Istituto Alberghiero  Cervia (RA) Scuola Primaria M. Buonarroti Palestrina (Roma) Scuola secondaria di primo grado Istituto Pierluigi                Massafra (TA) Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco" Mazara del Vallo (TP) Istituto Comprensivo Borsellino-Ajello Mazara                   Mazara del Vallo (TP) Liceo Adria-Ballatore Mazara del Vallo (TP) “Piccoli Semi” Mazara del Vallo (TP) I.I.S.S. Ruggiero D’Altavilla Arco (TN) Scuola Secondaria di primo grado Nicolò d’Arco Arco (TN) Centro di formazione Professionale Enaip di Riva del Garda Cerro Veronese (VR) Scuola primaria Cerro Veronese Come unirsi alla Rete Scuole Gentili Entrare nella rete è facile, come un sorriso a chi vogliamo bene. Per approfondire e conoscere il Manifesto della “Scuola Gentile” basta scrivere una mail a: edu@mylifedesign.org e mettersi in contatto con Valeria Pompili, la Responsabile area educazione della My Life Design ODV. E dopo che succede? A quel primo contatto via mail, seguono: • un incontro online formativo rivolta a insegnanti, dirigenti e genitori per esplorare insieme il progetto e i cambiamenti che mira a promuovere; • un successivo incontro in presenza con i bambini e i ragazzi, per dialogare insieme sulla Gentilezza e procedere ufficialmente alla firma del Manifesto.  Da quel momento, ogni istituto può realizzare autonomamente iniziative in linea con il Manifesto, ricorrendo al supporto di My Life Design ODV, partner di riferimento nella rete dei progetti gentili, che mette a disposizione della rete il metodo in ambito educativo affinché si possa realizzare/diffondere un nuovo paradigma educativo di conoscenza e benessere/consapevolezza e benessere/sapere, fare ed essere.

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27 Mar
2022
Intervista a Sonia Coluccelli

Nuovi Scenari Educativi

Intervista a Sonia Coluccelli

 Sonia Coluccelli: l'intervista di Che Scuola  La scorsa settimana abbiamo avuto il privilegio di intervistare Sonia Coluccelli insegnante di scuola primaria da 25 anni e punto di riferimento nazionale del mondo Montessori (insegnante e responsabile della formazione per la Fondazione Montessori Italia). Quando abbiamo presentato Sonia con queste parole la sua osservazione è stata ‘’nel CV avete dimenticato di dire che sono mamma di 4 figli’’. Sonia ci racconta, dunque, di come il suo ruolo di protagonista e instancabile ricercatrice del cambiamento nel mondo della scuola pubblica, sia nato proprio dal suo essere mamma, e dalla scoperta di quanto il rinnovamento della scuola fosse urgente. Durante un appassionante dialogo Sonia ci ha raccontato dell'apprendimento del bambino e il ruolo dell' insegnante nella visione di Maria Montessori e di come l’osservazione del bambino e la fiducia nel suo naturale istinto all’apprendimento abbia suggerito gli strumenti pedagogici che troviamo ancora oggi nelle aule montessoriane. Il fatto che sia stata l'attenta osservazione del bambino a guidare Maria Montessori nello sviluppo di un pensiero pedagogico e di un metodo spiega perché, con il passare dei decenni, il metodo risulti sempre attuale e strumenti pedagogici molto simili siano stati individuati e proposti da altri Pedagogisti. L’intervista è stata ricca di spunti di riflessione e per qualche genitore di commozione. La Casa delle Meraviglie di Revigliasco (TO) ospiterà a breve un corso speciale tenuto da Sonia Coluccelli dal titolo ‘’Metodo Montessori e contaminazioni passate, presenti e future’’. OBIETTIVI DEL CORSO Il corso proposto da Sonia Coluccelli è un concentrato di formazione della durata di 100 ore rivolto a insegnanti, educatori e genitori interessati ad amalgamare i fondamenti dell'educazione Montessori con le variopinte contaminazioni pedagogiche che hanno lasciato un segno importante nel Novecento: il Giornale dei Bambini di Mario Lodi, la scrittura collettiva di Don Milani, le tecniche dell’apprendimento cooperativo e del consiglio di cooperazione, la comunicazione nonviolenta di Rosenberg, i giochi linguistici di Rodari, solo per citarne alcune. L’obiettivo del corso è quello di fornire competenze formative sfruttabili sia da insegnanti che da genitori che scelgono l'istruzione familiare per i loro figli. Il corso sarà orientato principalmente alla fascia 6-11 anni ma i fondamenti del metodo Montessori che verranno acquisiti saranno utili anche a chi si occupa dei bambini della fascia 3-6 anni. PROPOSTA  Alcuni temi, per esempio le riflessioni sugli aspetti pedagogici, le emozioni e le relazioni, l'autocorrezione, le nomenclature e l'approccio alle lettere e ai numeri... interesseranno un pubblico più vario, coinvolgendo anche insegnanti e genitori della fascia "materna". Altri temi, come il lavoro sulla lingua e la costruzione narrativa, come l'apprendimento cooperativo e tutte le altre contaminazioni già citate, interesseranno un pubblico più orientato ai bambini della fascia primaria. L'aspetto molto pratico delle lezioni permetterà a insegnanti e genitori di trovare in ogni esperienza vissuta nel corso uno stimolo rispetto al proprio interesse. Le giornate avranno un primo momento teorico di introduzione del tema, seguito da pratiche di gruppo per sperimentare in prima persona le attività da proporre ai bambini. QUANDO Il corso è composto da due "seminari residenziali" di 5 giorni consecutivi (uno prima e uno dopo l'estate) e da un'ultima parte da 20 ore a settembre. Tre moduli: - il primo è costituito da 40 ore di lezione in 5 giorni continuativi a fine giugno (25-29 giugno), - il secondo, da altre 40 ore a fine agosto (25-29 agosto) - terzo, da due incontri dopo l'estate (20 ore in date ancora da definire). DOVE Le lezioni si terranno presso gli spazi aperti della Casa delle Meraviglie di Revigliasco, sulla collina di Torino fra giardino e bosco. ATTESTATO Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione firmato da Sonia Coluccelli. . PER I BAMBINI Mentre gli adulti saranno impegnati con il corso Montessori, la casa delle meraviglie darà la possibilità, per chi ne avesse bisogno, di iscrivere i propri bimbi a un'emozionante esperienza di Outdoor Education nel Bosco delle Meraviglie organizzato rispettando le disposizioni di legge che saranno in vigore in quel momento. ISCRIZIONE Per iscriversi è necessario scrivere una mail a casadellemeraviglietorino@gmail.com con oggetto "Iscrizione corso Montessori". Per informazioni e prenotazioni: La Casa delle Meraviglie Associazione Culturale,  casadellemeraviglietorino@gmail.com Strada Maddalena 102/9, Moncalieri (TO) Chi è Sonia Coluccelli Sonia Coluccelli è mamma di quattro figli, laureata in Filosofia, insegnante di scuola primaria a indirizzo montessoriano, formatrice e responsabile per la formazione presso la Fondazione Montessori Italia. Si occupa di ricerca educativa e valorizzazione dei percorsi di didattica non tradizionale e dal 2013 è coordinatrice della Rete Scuole Montessori Alto Piemonte. Come autrice collabora con siti e riviste e ha pubblicato vari libri: Un’altra scuola è possibile? (Il leone Verde);  Il metodo Montessori oggi (Erickson); Montessori incontra... (Erickson) ed Educare e crescere tuo figlio con il metodo Montessori (Ed. Newton Compton).

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