Articoli di orientamento


14Dic
Scuole Senza Zaino: quando sono nate, dove trovarle e come aderire

Scuole Senza Zaino: quando sono nate, dove trovarle e come aderire

Il Progetto delle Scuole Senza Zaino L'approccio delle Scuola Senza Zaino è una rivoluzione pedagogica e didattica nata alla fine degli anni Novanta che si prefigge, non solo di “fare scuola”, ma di “essere scuola” in un modo diverso, scardinando tutto ciò a cui siamo abituati per promuovere una modalità più inclusiva di vivere lo spazio educativo. Questa intuizione mette le sue radici, quando un coraggioso Dirigente lucchese - osservando la ben nota inquietudine dei ragazzi fra i banchi - si chiese che cosa si potesse fare di diverso per coinvolgerli e coltivare in loro una sfegatata curiosità e una gioiosa disponibilità alla fatica. Sperimentazione dopo sperimentazione, senza mai perdere l’entusiasmo, Marco Orsi e il suo team di docenti accolsero quella scontentezza come una sfida e ne fecero uno stimolo per ripensare alle pratiche educative affinché fossero più vicine ai bisogni dei propri studenti.  Così nel 2002 è nato il progetto Senza Zaino e, dal suo inizio ad oggi, ha visto più di 290 istituti e 630 plessi abbracciarne la missione: sparse in tutta Italia, sono centinaia le scuole che quotidianamente (e senza alcun costo per i genitori!) portano avanti questa rivoluzione. Guardiamo queste scuole più da vicino per scoprire cosa succede nelle loro aule, dove trovarle e i diversi modi pensati per supportarle attivamente nel loro lavoro. Dove trovare le Scuole Senza Zaino In tutta Italia! Le Scuole Senza Zaino sono tante, tantissime, sparse in tutta la penisola. Impossibile elencarle tutte, ma individuarle è un gioco da ragazzi! Se siete di Torino potete trovarle nel motore di Ricerca di Che Scuola selezionando il metodo educativo senza zaino nel filtro avanzato. E’ possibile impostare la ricerca per indirizzo, inserendo il nome dell’Istituto o manualmente, attraverso la mappa interattiva. Se siete di un'alta città potete invece sfruttare il sito della Rete Senza Zaino sono tutte presenti, organizzate in un elenco secondo l’ordine alfabetico delle province e accompagnate da una cartina che consente di trovarle a colpo d’occhio. Come aderire  Entrare a far parte della rete è un percorso a step i cui passi (e i documenti necessari!) sono facilmente individuabili sul sito nella sezione apposita.  Il primo passo è segnalare il proprio interesse, il secondo capire insieme cosa spinge la Scuola ad entrare nella famiglia Senza Zaino, sondando consapevolezza e motivazione. Ogni scuola, infatti, si approccia al Senza Zaino in maniera diversa, partendo da situazioni e premesse sue proprie e di tale specificità la Rete si prende cura per accoglierla come merita. Da quel momento in poi, la Scuola verrà assistita da vari soggetti territoriali come il Referente regionale e le Scuole Polo del territorio, per incontrarsi, approfondire insieme e formalizzare l’adesione con la firma del Dirigente (e il supporto di tutti gli insegnanti!) Per saperne di più collegarsi alla pagina dedicata. Vorresti partecipare al progetto ma non sei una scuola? C’è spazio anche per te! Lungi dall’essere un Associazione unicamente rivolta agli addetti ai lavori, quella della Senza Zaino è una famiglia aperta, che accoglie chiunque si riconosca nel modello di una scuola nuova fondata sui valori di Ospitalità, Responsabilità e Comunità. Aderire all’Associazione significa non solo sostenere materiale un Progetto sociale di ampio respiro, ma regalarsi anche una serie di vantaggi e opportunità formative! Ad attendere genitori, insegnanti e tutti gli amanti dell’educazione che vogliono restare al passo, ci sono: • Sconti sulle attività formative della Senza Zaino School • Partecipazione gratuita a seminari/corsi ai primi che si iscrivono • Una newsletter per rimanere sempre aggiornati sulle attività dell’Associazione Aderire è semplice, attraverso la Tessera annuale: se sei interessato ad approfondire i dettagli o ti senti già pronto a salire a bordo, clicca qui: https://www.senzazaino.it/tesseramento Raffaella Gagliardi

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11Nov
Scuole Senza Zaino

Scuole Senza Zaino

Scuole Senza Zaino A chi per la prima volta s’imbatte in una realtà scolastica Senza Zaino, la domanda sorge spontanea: è possibile mandare i bambini a scuola senza le loro ingombranti conchiglie di stoffa?  A queste perplessità risponderemo che sì, è possibile! Certo, non basta spogliare gli studenti del loro amato fardello per stravolgere il modello educativo di una scuola, ma da questo gesto apparentemente innocuo si può partire per cambiare in meglio un sacco di cose.  L'approccio Senza Zaino è una rivoluzione pedagogica e didattica che si prefigge non solo di “fare scuola”, ma di “essere scuola” in un modo diverso. In particolare, scardina lo stereotipo degli spazi, attività e abitudini a cui siamo abituati per promuovere una modalità più inclusiva di vivere lo spazio educativo, affinché i bambini possano sentirsi protagonisti e membri di una comunità di cui prendersi cura. Vediamo che cosa le rende speciali, e perché hanno scelto di chiamarsi in questo modo. Perché ''Senza Zaino''? E’ dalla riflessione sugli oggetti - intesi come arredi, strumenti e ambienti - che ha preso vita la pedagogia Senza Zaino.   “Noi siamo partiti da un oggetto apparentemente banale, feriale, quotidiano: lo zaino che utilizzano i nostri bambini e i nostri ragazzi per andare a scuola. Perché, ci siamo chiesti, viene impiegato solo nelle scuole? Perché gli adulti per andare a lavoro tutt’al più portano con sé cartelle o borse leggere? [...] Il dizionario ne dà questa definizione: «Sacco di tela robusta rinforzato e munito di cinghie per essere portato a spalla, sia da soldati, che alpinisti e gitanti.›› Dunque l’utilizzo dello zaino non è un fatto neutrale, indifferente: mette in rilievo, da subito, un’immagine di ambiente perlomeno inospitale. E’ stato inventato per affrontare situazioni disagevoli, se non impervie. Siamo di fronte allora a un’organizzazione che struttura un ambiente (formativo) in modo tale che per essere vissuto necessita che gli alunni si impegnino in un trasporto quotidiano di cose che servono ad attrezzare un luogo altrimenti spoglio, senza dotazioni, privo degli equipaggiamenti di base.” Così Marco Orsi, fondatore del progetto Senza Zaino, racconta la genesi del progetto nel suo libro “A scuola senza zaino. Il metodo del curricolo globale per una didattica innovativa” : - se gli oggetti e gli spazi condizionano il modo in cui si fa scuola, così come il rapporto fra insegnanti e bambini, ristrutturarli è il punto d partenza per lavorare a un modello educativo più accogliente e funzionale all’ apprendimento. La scelta di liberarsi dell’ingombrante compagnia dello zaino, dunque, non è la mera stravaganza di un Dirigente un po’ naïf, ma la parte ultima di una revisione profonda che sceglie di fare della Scuola un luogo a misura di bambino, dove il necessario è a disposizione di tutti perché possano sentirsi liberi di creare e al contempo prendersi cura di spazi e persone. Cosa rende speciali le Scuole Senza Zaino. 1) Non ci sono banchi singoli, cattedre e i materiali restano in classe. Stop alle trincee di banchi schierate di fronte alla maestre; i banchi sono disposti per favorire l'interazione, la cooperazione e i lavori di gruppo rivoluzionando la geografia dell’aula, la pedagogia Senza Zaino trasforma la classe in una micro comunità, dove ognuno sente come propri gli oggetti di tutti e percepisce come necessario e vitale il suo contributo alla vita del gruppo. L’idea complessiva è quella di un’aula-bottega, dove gli attrezzi del pensare e del fare sono a disposizione di tutti e i bambini sono chiamati, come piccoli artigiani, a osservare, progettare, creare per risolvere quelle che sono piccole sfide quotidiane.  Le classi diventano spazi aperti e gli arredi isole di lavoro mobili per agevolare il momento dell’apprendimento, sia esso un laboratorio, il confronto di gruppo o un disegno da soli. Per la prima volta compare in aula l’ “Agorà”, un’area soffice dove i bambini si radunano ogni mattina per condividere stati d’animo e discutere il da farsi, come una piccola assemblea di cittadini nell’antica Grecia che definisce insieme la direzione della comunità. 2) Mette al centro la comunità.  Riordinare l’aula insieme, personalizzarla, ridipingere insieme quel muro un po’ triste: attraverso la suddivisione dei lavori e la partecipazione diretta alle faccende di ogni giorno, i bambini vengono coinvolti attivamente nel processo e abituati a pensarsi non come comparse di una commedia, ma registi e protagonisti di tutto ciò che va in onda in classe. A partire dalla semplice introduzione dell’Agorà, poi, crescono sperimentando una scuola democratica, dove si impara a discutere insieme e a fare scelte come risultato di una volontà condivisa che non ha bisogno di imporsi dall’alto. E' il momento in cui gli insegnanti trasmettono il valore e l'importanza dell'ascolto reciproco, in cui ciascun bambino porta all'attenzione dei compagni il proprio quotidiano raccontando avvenimenti importanti del giorno prima, è l'occasione per parlare delle novità belle e brutte e di ciò che accade nel mondo fuori dalla scuola. In questo contesto - che riesce ad essere autorevole pur rispettando le individualità di ognuno -, la voce e la presenza dell’insegnante diventano una guida che accompagna il gruppo alla scoperta di sé, degli altri e del mondo. 3) Promuove valori più sani. La pedagogia Senza Zaino raccoglie le sfide attuali, come l’indifferenza, il consumismo e la competizione per coltivare un legame profondo e autentico fra l’individuo e il mondo. Basta vantarsi per ciò che si possiede, gareggiare con gli altri per portare a casa il risultato migliore: a inizio anno, con una piccola cerimonia che stimola il senso di comunità, ognuno riceve una cartella uguale a quella degli altri e impara a guardare i compagni come alleati che giocano nella stessa squadra. La valutazione si fa mite - passando dai voti-etichette a descrizioni gentili -, mentre alle regole imposte e alle punizioni si preferiscono l’ascolto empatico e il perché delle cose, affinché ognuno diventi capace di essere se stesso senza calpestare i bisogni degli altri.   L'importanza di darsi il buongiorno! Una delle cose che rende speciali le scuole Senza Zaino è l'abitudine di darsi ogni mattina il tempo per "salutarsi". Ad attendere i bambini non c’è alcun "Aprite le cartelle, ora cominciamo!", ma uno spazio confortevole per connettersi e ritrovarsi. Nella filosofia Senza Zaino, infatti, è difficile essere pronti per la prossima gara, se prima non si è celebrato come si deve il piacere di essere una Squadra! Gli spunti per farlo possono essere tanti: una storia da leggere, un gioco per raccontarsi il weekend o una semplice domanda rimasta in sospeso nell'aria: seduti insieme nell'Agorá, i bambini si raccontano, ridono, imparano, ed esplorano l’essere se stessi. Se è vero che in ogni scuola c'è l'abitudine di darsi il buongiorno, nelle Senza Zaino questo gesto diventa un momento istituzionale, un rituale mattutino cui è affidato il compito di introdurre i bambini nello spazio scolastico affinché possano abitarlo con gioia.    Scegliere di stare in un luogo e prendere parte a ciò che in esso accade, infatti, è un premessa indispensabile - e troppo spesso trascurata - quando si parla di apprendimento. Ecco che offrire quotidianamente ai bambini uno spazio di espressione e connessione col gruppo - lungi dall’essere un “tempo sottratto all’apprendimento” - è un booster di motivazione per massimizzare e consolidare gli apprendimenti.  Ma c’è di più! Quello dell’Accoglienza è un momento creativo e mai uguale a se stesso, che si presta a tutto ciò di cui c’è bisogno: ecco che nei giorni che precedono il Natale, allora, può trasformarmi in un Calendario dell'Avvento vivente, dove i genitori portano in dono qualcosa di utile o i propri talenti, improvvisandosi maestri di creatività e spensieratezza per i propri bambini. La pedagogia in sintesi Quella Senza Zaino è dunque una pedagogia dai “piedi per terra”, che mira a ridurre la distanza della Scuola dal Mondo - come fra il Sé e l’Altro - affinché crescervi non sia un passaggio forzato, ma un’opportunità per prepararsi al Dopo conservando il coraggio di cambiarlo. Lavora perché l’apprendimento non sia “tutta Testa”, ma coinvolga attivamente il Corpo e le Mani, ricomponendo quella frattura fra un Sapere puramente astratto e un non meno valevole Saper Fare. Così, accanto allo scrivere, parlare, ascoltare compaiono il fare, lo spostare, l’esplorare; si passa dall’obbedire, l’adeguarsi, il rinunciare all’esprimersi, discutere e cambiare. Accanto a tutto questo, non dimentica il Cuore, e si impegna a rendere la Scuola un luogo accogliente, fatto di Collaborazione, Scoperta e Libertà, perché i bambini possano desiderare di farvi ritorno con la stessa gioiosa impazienza con cui ogni sera varchiamo la soglia di Casa. Come trovarle? Ad oggi sono più di 290 gli istituti e 630 i plessi che partecipano al Progetto Senza Zaino, scuole pubbliche e paritarie, con una pluralità di soluzioni educative che accompagna i bambini dalla fascia 0-3 anni fino alla Secondaria di Secondo Grado. Se sei di Torino puoi trovare le Scuole senza Zaino del territorio grazie al motore di Ricerca di Che Scuola selezionando nel filtro avanzato il metodo educativo "Senza Zaino" oppure puoi scrivere il nome dell’Istituto, o muoverti grazie alla mappa interattiva. E se vuoi saperne di più su come come aderire alla rete ecco un articolo dedicato. Raffaella Gagliardi

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22Ott
Open Day alla scuola dell'infanzia: una guida per i genitori

Open Day alla scuola dell'infanzia: una guida per i genitori

Open day nelle scuole dell’infanzia I giorni di open day nelle scuole dell'infanzia sono di grande interesse per tante famiglie. Queste giornate sono un'occasione per capire cosa differenzia una scuola dell’infanzia da un’altra. Gli open day nelle scuole dell'infanzia permettono di conoscere i coordinatori e gli educatori di un plesso e, generalmente, prevedono un tour che consente di osservare come sono organizzati gli spazi: aule, bagni, mense, cortili e palestre. La scuola in questa occasione cerca descriversi al meglio dedicando alle famiglie circa 2 - 3 ore. Vista l’importanza che rivestono questi momenti vi presentiamo alcune possibili domande da porre agli educatori per poterli sfruttare al meglio. Tra le domande che suggeriamo è bene che i genitori scelgano quelle che sentono come più importanti sulla base del proprio sentire. Domande sulla linea pedagogica della scuola d'infanzia • Il progetto educativo descrive della scuola dell'infanzia descrive il pensiero pedagogico della scuola e la giornata tipo, riassumendo le attività svolte e gli obiettivi di ciascuna di esse. E’ possibile avere una copia il progetto educativo in modo da poterlo leggere in famiglia? • Che linea adottate se un bimbo picchia o morde un altro bambino? • Che linea adottate se il bambino non ascolta o non rispetta le regole? • Quali sono le regole trasmesse al bambino?  • Quanto tempo è dedicato alle attività programmate/strutturate e quanto al gioco libero?  • E’ prevista attività motoria e per quante ore settimanali?   • I bambini hanno uno spazio esterno e quanto viene utilizzato mediamente? Dipende dall'insegnante o c'è una linea generale della scuola sull'uso di questi spazi? E' prassi farli uscire anche se piove o fa freddo? • Che tipi di attività vengono svolte? (manuali, musicali, linguistiche, motorie), da chi vengono svolte (personale interno o esterno, le cambiate ogni anno?) sono all’interno della scuola o esterne? Sono attività extra a pagamento? È possibile non partecipare alle attività proposte? • Durante l’anno i genitori vengono coinvolti nella scelta delle attività? • Come sono suddivisi i gruppi di bambini in età? Le classi sono omogenee o eterogenee? (Se eterogenee: ci sono dei momenti in cui bambini di età diversa sono insieme e come interagiscono?) • Capita che i bimbi guardino la tv? Con che frequenza settimanale/mensile? • Che strategia o che regole adottate per la somministrazione del cibo e dei liquidi? Se il bambino si rifiuta di mangiare qualcosa come intervengono gli educatori ? E se non mangia la merenda? Vi è una metodica comune che riguarda la scuola o è gestita dalla maestra? Il genitore ha la possibilità di decidere se e quanto l’insegnante può insistere se il bambino non vuol mangiare? Per la merenda la strategia è a stessa? Domande sulla routine nella scuola dell'infanzia • A che ora i bimbi mangiano e fanno la nanna? Conoscere questi tempi è importante perchè permette alla famiglia di iniziare a sincronizzare le abitudine del bambino a quelle della scuola e rendere il passaggio più naturale. • Gestione della nanna: i bambini vengono svegliati dopo un tempo ben stabilito? Quanto dura la nanna ? Fino a che età scegliete di fare dormire il bambino? Se un bambino non vuol dormire come occupa il tempo durante la nanna degli altri bambini? Viene data o meno al bambino libertà di scelta riguardo il proprio riposo? • Proponete gite esterne durante l'anno? Dove vengono portati e da chi sono accompagnati? • Se il bambino fa la pipì addosso chi lo accudisce? Fino a che età vengono accompagnati in bagno? • Come avviene l'inserimento? Tempi e modalità dipendono dal bambino o sono generali? Questa domanda è molto importante perché un inserimento lento generalmente rispecchia i tempi del bambino, soprattutto se non ha frequentato il nido e la scuola dell’infanzia risulta la prima esperienza in collettività. Avere chiari questi tempi permette ai genitori di organizzare i permessi necessari a lavoro. In alcune scuole, soprattutto quelle pubbliche, il bambino potrebbe cominciare il tempo pieno anche dopo tre settimane dall'inizio dell'inserimento. Inoltre, non tutti i bambini cominciano l’inserimento con l'inizio della scuola ma vengono suddivisi in gruppi. Il risultato è che la scuola potrebbe cominciare il 10 settembre e il vostro bambino frequenterà la scuola a tempo pieno solo verso il 15 ottobre.  Domande sull'organizzazione interna alla scuola dell'infanzia • La mensa è all’ interno della scuola o viene fornita da un’azienda esterna? Il cibo è biologico? E’ possibile avere una dieta personalizzata in caso di allergia? • Che tipo di merenda viene somministrata? Cracker e biscotti per gli spuntini? Oppure frutta/semi?  • I bambini bevono durante la giornata? Cosa e quando? • Il bambino ha un suo spazio/armadietto? Quale è il materiale che sarà necessario durante l'anno? Questo aspetto non è indifferente, spesso un po' stressante reperire tutto il necessario pochi giorni prima dell’inizio della scuola, pensarci per tempo vi aiuterà. • Il bimbo può portare degli oggetti cari da tenere con sé durante la giornata ? • Durante l’anno sarà necessario portare del materiale extra per le attività da svolgere? • Gli orari di ingresso/uscita quanto sono vincolanti?  Cercate di valutare da subito l'elasticità sugli orari. Se in famiglia ci sono più bambini che frequentano spazi diversi, questo aspetto avrà spesso un grande impatto nell’organizzazione familiare, se entrambi i genitori lavorano e i tempi sono stretti. Se avete i secondi contati meglio optare per una scuola con orari elastici o un intervallo di tempo di almeno 20 minuti per il ritiro. • Durante l’anno è possibile cambiare il tempo scuola? Da part-time a full-time e viceversa? • Sono presenti telecamere nella scuola e come sono gestite? • E’ possibile conoscere il calendario delle vacanze? Cominciare a capire da subito come organizzare i bambini durante le vacanze è importante per organizzare ferie ed eventualmente la gestione con il supporto familiare o una babysitter. • Vengono organizzate riunioni collettive con gli educatori o colloqui personali? • Si può lasciare il passeggino in struttura? Le bici e i monopattini dei bimbi? • Se si arrivasse in anticipo a scuola c'è una pensilina o luogo coperto dove possono sostare i bambini in caso di forte pioggia? • C'è possibilità di parcheggiare facilmente? • Quante classi sono garantite con personale di ruolo? C'è la possibilità che i bambini cambino insegnante durante l'anno? Quanti sono gli insegnanti per classe? Considerazioni finali sulla scelta della scuola dell'infanzia Le impressioni che avrai e le sensazioni che sentirai entrando a scuola non saranno meno importanti delle risposte che avrai sentito dagli educatori. Ricorda che non esiste il meglio in assoluto e la scuola adatta per una famiglia potrebbe non esserlo per un'altra. Osserva cosa ti colpisce dell'ambiente scolastico: porta l'attenzione agli odori e ai suoni. Arrivano rumori dall'esterno? Senti senso di quiete? L'ambiente è luminoso? I colori alle pareti ti fanno stare bene? Le percezioni dei bambini sono ampliate rispetto alle nostre e dalla lettura delle tue sensazioni potrai cominciare ad affinare quella capacità percettiva utile per scegliere il luogo più adatto a tuo figlio.     Altri possibili domande potrebbero venirvi in mente leggendo documenti pedagogici di orientamento progettuale delle Scuole dell' infanzia della città di Torino. Per facilitare l'incontro tra famiglie e le scuole dell'infanzia gli strumenti di Che Scuola sono: - Le video interviste ''Open Day Digitali'' al personale dei servizi per l'infanzia. - L'elenco degli Open Day in programma nella scuole.    La pagina sarà aggiornata nel tempo in base alle segnalazioni delle scuole dell'infanzia che ci contatteranno, quindi tenetela da parte e controllate costantemente se ci sono novità di vostro interesse. Antonella Giostra  

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21Ott
Open Day all'asilo nido: una guida per i genitori

Open Day all'asilo nido: una guida per i genitori

Open day al nido I giorni di open day al nido sono per alcuni genitori l'unica occasione per entrare in un asilo, per parlare con i direttori, conoscere gli educatori e osservare gli spazi. Sono soprattutto le scuole pubbliche che, per difficoltà organizzative, spesso non permettono ai genitori sopralluoghi o interviste lasciando all'appuntamento collettivo dell'open-day l'occasione imperdibile per poter capire l’essenza del servizio educativo. Il nido in questa occasione cerca di descriversi al meglio in circa 2/3 ore. Vogliamo aiutare con questo articolo i genitori, i cui bambini per la prima volta entrano al nido, elencando alcune possibili domande da porre agli educatori. Tante sono le differenze tra un servizio educativo e un altro: sia a livello pratico/organizzativo che di metodo educativo. Le risposte alle seguenti domande potrebbero, pertanto, fare la differenza al momento della scelta e, porre agli educatori quelle che sentite come le più importanti per voi, vi permetterà di sfruttare al meglio l'open day.  L'obiettivo della guida è anche una quello di favorire la trasparenza e una buona comunicazione e l'alleanza educativa. Chiedete se prima dell’inserimento ci sarà una riunione per i genitori iscritti e, in tal caso, alcune domande potranno essere posticipate all'inizio del percorso educativo. Passiamo alle domande! . Domande sulla linea pedagogica dell'asilo nido • Come sono suddivisi i gruppi di bambini in età? Le classi sono omogenee o eterogenee? (Se eterogenee: ci sono dei momenti in cui bambini di età diversa sono insieme e come interagiscono?) • Che linea adottate se un bimbo picchia o morde un altro bambino? • Che linea adottate se il bambino non ascolta o non rispetta le regole? • E’ possibile avere il progetto educativo degli anni precedenti da poter leggere in famiglia? (Il progetto educativo descrive la giornata tipo del nido, riassumendo le attività svolte e gli obiettivi di ciascuna di esse)  • Quanto tempo è dedicato alle attività programmate/strutturate e quanto al gioco libero?  • Durante l’anno i genitori vengono coinvolti nella scelta delle attività? • Che tipi di attività vengono svolte? (manuali, musicali, linguistiche), da chi vengono svolte (personale interno o esterno, le cambiate ogni anno?)  • Dove vengono svolte le attività? all’ interno della scuola o sono esterne? Sono attività extra a pagamento? È possibile non partecipare ad alcune attività? • Gestione della nanna: i bambini vengono svegliati dopo un tempo ben stabilito o si tende a lasciare scegliere al bambino? Il genitore può scegliere se farlo dormire oltre il tempo o svegliarlo prima? • Proponete gite esterne durante l'anno? Dove vengono portati e da chi sono accompagnati? • Come organizzate lo spannolinamento? • Capita che i bimbi guardino la tv? Con che frequenza settimanale/mensile? Domande sull'organizzazione interna all'asilo nido • La mensa è all’ interno della struttura o viene fornita da un’azienda esterna? Il cibo è biologico? E’ possibile avere una dieta personalizzata in caso di allergia? • Che tipo di merenda viene somministrata? Cracker e biscotti per gli spuntini? Oppure frutta, semi etc... ? • Ci sono riti particolari per il pranzo o la merenda? • I bambini bevono durante la giornata? Cosa e quando? • C'è la possibilità di portare il latte materno? • Che strategia viene usata per la somministrazione del cibo e delle bevande? Se il bambino si rifiuta di mangiare cosa succede? • Quali sono i tempi delle pappe e delle nanne? (se porterete i bambini tra qualche tempo cominciate da subito a sincronizzarvi con le tempistiche del nido perchè queste siano in seguito più naturali per lui o lei) • Il bambino ha un suo spazio/armadietto? Quale è il materiale da portare? (questo aspetto non è indifferente, spesso un po' stressante reperire tutto il necessario pochi giorni prima dell’inizio della scuola, pensarci per tempo vi aiuterà) • Il bimbo può portare un suo orsacchiotto o oggetto personale? • Durante l’anno sarà necessario portare del materiale extra per le attività da svolgere? • Nella retta sono compresi i pannolini e il riscaldamento? • Gli orari di ingresso/uscita quanto sono vincolanti? (Cerca di valutare da subito l'elasticità sugli orari soprattutto se avete più bambini da gestire, questo aspetto avrà spesso un grande impatto nell’ organizzazione quotidiana se entrambi i genitori lavorano e i tempi sono stretti. Se avete i secondi contati meglio optare per un nido con orari elastici o comunque con un intervallo di tempo di almeno 20 minuti per il ritiro del bambino).  • Durante l’anno è possibile cambiare il tempo scuola? Da part-time a full-time e viceversa? • Sono presenti telecamere per la sicurezza dei bambini? Come sono gestite? • E’ possibile conoscere il calendario delle vacanze? (Cominciare a capire da subito come organizzare il bambino durante le vacanze è importante per essere preparati alla sua gestione con un opportuno supporto familiare o una babysitter a tempo pieno ) • Per i genitori vengono organizzate riunioni collettive o colloqui personali? • Si può lasciare il passeggino in struttura? Le bici e i monopattini dei bimbi? • Come avviene l'inserimento? Tempi e modalità dipendono dal bambino o sono generali? (questa domanda è molto importante perché in alcuni nidi, soprattutto in quelli pubblici, il bambino potrebbe cominciare il tempo pieno anche dopo tre settimane dall'inizio dell'inserimento (un'ora con la mamma primi giorni, poi due ore con la mamma, per seguire un'ora senza mamma etc... ). Inoltre, non tutti i bambini cominciano l’inserimento con l'inizio della scuola ma vengono suddivisi in gruppi. Il risultato è che la scuola potrebbe cominciare il 10 settembre e il vostro bambino frequenterà il nido a tempo pieno solo verso il 15 ottobre) Altri possibili domande Altre domande importanti per voi potrebbero venirvi in mente leggendo Il Progetto Pedagogico dei Nidi di Infanzia del Comune di Torino o di altri asili. Per facilitare l'incontro tra famiglie e asili nido è stata dedicata una pagina del sito ai prossimi Open Day:  la pagina verrà aggiornata nel tempo in base alle segnalazioni degli stessi nidi di infanzia, quindi tenetela da parte e controllate costantemente se ci sono novità di vostro interesse.   Antonella Giostra

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18Ott
Metodi educativi: una mappa per orientarsi

Metodi educativi: una mappa per orientarsi

Quanti metodi educativi esistono? Quando un genitore si ritrova a scegliere l'asilo o la scuola dei propri figli talvolta scopre per la prima volta che esistono diversi approcci pedagogici. Ogni struttura socio-educativa ha alla base la scelta di un particolare metodo educativo (approccio educativo) che comporta l'uso quotidiano di strategie e tecniche di insegnamento specifiche del metodo. Ogni metodo educativo porta con sé un particolare modo di concepire il bambino e la sua relazione con l'ambiente sociale. Un metodo educativo pone gli educatori a porsi domande su due fronti: quello della formazione e quello dell'educazione. E quindi: "Quali strategie e tecniche di apprendimento mettiamo in campo? Come insegniamo al bambino? Come impara il bambino? Cosa voglio trasmettere?" Ma anche: "Quali strategie educative? Come devo relazionarmi con il bambino ? Quali sono le competenze socio-emotive che dobbiamo sviluppare in lui e come lo facciamo? " Tutte queste domande spesso sono un labirinto di perplessità per il genitore e, tuttavia, è importante che il genitore conosca bene l'approccio educativo messo in pratica tutti i giorni a scuola o all'asilo, che la approvi e possibilmente lo riproduca in famiglia. Ecco una sintetica mappa di orientamento per navigare nel grande mondo della Pedagogia e i relativi link di riferimento per approfondire gli argomenti di interesse. METODO MONTESSORI E’ una pedagogia dell’autonomia, che mette al centro la libertà esplorativa del bambino all’interno di uno spazio strutturato in cui ogni materiale è pensato per crescere, sotto gli occhi attenti di un’insegnante pronta ad assistere. Dotato di un imprinting pratico, il metodo riserva un posto speciale alla concretezza della vita quotidiana. In compagnia di bambini di età diverse, si impara facendo, imitando le cose dei grandi e diventando ogni giorno più autonomi e responsabili. In un’atmosfera di gioco e scoperta, si impara a leggere e scrivere molto presto, perché quando una cosa è divertente che motivo c’è di aspettare per impararla? https://www.fondazionemontessori.it/ https://www.operanazionalemontessori.it/ METODO SCUOLE SENZA ZAINO E’ una pedagogia della comunità che parte dal presupposto che non occorrano zainoni e matite etichettate per ogni bambino: i materiali necessari sono ospitati nell’aula, condivisi con gli altri e diventano il primo modo per sperimentare la condivisione e il rispetto della cosa comune. Il valore di stare insieme rispettandosi è rafforzato nell’Agorà, uno spazio al centro dell’aula dove il gruppo si confronta per condividere esperienze e prendere insieme decisioni importanti. Dagli arredi ai ritmi delle attività, tutto è pensato per accompagnare i bambini nella conquista dell’autonomia e della responsabilità attraverso sfide quotidiane e ruoli da esplorare, per imparare a fare da soli e con serietà. In un clima di accoglienza e reciproco ascolto, gli allievi sperimentano la libertà di scegliere le attività da svolgere, per cogliere il significato di ciò che fa e mobilitare con entusiasmo tutte le risorse necessarie per crescere.  https://www.senzazaino.it/ PEDAGOGIA STEINER-WALDORF Quella steineriana è una pedagogia dell’espressione, che incoraggia i bambini all’ascolto di sé e all’uso dell’immaginazione e del corpo come ingredienti irrinunciabili per una crescita armonica. Attento a uno sviluppo globale del bambino, il curriculum riserva grande spazio agli apprendimenti esperienziali: accanto alle materie tradizionali compaiono il gioco, le storie e i laboratori creativi come strumenti pratici per crescere e imparare. Abbasso i ritmi frenetici di lavoro, le tante materie tutte insieme e la fatica di stare seduti per ore: ogni giornata alterna momenti che richiedono concentrazione e memoria ad altri più distesi e creativi, in un andamento dinamico che mira al benessere e rispetta i bisogni del bambino.  https://www.educazionewaldorf.it/home/ REGGIO EMILIA APPROACH - LORIS MALAGUZZI E’ una pedagogia della scoperta e dell’invenzione, dove il bambino costruisce autonomamente la propria intelligenza e i suoi bisogni sono la bussola che orienta il percorso formativo. Ogni mattina, all’interno dell’assemblea di classe, si sceglie insieme che cosa fare, per abituarsi fin da piccoli a essere protagonisti della propria crescita. L’ambiente diventa uno strumento irrinunciabile per stimolare gli apprendimenti e raggiunge il suo apice nell’ “Atelier”, un spazio in cui tutti entrano in contatto con diversi materiali, svolgendo attività che impegnano mani, pensiero ed emozioni. Sotto lo sguardo attento di più educatori e insegnanti, i bambini esplorano le proprie intelligenze, imparando non solo il linguaggio verbale o quello logico-matematico, ma anche quello della musica, del corpo e della creatività, per portare alla luce le potenzialità di ognuno e crescere individui entusiasti di esprimersi e contribuire. https://www.reggiochildren.it/ OUTDOOR EDUCATION E’ una pedagogia della Natura, che valorizza al massimo le possibilità dello star fuori e concepisce l’ambiente esterno come un luogo di formazione non meno significativo dell’aula tradizionale. Fuori si impara a guardare il mondo con gli occhi di uno scienziato, di uno storico, di un esploratore: anche gli apprendimenti più astratti diventano un’esperienza da ricordare e il senso di meraviglia è lo spunto per abituarsi a osservare e trovare risposte. Sarebbe incauto pensare che i bambini restino sempre all’aperto, o che l’Outdoor si limiti a un disimpegnato passeggiare: tante sono le forme in cui l’ambiente diventa uno spazio privilegiato per imparare, e proprio questa varietà contribuisce a nutrire i bambini in ogni loro dimensione, da quella cognitiva a quella psico-relazionale. Dall’orto didattico alla Pet therapy, dalle visite all’aperto al trekking esplorativo: tutto diventa esperienza per crescere, correre ed esplorare, imparando a vedere gli altri e il mondo come una risorsa preziosa da rispettare. https://www.scuolenaturali.it/ https://scuoleallaperto.com/ COSA PUOI FARE PRIMA DI SCEGLIERE • Prendi in considerazione gli interessi del tuo bambino  • Visita personalmente le scuole  • Parla con gli insegnanti se possibile • Partecipa agli open-day  • Assisti alle lezioni o a una giornata-tipo all’interno della scuola. E per finire? Cerca e scegli grazie al Motore di Ricerca sviluppato da Che Scuola per te! Raffaella Gagliardi

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15Ott
Scuole Gentili: quando sono nate, dove trovarle e come diventarlo

Scuole Gentili: quando sono nate, dove trovarle e come diventarlo

Scuole Gentili: quando sono nate, dove trovarle e come diventarlo. La Pedagogia della Gentilezza è entrata in diverse realtà educative dette Scuole Gentili. Qui, attraverso strategie dedicate, si vogliono sviluppare competenze socio emotive importanti nei bambini come l'empatia. Ma quali sono le realtà educative che portano avanti questa rivoluzione silenziosa? Scopriamo insieme la loro storia, dove trovarle e come entrare a far parte della Rete. Quando nascono le Scuole Gentili  E’ il 2020 quando, nel disorientamento generale del primo lockdown, prende spontaneamente forma un movimento che mette al centro la Gentilezza e si impegna in numerose azioni a sfondo sociale per contribuire al benessere collettivo. C’è chi canta dal balcone e fa sorridere il quartiere, chi fa la spesa per sé e per il vicino, chi impara l’arte di esserci per l’Altro. A ispirare tutto questo è un libro, “La biologia della Gentilezza”, in cui Daniel Lumera e Immaculata de Vito raccontano come rabbia, stress e sofferenza mettano a dura prova il benessere e la qualità di vita di ognuno. La cura a tutto questo? Sorridere, ringraziare, perdonare. Esaminando i risultati di numerose ricerche scientifiche, infatti, gli autori dimostrano come ottimismo, gratitudine e perdono abbiano un’influenza diretta e misurabile sulla salute della mente, del corpo e delle cellule stesse. Un’aspettativa di vita più lunga, una salute più robusta, cellule che si consumano più lentamente: chi l’avrebbe mai detto che una gentilezza qualunque potesse fare così bene? In breve a questa “solidarietà a cascata” che prende il nome di “Italia Gentile” si uniscono privati, imprese, associazioni e istituzioni, tutti accomunati dal desiderio e dalla fiducia di poter fare qualcosa di più. Scuola Gentile è uno dei progetti frutto di questo Movimento: un progetto di innovazione rivolto specificatamente all’educazione che si impegna a portare la Gentilezza nelle scuole. A renderlo possibile è la My Life Design ONLUS, associazione di volontariato che promuove una radicale trasformazione sociale attraverso un’educazione più consapevole ed empatica.  Nella sua realizzazione, dunque, questa iniziativa rappresenta non solo la possibilità di portare la Gentilezza come materia nelle scuole, ma l’occasione per bambini e ragazzi di esplorare con maggiore consapevolezza la propria vita, imparando a conoscere profondamente se stessi e fare di quella conoscenza e comprensione una risorsa per sé e per gli altri attraverso un'attitudine di vita gentile. Per promuovere questa Rivoluzione educativa c’è bisogno di una rete e il Movimento “Scuola Gentile” si impegna quotidianamente per interconnettere le realtà scolastiche che hanno scelto di cambiare, supportandole nella realizzazione delle iniziative e mettendo a disposizione esperienze e metodi. Di scuola in scuola, di classe in classe, un bambino alla volta, per seminare un modo più compassionevole di stare al mondo. Dove trovare le Scuole Gentili A partire da settembre 2021, 16 sono già gli Istituti che hanno scelto di proclamarsi “Scuole Gentili”, portando avanti coi propri ragazzi questa rivoluzione silenziosa. Ecco un elenco completo delle città e delle realtà educative protagoniste del cambiamento: Senigallia (AN) Nido “Il Chicco” Cagliari (CA) Liceo delle scienze umane Eleonora d’Arborea Lamezia Terme (CZ) Liceo Tommaso Campanella Firenze (FI) Scuola primaria Rossini Grosseto (GR) Scuola primaria "Andrea da Grosseto" Casargo (LC) Istituto Alberghiero  Cervia (RA) Scuola Primaria M. Buonarroti Palestrina (Roma) Scuola secondaria di primo grado Istituto Pierluigi                Massafra (TA) Istituto Comprensivo "San Giovanni Bosco" Mazara del Vallo (TP) Istituto Comprensivo Borsellino-Ajello Mazara                   Mazara del Vallo (TP) Liceo Adria-Ballatore Mazara del Vallo (TP) “Piccoli Semi” Mazara del Vallo (TP) I.I.S.S. Ruggiero D’Altavilla Arco (TN) Scuola Secondaria di primo grado Nicolò d’Arco Arco (TN) Centro di formazione Professionale Enaip di Riva del Garda Cerro Veronese (VR) Scuola primaria Cerro Veronese Come unirsi alla Rete Scuole Gentili Entrare nella rete è facile, come un sorriso a chi vogliamo bene. Per approfondire e conoscere il Manifesto della “Scuola Gentile” basta scrivere una mail a: edu@mylifedesign.org e mettersi in contatto con Valeria Pompili, la Responsabile area educazione della My Life Design ODV. E dopo che succede? A quel primo contatto via mail, seguono: • un incontro online formativo rivolta a insegnanti, dirigenti e genitori per esplorare insieme il progetto e i cambiamenti che mira a promuovere; • un successivo incontro in presenza con i bambini e i ragazzi, per dialogare insieme sulla Gentilezza e procedere ufficialmente alla firma del Manifesto.  Da quel momento, ogni istituto può realizzare autonomamente iniziative in linea con il Manifesto, ricorrendo al supporto di My Life Design ODV, partner di riferimento nella rete dei progetti gentili, che mette a disposizione della rete il metodo in ambito educativo affinché si possa realizzare/diffondere un nuovo paradigma educativo di conoscenza e benessere/consapevolezza e benessere/sapere, fare ed essere.

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6Ott
Scuole Gentili: cosa sono e perchè sceglierle

Scuole Gentili: cosa sono e perchè sceglierle

Scuole gentili: un viaggio alla scoperta della pedagogia della Sensibilità Alzi la mano chi non ha mai visto un bambino salvare una coccinella, condividere la merenda o consolare un compagno dalla tristezza della sconfitta. A guardarli da vicino, verrebbe da dire che i bambini manifestino fin da piccoli una particolare attenzione per l’Altro, una propensione alla Cura e all’Ascolto. La Scuole Gentili Gli educatori delle scuole gentili partono dal presupposto che è importante non solo nutrire ma incoraggiare e salvaguardare questa naturale sensibilità al pari di come si imparano i verbi o a far di conto. Certo, l’arte, la storia e l’italiano sono fondamentali, ma che ne è del riconoscersi felici, del lavorare insieme o del saper chiedere scusa? L’idea di fondo è che esiste un insieme di competenze che ci contraddistingue in quanto essere umani e che una buona educazione dovrebbe poter trasmettere. Ecco perché ci vorrebbe un’ora di Empatia a scuola, accanto a quella di Geografia, Storia o Ginnastica: per aiutare i bambini a masticare la grammatica delle emozioni, della comunicazione empatica e abituarli ad esplorare con fiducia la relazione con gli altri. Pedagogia della gentilezza Questi modelli pedagogici si ispirano a progetti più ampi come il “Movimento Italia Gentile” e “Coltiviamo Gentilezza” che, animati dalla necessità di diffondere una cultura delle emozioni e dell’empatia, si impegnano quotidianamente nel diffondere iniziative di gentilezza sul territorio e trasformarle in progetti concreti ad alto impatto sociale. Ne sono un esempio le cassette del cibo sparse per le città, dove chi può lascia qualcosa e chi non ha prende, o le librerie condivise dove le storie passano di mano in mano, affidandosi alla generosità dei lettori che mettono a disposizione i propri libri. In un’ottica sistemica, le Scuole Gentili si configurano dunque come piccole officine del cambiamento, luoghi dove i bambini imparano a riconoscere l’impatto delle proprie azioni e si preparano ad essere agenti del cambiamento, cittadini sensibili all’arte di prendersi cura di sé, degli altri e dell’ambiente in cui vivono. Perché scegliere le scuole gentili Per insegnare da subito, e in uno spazio sicuro, cose importanti Sentire cosa si prova, saperlo raccontare, dire di no a quel che non ci piace o discutere vincendo insieme: perché continuare ad affidare l’apprendimento di competenze così fondamentali ai casi della vita se esiste un luogo in cui svilupparle col sorriso? Per educare non solo la mente, ma anche il cuore dei ragazzi Abituare i bambini ad ascoltare, accogliere, condividere o ringraziare significa mettere precocemente a disposizione strumenti fondamentali per il benessere di ognuno, per vivere con consapevolezza la relazione con se stessi, gli altri e il mondo. Perchè fare del bene fa bene a tutti Le ricerche scientifiche hanno inequivocabilmente dimostrato come le azioni gentili abbiano un impatto benefico non solo in chi le riceve, ma anche in chi le realizza, tanto a livello somatico quanto psicologico. Ecco alcuni riferimenti per chi vuole approfondire l’argomento: Repubblica Biologia della gentilezza Springer.com Cosa avviene in una Scuola Gentile Ciò che rende speciale - e riconoscibile - una Scuola Gentile è la presenza di spazi, pratiche e attività pensate per sperimentare quotidianamente il valore dell’armonia, dove è materia di tutti i giorni imparare a rispettare i propri bisogni e, al contempo, quelli dell’altro. In questo processo, “sperimentare” è la parola chiave: un conto è invitare alla Gentilezza, spiegarla a parole, molto più intuitivo e divertente cimentarsi insieme nell’arte di avvicinarsi senza farsi male. Ecco che disegnare diventa un modo per raccontare cosa si muove dentro la pancia e le storie l nostre migliori amiche quando si tratta di dare un nome alle cose che sentiamo. Giocando, si impara l’importanza delle parole, e la differenza che c’è fra dire “Sei cattivo” e “Quello che hai fatto mi ha fatto soffrire”. Ogni giornata di scuola comincia esplorando il proprio umore, e termina in compagnia del “Gentilometro”, un termometro dei comportamenti che aiuta il gruppo a riflettere su quanto le azioni di ognuno abbiano contribuito al benessere collettivo. Da questo processo del cuore non è escluso il corpo, e le mani diventano preziose alleate per costruire angoli speciali e imparare l’arte di prendersi cura delle persone e dei luoghi. Fra gli spazi preferiti c’è “L’angolo della Gratitudine”, una cassetta in cui ogni bambino ha la possibilità di ringraziare con un bigliettino chi ha fatto qualcosa di importante, come condividere la merenda o aiutarlo a risolvere un’addizione birichina. A livello pedagogico, in un’ottica di promozione dei comportamenti virtuosi, iniziative di questo tipo hanno un potenziale notevole: ricevere il rinforzo positivo di un “Grazie”, infatti, è più efficace di qualsiasi rimprovero e allena i bambini non solo a rintracciare gli aspetti positivi di una situazione, ma ad adoperarsi materialmente per contribuire al benessere generale. Uno dei regali più grandi che l’educazione possa offrire a un bambino è quello di guidarlo con gioia alla scoperta della sua vita emotiva e relazionale, aiutandolo a esplorare con fiducia e curiosità la ricchezza insita in sé e nell’incontro con l’Altro.   E Tu? Sei interessato a far diventare la tua una Scuola Gentile? Ecco come fare... Raffaella Gagliardi

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11Lug
Cosa sono le Scuole Parentali

Cosa sono le Scuole Parentali

Cosa sono le Scuole Parentali Le scuole parentali e i progetti educativi a gestione familiare stanno crescendo in numero sempre di più alto. L’interesse sempre maggiore verso questa alternativa educativa nasce in virtù della partecipazione diretta dei genitori che queste realtà prevedono attraverso un patto educativo scuola-famiglia chiaro e condiviso.  Talvolta, soprattutto nelle piccole realtà, il ruolo dei genitori può andare oltre la condivisione di intenti educativi prevedendo, per esempio, la partecipazione attiva nella gestione dei servizi e nell’organizzazione interna. La suddivisione di compiti e responsabilità nella gestione della scuola dei propri figli rende i genitori attivi e partecipi in luoghi in cui generalmente sono solo spettatori. Andare nella scuoletta di tuo figlio e partecipare con altri genitori alla pulizia dei locali, alla scelta del menù o riparando la lampadina rotta, ripaga delle ore che non hai passato con lui e ti rende parte del suo ambiente di crescita anche quando non ci sei. La realtà delle scuole parentali permette di riscoprire il valore della comunità e della condivisione permettendo di trasmettere ai bambini anche attraverso l’esempio. Sempre più educatori credono nell’importanza di un’alleanza scuola-famiglia poiché supporta la crescita sana dei bambini e, per tale ragione, vale la pena impegnarsi nella ricerca di un percorso educativo condiviso, anche se non sempre risulta semplice e di immediata attuazione. Le scuole parentali presenti a Torino Nella sola città di Torino sono presenti almeno quattro realtà educative a gestione parentale, e decine sono quelle nei comuni limitrofi. Questo numero tende a crescere sempre di più proprio in virtù della risposta che le scuole parentali permettono di dare ai genitori che vogliono partecipare attivamente alle scelte educative dei propri figli.  Nell’ottica di orientare le tante famiglie che cercano questo tipo di realtà “Che Scuola” presenta un breve elenco delle scuole parentali e progetti educativi presenti nelle vicinanze della città di Torino. Ricordiamo, inoltre, che attraverso il nostro motore di ricerca sarà possibile individuare facilmente anche quelle che nasceranno in futuro.   Che Scuola!? si augura, come nel nostro manifesto esplicitato, di essere di supporto alle famiglie e a “tutte” le realtà educative che mirano a crescere i bambini in uno spirito di collaborazione e unità di intenti. Ecco l’elenco dei contatti. LAD Liceo Artistico Del Design Scuola Secondaria di secondo grado specializzata in ragazzi ad alto potenziale Vengono utilizzati i metodi didattici migliori del mondo per garantire risultati scolastici eccellenti per tutti gli studenti Via Garibaldi 5, Torino  Sito Web Pagina Facebook Email info@liceodesign.com Tel 377 9489586 La Vita al Centro Micronido, Giardino d’Infanzia, Istruzione parentale Elementare e Media Strada del Nobile 86/92 Torino    https://www.lavitaalcentro.org/ https://www.facebook.com/lavitaalcentro/ Email retevitaalcentro@gmail.com Tel 011 450 6456 Tel 373 7161926 Crescendo – Pedagogia Waldorf Progetti educativi a gestione parentale 6-10 anni e 10 – 14 anni Corso Casale 246, 10132 Torino https://crescendotorino.it/ tel 39 3714189356 Scuola San Martino  Infanzia 3-5 anni, Primaria 6-10 anni Iia Villar 25, Torino, zona Borgo Vittoria https://www.sanmartino.education/ Email memore.sara@gmail.com Tel 32930028 Una Balena Nel Bosco Progetto di libera immersione in Natura 2-6 anni Rivoli Una Balena nel Bosco | Facebook Email unabalenanelbosco@gmail.com Tel 389 427 3541 Malacatù Ambiente Educativo Progetto educativo a gestione parentale 6-10 anni, Baldissero (TO) Educazione diffusa in Torino Pagina Facebook Email malacatu.edu@gmail.com Tel 340 583 5823 L’officina Sul Po Progetti di pedagogia nel bosco 0-2 anni e 3-6 anni Via Diaz 19 San Mauro Torinese https://www.facebook.com/lofficinasulpo/ Email educazione@lofficinasulpo.it Tel 328 549 5472 Il Chicco di Grano – Pedagogia Steiner-Waldorf Progetti educativi a gestione parentale 3-6 anni e 6-10 anni Via La Salle 4 10095 Grugliasco  Email: segreteria@scuolamichael.it http://www.chiccodigrano.it/ Pagina Facebook Tel 011 414 3554 Tel 3315271399   Arcadia Progetto Educativo  Progetto educativi parentale 1-3 anni e 3-6 anni Via Sangano 8, Rivalta Pagina Facebook Email arcadiaprogettoeducativo@gmail.com Tel 340 464 9848 A Modo Mio Progetto Educativo In Outdoor Progetto educativo parentale per bambini da 3 a 13 anni Giaveno, Rivoli Pagina Facebook Tel 3357561198 Montessori In Pratica – Val di Susa  Progetto educativi parentale 1-3 anni e 3-6 anni Almese, Druento, San mauro Montessori in Pratica Piemonte | Facebook Email montessoriinpratica@gmail.com Tel 333 756 1780  Casa dei Bambini Montessori in Cascina Progetto educativo parentale 3-6 anni, Scuola Primaria 6-11 anni Via Cascina Romana 66 – Rivalta https://www.facebook.com/latananellalbero/ Email info.poloeducativo@gmail.com Tel 331 280 2146 Tel 379 122 2086 La Bottega delle Ranocchie Progetti educativi a gestione parentale 0-3 anni e 3-6 anni  Lungo Po Abellonio 9 Moncalieri  https://www.bottegadelleranocchie.it/ https://www.facebook.com/bottegadelleranocchie/ Tel 373 708 57 64 Gli gnomi dei Kiwi Progetti educativi a gestione parentale 0-3 anni, 3-6 anni, 6-10 anni Via Bassino 27 Abbadia di Pinerolo https://gli-gnomi-dei-kiwi.webnode.it/ https://www.facebook.com/glignomi.deikiwi/0 Email gligomi.deikiwi@gmail.com Tel 3338950575 Scuoletta Montessori Progetti educativi a gestione parentale 3-6 anni, 6-10 anni, 10-13 anni  Strada Stupinigi 104 – Orbassano https://www.scuolettamontessori.it/ https://www.facebook.com/ScuolettaMontessoriOrbassano/ Email associazione@scuolettamontessori.it Tel 0110269835  Il Bosco dei Marmocchi & Natura Nostra Maestra Asilo nel bosco dai 2 ai 5 anni, Scuoletta nel Bosco dai 6 agli 11 anni Strada Trognani 15-10040 DRUENTO sito web Email naturanostramaestra.info@gmail.com Tel 3474009367 Liberi Tutti! Imparare in Natura Laboratori in Natura per crescere ed imparare Tutor e sostegno, Primi Voli 2 – 5 anni, Volpi Primaria 6-10 anni, Superior 11-13 anni Poirino Pagina Facebook Email liberituttiscuolafamigliare@gmail.com Tel 349 435 3159 Scuoletta Parentale “Santa Clelia”  Progetto educativo 6-10 anni Pagina web Regione Rossana 7, Mazzè, Torino Email promo@santaclelia.it Tel 3387022261 ”La Tana sulla Luna”  Progetto di Educazione Parentale 2-6 anni Pagina Facebook Strada Galassa 12, Cumiana, Torino Email latanasullaluna@gmail.com Tel 399 6684781 Tel 347 47187286   “Crescere Insieme” Fattoria didattica Nichelino 0/6 anni & Progetto parentale primaria  Agriturismo “Il Giardino dei Sapori” Via Buffa 79 Nichelino (To)  Email: fattoriadidattica.nichelino@gmail.com Tel. 39 331 878 8087  “La casa del Cuore” Casa dei Bambini Montessori 3-6 anni  Via Tetti Grella 180 Vinovo (To) Tel. 39 328 971 1380 Email: casadelcuore.montessori@gmail.com “La Casa di Ghitin” Casa dei Bambini Montessori 3-6 anni Via Rivalta 9 Rivoli (To) Tel. 3519144930 Email: casadighitin.montessori@gmail.com “La tana nell’albero” Casa dei Bambini Montessori 3-6 anni Via Cascina Romana 66 Rivalta di Torino Email:info.poloeducativo@gmail.com Tel. 3312802146 Yandre  Gruppo informale Progetto pedagogia in natura età 4-13 anni. Educare con costanza e sostegno dando strumenti per scoprire le proprie attitudini. Via Carpanea, 8_ San Raffaele Cimena (To) www.facebook.com/apsyandre Cell 3713644168 associazione.yandre@gmail.com Antonella Giostra

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27Giu
Gli asili nido a Torino

Gli asili nido a Torino

Asili Nido Torino È arrivato il momento di iscrivere tuo figlio al nido, ma come scegliere quello più adatto tra la varietà di strutture disponibili nella città di Torino? L’iscrizione all’asilo nido è una scelta importante per il percorso educativo del tuo bambino ed è fondamentale affrontarla con la massima consapevolezza. Per aiutarti in questa decisione abbiamo creato una tabella che riassume le informazioni e le caratteristiche principali degli asili nido presenti a Torino. Scopri quali sono i Nidi d’Infanzia di Torino e confrontali in base a costi, modalità di iscrizione e altre informazioni utili Nella tabella sottostante potrai comodamente confrontare gli Asili Nido a Torino e trovare tutti i dettagli sui costi mensili, gli orari di apertura, i tempi e le modalità di iscrizione. Le strutture sono suddivise per tipologia: Nido pubblico, Nido privato convenzionato, Nido privato non convenzionato. Inoltre, potrai raccogliere informazioni sulle date di open day e sul funzionamento delle graduatorie di accesso.  Qui trovi il link per accedere al portale Torinofacile. Sei interessata alle giornate di Open Day dei Nidi dell’Infanzia? Nella nostra guida dedicata agli Open Day degli Asili Nido puoi trovare altre informazioni utili per prepararti al meglio alla visita e porre le giuste domande agli insegnanti.  Antonella Giostra

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20Giu
Affidare il bimbo ai Nonni o portarlo all'Asilo Nido?

Affidare il bimbo ai Nonni o portarlo all'Asilo Nido?

Affidare il bimbo ai Nonni o portarlo all'Asilo Nido? Il momento della scelta è arrivato perché la mamma e il papà devono tornare al lavoro. La domanda è lì da mesi che aspetta una risposta: “E’ meglio che il mio bambino vada al nido, o che stia a casa tra le cure amorevoli dei nonni?“.   Con questo articolo vogliamo fornire alcuni spunti di riflessione augurandoci che possano aiutare i genitori a facilitare la scelta. Prima di ogni altra posso affermare, lo dico come mamma e come maestra, che ogni genitore in cuor suo, osservando il suo bambino è capace di trovare la giusta soluzione. Ascoltarsi e fidarsi delle proprie intuizioni è sempre la cosa migliore. Non ci sono mai ricette, ma solo suggerimenti e osservazioni che possono fornire spunti per decidere più serenamente. Ogni situazione è un caso a se stante e per questo desideriamo dare qualche input per stimolare l’ascolto del vostro ”io” per fare la scelta migliore. Detto ciò possiamo esaminare alcuni aspetti; vantaggi e svantaggi dell’ingresso al nido o del rimanere a casa con i nonni. Nido o Nonni? Perché scegliere il Nido Il nido è un valido sostegno come proseguimento e accompagnamento della crescita di ogni bambino. E’ il primo ingresso in “società” e come tale va ben valutato. Il nido deve essere un luogo della cura e dell’accoglienza, un proseguimento delle braccia materne. Vivere insieme ad altri, condividere spazi e giochi stimola i bambini nello sviluppo psicomotorio implementa il linguaggio, facilita l’acquisizione di competenze pratiche e relazionali. “Condividere” al nido significa innanzi tutto imparare lentamente ad ampliare la propria sfera affettiva, riconoscere nuove figure di riferimento di cui potersi fidare. Si impara che non tutto è mio e che è necessario scendere a patti, che i miei bisogni sono fondamentali come quelli degli altri. Imparo a ricevere e a dare limiti. Al nido si da molta importanza alle “routine”, vestirsi e svestirsi, la toilette, il cibo, la nanna, si trova un modo per vivere in una piccola comunità: tutti importantissimi momenti di crescita. Avere un contesto ben organizzato e metodico in questo senso può aiutare i bambini ad entrare più facilmente nel ritmo sonno-veglia, nel controllo degli sfinteri, nella dimestichezza con il cibo. Tra genitori e nido nasce un patto di alleanza, uno scambio continuo, una fiducia reciproca, la famiglia si sente supportata nelle scelte educative. Importante però è scegliere un nido che abbia i presupposti per coltivare questa alleanza e che abbia caratteristiche adeguate. Le figure di riferimento sono infatti fondamentali nei primi anni di vita del bambino, e per questo è importante scegliere un luogo e persone che vi trasmettano passione, dedizione e competenza. Anche l’ambiente è importante: ll bambino nei primi anni di vita è un organo di senso, conosce il mondo tramite i sensi e tutto si imprime con maggior intensità. Gli aspetti importanti da osservare nella scelta del luogo sono: i colori, i suoni, gli odori, i materiali, i giochi, la possibilità di stare all’aperto. E’ Importante che i bambini abbiano spazio per muoversi e che questo aspetto non venga sottovalutato. La possibilità che i bambini nei primi tre anni possano stare a terra, gattonare, fare giochi di movimento, stare molto all’aperto è fondamentale per una crescita armonica dell’organismo, per irrobustire lo scheletro, per non incorrere in problemi posturali nello sviluppo. E’ importante che il contesto educativo sia il più attento possibile ad ogni singolo bambino e i piccoli gruppi possono facilitare questo processo. Alcune domande da porre al nido per riuscire a selezionarlo al meglio le trovate in un nostro articolo precedente open day al nido. Quando il Nido non è un vantaggio? Il nido ha solo aspetti positivi? La risposta è no! Come sempre dipende dal bambino e dalla famiglia. Per alcuni bambini il fatto di trovarsi insieme ad altri, stare a nuovi ritmi, nuove figure di riferimento, può essere fonte di stress e dunque prematuro. Il nido è comunque un luogo promiscuo ed è indubbio che ci si ammala di più. Per alcuni bambini il tempo del distacco dai genitori costituisce una grossa difficoltà e non sempre è pronto a fare questo passaggio nel momento in cui gli adulti lo richiedono. Per altri c’è bisogno di un lungo periodo di assestamento. In questi casi si può pensare a dei passaggi graduali. Per esempio andare a prendere i bambini dopo pranzo ed aspettare ad inserire la nanna pomeridiana al nido, oppure frequentare il nido solo tre volte alla settimana. Nido o nonni? Perché scegliere i nonni. Talvolta, è più rassicurante rimanere a casa, con i propri ritmi e abitudini, “digerendo” gradualmente il distacco dalla figura primaria di riferimento. Anche per noi genitori può essere presto lasciare il nostro bambino nelle mani di un “estraneo” se pur competente (anche se estraneo lo sarà solo per poco). E’ importante ascoltarsi e chiedersi prima di tutto cosa ci tranquillizza maggiormente. Qual è la situazione dove ci sentiamo meglio. Questa sarà la soluzione giusta anche per il nostro bambino che sente e riconosce i nostri stati d’animo. Nel mio lavoro di maestra mi è capitato di constatare insieme ad alcune famiglie che l’inserimento al nido era faticoso e vissuto con ansia principalmente da loro stessi. In questi casi il bambino difficilmente si inserisce al nido. Non c’è fretta, con serenità si può rimandare l’inserimento al momento in cui tutto il nucleo è pronto. I nonni sono un grande dono: un rapporto di amore speciale che va coltivato in tutte le sue parti e che accompagna la crescita dei bambino. Il loro è un sostegno è un aiuto, ma non possono sostituire il ruolo genitoriale e neppure quello scolastico. Certamente nei primi anni di vita i nonni possono essere una valida alternativa la dove i ruoli sono chiari e i rapporti sereni. A volte sento mamme che si lamentano perché i nonni non seguono le loro istruzioni nello stare con i nipoti. Questo può essere un problema nel rapporto intergenerazionale. I genitori giustamente stabiliscono regole, priorità, atteggiamenti da mantenere con i figli e chiedono ai nonni di rispettarle. Non possiamo tuttavia chiedere ai nonni di portare i bambini sempre fuori se non se la sentono o di “non dargliele sempre vinte”; il coinvolgimento affettivo dei nonni è alto, loro sono già stati genitori, hanno allevato figli avendone la piena responsabilità. Non sempre, dunque, dare regole è il loro compito. Dai nonni si ha quella coccola in più, con i nonni è sempre festa, comprano il regalo speciale che noi mai avremmo acquistato e tutto questo è meraviglioso se rimane nella sfera dello straordinario. Quando affidiamo per un lungo tempo i piccoli ai nonni nei primi anni di vita, è bene che ci sia una buona intesa con la famiglia d’origine. E’ bene che i ruoli siano chiari, che concordiamo sul modello educativo e che ci sia un buon dialogo, una possibilità di confronto costante.   Luisella Piazza – Consulente Pedagogica

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6Giu
Modulistica e scadenze per chi sceglie l’educazione parentale

Modulistica e scadenze per chi sceglie l’educazione parentale

Di seguito sono elencate le scadenze per la compilazione e la consegna dei moduli necessari a chi intende seguire un percorso di istruzione familiare. 28 gennaio  Il primo anno di educazione parentale, (per chi si ritira dalla frequenza la prima volta tale la scadenza è il entro il 15 marzo)  Dichiarazione di istruzione parentale Autocertificazione delle capacità tecniche o economiche Modulo del ritiro Alla scuola di appartenenza Solo modulo 1 da presentare anche al sindaco Gennaio- febbraio  Prendere accordi con una scuola ‘’statale o paritaria’’ per la verifica del dovere di istruzione 20 marzo 4 – Richiesta di iscrizione all’esame di stato – terza media Alla scuola ove si effettuerà la verifica 30 aprile 5- richiesta di iscrizione all’esame di idoneità Alla scuola ove si effettuerà la verifica Giugno  Verifica presso la scuola scelta Prima possibile  Risultato dell’esame di idoneità da spedire alla scuola di appartenenza I moduli sotto riportati sono quelli redatti dall’ associazione di istruzione familiare a cui consigliamo di riferirvi per ulteriori informazioni e chiarimenti. Dichiarazione-Istruzione-Parentale Autocertificazione-capacita-tecniche-o-economiche Ritiro-da-scuola Richiesta-di-esame-di-idoneita-ai-sensi-del-D.M.-5-del-2021 Per avere maggiori informazioni sulla parte burocratica si consiglia il sito dell'Associazione Istruzione Familiare Antonella Giostra

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2Mag
Educare alla Musica: come scegliere la scuola giusta

Educare alla Musica: come scegliere la scuola giusta

EDUCARE ALLA MUSICA, QUANDO INIZIARE? La musica riveste un ruolo fondamentale nella crescita del bambino. Negli ultimi anni, diversi ricercatori hanno rivelato come nel bambino molto piccolo, siano innate numerose capacità che vanno coltivate, in modo che si trasformino in talento. Come per tutte le abilità innate, il segreto dello sviluppo risiede a livello neuronale nel cervello e una corretta stimolazione sarà alla base della formazione dell’orecchio interno del bambino, del sentire e pensare in musica. Nello stesso modo in cui il bambino impara la lingua materna , semplicemente ricevendo stimoli e sollecitazioni dal mondo esterno, egli sarà in grado di interiorizzare ed elaborare il linguaggio musicale. Più l’ascolto sarà costante e ricco di spunti, maggiore saranno le competenze che svilupperà. E’ quanto stabilisce il noto ricercatore Edwin Gordon, autore di una ricca letteratura dedicata alla prima infanzia e alla musica. L’educazione precoce alla musica sarà determinante per lo sviluppo cognitivo mediante l’ascolto, che Gordon definisce Audiation; in cui è concentrato il processo formativo del pensiero e del linguaggio musicale. Dunque è proprio nei primi mesi di vita che il bambino sviluppa le capacità cognitive. In questo periodo, si affinano e si strutturano le connessioni neuronali multiple e le reti che favoriscono lo sviluppo di molteplicità abilità, compresa quella musicale. Oltre al ricercatore Edwin E. Gordon, vi sono molti studiosi che hanno avvalorato l’importanza di iniziare ad avvicinare alla musica il bebè. MUSICA AL NIDO, QUANDO INIZIARE? Educare alla musica vuole anche dire educare ad ascoltare. La musica è strettamente legata alle abilità sociali, alla sfera emozionale. Ecco dunque che l’insegnamento della musica ha la finalità di formare esseri umani capaci di relazionarsi e apprendere un linguaggio universale che si collega con diverse discipline e favorisce il benessere. E’ importante che i genitori siano informati e vengano aiutati ad orientarsi sull’offerta didattica musicale che oggi è più che mai presente all’interno nelle scuole, già a partire dal nido. E’ possibile educare già durante i primi mesi di vita i lattanti che vengono immersi in un contesto sonoro ricco e rispettoso delle tappe evolutive. Si può accompagnare il proprio bambino in questo viaggio affascinante in cui anche il genitore partecipa attivamente durante l’ora di musica. Se la prima guida informale è la voce materna che con il suo carico amorevole, canta, culla, accarezza, gli educatori e dunque anche i musicisti che hanno scelto di approfondire la didattica della musica, spesso formati professionalmente su alcune metodologie innovative, hanno il compito delicato di contribuire all’educazione musicale dei piccoli allievi. COME SCEGLIERE LA GIUSTA SCUOLA? Sono diversi gli asilo nido che propongono la musica ai bambini molto piccoli con progetti e percorsi rivolti alle fasce d’età dai zero ai trentasei mesi. In alcuni casi si tratta di luoghi pensati per favorire la pedagogia musicale e in altri, vi è una collaborazione continuativa con docenti esterni. E’ fondamentale comprendere quali sono le scuole di pensiero più conosciute. La Music Learnig Theory di Edwin E. Gordon (MLT) è sicuramente molto apprezzata e all’interno della scuola vi sono musicisti specializzati sul metodo che hanno avviato in Piemonte diverse realtà. Tra queste realtà si colloca il nido della musica, a Torino, e altri nidi con proposte qualitative e formative di eccellenza. Fare musica equivale a rafforzare le competenze neuromotorie, allo sviluppo dell’orecchio interno, alle capacità espressive attraverso l’uso corretto del primo strumento che tutti hanno a disposizione: la voce ed il canto. L’insegnamento della musica parte dall’assunto che prima della teoria vi sia la pratica. Questo concetto è parte del percorso formativo dell’associazione “ Intenzioni Sonore” che adotta il Metodo Yamaha. Sicuramente il compito delicato dell’insegnamento musicale è frutto di ampi studi che si ricollegano alla psicologia e alla pedagogia. La moderna didattica musicale è frutto delle conoscenze dei grandi musicisti, quali Zoltan Kodaly, Karl Orff, Delcroze, Edgard Willems. Un metodo degno di nota e nato in Italia è quello proposto da Fulvio Rusticucci che, avendo a cuore l’insegnamento dei più piccoli già durante la prima infanzia, mette il bambino al centro del percorso educativo. Ethel Onnis, Educatrice scuola di Infanzia e Musicista

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