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25 Nov
2025
Il Bazar di Natale

Eventi e Incontri Per tutte le età

Il Bazar di Natale

Il Natale si avvicina: le Realtà Educative Torinesi Accendono la Magia dell’Avvento Con l’arrivo dell’Avvento, Torino torna a riempirsi di iniziative dedicate alla preparazione del Natale: mercatini, laboratori creativi, incontri per famiglie e momenti di socialità che riportano l’attenzione sul fare insieme, con lentezza e consapevolezza. Tra le realtà che più di altre custodiscono questo spirito ci sono le scuole steineriane, dove il Natale non è vissuto solo come un appuntamento festivo, ma come un percorso educativo fatto di gesti, materiali naturali e tradizioni condivise. Dove Famiglie e Scuola si incontrano, lì Nasce il Vero Spirito del Natale C’è un momento, a Torino, in cui il freddo dell’inverno sembra attenuarsi: è quando, entrando in una scuola, in un atelier o in una piccola aula riscaldata dal tepore delle candele, si vede un gruppo di adulti e bambini intenti a creare qualcosa insieme. È lì che nasce il vero spirito del Natale: nel gesto semplice di intrecciare un ramo di abete, nel modellare la cera che si scalda tra le dita, nel tagliare un biscotto con una forma che fa sorridere. In queste settimane, la città si riempie di incontri, di laboratori, di bazar che risvegliano un senso di familiarità e di lentezza quasi dimenticato. Le scuole steineriane, con il loro modo unico di prepararsi all’Avvento, ricordano a tutti che il Natale non è solo una data sul calendario, ma un cammino: un tempo che si costruisce un giorno dopo l’altro, con cura, con delicatezza. E mentre i bambini scoprono la magia di fare con le proprie mani, gli adulti ritrovano il piacere dell’attesa condivisa, della comunità che si stringe, della tradizione che si rinnova. È in questo intreccio di gesti antichi e presenze vive che Torino prepara il suo Natale più autentico. L'Avvento nelle Scuole Waldorf: Mani che Creano, Comunità che Crescono Nelle scuole Waldorf il periodo dell’Avvento è un momento speciale, preparato con cura da tutta la comunità scolastica. Genitori, insegnanti e bambini collaborano alla realizzazione del Bazar di Natale, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Non è un semplice mercatino: è un luogo d’incontro, di scambio e di apprendimento, dove si intrecciano competenze artigianali, creatività e motivazioni pedagogiche. Il Bazar offre oggetti fatti a mano – bambole di stoffa, giochi in legno, candele di cera naturale, decorazioni – realizzati dai genitori con l’accompagnamento dei maestri di lavoro manuale. Oltre alla vendita, vengono proposti laboratori per bambini, concerti, cori e piccoli spettacoli teatrali. I più piccoli imparano a fare biscotti natalizi, a modellare la cera, a creare semplici giocattoli o addobbi per la tavola: non solo attività creative, ma esperienze che educano alla manualità, alla pazienza e alla gioia del fare insieme. Tra le tradizioni più sentite c’è la creazione della Corona dell’Avvento, adornata con quattro candele. Ogni domenica se ne accende una, in un gesto che accompagna il cammino verso il Natale con raccoglimento e serenità. È un rito semplice, ma profondamente educativo: invita a rallentare, a sentire il passare del tempo, a vivere in modo più consapevole l’attesa. Torino e i Suoi Bazar: Quando la Comunità Diventa Sostegno Accanto alle scuole steineriane, anche molte altre realtà torinesi propongono iniziative natalizie che uniscono creatività, socialità e sostegno ai propri progetti educativi o culturali. Associazioni di quartiere, centri di aggregazione, piccole scuole parentali e spazi dedicati alla prima infanzia organizzano in questo periodo mercatini solidali, laboratori artigianali, giornate aperte con attività per genitori e bambini. L’obiettivo è duplice: – far conoscere la propria realtà attraverso momenti conviviali e collaborativi; – raccogliere fondi che permettano di mantenere vivi progetti educativi spesso sostenuti dalla passione di famiglie e volontari. Si realizzano decorazioni, candele, oggetti in lana cardata, piccoli giocattoli in legno, dolci fatti in casa. E mentre si lavora insieme, nascono conversazioni, nuove relazioni, curiosità, scambi di competenze che rafforzano i legami e la conoscenza reciproca. Un Natale più Autentico Le iniziative natalizie che fioriscono a Torino – dalle ghirlande dell’Avvento alle candele di cera, dai laboratori di biscotti ai bazar artigianali – testimoniano un desiderio comune: ritrovare un Natale più autentico, lontano dalla frenesia e vicino alle persone. Un Natale che invita a fermarsi, a creare con le mani, a condividere il tempo con i bambini, a sostenere realtà educative che credono nel valore della comunità. Un Natale che non si compra, ma si costruisce insieme. Un Fine Settimana per Entrare nell'Atmosfera dell'Avvento Laboratorio Creativo ''Crea la tua Ghirlanda Natalizia'' 📅 Venerdì 28 Novembre alle 17:00 📍 Asilo Morelli via dell'Asilo (Cavoretto), Torino su prenotazione tel 3497567451 📅 Venerdì 28 Novembre ore 14.00 - 17:00 📍 Associazione Steiner via Cavour - Torino su prenotazione tel 011 883550 Prenota e Ritira la Ghirlanda o il Centrotavola di Natale Per chi desidera può prenotare la ghirlanda tel. 371 4189356 dalle 8:00 alle 14.00. Il ritiro potrà avvenire nella sede della Crescendo in concomitanza con il Bazar del 29 novembre. I Bazar di Natale delle Realtà Waldorf di Torino Tre scuole, tre modi di accogliere, un unico filo che le unisce: la volontà di offrire alle famiglie un Natale autentico, fatto di comunità, tradizioni vive e gesti che riscaldano. Un piccolo viaggio torinese che ricorda a tutti che il Natale, prima di tutto, si costruisce. Con lentezza. Con amore. 📅 Sabato 29 Novembre, dalle 10:00 alle 19:00 a Torino presso 📍 Crescendo Pedagodia Wardorf, corso Casale Programma Bazar 📍 Chicco di Grano, via Arnaldo Da Brescia Programma Bazar 📍 Associazione Steiner via Cavour Programma Bazar Francesca Merlo

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22 Nov
2025
Quando a Scuola Succede Qualcosa... Come Ascoltare e Dare Voce al Non Detto

Genitorialità e Educazione Per tutte le età

Quando a Scuola Succede Qualcosa... Come Ascoltare e Dare Voce al Non Detto

Quando in Classe Succede Qualcosa: il Non Detto che Deve Essere Ascoltato Quando nostro figlio o nostra figlia torna a casa e non ci parla o, al contrario, esplode in un pianto inspiegabile, sappiamo che dietro c’è la vita della classe. Siamo genitori che si sentono sospesi: da un lato, dobbiamo accompagnarli in un mondo a volte ostile, insegnando loro a rialzarsi dopo una parola cattiva di un compagno o una correzione della maestra, dall’altro, dobbiamo capire cosa succede davvero, decifrando il "non detto" dei loro silenzi e delle loro reazioni. Il vero nodo è questo: come possiamo aiutarli ad affrontare le situazioni spiacevoli, rimanendo al loro fianco, senza intervenire a sproposito e senza scontrarci con le altre famiglie o gli insegnanti? La Forza e il Limite dell'Adulto: L'Abuso di Potere nella Parola In questo delicato equilibrio tra supporto e rispetto dei ruoli, c’è un altro spettro che preoccupa ogni genitore: l'abuso di potere, anche solo verbale. Una maestra, magari stanca, usa un tono troppo duro. Un genitore, dopo una lunga giornata di lavoro, esagera nel rimprovero. Tutti facciamo degli errori, ma dobbiamo imparare a distinguere l'autorità dall'autoritarismo. Il punto è che alcune parole pronunciate dagli insegnanti con leggerezza sono spesso veri e propri atti di violenza, non intenzionale, ma ugualmente lesiva. Per paura di alimentare malumori o conflitti, questi episodi vengono taciuti e purtroppo proseguono indisturbati. Cosa fare quando le parole di un docente feriscono nostro figlio e temiamo di affrontare la situazione da soli? È qui che l'esperienza e l'empatia sono fondamentali. Ascoltare senza Intervenire d’Istinto. Significa dare spazio al bambino o bambina, capire il suo vissuto, prima di chiamare la scuola o un altro genitore. Significa trovare l'equilibrio tra la tutela del figlio e il rispetto del ruolo altrui. Rimproverare senza Ferire. A casa o in classe, la parola deve essere una guida, non un’arma. Il rischio è che i nostri rimproveri, mossi dall'amore o dalla stanchezza, si trasformino in quella violenza verbale che proprio non vogliamo che i nostri figli subiscano La Via dei Colori: Un Supporto Delicato per l'Educazione Consapevole In questi momenti di incertezza, in cui non si sa se tutelare, mediare o restare in disparte, l’associazione La Via dei Colori, guidata da Ilaria Maggi, è un porto sicuro. Ilaria Maggi, fondatrice dell’associazione La Via dei Colori, ha trasformato una dolorosa esperienza personale in un faro per la comunità. Oggi, Ilaria è una figura di riferimento ed esperta nel promuovere il benessere emotivo e relazionale in classe, dedicandosi a fornire strumenti di ascolto e mediazione per trasformare i conflitti in crescita. Ilaria e i suo collaboratori non offrono soluzioni magiche, ma strumenti di consapevolezza per ricostruire la fiducia. L’associazione nasce per questo: sostenere i genitori e gli insegnanti nel trovare l'equilibrio, insegnando ad ascoltare il "non detto" senza agire d'impulso. L'Approccio Essenziale di La Via dei Colori L'associazione si rivolge a, genitori, educatori e docenti, per accompagnarli nella complessità della dinamica di classe attraverso strumenti concreti che mettono l'ascolto e il rispetto al primo posto. Numero Verde e Consulenza senza Giudizio: Un primo filtro per esporre i dubbi, ricevere ascolto e capire se un comportamento della maestra o di un compagno è un episodio isolato o un segnale più profondo. Formazione per la Mediazione: Laboratori e incontri focalizzati sull'ascolto attivo, sul come gestire la rabbia evitando l'escalation verbale e sul come dialogare costruttivamente con la scuola. Orientamento tra i Ruoli: Consulenza per capire come tutelare il proprio figlio in caso di necessità (anche con supporto legale), mantenendo il rispetto per le dinamiche educative. Mediazione Educativa: Interventi diretti in classe per trasformare i conflitti tra compagni in occasioni di apprendimento relazionale. La Posta di CheScuola?! Trasforma il Dubbio in Opportunità Hai un dubbio sul limite di un rimprovero? Tua figlia o tuo figlio è coinvolto in dinamiche complesse in classe? Attraverso La Posta di CheScuola?! puoi raccontare il tuo episodio. Gli esperti che collaborano con noi, inclusa Ilaria Maggi e il team de La Via dei Colori, ti offriranno consigli concreti. L’obiettivo è trasformare ogni difficoltà, sia un litigio tra bambini che un rimprovero genitoriale, in un momento di profonda crescita e consapevolezza. Antonella Giostra

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21 Nov
2025
Vivere e Scoprire la Natura

Approcci Educativi 3-6 anni

Vivere e Scoprire la Natura

Scoprire e Vivere la Natura nella Scuola dell’Infanzia: Visioni, Esperienze e Progetti La relazione tra bambini e natura non è un semplice incontro con l’ambiente esterno: è un’esperienza formativa che nutre curiosità, pensiero scientifico, immaginazione e responsabilità. Sempre più scuole dell’infanzia stanno riscoprendo il valore dell’educazione ambientale attraverso attività esplorative e progetti realizzati insieme ad associazioni specializzate. Queste proposte non offrono solo conoscenze, ma generano un contatto diretto con la vita, capace di incidere profondamente sulle competenze cognitive ed emotive dei più piccoli. I Progetti delle Associazioni Ambientaliste: Quando la Natura Entra nelle Aule Diversi enti impegnati nella tutela dell’ambiente propongono percorsi pensati appositamente per l'età prescolare. Ecco alcune delle esperienze più significative. LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli La LIPU porta nelle scuole laboratori di osservazione degli uccelli e attività per riconoscerne specie, habitat e comportamenti. I bambini partecipano alla costruzione di mangiatoie e piccoli rifugi, imparando che anche piccoli gesti possono offrire protezione agli animali. WWF Italia Il WWF propone percorsi su biodiversità e cambiamenti climatici, con semplici esperimenti scientifici, visite guidate nei parchi naturali e giochi educativi. L’obiettivo è far capire ai bambini, attraverso il fare, che ogni gesto quotidiano ha un impatto sulla natura. Le 8 case delle farfalle Con laboratori dedicati a farfalle, api e insetti impollinatori, le case delle farfalle introducono i bambini al monitoraggio e all’osservazione della fauna locale. È un modo per avvicinarli alla ricerca scientifica in forma ludica e concreta. I laboratorio declinati in base alle classi di età porterà alla realizzazione di bugs hotel e aiuterà a capire come realizzare uno spazio accogliente per farfalle e altri insetti impollinatori nel giardino o sul balcone di casa, nel cortile del condominio o a scuola. Apprendimento attivo con i kit di biologia vivente Un ulteriore modo per avvicinare i bambini all’osservazione della natura, anche senza l’intervento diretto di un’associazione esterna, è l’utilizzo dei kit didattici già pronti — come il Butterfly Lab o altri set educativi analoghi. Si tratta di box consegnati direttamente alle scuole, che permettono agli insegnanti di trasformare la propria aula in un piccolo laboratorio di biologia vivente. Questi kit contengono tutto il necessario per seguire passo dopo passo il ciclo di vita di un insetto o di una farfalla: dai bruchi alle crisalidi, fino alla schiusa e alla liberazione in natura. L’attività può essere svolta in totale autonomia dalle maestre, senza particolari competenze scientifiche, grazie a istruzioni chiare e materiali pensati appositamente per i bambini della scuola dell’infanzia e primaria. Il valore pedagogico di questi strumenti è altissimo: i bambini possono osservare i cambiamenti giorno dopo giorno, prendersi cura degli insetti, fare previsioni, confrontare le trasformazioni, sviluppando meraviglia, attenzione e senso di responsabilità. È un modo semplice, immediato e coinvolgente per portare la natura in classe, anche quando non è possibile organizzare uscite o coinvolgere esperti esterni. Di seguito, alcuni esempi di kit disponibili per scuole e insegnanti, acquistabili online e facilmente utilizzabili durante l’anno scolastico. L’Esperienza dell’Asilo Morelli: l’Educazione Ambientale Funziona Per capire l’impatto reale di questi percorsi, abbiamo raccolto la testimonianza della coordinatrice dell’Asilo Morelli, che da anni porta avanti progetti di educazione alla natura. “L’esperienza pratica con la natura ha effetti concreti anche sui bambini più piccoli, dai 3 ai 5 anni. Non si tratta solo di osservare, ma di coinvolgerli nel processo, lasciandoli curiosi e liberi di fare domande. Questo approccio rafforza attenzione, responsabilità e rispetto per gli esseri viventi.” Secondo la coordinatrice, la chiave è proporre esperienze graduali, semplici e adatte all’età, senza sovraccaricare i bambini di nozioni. Anche attività essenziali, come osservare farfalle, seguire la crescita di una pianta o costruire rifugi per insetti, possono avere un impatto profondo. Perché Portare i Bambini nella Natura? Benefici Cognitivi, Emotivi e Relazionali Tra le esperienze più coinvolgenti nella scuola dell'infanzia troviamo il ciclo di vita dei bachi da seta o la trasformazione del bruco in farfalla. Questi “piccoli esperimenti” permettono ai bambini di: Sviluppare competenze scientifiche: osservare, formulare ipotesi, riconoscere cambiamenti. Maturare attenzione e cura: raccogliere foglie per nutrire i bachi, mantenere pulito lo spazio, verificare il loro benessere. Imparare il valore dell’attesa: la natura ha ritmi propri, insegna che non tutto accade subito e che la lentezza è parte del processo. Il contatto con la natura è quindi un’educazione alla vita: costruisce empatia, senso di responsabilità, capacità di osservazione e rispetto per gli esseri viventi. Un’educazione Lenta, Viva, Essenziale Le esperienze outdoor e i progetti di educazione ambientale dovrebbero trovare spazio in tutte le realtà educative, a partire dalle scuole dell’infanzia. Offrire ai bambini una conoscenza viva e partecipata, fatta di meraviglia, scoperte e cura trasforma il quotidiano in esperienza preziosa: la natura ci restituisce il valore dell’attesa. Ai bambini dona una ricchezza fondamentale: imparare a crescere con rispetto, per se stessi, per gli altri e per l’ambiente. Approfondimenti e Progetti LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli): https://www.lipu.it/ LIPU 2ISPR Ambiente 2 WWF Italia: https://www.wwf.it/ https://www.coopmadreselva.it/scuole/ Zeroseiplanet — catalogo corsi di Outdoor Education per scuole dell’infanzia  Edugreen — percorso didattico all’aperto per scuole di ogni ordine sull’osservazione della natura Ente di gestione delle Alpi Cozie le proposte didattiche sono gestite dalle guide ufficiali del parco e si pongono come obiettivo primario quello di favorire l'apprendimento attraverso l'esperienza diretta in ambiente naturale promuovendone il rispetto e facilitandone la conoscenza. La Casa delle Farfalle per la Scuola è una serra tropicale osservare da vicino alcune tra le farfalle più appariscenti del mondo, mentre si alimentano, volano o si riposano in un ambiente che riproduce il loro habitat naturale. Bambini e Natura — associazione culturale sul rapporto tra bambini e natura far emergere esperienze educative significative e portatrici di strategie innovative in merito al rapporto tra bambin/ragazzi e natura Shopping Butterfly: un Kit per l'Esperienza a Casa o in Classe Acquistare i Box per crescere le farfalle a casa Dove acquistare il kit per tutta la classe Antonella Giostra & Francesca Merlo

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16 Nov
2025
Benessere nelle Scuole dell'Infanzia, l'Esempio dell'Asilo Morelli di Torino

Generiche

Benessere nelle Scuole dell'Infanzia, l'Esempio dell'Asilo Morelli di Torino

La scelta della scuola dell'infanzia  è un passo importante per le famiglie poiché in questo periodo, i bambini imparano e crescono a un ritmo molto veloce, e sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle esperienze positive e negative.  La cura e il benessere sono ingredienti basilari per una crescita serena e sana e hanno un impatto positivo su diversi aspetti dello sviluppo dei bambini: cognitivo, emotivo e sociale. Le ricerche scientifiche mostrano chiaramente come i bambini che si sentono curati e al sicuro sono più propensi a essere curiosi e a esplorare il mondo, a sviluppare un senso di sé positivo, a gestire le emozioni in modo sano e a sviluppare competenze sociali come la capacità di cooperare e risolvere i conflitti. Voglio partecipare all'Open Day Per tutti i motivi sopra citati alcune attenzioni sono assicurate in tutte le scuole dell’infanzia: una chiara routine giornaliera, ambienti puliti, garanzia di ore di sonno adeguate e cibo sano.  Tuttavia, ci sono scuole dell'infanzia che fanno del benessere dei bambini l'obiettivo primario del loro progetto educativo. E' questo il caso dell' Asilo Onorato Morelli di Torino, che si trova nella collina della città e che siamo andati a visitare per saperne di più. Asilo Onorato Morelli: Dove il Benessere e la Cura Sono alla Base del Progetto Educativo All' Asilo Onorato Morelli si giunge dopo appena cinque minuti d'auto dall'Ospedale Molinette di Torino, salendo su per la collina. Il piccolo Borgo di Cavoretto, che ospita l'asilo, è territorio del Comune di Torino eppure, lontano dai rumori della città e con un'aria molto più leggera, si ha la sensazione di essere già molto lontani. Il clima di paese che si respira giungendo all'asilo mette presto l'anima in pace e si percepisce immediatamente perché qui il benessere è di casa. Abbiamo fatto un giro tra gli ambienti dell'asilo e intervistato la coordinatrice pedagogica per conoscere meglio il pensiero e le azioni messe in pratica nella scuola dell'Infanzia. Voglio partecipare all'Open Day Ambiente Accogliente e Sicuro "Il benessere a scuola è il risultato di molte variabili, tutte importanti e nessuna trascurabile. Tra queste fondamentali sono gli ambienti che devono accogliere ciascun bambino e favorire scambi e dialoghi".  Con queste parole ci accoglie la Dott.ssa Elisa Marino, coordinatrice pedagogica dell'asilo. Non possiamo che essere d'accordo con questa presentazione. Gli spazi dell'asilo sono molto ampi e luminosi grazie a tetti alti e grandi finestre che permettono di vedere gli alberi che circondano l'asilo. Tutte le stanze si affacciano sull'orto o sullo spazioso giardino di pertinenza. Ogni attività ha una stanza dedicata: le tre aule per le attività creative, il salone di psicomotricità, l'aula per musica e la sala mensa. Anche il refettorio è grande e accogliente con disegni colorati alle pareti che trasmettono gioia e allegria. Le aule fanno da cornice al giardino che, con ampi alberi e un gazebo, permette di far giocare i bambini in tutte le stagioni. Orto e giardino diventano per i bambini dell'asilo palestre quotidiane per il corpo e la mente. Voglio partecipare all'Open Day Benessere Fisico Respirare aria pulita e praticare movimento quotidiano sono i presupposti per far crescere i bambini sani. La posizione in collina permette ai bambini che frequentano l'asilo Morelli di respirare un'aria più salubre rispetto a quella della città e di offrire un ambiente più silenzioso lontano dai rumori della città. Per garantire ai bambini di correre, saltare e soddisfare il naturale bisogno di muoversi, nella routine quotidiana dell'asilo sono presenti attività motorie all'aria aperta che aiutano a sviluppare competenze motorie e a stimolare e rinforzare il sistema immunitario. Anche i pasti sono momenti di scoperta e condivisione e, grazie alla sensibilità della cuoca Stefania, i bimbi vengono coinvolti attivamente nella scoperta di cibi gustosi e la sensibilizzati a un’educazione alimentare sana. Voglio partecipare all'Open Day Pensiero Pedagogico La curiosità e il bisogno di imparare dei bambini vengono soddisfatti quotidianamente attraverso una psicopedagogia positiva in cui il bambino viene curato in tutto ciò che lo rende attivo ovvero: l’attività motoria, la fantasia, la creatività e l’iniziativa personale.  L’Asilo offre per tutta la durata dell’anno scolastico attività specialistiche quali la psicomotricità, la musica il teatro e l’inglese, che si coordinano con l’attività quotidiana delle maestre. All'Asilo Morelli tutte le attività vengono proposte ai bambini non sovraccaricandoli e rispettando il pieno rispetto dei loro ritmi. Voglio partecipare all'Open Day Un Asilo che Accoglie Tutta la Famiglia " La scuola dell'Infanzia Onorato Morelli mette al centro delle sue azioni il bambino e il suo benessere e fare questo implica necessariamente ascoltare e accogliere anche la sua famiglia". Questo aspetto sta molto a cuore a Elena Maggiolo, direttrice dell'asilo, che ci racconta: '' Fin dalla sua fondazione la linfa vitale della scuola è stato lo spirito di comunità". Per noi è molto importante ascoltare i bisogni dei genitori, le loro difficoltà quotidiane nella gestione della famiglia e il loro bisogno di affidare i bambini con fiducia e serenità. Siamo soliti organizzare feste per le ricorrenze che permettono ai bambini di scoprire i rituali della nostra tradizione e cerchiamo di coinvolgere le famiglie nell'organizzazione per offrire loro l'occasione di scoprirsi comunità''. Per agevolare le famiglie la scuola offre i servizi di pre-scuola e post-scuola tutti i giorni di attività, e il centro estivo fino al 31 luglio. Da settembre 2024 è stata attivata, sotto richiesta delle famiglie che vivono in città, il servizio di navetta con educatrice dell'asilo che la mattina parte dalla fermata dell'Ospedale Molinette. Per finire, ricordiamo che l'Asilo Morelli è una scuola paritaria convenzionata, che permette alle famiglie di affrontare costi paragonabili a quelli delle scuole dell'infanzia statali. Se stai cercando una scuola dell'infanzia che metta al primo posto il benessere di tuo figlio o tua figlia, l'Asilo Morelli è la scelta giusta per te. La scuola offre un ambiente accogliente e al contempo stimolante, dove i bambini possono vivere la spensieratezza della loro età e diventare grandi secondo i propri ritmi, con stupore e gioia. Open Day: Prenota Subito il Tuo Posto per Conoscere Meglio questo Asilo davvero Unico! Non perdete l’occasione di scoprire di persona perché tante famiglie, i cui bambini sono ormai grandi, continuano ancora oggi a ritornarvi e sostenere attivamente questo vero e proprio tesoro dell’educazione.  I Prossimi Sabati dedicati all'Open Day saranno: 29 Novembre 10:30 - 12:30 17 Gennaio 10:30 - 12:30  Per organizzare al meglio gli eventi è gradita la REGISTRAZIONE all'Open Day Per altre informazioni potete contattare l'asilo attraverso il numero di telefono 011 6612588 oppure scrivendo una email all'indirizzo info@asilomorelli.it Per altre curiosità potete esplorare il web visitando il sito web, la pagina Fabebook, o il Profilo Instagram dell'asilo Morelli.

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12 Nov
2025
Oltre la Paura: Workshop Esperienziale per Imparare a Difendersi dalla Violenza di Genere

Generiche

Oltre la Paura: Workshop Esperienziale per Imparare a Difendersi dalla Violenza di Genere

Oltre la Paura: Educare in Consapevolezza e Sicurezza Sempre più spesso ci troviamo spaventati per le nostre bambine e adolescenti. Crescono in un contesto dove la violenza non è solo fisica, ma verbale, psicologica e culturale. Dentro le scuole, sui social, si insinuano linguaggi offensivi, modelli di relazione tossici e forme di misoginia (come quelle legate a fenomeni come l'incel) che minano la loro autostima. È naturale sentirsi preoccupati. La domanda che tormenta ogni genitore è: come proteggerle, senza però trasmettere loro la nostra stessa ansia? Come difendersi, senza vivere nella paura? Il punto non è spaventare, ma rendere consapevoli. La vera sicurezza non nasce dal divieto o dall'isolamento, ma dalla competenza: saper riconoscere i segnali, comprendere dove finisce lo scherzo e dove inizia la mancanza di rispetto, imparare a dire “no” e a chiedere aiuto, sentendosi forti e non sole. È con questo spirito che nasce il Workshop Attente al Lupo: Un'esperienza che unisce psicologia e difesa personale per dare alle ragazze — e alle donne di ogni età — strumenti pratici per sentirsi al sicuro e per reagire, trasformando la conoscenza in libertà. Educare per prevenire: l’esperienza di “Attente al Lupo” Un format per la sicurezza e la consapevolezza Torna a Torino il 23 novembre 2023 alle ore 9.00 Attente al Lupo®, il workshop ideato per contrastare la violenza di genere attraverso la conoscenza, la consapevolezza e l’autoprotezione: un progetto che unisce psicologia e difesa personale, nato dall’incontro tra Silvia Spinelli, psicoterapeuta e formatrice, e Bruno Garbi, formatore civile e militare e insegnante di autodifesa. “Siamo una coppia nella vita e in parte anche nel lavoro — racconta la Dott.ssa Silvia Spinelli — e dalla complementarietà delle nostre esperienze è nato Attente al Lupo.” A chi si Rivolge il Workshop Il workshop è dedicato principalmente a donne e ragazze dai 12 ai 99 anni, ma resta aperto anche a uomini — papà, fratelli, figli o compagni — che vogliano comprendere meglio le dinamiche della violenza e contribuire a un cambiamento culturale. “La violenza di genere riguarda soprattutto le donne, ma la prevenzione è un lavoro collettivo: serve anche l’ascolto e il coinvolgimento maschile.” Come si Svolge il Workshop Attraverso la metafora della favola di Cappuccetto Rosso, le partecipanti vengono guidate in un “bosco virtuale” pieno di insidie, dal quale escono con strumenti pratici e maggiore sicurezza personale. Le attività alternano momenti di gioco e riflessione, discussione di gruppo, visione di filmati e esercizi su attenzione, reazione e proattività, insieme a semplici tecniche fisiche di difesa, adatte a tutti. L’obiettivo è fornire norme pratiche di sicurezza integrate con consapevolezze psicologiche: riconoscere segnali non verbali di pericolo, identificare “il lupo”, imparare a leggere le relazioni disfunzionali. Prenota al 345 1834124 Dalle Origini a Oggi Il progetto è nato nel 2017, in risposta a una call del Festival della Psicologia dedicata ai “crossover” tra professionisti di diversi ambiti. Da allora, Attente al Lupo ha percorso l’Italia: Milano, Treviso, Venezia, Acqui Terme, Recanati, Pomezia, fino a collaborazioni con festival, scuole, aziende, associazioni di categoria e centri antiviolenza. Nel tempo, il metodo è stato strutturato e registrato come marchio ufficiale. Prenota al 345 1834124 Cosa Chiedono le Partecipanti Le domande più frequenti riguardano la sicurezza negli spazi pubblici o isolati, come garage, ascensori e fermate dei mezzi, e i comportamenti da adottare in caso di rientro notturno. Molte vogliono sapere se e quando utilizzare strumenti come lo spray al peperoncino, oppure come riconoscere relazioni affettive o amicali non sane. “I volti cambiano, ma le reazioni sono universali — racconta Silvia —. Scoprire come reagiamo davanti al pericolo è un passo di crescita per tutti.” L’importanza del Gioco e della Partecipazione Nel tempo i formatori hanno compreso che lasciare spazio alle partecipanti è la chiave per rendere l’esperienza viva e trasformativa. Il gioco resta lo strumento più efficace: alleggerisce temi difficili, senza banalizzarli, e favorisce la memorizzazione di comportamenti sicuri. Prenota al 345 1834124 Feedback e Risultati I riscontri raccolti parlano di un impatto concreto: non solo un’esperienza divertente e formativa, ma un’occasione per modificare abitudini quotidiane e acquisire buone pratiche reali di autoprotezione. “Il nostro successo più grande è sapere che ciò che insegniamo si traduce subito in sicurezza nella vita di tutti i giorni.” Prossimo appuntamento a Torino Posti limitati, si consiglia la prenotazione anticipata 🌐 Info: www.attenteallupo.it 📅 Data: 23 novembre 2023, ore 9.00 📍 Luogo: ARTeficIO, via Assarotti 6, Torino 💶 Costo: €40 adulti | €20 minorenni e studenti 📲 Prenotazioni: WhatsApp al 345 1834124 🌐 Per altre Informazioni: www.attenteallupo.it Educare Insieme per Cambiare la Cultura della Violenza L’educazione alla sicurezza e al rispetto reciproco resta la vera chiave del cambiamento. In un momento storico in cui i dati sulla violenza di genere restano allarmanti, iniziative come Attente al Lupo rappresentano una risposta culturale concreta e preventiva, che unisce competenze psicologiche e fisiche per promuovere una società più consapevole, empatica e attenta.

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12 Ago
2025
Scuola dell'Infanzia Onorato Morelli: una Scuola che Celebra la Tradizione della Comunità

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Scuola dell'Infanzia Onorato Morelli: una Scuola che Celebra la Tradizione della Comunità

Nel pittoresco borgo di Cavoretto, a Torino, si nasconde un tesoro: la Scuola dell'Infanzia Onorato Morelli, un’ oasi di apprendimento per i bambini dai 3 ai 6 anni in un ambiente sereno e lontano dal caos cittadino.  Perché sceglierla? Ecco una lista delle cose che ci hanno conquistato! Spazi sani e abitudini felici: un ambiente che nutre Situata a soli cinque minuti di auto dalla fermata metro Carducci, questa scuola offre l’opportunità di crescere in uno spazio d’altri tempi, dove si respirano aria pulita e una quotidianità che scorre lenta. Il benessere al centro, dunque, declinato in una pluralità di servizi: una cucina interna, dove ogni giorno vengono preparati piatti freschi, pensati dal nutrizionista, piacevoli passeggiate nel vicino Parco Europa e un orto didattico, dove sperimentare insieme l’arte della cura e della sostenibilità. Un curriculum ben strutturato, per ispirare curiosità e fiducia Quello che distingue in modo unico questa scuola è l’offerta di attività stimolanti, radicate in una routine accogliente che permette ai bambini di crescere con sicurezza e autonomia.  Dall'esperienza nell'orto alle lezioni con un insegnante d’inglese che arriva da un paese lontano, senza dimenticare di muovere il corpo ed esplorare i dintorni della scuola. Voglio partecipare all'Open Day Ogni apprendimento si consolida attraverso il fare ed anche le cose più astratte, come l’esser gentili e collaborare, diventano gesti concreti di una quotidianità che offre l’esempio prima ancora d’insegnare. Facile da raggiungere, accogliente fin dal primo momento A partire da settembre 2024, l’Onorato Morelli ha pensato di agevolare i genitori nel trasporto dei piccoli con l'introduzione di una navetta speciale. Direttamente alla fermata dell'Ospedale Molinette, un'educatrice qualificata attenderà i bambini per accompagnarli a scuola, trasformando i 5 minuti di viaggio in un’occasione per divertirsi e socializzare. Insomma, un bel modo di sentirsi a Casa prima ancora di arrivarci!  Cittadini del mondo… e del territorio! Per garantire un apprendimento efficace dell’Inglese, la Scuola ha adottato il metodo Jack & Jill, una metodologia che favorisce un processo naturale di acquisizione linguistica attraverso un'immersione graduale e divertente. Due mattine a settimana, rispettando il ritmo di ogni bambino, ci si concentra su ascolto e comprensione, per sviluppare nel tempo l'abilità di comunicare con la stessa naturalezza di chi con quella lingua è cresciuto. Voglio partecipare all'Open Day Se è bella la libertà di andare ovunque, non è da meno quella di sapere da dove veniamo: tra le peculiarità di questa Scuola dell’Infanzia c’è la proposta di un’educazione diffusa, che coinvolge la comunità del borgo, creando un ambiente di apprendimento autentico dove i piccoli incontrano i grandi del posto e da questi imparano le storie dei luoghi e i segreti dei saperi. In conclusione, se state cercando un luogo accogliente, stimolante dove i bambini possano esplorare, crescere e imparare secondo i propri ritmi, la Scuola dell'Infanzia Onorato Morelli fa per voi! Open Day d'Autunno: Prenota subito il tuo posto per conoscere meglio questo asilo davvero unico! Non perdete l’occasione di scoprire di persona perché tante famiglie, i cui bambini sono ormai grandi, continuano ancora oggi a ritornarvi e sostenere attivamente questo vero e proprio tesoro dell’educazione.  I Sabati d'autunno dedicati all'Open Day saranno: 25 Ottobre 10:30 - 12:30 8 Novembre 10:30 - 12:30 29 Novembre 10:30 - 12:30 Per organizzare al meglio gli eventi è gradita la REGISTRAZIONE all'Open Day Per altre informazioni potete contattare l'asilo attraverso il numero di telefono 011 6612588 oppure scrivendo una email all'indirizzo info@asilomorelli.i. Per altre curiosità potete esplorare il web visitando il sito web, la pagina Fabebook, o il Profilo Instagram dell'asilo Morelli.

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5 Ago
2025
Calendari Scolastici 2025/2026

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Calendari Scolastici 2025/2026

Calendari Scolastici Regionali 2025/2026: Tutte le Date da Segnare! L'estate è nel pieno della sua esplosione, le giornate sono lunghe, il sole alto e i pensieri si rincorrono tra un tuffo e una passeggiata in montagna. Ma mentre ci godiamo il meritato riposo, c'è già chi pensa all'inizio del nuovo anno scolastico. I calendari regionali 2025/2026 sono già stati pubblicati e noi ve li riportiamo qui, ordinati per regione, con tutte le date utili da segnare per organizzarsi al meglio, senza (troppo) distogliervi dal relax estivo. Piemonte Inizio lezioni: mercoledì 10 settembre 2025 Fine lezioni: mercoledì 10 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Giorni di lezione: 206 (con sabato), 174 (senza sabato) Vacanze natalizie: dal 23 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Lombardia Inizio lezioni: 5 settembre 2025 (scuole dell'infanzia), 12 settembre 2025 (altri ordini e gradi) Fine lezioni: 8 giugno 2026 (altri ordini e gradi), 30 giugno 2026 (scuole dell'infanzia) Vacanze natalizie: dal 23 dicembre 2025 al 5 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Liguria Inizio lezioni: lunedì 15 settembre 2025 Fine lezioni: giovedì 11 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 22 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze di Carnevale: 16-17 febbraio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 6 aprile 2026 Lazio Inizio lezioni: lunedì 15 settembre 2025 Fine lezioni: lunedì 8 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 23 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Veneto Inizio lezioni: mercoledì 10 settembre 2025 Fine lezioni: sabato 6 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 22 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Emilia-Romagna Inizio lezioni: lunedì 15 settembre 2025 Fine lezioni: sabato 6 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 24 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Toscana Inizio lezioni: lunedì 15 settembre 2025 Fine lezioni: lunedì 8 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 23 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Marche Inizio lezioni: lunedì 15 settembre 2025 Fine lezioni: sabato 6 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 24 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Campania Inizio lezioni: mercoledì 10 settembre 2025 Fine lezioni: venerdì 5 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 23 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Sicilia Inizio lezioni: lunedì 15 settembre 2025 Fine lezioni: martedì 9 giugno 2026 (scuole dell'infanzia: martedì 30 giugno 2026) Vacanze natalizie: dal 22 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 Vacanze pasquali: dal 2 al 7 aprile 2026 Queste date sono approvate a livello regionale, ma ogni singola scuola può decidere di adattarle al proprio piano scolastico, in base all'autonomia didattica. Per questo motivo, consigliamo di verificare sempre il calendario definitivo presso l'istituto frequentato. Avete già segnato le date sul calendario? Organizzare viaggi, vacanze e attività familiari sarà più semplice con queste informazioni sotto mano. Buona estate e... buona programmazione! Francesca Merlo

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4 Ago
2025
Le Scuole Beckwith e l’Istruzione Valdese: un Modello Educativo di Emancipazione Culturale

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Le Scuole Beckwith e l’Istruzione Valdese: un Modello Educativo di Emancipazione Culturale

L’istruzione nelle Valli Valdesi: un Valore Antico e Fondamentale Fin dal XVII secolo, nelle Valli Valdesi, l’istruzione ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Oltre alla "Grande École", la scuola elementare centrale di ogni comunità, esistevano numerose "Petites Écoles", piccole scuole di borgate che offrivano un’educazione di base, spesso solo nei mesi invernali. Queste scuole erano essenziali per garantire l’alfabetizzazione della popolazione valdese, che considerava la lettura un pilastro fondamentale della propria cultura religiosa. Infatti, la Bibbia era non solo il principale testo scolastico, ma anche il simbolo della libertà di pensiero e di accesso diretto alla parola di Dio. Charles Beckwith: l’Uomo che Cambiò il Destino Educativo dei Valdesi Fino agli anni Trenta dell’Ottocento, queste scuole erano ospitate in locali di fortuna, spesso stalle. Il grande cambiamento arrivò con il generale inglese Charles John Beckwith. Nato in Canada nel 1789, Beckwith, dopo aver perso una gamba nella battaglia di Waterloo, si dedicò a opere di beneficenza e scoprì la realtà valdese nel 1827 grazie al canonico anglicano William Stephen Gilly. Da quel momento, si stabilì nelle valli e divenne un punto di riferimento per la comunità, guadagnandosi il soprannome affettuoso di "gamba di legno". Le “Scuolette Beckwith”: Edifici Semplici per un Sapere Accessibile a Tutti Beckwith comprese subito l’importanza dell’istruzione per il riscatto sociale e culturale delle popolazioni valdesi. Con impegno e risorse personali, avviò un vasto programma di costruzione di scuole, le famose "scuolette Beckwith". Questi edifici, semplici ma funzionali, garantivano ambienti salubri e luminosi per l’apprendimento. Beckwith non si limitò a costruire scuole, ma si occupò anche della formazione degli insegnanti, organizzando corsi di aggiornamento e promuovendo l’uso della lingua italiana, poiché la popolazione valdese era storicamente francofona. Le scuole Beckwith avevano il compito di fornire una formazione di base a tutti i bambini, indipendentemente dal loro status sociale. Una Rete Educativa all’Avanguardia: 200 Scuole tra Borgate e Centri Maggiori L’iniziativa di Beckwith ebbe un impatto straordinario: in pochi decenni, le Valli Valdesi raggiunsero livelli di alfabetizzazione (l'88% di alfabetizzati) paragonabili a quelli della Prussia, allora all’avanguardia in Europa. Il suo modello scolastico prevedeva una "Grande École" al centro del paese e una rete di "Petites Écoles" nelle borgate più remote, funzionanti nei mesi invernali. In totale, si contarono oltre 200 scuole, che contribuirono a diffondere la conoscenza e a migliorare la qualità della vita della popolazione. Si avvalse di insegnanti qualificati pensando anche alla loro retribuzione. Per la realizzazione di queste piccole scuole riuscì a far pressione sulle autorità comunali affinché inserissero nei loro bilanci la voce istruzione, chiese aiuto alla Chiesa Valdese e intervenne personalmente. Il Collegio Valdese: Risposta Culturale alla Discriminazione Molto significativa la creazione, a Pomaretto e Torre Pellice, di due scuole latine (una sorta di scuola media), che permettevano di procedere con gli studi e di accedere alle Scuole Parrocchiali e al Collegio di Torre Pellice. Le “scuole parrocchiali” possono essere definite scuole superiori ed avevano la loro sede nel centro della parrocchia. Il Collegio valdese di Torre Pellice fu fondato nel 1831 ed edificato nel 1835 per rispondere ad un’esigenza precisa della popolazione valdese: far studiare i propri figli non ammessi agli altri istituti per discriminazione religiosa. Il Collegio, noto inizialmente come Holy Trinity College, divenne un importante centro culturale e accademico, trasformandosi nel tempo in un liceo aperto a tutti, riconosciuto dallo Stato italiano. Fu un punto di riferimento per la formazione di pastori, insegnanti e intellettuali, contribuendo alla crescita della comunità valdese. Finalizzato dapprima alla formazione di pastori evangelici, il Collegio ampliò il suo ambito con la creazione di una sezione pedagogica e l’organizzazione di attività varie in cui furono impegnati i suoi professori: la Biblioteca, i giornali locali, la libreria Claudiana, la Società di Studi Valdesi e le attività culturali nei comuni. Nel 1898 diventò Liceo Classico Pareggiato, con gli stessi diritti e doveri di una scuola di Stato. Istruzione Femminile: il Pensionato per le Ragazze Valdesi La sensibilità di Beckwith per l'istruzione si espresse anche nei confronti delle donne: fondò il “Pensionato”, una scuola destinata a offrire alle ragazze un'educazione mirata al loro futuro professionale. Grazie al suo intervento, il sistema scolastico valdese divenne un modello di cooperazione tra la comunità e le istituzioni locali, trasformandosi in un motore di sviluppo culturale e sociale che continuò a evolversi anche dopo la fine della sua opera. L’Eredità delle Scuole Beckwith nella Scuola Pubblica Italiana Con l’unificazione italiana e le leggi scolastiche del XIX secolo, le scuole Beckwith persero progressivamente la loro funzione originaria, venendo integrate nel sistema pubblico. Tuttavia, il loro impatto rimane ancora visibile: molte di queste scuole esistono ancora oggi, alcune restaurate e utilizzate per attività comunitarie. Torre Pellice e le Valli Valdesi: un Simbolo di Cultura e Istruzione in Italia Torre Pellice, centro nevralgico della cultura valdese, fu definita da Edmondo De Amicis "la Ginevra italiana", simbolo di un’istruzione accessibile e di un’identità culturale forte. Ancora oggi, la figura di Charles Beckwith è ricordata con affetto e riconoscenza nelle Valli Valdesi. Le sue scuole hanno segnato un’epoca, trasformando una comunità perseguitata e isolata in un esempio di cultura e progresso. Annotazioni e Curiosità In foto le scuolette delle borgate di Malzat e Orziere, nel comune di Prali (TO), in Val Germanasca, testimoniano ancora oggi questo ricco patrimonio educativo e storico, mantenendo vivo il ricordo di un'epoca in cui l’istruzione rappresentava il principale strumento di emancipazione e crescita per la comunità valdese. Approfondimenti https://www.comune.inversopinasca.to.it/archivio/pagine/Scuole_Beckwith_Laz_eicola_Beckwith.asp https://www.torrepellice.chiesavaldese.org/dove-siamo/le-scuolette-beckwith/ https://www.museodellascuola.it/le-scuole-valdesi-e-john-charles-beckwith/ https://cultura.gov.it/luogo/museo-scuola-beckwith-di-angrogna https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_John_Beckwith https://webthesis.biblio.polito.it/2906/ https://liceovaldese.it/scuola/ Francesca Merlo

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2 Mag
2025
Le Prove INVALSI: Un' Analisi Critica

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Le Prove INVALSI: Un' Analisi Critica

Le Prove INVALSI Rilevazioni Standardizzate dell'Apprendimento: Un'Analisi Critica Le rilevazioni standardizzate dell'apprendimento, comunemente note con l'acronimo INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), rappresentano uno strumento di valutazione periodica somministrato agli studenti italiani in momenti cruciali del loro percorso scolastico. Struttura delle Prove Le prove sono composte prevalentemente da quesiti a risposta chiusa (scelta multipla) o a risposta aperta di breve estensione. Pur garantendo l'anonimato individuale degli studenti durante lo svolgimento, l'esito complessivo viene registrato a livello di istituto scolastico. Obiettivi Dichiarati Queste rilevazioni sono ufficialmente finalizzate a: Stimare i livelli di apprendimento degli studenti su scala nazionale. Accertare la comprensione degli studenti nelle discipline di italiano, matematica e, recentemente, inglese. Offrire dati statistici utili al miglioramento del sistema scolastico (come dichiarato dall'ente). Tempistiche e Destinatari Le rilevazioni coinvolgono i seguenti gradi scolastici: Secondo anno della scuola primaria: Italiano e Matematica. Quinto anno della scuola primaria: Italiano, Matematica e Inglese. Terzo anno della scuola secondaria di primo grado: Italiano, Matematica e Inglese. Secondo anno della scuola secondaria di secondo grado: Italiano e Matematica. Quinto anno della scuola secondaria di secondo grado: Italiano, Matematica e Inglese. Gestione dei Dati: Rilevazioni Interne e Dati INVALSI Le Prove INVALSI mirano a fornire una valutazione standardizzata dei livelli di apprendimento degli studenti a livello nazionale in alcune discipline chiave. Tipologie: Prove standardizzate di Italiano, Matematica e Inglese (per alcuni gradi). Sono anonime per lo studente durante lo svolgimento, ma il risultato è tracciato a livello di scuola. Vengono raccolti anche dati di contesto tramite questionari anonimi rivolti a studenti. La gestione dei dati derivanti dalle rilevazioni interne di una scuola e dai dati INVALSI rappresenta un aspetto cruciale per un utilizzo efficace delle informazioni volte al miglioramento del sistema scolastico. Sebbene le finalità primarie e le modalità di raccolta siano diverse, l'integrazione e l'analisi congiunta di questi due tipi di dati possono offrire una visione più completa e sfumata della realtà educativa di un istituto. Dati INVALSI e Rilevazioni Interne: l’Uso Strategico delle Informazioni da Parte delle Scuole Finalità Le rilevazioni interne sono progettate e implementate autonomamente dalla scuola per rispondere a specifiche esigenze valutative e conoscitive del proprio contesto. Possono mirare a valutare competenze specifiche non coperte dalle prove standardizzate, monitorare l'efficacia di progetti didattici innovativi, raccogliere feedback dagli studenti e dalle famiglie su aspetti particolari dell'offerta formativa, o valutare il clima scolastico. Tipologie Possono includere prove di verifica personalizzate, osservazioni sistematiche in classe, questionari, autovalutazioni degli studenti, analisi di prodotti degli allievi (compiti, progetti), ecc. Gestione dei DatiLa gestione di questi dati è responsabilità della scuola e avviene nel rispetto della normativa sulla privacy. I dati vengono raccolti, analizzati e utilizzati dal corpo docente, dal consiglio di classe, dal collegio docenti e dal dirigente scolastico per: Monitorare i progressi degli studenti a livello individuale e di classe. Adattare le strategie didattiche alle esigenze specifiche degli alunni. Valutare l'efficacia delle proprie scelte metodologiche e progettuali. Individuare aree di forza e di debolezza dell'istituto. Fornire informazioni per l'autovalutazione d'istituto (RAV) e il Piano di Miglioramento (PdM). Gestione dei Dati INVALSI L'INVALSI gestisce la raccolta, l'elaborazione e la restituzione dei dati alle scuole in forma aggregata (a livello di istituto, classe e, con maggiori restrizioni, per gruppi di studenti). Le scuole possono accedere a questi dati attraverso una piattaforma dedicata. La gestione dei dati INVALSI da parte della scuola deve avvenire nel rispetto della normativa sulla privacy. Le Scuole Utilizzano i dati INVALSI Le scuole utilizzano i dati INVALSI per confrontare i livelli di apprendimento dei propri studenti con quelli di altre scuole a livello regionale e nazionale. Per identificare tendenze e aree in cui i propri studenti mostrano maggiori difficoltà o eccellenze nelle competenze valutate. per Integrare questi dati nel processo di autovalutazione d'istituto (RAV) e nel Piano di Miglioramento (PdM). Riflettere sull'efficacia del proprio curricolo e delle proprie pratiche didattiche in relazione agli standard nazionali. Integrazione e Utilizzo Congiunto dei Dati Provenienti dalle Rilevazioni Interne con i Dati INVALSI La vera potenzialità risiede nell'integrare i dati provenienti dalle rilevazioni interne con i dati INVALSI. Un approccio efficace alla gestione dei dati prevede di: Correlare i risultati delle prove standardizzate con le valutazioni interne: Analizzare se le tendenze evidenziate dalle Prove INVALSI trovano riscontro nelle rilevazioni interne e viceversa. Questo può aiutare a validare le valutazioni interne e a fornire una visione più completa delle competenze degli studenti. Utilizzare i dati INVALSI per orientare la progettazione delle rilevazioni interne: Se i dati INVALSI evidenziano particolari aree di debolezza, la scuola può decidere di approfondire tali aspetti con specifiche rilevazioni interne. Contestualizzare i dati INVALSI con le informazioni raccolte internamente I dati di contesto raccolti internamente (es. informazioni sul background socio-economico degli studenti, specifiche metodologie didattiche adottate) possono aiutare a interpretare meglio i risultati delle Prove INVALSI e a individuare strategie di intervento più mirate. Utilizzare i dati con un approccio formativo Sia i dati interni che quelli INVALSI devono essere utilizzati principalmente per informare e migliorare le pratiche didattiche e l'offerta formativa, piuttosto che per stilare classifiche o esercitare pressioni. Comunicare i dati in modo trasparente e costruttivo Condividere i risultati (aggregati e nel rispetto della privacy) con il corpo docente, gli studenti e le famiglie, promuovendo una riflessione comune sulle aree di miglioramento. Una gestione efficace dei dati richiede una visione strategica che sappia integrare le informazioni provenienti da diverse fonti (rilevazioni interne e dati INVALSI) per supportare un processo continuo di autovalutazione, riflessione e miglioramento a tutti i livelli della scuola. L'obiettivo finale è utilizzare i dati non come un fine, ma come uno strumento per garantire un'istruzione di qualità e promuovere il successo formativo di ogni studente. Principali Obiezioni alle Rilevazioni Standardizzate Le rilevazioni INVALSI sono oggetto di diverse critiche. le Principali Obiezioni alle Rilevazioni Standardizzate da docenti, studiosi e associazioni: Valutazione Parziale delle Competenze Le prove INVALSI si concentrano su abilità teoriche, spesso decontestualizzate. Non riescono a misurare in modo completo: le competenze pratiche le abilità trasversali (come il pensiero critico, la creatività, la collaborazione) e le reali capacità applicative degli studenti Generazione di Stress Molti insegnanti e studenti segnalano un forte carico emotivo legato alle prove. L’attenzione alla “performance” rischia di creare ansia, a scapito della serenità del percorso educativo. Una Scuola a Misura di Test? Si teme che l'attenzione verso queste prove possa trasformare la scuola in una "fabbrica di test", dove l’insegnamento viene piegato alla logica della preparazione al quiz, riducendo il tempo e lo spazio per un apprendimento autentico e significativo. Scarsa Contestualizzazione I risultati delle prove non tengono conto in modo adeguato di: contesti scolastici diversi condizioni socio-economiche delle famiglie peculiarità territoriali e individuali Questo rischia di generare confronti iniqui tra scuole molto diverse tra loro.Nonostante le intenzioni dichiarate, le rilevazioni INVALSI sono oggetto di diverse critiche, tra cui: Valutazione Parziale delle AbilitàNon misurano tutte le competenze, solo alcune abilità teoriche Generano stress, senza offrire un reale aiuto all’apprendimento Rischiano di trasformare la scuola in una fabbrica di test Non tengono conto delle differenze sociali e territoriali Si contesta la loro capacità di misurare in modo esaustivo le abilità pratiche e le competenze trasversali, concentrandosi primariamente su specifiche abilità teoriche decontestualizzate. Generazione di Pressione Si evidenzia la potenziale induzione di tensione e apprensione sia negli studenti che nel corpo docente, focalizzati sulla performance nel test Orientamento all'Esecuzione del Test Si teme che promuovano una visione di scuola incentrata sulla preparazione specifica per la prova, a discapito di un modello educativo orientato alla maturazione personale e all'apprendimento significativo. Mancanza di Contestualizzazione Si sottolinea la difficoltà di tenere adeguatamente conto delle differenze intrinseche tra i contesti scolastici, le realtà socio-economiche e territoriali, nonché le peculiarità individuali degli studenti. Francesca Merlo

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17 Mar
2025
Giornata Mondiale della Poesia

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Giornata Mondiale della Poesia

La poesia come strumento didattico: educare al pensiero e alle emozioni La poesia, spesso definita come "sommo prodotto di civiltà" e strumento educativo, rappresenta un'opportunità straordinaria per la crescita culturale ed emotiva dei bambini e dei ragazzi.  In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, è importante riflettere sul ruolo che la parola poetica può avere nel contesto scolastico, dalla scuola primaria fino alle fasi più avanzate dell'istruzione. Valore formativo della poesia La poesia ha un valore formativo profondo e trasversale che coinvolge diverse dimensioni dell’apprendimento e dello sviluppo personale. "La poesia è il più efficace acceleratore mentale. Leggerla e scriverla offrono lo strumento di conoscenza più rapido ed economico che io conosca" Iosif Brodskij, Conversazioni Sviluppo della sensibilità linguistica e creativa La poesia permette di esplorare le potenzialità del linguaggio in modo giocoso e profondo. fin dalla prima infanzia, attraverso rime, ritmi e metafore, si coltivano le capacità di espressione e si impara a dare forma ai pensieri via via con maggiore raffinatezza e originalità. Educazione emotiva e gestione delle emozioni Leggere e scrivere poesie aiuta a riconoscere e a esprimere le proprie emozioni, sviluppando empatia e auto-consapevolezza. La poesia diventa uno strumento per elaborare sentimenti complessi, trasformandoli in parole e immagini. Stimolo al pensiero critico L’interpretazione dei testi poetici aiuta i ragazzi a sviluppare il pensiero critico, poiché li stimola a cogliere significati nascosti, a confrontare punti di vista e a trovare connessioni tra parole e realtà. La poesia inoltre stimola il pensiero alla ricerca di soluzioni creative. Educazione alla bellezza e alla contemplazione La poesia insegna a osservare il mondo con occhi nuovi, a coglierne la bellezza e le sfumature. Aiuta a rallentare, a riflettere, a fermarsi sulle parole e sul loro significato profondo, competenza essenziale in una società dominata dalla velocità e spesso dalla superficialità comunicativa. Strumento di comprensione interculturale La poesia è un linguaggio che permea le differenti culture e linguaggi. Permette di avvicinarsi ad altre tradizioni, di esplorare diverse visioni del mondo e di favorire la comprensione tra culture diverse, sviluppando un atteggiamento di apertura, rispetto e arricchimento. Motivazione alla lettura e al piacere del testo scritto L’approccio alla poesia può trasformarsi in una porta d’accesso alla lettura, avvicinando anche i ragazzi meno inclini ai libri. La brevità e al contempo l'intensità dei testi poetici possono risultare un meraviglioso approccio all'accrescimento di competenze linguistiche e intellettive che aprono orizzonti esplorativi immaginativi nei ragazzi Poesia e apprendimento nei diversi livelli scolastici Poesia e apprendimento nella scuola primaria Fin dai primi anni di scuola, la poesia può essere utilizzata per sviluppare sensibilità linguistica, creatività e capacità espressive. Attraverso la lettura e la memorizzazione di testi poetici, i bambini affinano la loro capacità di ascolto, migliorano la pronuncia e il ritmo del linguaggio e imparano a giocare con le parole. Le poesie brevi e le filastrocche aiutano inoltre a potenziare la memoria e a stimolare l’immaginazione. La poesia nella scuola secondaria: pensiero critico ed emozioni Nella scuola secondaria, la poesia assume un ruolo ancora più profondo: diventa uno strumento per sviluppare il pensiero critico e la capacità di interpretare il mondo. Leggere e analizzare poesie permette agli studenti di riflettere su temi universali come l'amore, la libertà, la giustizia e il dolore, favorendo una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle altrui. Inoltre, la scrittura poetica offre ai ragazzi un mezzo per esprimere se stessi e dare voce alle proprie esperienze. La poesia e il pensiero divergente Un aspetto fondamentale dell’insegnamento della poesia è la sua capacità di stimolare il pensiero divergente, ossia la capacità di trovare soluzioni nuove e creative ai problemi. La poesia incoraggia a vedere il mondo da prospettive inusuali, a giocare con le immagini e i significati, ad andare oltre le convenzioni del linguaggio e del pensiero. Poesia e gestione dei conflitti La poesia è anche un potente strumento per la gestione dei conflitti e delle emozioni. Scrivere e leggere versi aiuta gli studenti a elaborare sentimenti complessi, a comprendere il punto di vista degli altri e a sviluppare empatia. Può essere utilizzata in classe come pratica di educazione emotiva, aiutando bambini e ragazzi a dare nome alle proprie emozioni e a esprimerle in modo sano e costruttivo. Pasolini e l’insegnamento della poesia Pasolini aveva un’idea rivoluzionaria e profondamente moderna dell’insegnamento della poesia: non una disciplina scolastica rigida e distante, ma un’esperienza viva, capace di coinvolgere i ragazzi in prima persona. La poesia deve essere «il più alto mezzo di comunicazione in una società e come il più certo modo di chiarificazione». Per conciliare la curiosità con il gioco, nel suo "Poesia nella scuola" Pasolini suggerisce di cominciare con i poeti viventi, con coloro «che usano una lingua viva non solo come lessico ma proprio come concezione dell’uso espressivo e come scelta dei sentimenti da esprimersi». Il suo suggerimento di partire dai poeti contemporanei è ancora oggi una strategia didattica efficace per avvicinane gli studenti a una lingua che sentono vicina, rendendo la poesia accessibile e stimolante. L’idea di far loro “toccare con mano il laboratorio poetico” significa trasformare la lezione in un’esperienza creativa e partecipativa. Scrivere poesie, sperimentare con le parole, ascoltare testi letti dagli autori stessi può essere un modo per abbattere le barriere tra i ragazzi e l'uso della parola, portando li a percepire la potenza del linguaggio. Questa visione della poesia come “il più alto mezzo di comunicazione” è anche un invito a usarla per esplorare le emozioni e la società, dando ai ragazzi una voce autentica e uno spazio di espressione. Conclusione Seguendo l’esempio di Pier Paolo Pasolini, che ha concepito la poesia come un atto di autenticità e di formazione culturale, la scuola ha il compito di valorizzare la parola poetica come strumento educativo. Insegnare la poesia non significa solo trasmettere la conoscenza della metrica o delle figure retoriche, ma soprattutto fornire ai giovani strumenti per leggere il mondo con occhi nuovi, per pensare in modo autonomo e per comprendere la complessità delle emozioni umane. Nella Giornata Mondiale della Poesia, celebriamo dunque non solo la bellezza dei versi, ma anche la loro intrinseca forza educativa, empatica e creativa! Bibliografia e Spunti Respirare Meglio un articolo meraviglioso di Alessandro d'Avenia L'educazione come poesia, poesia come educazione un testo sull'esperienza di Pasolini come insegnante Educare alla poesia: un modo per dar voce alle emozioni" L'importanza di insegnare la poesia attraverso laboratori di scrittura, l'uso di metafore e il ricorso al mito per esplorare le emozioni. "La Poesia è servita" - Propone un laboratorio di poesia che si concentra sulla costruzione di competenze e capacità critiche attraverso attività e situazioni coinvolgenti. "I bambini e la poesia: due mondi che si assomigliano" Esplora la naturale affinità tra il linguaggio dei bambini e quello della poesia, sottolineando come entrambi siano caratterizzati dal gioco con le parole e i suoni. "La poesia a scuola" - Una tesi di Laurea che esplora l'importanza di una pratica didattica che avvicini gli studenti alla poesia. "Poesia da banchi o poesia da vivere?" L'atto poetico è legato alla libertà e al mistero e il ruolo dell'insegnante è quello di favorirne l'esplorazione. I draghi locopei. Imparare l'italiano con i giochi di parole Scritto da Ersilia Zamponi, questo saggio propone un approccio ludico all'insegnamento dell'italiano attraverso giochi di parole, stimolando la creatività e l'interesse dei ragazzi per la lingua e la poesia

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13 Mar
2025
Giornata Internazionale della Matematica: Il 14 Marzo è il PiGreco Day

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Giornata Internazionale della Matematica: Il 14 Marzo è il PiGreco Day

PiGreco Day: La celebrazione di una costante eterna Questa data è stata scelta in onore del π (pi greco), poiché 3,14 sono le prime tre cifre del pi greco. La data infatti, nel formato anglosassone, si scrive 3.14 (3 indica  marzo terzo mese dell'anno e 14 il giorno), richiamando così le prime cifre della costante matematica π (pi greco). La celebrazione nasce nel 1988 per iniziativa del fisico americano Larry Shaw, che organizzò il primo evento presso il San Francisco Exploratorium . La prima celebrazione prevedeva un corteo circolare attorno all’edificio e la distribuzione di torte alla frutta decorate con le cifre decimali di π, giocando sulla pronuncia inglese di "π" (pi) e "pie".  Nel corso degli anni, la ricorrenza si è diffusa in tutto il mondo e, nel 2017, il MIUR ha ufficialmente introdotto il Pi Day anche in Italia. Il contributo di Archimede Non si può parlare di π senza menzionare Archimede di Siracusa: vissuto nel III secolo a.C., sviluppò un metodo per calcolare il valore di π approssimato con straordinaria precisione, basato sui poligoni inscritti e circoscritti a un cerchio per calcolarne il perimetro. Aumentando progressivamente il numero dei lati, riuscì a ottenere un intervallo compreso tra 3,1408 e 3,1429.Questo procedimento anticipava concetti fondamentali del calcolo infinitesimale. L’eredità di Archimede dimostra come la ricerca su π sia stata, fin dall’antichità, un motore per lo sviluppo della matematica. Il Pi Day, dunque, non è solo una celebrazione simbolica, ma un riconoscimento ai grandi matematici che hanno contribuito a svelare i misteri di questa costante, rendendo la matematica una disciplina sempre più raffinata e fondamentale per la comprensione del mondo Matematica: Un Linguaggio Universale, ma con Metodi Diversi La matematica è considerata un linguaggio universale, capace di superare le barriere culturali e geografiche; tuttavia, il modo in cui viene insegnata e appresa varia enormemente, influenzato dalla lingua, dall’approccio pedagogico e dalla visione educativa di ciascuna cultura. In occasione della Giornata della Matematica, è interessante esplorare come diversi approcci – dai metodi tradizionali a quelli innovativi, dall’Oriente all’Occidente – plasmino la comprensione e il rapporto con questa disciplina. Ogni sistema educativo offre una prospettiva unica: quali sono le differenze principali tra questi approcci?  Il Metodo Singapore: Un Approccio Tridimensionale alla Matematica Il Metodo Singapore è un approccio pedagogico che mira a costruire una comprensione profonda dei concetti matematici, seguendo un percorso articolato in tre fasi principali: Fase Concreta Gli studenti manipolano oggetti fisici, come blocchi, per rappresentare e comprendere i concetti matematici in modo tangibile. Questo stadio permette di instaurare una connessione diretta e sensoriale con i numeri e le operazioni. Fase Pittorica Successivamente, gli studenti utilizzano immagini e diagrammi per visualizzare i concetti appresi. L’uso di rappresentazioni visive aiuta a rendere più chiari e accessibili i concetti astratti, facilitando la transizione dalla concretezza alla comprensione simbolica. Fase Astratta Gli studenti passano a utilizzare simboli, numeri e notazioni matematiche tradizionali per esprimere i concetti, completando così il processo di astrazione. L’approccio asiatico: disciplina e ripetizione Il metodo giapponese del “Lesson Study”, in cui gli insegnanti collaborano per perfezionare continuamente le lezioni e sviluppare strategie di insegnamento più efficaci. La cultura dell’impegno e della perseveranza è alla base di questo approccio. Il modello finlandese: meno stress, più comprensione La Finlandia, famosa per il suo sistema educativo innovativo, adotta un metodo completamente diverso.  La matematica viene insegnata in un ambiente rilassato, con meno compiti e meno ore di lezione rispetto ad altri paesi.  L’attenzione è posta sulla comprensione profonda dei concetti, attraverso il problem-solving e l’apprendimento cooperativo.  Gli errori non sono visti come fallimenti, ma come opportunità per migliorare, e gli insegnanti hanno grande libertà di personalizzare l’insegnamento in base alle esigenze degli studenti. L’approccio Waldorf: creatività e immaginazione Nelle scuole Steiner-Waldorf, la matematica viene introdotta in modo artistico e narrativo. Nei primi anni, i concetti matematici sono presentati attraverso storie, musica, movimento e disegno, aiutando gli studenti a sviluppare un legame intuitivo con i numeri. Ad esempio, le quattro operazioni possono essere raccontate come personaggi con caratteristiche diverse: il moltiplicatore è il costruttore, il divisore è il distributore, e così via. L’obiettivo è creare un’esperienza che renda la matematica meno astratta e più vicina alla vita quotidiana, senza l’uso della tecnologia nei primi anni di apprendimento. Il metodo Montessori: imparare con le mani L’approccio Montessori è basato su un concetto chiave: il bambino impara meglio quando può toccare e sperimentare. La matematica non viene insegnata in modo teorico, ma attraverso materiali manipolativi, come le perle dorate per il sistema decimale o le aste numeriche per il conteggio. In questo modo, i bambini sviluppano un’intuizione naturale sui numeri e sulle operazioni, prima ancora di scriverle su un foglio. L’autoapprendimento e la libertà di esplorazione sono alla base di questo metodo, che si adatta al ritmo di ogni studente. Reggio Emilia: matematica come esperienza quotidiana Il metodo Reggio Emilia considera la matematica una parte naturale dell’esperienza del bambino. Attraverso progetti interdisciplinari, i bambini esplorano concetti matematici in modo pratico e collaborativo. Ad esempio, misurano materiali per costruire una torre, classificano oggetti per forma e colore o scoprono i numeri attraverso il gioco. L’attenzione è posta sul pensiero critico e sulla documentazione dell’apprendimento, per rendere ogni bambino consapevole del proprio processo di scoperta. Come Cambia l’Insegnamento della Matematica nelle Diverse Culture? Matematica e Cultura: Un Linguaggio Universale con Infinite Interpretazioni La matematica è considerata il linguaggio universale per eccellenza, una disciplina che trascende confini geografici e differenze linguistiche. Tuttavia, il modo in cui viene insegnata e compresa varia profondamente da cultura a cultura. Le radici storiche, il sistema educativo e persino la lingua influenzano la relazione di una società con i numeri e la logica. Matematica in Oriente: La Potenza della Struttura In paesi come Cina, Corea e Giappone, l’insegnamento della matematica è basato sulla pratica intensiva e sulla ripetizione. Gli studenti imparano a padroneggiare i concetti attraverso esercizi quotidiani e un forte allenamento nella risoluzione dei problemi. L’insegnamento si basa su ripetizione, esercizi rigorosi e problem-solving intensivo. La pratica costante è ritenuta essenziale per padroneggiare i concetti, con un’enfasi particolare sulla velocità e sulla precisione nei calcoli. In molti paesi dell’Asia orientale la matematica è una disciplina fondamentale per il progresso e il successo individuale. Un altro aspetto interessante è il ruolo della lingua cinese, che ha un sistema numerico più intuitivo rispetto a molte lingue occidentali. I numeri seguono una struttura logica e regolare, facilitando la comprensione del sistema decimale già in età precoce.  In Giappone, invece, l’approccio è più collaborativo e riflessivo. Con il metodo del Lesson Study, gli insegnanti lavorano insieme per affinare il modo in cui i concetti vengono presentati agli studenti, incoraggiando la scoperta autonoma e la discussione in classe. Matematica nel Mondo Arabo: Un Patrimonio Storico Il mondo arabo ha dato contributi fondamentali alla matematica, con figure come Al-Khwarizmi, il padre dell’algebra, e allo sviluppo del sistema numerico indo-arabico che usiamo ancora oggi.  L’insegnamento della matematica è profondamente radicato nella logica formale e nell’astrazione, un’eredità che deriva dall’enfasi storica sulla geometria, sull’astronomia e sull'algebra. Nei paesi del Medio Oriente, il sistema educativo tende a enfatizzare l’importanza della teoria e della dimostrazione.  Matematica in Africa: Tra Tradizione e Innovazione In molte culture africane, la matematica è stata storicamente insegnata attraverso metodi pratici come il conteggio sulle dita, sulle conchiglie o attraverso strumenti di calcolo artigianale legati alla vita quotidiana.  La numerazione e il calcolo per esempio si sviluppano attraverso il commercio, la misurazione dei terreni agricoli e i sistemi di tassazione.  Un caso affascinante è il sistema numerico dello Yoruba, in Nigeria, che utilizza un conteggio vigesimale (basato su 20 anziché su 10 ossia decimale). Questo tipo di struttura mostra come il concetto di numero possa essere costruito in modi molto diversi a seconda della cultura. Matematica nelle Culture Indigene delle Americhe Le popolazioni indigene delle Americhe hanno sviluppato sistemi matematici altamente sofisticati, spesso legati all’astronomia e all’architettura. I Maya, ad esempio, possedevano un sistema numerico vigesimale avanzato e utilizzavano il concetto di zero già nel I secolo d.C., ben prima di molte altre civiltà. Nelle culture indigene contemporanee, la matematica viene ancora trasmessa attraverso la narrazione orale, l’arte e le pratiche comunitarie.  Ad esempio, in alcune comunità andine, la misurazione dei campi e la gestione delle risorse idriche si basano su calcoli tramandati di generazione in generazione senza l’uso della scrittura. Molti educatori nelle Americhe cercano di valorizzare questi modi di pensare la matematica, integrandoli con l’insegnamento scolastico per rendere la disciplina più significativa e radicata nella cultura locale. Matematica in Occidente: Tra Tradizione e Sperimentazione Nei paesi occidentali, l’insegnamento della matematica ha attraversato molte trasformazioni. Storicamente, il modello dominante è stato quello deduttivo e astratto, basato su regole, teoremi e dimostrazioni formali. Tuttavia, negli ultimi decenni, si è assistito a un’ondata di innovazioni pedagogiche che hanno reso l’apprendimento più esperienziale e interdisciplinare. In Europa, come abbiamo evidenziato prima, si sono diffusi modelli come il metodo finlandese, che promuove un apprendimento più rilassato e interattivo, o i metodi Montessori e Waldorf, che utilizzano approcci per rendere la matematica più concreta e intuitiva. Negli Stati Uniti, invece, c’è una forte enfasi sulla gamification e sull’uso della tecnologia, con piattaforme digitali che aiutano gli studenti a sviluppare competenze matematiche attraverso giochi e simulazioni. Anche la lingua gioca un ruolo importante: in alcune lingue europee, come il francese e l’inglese, la struttura dei numeri è meno intuitiva rispetto a lingue come il cinese, rendendo il calcolo mentale più complesso per i bambini. Conclusione: le mille sfaccettature della Matematica  La matematica, come ogni altro campo del sapere, non è una disciplina monolitica, ma un universo ricco di sfaccettature e di prospettive diverse. Ogni cultura, ogni approccio pedagogico sviluppa una visione unica  di come comprendere e vivere i numeri, il ragionamento e la logica. Osservare le diverse culture matematiche del mondo ci ricorda che non esiste un unico modo per apprendere questa disciplina. La bellezza della matematica sta proprio in questa diversità, nel modo in cui ogni cultura contribuisce a colorare il quadro complesso di questa materia, lontano da un’omologazione globale. Nel Pi-greco Day dovremmo quindi celebrare le differenze di metodo che sono una potente risorsa per l'insegnamento. La vera ricchezza sta nella varietà di modi in cui gli studenti possono avvicinarsi a questa disciplina, trovando il loro percorso unico tra le diverse tradizioni e metodologie. La matematica potrà rivelare tutta la sua bellezza abbracciandone la complessità e la varietà,  senza costringerla  a un'unica forma. Il Pi Day  è un'opportunità per riflettere sul ruolo cruciale della matematica e sull'importanza di π, una costante che compare in ambiti fondamentali della scienza, dalla geometria alla fisica, dall’ingegneria all’informatica. Per chi vuole approfondire Piday.org Sito web ufficiale del Pi Day, gestito da appassionati di matematica. Offre una vasta gamma di risorse, tra cui la storia del pi greco, attività educative, idee per celebrazioni e collegamenti a eventi in tutto il mondo. È la fonte principale per informazioni aggiornate sul Pi Day. Pday.it Sito ufficiale del PiGreco Day organizzato dal Ministero dell'Istruzione. Exploratorium Un rinomato museo di scienza, arte e percezione a San Francisco. L'Exploratorium è noto per il suo approccio pratico all'apprendimento e ha un ruolo significativo nella promozione del Pi Day. Guida dell'Exploratorium per celebrare il Pi Day. Questa pagina offre idee creative e attività educative per esplorare il pi greco, rendendolo un'ottima risorsa per insegnanti e appassionati. Libro "Tutti in festa con Pi Greco" di Anna Cerasoli per l'educazione matematica dei più piccoli e anche per gli adulti interessati a scoprire fascino e utilità della matematica e la sua costante presenza nella vita quotidiana. Una guida pratica, con dei semplici passi, per la celebrazione del Pi greco. Articolo della rivista Studio, che approfondisce la storia dello zero, strettamente collegata alla storia della matematica e dei numeri, che sono la base per il Pi greco. Evento  21 Marzo 2025 ore 16:00 La matematica nelle scuole superiori Waldorf a cura di G. CappellaniVia Morazzo 4/4, Bologna Francesca Merlo

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2 Ago
2024
Scuola e Crescita Personale: Campioni dentro e fuori dal campo!

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Scuola e Crescita Personale: Campioni dentro e fuori dal campo!

Benedetta Pilato, con il suo quarto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024, ci ha offerto una lezione inaspettata di crescita personale. A un soffio dal podio, separata dal bronzo da un solo centesimo, la giovane nuotatrice nelle interviste a fine gara ha espresso una gioia incontenibile, suscitando reazioni di sorpresa, e quasi di contrarietà, nei giornalisti e sportivi che l'hanno ascoltata. Una gioia inaspettata! Perché l’entusiasmo di Benedetta Pilato ha così tanto sorpreso? In un mondo dove il successo è spesso equiparato al podio e dove le medaglie sono considerate l’unico metro di misura della vittoria, la sua reazione è apparsa quasi fuori luogo. Eppure, la giovane atleta ha dimostrato una maturità e una consapevolezza che vanno oltre i risultati numerici. Benedetta ha offerto ad adulti e ragazzi una lezione sul vero significato di successo e crescita personale cioè: porsi degli obiettivi, lavorare con costanza e determinazione per raggiungerli, gioire al superamento dei propri limiti e non al superamento degli altri concorrenti. La scuola come un luogo di crescita personale Il caso di Benedetta Pilato ci ricorda l’importanza della scuola come luogo di crescita personale e integrale della persona. Anche le Indicazioni Nazionali sottolineano la necessità di un’educazione che vada oltre la mera trasmissione di conoscenze, promuovendo lo sviluppo di competenze trasversali come la resilienza, la capacità di gestire le emozioni e la consapevolezza di sé. Come la scuola può sostenere la crescita personale La scuola può fare molto per sostenere la crescita personale degli studenti. Innanzitutto, attraverso una valutazione costruttiva che si concentri sui progressi individuali e offra feedback costruttivi, aiutando gli studenti a capire i propri punti di forza e le aree di miglioramento. In secondo luogo, promuovendo una didattica cooperativa che favorisca il lavoro di gruppo, la collaborazione e lo sviluppo di competenze sociali in alternativa all'antagonismo. Attività come progetti di gruppo, laboratori creativi e giochi cooperativi possono aiutare gli studenti a costruire relazioni positive, a sviluppare l'empatia e a superare le difficoltà insieme. Il Ruolo dell'Orientamento e Supporto Psicologico Molte scuole offrono servizi di orientamento e supporto psicologico che possono aiutare gli studenti a riflettere sui propri obiettivi, a riconoscere i propri successi personali e a sviluppare un senso di autoefficacia. Infine, è fondamentale creare un clima scolastico positivo dove gli studenti si sentano valorizzati e supportati, e dove possano esprimere liberamente le proprie idee e le proprie emozioni. Le Scuole della Felicità Nelle scuole Italiane diversi sono i progetti che riconoscono lo sviluppo della leadership personale alla base di una crescita sana dell'individuo; un esempio tra tutti è il Progetto delle Scuole della Felicità. Questo movimento mira alla diffusione di un'educazione che va oltre i libri, insegnando ai ragazzi a conoscere se stessi e a gestire le emozioni. Gli studenti in queste scuole imparano a comunicare, a stabilire relazioni sane e a trovare un equilibrio tra studio e vita privata. Sono scuole dove il benessere è al centro, dove ogni studente è valorizzato e supportato nel suo percorso di crescita, per diventare protagonista del proprio futuro. Anche Mariano Laudisi, fondatore del movimento, ha espresso in un video su Facebook la sua opinione rispetto all'intervista che ha scatenato tante riflessioni sul significato di successo. Ecco riassunta l'opinione del Prof. Laudisi che ricorda anche il ruolo genitoriale. " Il successo non si misura solo in termini di vittoria: è importante valorizzare anche i piccoli traguardi e i progressi personali di ragazzi e ragazze. La pressione da parte dei genitori per ottenere risultati può essere dannosa: è fondamentale creare un ambiente in cui i ragazzi si sentano liberi di esprimere le proprie emozioni e a perseguire i propri obiettivi con serenità; L'educazione dovrebbe puntare a formare persone felici ed equilibrate: oltre alle competenze, è importante sviluppare le capacità di gestire le emozioni, di relazionarsi con gli altri e di trovare la propria strada nella vita." Il ruolo dei media e l'impatto sui giovani Anche i media hanno un ruolo importante nella creazione personale del significato del successo e nel definire i canoni di valore e perfezione. È importante educare i giovani a un consumo critico dei media, aiutandoli a sviluppare un pensiero proprio e a non farsi influenzare da modelli irraggiungibili. L'importanza del sostegno della famiglia La famiglia svolge un ruolo cruciale nello sviluppo della personalità e dell'autostima dei ragazzi. È fondamentale creare un ascolto attivo e abituare fin da piccoli i bambini a considerare i genitori come persone di fiducia che non giudicano ma comprendono e guidano nel rispetto delle proprie emozioni. A riguardo consigliamo il video della Dott.ssa Silvia Spinelli "Come aumentare l'autostima dei tuoi bambini" e la lettura dell'articolo Lo sviluppo dell'autostima in famiglia Conclusioni Benedetta Pilato ci ha mostrato che il successo non si misura solo in termini di medaglie o classifica rispetto agli altri concorrenti. La sua gioia autentica ci ricorda che lo sport, come la vita, è un percorso fatto di alti e bassi, e che l’importante è dare il meglio di sé. La scuola, attraverso un’educazione alla crescita personale, può aiutare i giovani a sviluppare le competenze necessarie per affrontare le sfide della vita con positività e determinazione. Antonella Giostra

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6 Mag
2024
La soluzione per conciliare maternità e carriera: aprire un nido famiglia

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La soluzione per conciliare maternità e carriera: aprire un nido famiglia

Sempre più donne si trovano di fronte alla difficoltà di non poter conciliare il proprio lavoro con le esigenze della famiglia. Questa sfida è difficile soprattutto per le madri di bambini piccoli, che spesso sono costrette a scegliere tra offrire le cure necessarie ai figli e continuare un percorso professionale. Questa è stata la sfida affrontata anche da Katiuscia Levi che, circa diciotto anni fa, l'ha portata ad aprire un asilo nido in casa propria. L’esperienza di Katiuscia è stata così arricchente e rivoluzionaria che in maniera del tutto naturale ha iniziato a trasferirla anche ad altre donne per permettere loro di trasformare un momento di difficoltà in una vera e propria rinascita. E' nata così l’Associazione Scarabocchiando che supporta la creazione di nidi famiglia in tutto il territorio nazionale e che, dalla sua nascita a oggi, ha sostenuto l’apertura di circa 200 asili nido famiglia. Incuriositi da tale successo abbiamo contattato la Fondatrice e Presidente dell’associazione per saperne di più.   Cara Katiuscia, può spiegarci in breve cos’è un asilo nido famiglia? Un nido famiglia è un asilo nido organizzato in un ambiente domestico generalmente abitato da una famiglia. Gli asili nido famiglia accolgono un ristretto numero di bambini in un ambiente caldo e armonioso i cui spazi vengono adeguati per ricevere il piccolo gruppo e le attività educative. Grazie ai vantaggi offerti da questa soluzione, sempre più mamme oggi aprono un nido in famiglia dopo aver seguito una formazione dedicata, tuttavia questa possibilità è un'interessante occasione lavorativa anche per educatrici e maestre. Quali sono i vantaggi che offre l’apertura di un nido in famiglia? Oltre all’evidente possibilità di conciliare il lavoro di educatrice con quello di mamma, esistono altri importanti vantaggi. Gli investimenti necessari per l’apertura dell’attività e per la gestione sono minimi. Con il giusto supporto e affiancamento i tempi di apertura dell'asilo famiglia sono molto rapidi. Le educatrici professioniste passano dall'attività da dipendente all’attività autonoma, diventando a tutti gli effetti imprenditrici: ciò permette loro esprimere al massimo la propria creatività e il proprio sentire educativo all'interno dell'asilo. Si instaurano relazioni molto costruttive e gratificanti con le famiglie e i bambini. Come supportate concretamente le educatrici? L'associazione offre una formazione mirata attraverso corsi strutturati con personale esperto. Questi corsi coprono tutti gli aspetti necessari per gestire un nido in casa: dalla pedagogia alla burocrazia. Scarabocchiando si impegna inoltre a fornire supporto per i primi mesi di attività, assistendo le imprenditrici nel loro viaggio professionale. Perché crede sia necessario sentirsi parte di una rete? Nella nostra esperienza unirsi alla rete di Scarabocchiando significa far parte di una comunità di professionisti che condividono la stessa visione e che sono sempre disponibili a offrire il loro supporto. L'associazione conta oltre 200 nidi famiglia attivi in Italia, ognuno operante con l'obiettivo di fornire un'educazione di qualità in un ambiente sicuro e stimolante. I frequenti momenti di incontro, in presenza o on-line, offrono sempre occasioni di crescita professionale e umana. Chi è adatto ad aprire un nido in famiglia? Tutte le donne possono aprire un nido in famiglia a patto che abbiano tanta energia, vogliano dedicarsi al proprio figlio o figlia, che vogliano mettersi in gioco. Naturalmente è necessario seguire dei corsi di formazione per conseguire l'attestato previsto nella propria regione di appartenenza e che assicura l'idoneità prevista dalla legge. Come dicevo prima, questa soluzione lavorativa è da consigliare anche alle tantissime educatrici che cercano lavoro presso gli asili nido per stipendi spesso non congrui. Non sono poche le educatrici formate ignare della realtà dei nidi in famiglia; e spesso non sanno che possono aprire facilmente un asilo tutto loro: in casa propria. Cosa consigli a chi vuole esplorare questa opportunità? Per chi è interessato, Scarabocchiando offre consulenze gratuite per discutere i dettagli e le potenzialità di questa attività nel territorio dell'educatrice. È un'occasione per fare una scelta informata e capire insieme come aprire un nido famiglia nella propria città. Crediamo molto in questa come soluzione ideale per molte famiglie e professioniste dell'educazione infantile. Per maggiori dettagli, visita il sito di Scarabocchiando e scopri da subito come poter avviare il tuo nido famiglia Scarabocchiando. Per saperne di più scopri Scarabocchiando su YouTube Casa nostra non è mai stata così casa! Scopri come aprire il tuo Asilo Nido a casa tua. - YouTube

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12 Mar
2024
Asili Nido in Famiglia: un modo nuovo per Conciliare Lavoro e Famiglia

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Asili Nido in Famiglia: un modo nuovo per Conciliare Lavoro e Famiglia

La Conciliazione Lavoro-Famiglia in Italia: Sfide e Opportunità La conciliazione tra lavoro e famiglia è un tema centrale per molte famiglie e ad affrontare le maggiori difficoltà nel cercare di bilanciare le esigenze della carriera con quelle della famiglia sono, senza dubbio, le mamme. Vediamo insieme le statistiche riguardanti la conciliazione lavoro famiglia in Italia, le sfide che le mamme incontrano nel mantenere un impiego e un'occasione di lavoro molto gratificante che pochi conoscono: l'apertura di un asilo nido in famiglia. Le Sfide della Conciliazione Lavoro Famiglia in Italia. Secondo le statistiche più recenti, le donne italiane continuano a confrontarsi con grandi sfide in termini di conciliazione lavoro famiglia: 11,1% è la percentuale di donne con almeno un figlio che non hanno mai lavorato per prendersi cura dei figli; 38,3% è la quota di donne occupate con figli che hanno modificato aspetti professionali per conciliare lavoro e famiglia. L'Unione Europea già nel 2002 ha riconosciuto come una maggior copertura sul territorio di servizi educativi per la prima infanzia possa essere un elemento fondamentale a favore della conciliazione lavoro famiglia. Per tale ragione agli stati membri è stato dato l'obiettivo target del 33% di copertura di servizi per l'infanzia da raggiungere entro il 2010. Uno studio condotto dall'Istat ha rilevato che ancora oggi in Italia solo il 29% dei bambini frequenta l'asilo nido e che l'Italia resta al di sotto delle richieste dell'Europa. Il grafico Istat sopra riportato mostra il divario tra la copertura attuale e la richiesta dell'Europa e come questa differenza sia accentuata soprattutto nel Sud della penisola. La mancanza di supporto in termini di politiche familiari e servizi di assistenza all'infanzia accessibili può portare le donne a dover fare scelte difficili tra carriera e famiglia. Di conseguenza, molte mamme sono costrette ad abbandonare il lavoro o a ridurre le ore di lavoro, con un impatto negativo sulle loro prospettive di carriera e sulla stabilità economica delle stesse famiglie. L'Asilo Nido in Famiglia: un'alternativa da considerare. Una possibile soluzione a sostegno della conciliazione lavoro famiglia è l'apertura di asili nido in famiglia (o asili nido in casa). Questa opzione offre numerosi vantaggi sia per le famiglie che per le comunità. Gli asili nido in famiglia sono asili nido che accolgono un piccolo numero di bambini generalmente tra 4 e 6, organizzati nell'ambiente casalingo di una mamma o un'educatrice. Gli asili nido in casa forniscono un ambiente più familiare e accogliente per i bambini, rispetto ad un asilo tradizionale, il che contribuisce al loro benessere emotivo e alla loro crescita. Gli asili nido in famiglia permettono alle mamme che ospitano l'asilo in casa propria di mantenere un forte legame con i propri figli durante la giornata lavorativa, facilitando così il processo di transizione tra lavoro e famiglia. Dal punto di vista economico, l'apertura di asili nido in famiglia può essere una soluzione vantaggiosa per l'intera comunità e per tale ragione vengono sostenuti in alcune regioni dalle politiche territoriali come in Veneto. Rispetto agli asili nido tradizionali, che spesso hanno liste d'attesa lunghe e costi elevati, gli asili nido in casa possono essere più accessibili e flessibili in termini di orari e tariffe. Questo può aiutare a ridurre lo stress finanziario delle famiglie e rendere più sostenibile il mantenimento di un lavoro per le mamme. Nidi in Famiglia in Europa. Guardando oltre i confini nazionali possiamo osservare che molti paesi europei hanno adottato con successo il modello degli asili nido in casa. Ad esempio, sia nei Paesi Bassi che in Scandinavia, gli asili nido in famiglia sono diffusi e rappresentano una parte importante del sistema di assistenza all'infanzia. Questi paesi hanno certamente politiche familiari progressiste e servizi di assistenza all'infanzia ben sviluppati, che favoriscono una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Per fortuna anche in Italia si sta diffondendo questo modello e per chi vuol saperne di più su questa opportunità lavorativa suggeriamo di consultare il sito dell'associazione Scarabocchiando. L'Associazione Scarabocchiando a oggi ha sostenuto la fondazione di oltre 200 asili nido in famiglia, e si interfaccia con le politiche territoriali per permettere la diffusione di questo modello e sostenere le donne e la famiglia. In conclusione. La conciliazione lavoro famiglia è una sfida importante in Italia e talvolta ha grandi ripercussioni per le mamme e le loro famiglie. L'apertura di asili nido in casa rappresenta un'alternativa promettente, poiché questa soluzione offre benefici per le mamme, per i bambini e per l'intera comunità. Guardando agli esempi positivi in Europa, è chiaro che investire in politiche familiari e servizi di assistenza all'infanzia può portare a risultati positivi per tutti. È tempo che l'Italia faccia passi avanti per garantire una migliore conciliazione tra lavoro e famiglia per tutte le sue cittadine e cittadini. Altre News sugli Asili Nido Asili Nido in Italia News dal Veneto Nidi in Famiglia a Torino

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12 Feb
2024
 A Varzi apre una scuola alberghiera: un'occasione imperdibile!

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A Varzi apre una scuola alberghiera: un'occasione imperdibile!

A Varzi, in provincia di Pavia, apre una scuola alberghiera: un'occasione imperdibile per il territorio! Per l'Istituto Comprensivo di Varzi c'è grande soddisfazione, poiché è stato approvato e partirà dall'anno scolastico 2024-2025, il nuovo corso di "Enogastronomia e ospitalità alberghiera" con curvatura "Conoscenza e trasformazione dei prodotti del territorio" Perché questa scuola è importante Questa scuola è molto importante per il territorio poiché tende a valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali, creando un legame forte tra il territorio, la cultura e la tradizione della zona. Il corso risponde al crescente sviluppo turistico dell' Oltrepo Pavese, offrendo una concreta opportunità di lavoro per i giovani. Gli studenti acquisiranno competenze in diversi ambiti: dall'enogastronomia all'ospitalità alberghiera, dalla comunicazione alle lingue straniere e la gestione dei servizi enogastronomici. Le caratteristiche del corso di Enogastronomia e ospitalità alberghiera Durata: 5 anni Biennio comune Indirizzi specifici dal terzo anno: accoglienza turistica, cucina e pasticceria, servizi di sala e vendita Sede: Via Mazzini a Varzi Frequenza: 5 giorni a settimana, dal lunedì al venerdì (non obbligatoria per chi è in regime di istruzione parentale) Destinatari: Studenti che hanno conseguito la licenza media Per chi non si accontenta Per coloro che hanno difficoltà a seguire le lezioni con una didattica tradizionale ci sarà la possibilità di usufruire di una convenzione speciale tra la scuola e il progetto ''Change Your Life'' la cui sede è proprio a Varzi. Il Progetto Change You Life permette di acquisire un metodo rivoluzionario di apprendimento che si fonda sulla tecnica di lettura 3D. Questo metodo è una vera rivoluzione per tutti i ragazzi, soprattutto per coloro che non hanno più grande motivazione nello studio; grazie a questo metodo gli studenti riusciranno a ritrovare fiducia in se stessi e studiare con leggerezza ma eccellenti risultati formativi. Perché questa scuola è importante Questa scuola rappresenta una grande occasione per la valorizzazione del territorio poiché mette al centro il legame tra le persone, la cultura e le eccellenze enogastronomiche della zona. Il corso risponde altresì al bisogno dei giovani di oggi di crescere in consapevolezza e avere un rapporto concreto con il mondo del lavoro e il territorio in cui vive. Per iscriversi Mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni che si chiuderanno il 18 febbraio 2024. Per maggiori informazioni scrivere a info@chescuola.net

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21 Nov
2023
 Nasce a Torino il Patto Digitale per le Famiglie

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Nasce a Torino il Patto Digitale per le Famiglie

Nasce a Torino il Patto Digitale per le famiglie: un'occasione anche per te Come genitori ci troviamo ogni giorno a prendere decisioni che riguardano il bene e il benessere dei nostri figli: decisioni semplici o più complesse. Decisioni che riguardano periodi brevi e ambiti definiti e decisioni invece che riguardano il nostro stile educativo e richiedono di andare più in profondità, soffermandosi sul perché fare una scelta piuttosto che un’altra. Negli ultimi decenni, il processo di digitalizzazione ha aumentato la complessità del compito educativo dei genitori: l’accessibilità e l’invasività degli schermi sembra inarrestabile e questo influisce e modifica la nostra vita quotidiana sempre più velocemente. La nostra vita come quella dei nostri figli. La nuove tecnologie e il quotidiano Le nuove tecnologie hanno semplificato moltissimo il nostro quotidiano, così come ci hanno rese immediate e semplici molte azioni. Sotto altri aspetti però la gestione degli schermi e di tutti gli strumenti digitali può risultare complessa e nascondere diversi rischi. Molti genitori si sentono in difficoltà nel porre limiti efficaci all'uso dei diversi strumenti e nel gestire le richieste insistenti dei figli che si confrontano ogni giorno con gli amici e si stimolano a vicenda, finendo per chiedere con sempre maggiore anticipo l'accesso a dispositivi, contenuti online, videogame e applicazioni. È inevitabile iniziare a porsi alcune domande non appena i figli iniziano a crescere, se non già quando sono appena nati. Occorre informarsi, orientarsi, farsi una propria idea, stabilire delle regole, andare per tentativi e fare delle scelte. Ma da soli è davvero una sfida che fa mancare il fiato. Nasce il comitato Genitori A quale età consegnare uno smartphone ad uso personale? Come gestire gli schermi in famiglia? Quali App e quali videogiochi favorire? Per quanto tempo? Cosa evitare e cosa invece favorire? Queste sono solo alcune delle numerose domande che spesso affollano la mente dei genitori, senza trovare risposte chiare, motivate e definite. Con addosso queste e altre domande e dopo aver partecipato a un incontro sul tema del digitale a cura di Stefania Garassini, giornalista a docente Universitaria, una ventina di genitori con figli in diverse scuole di Torino e provincia si sono ritrovati insieme per aprire un dialogo alla ricerca di un approccio consapevole, concreto e propositivo. Nasce così questo primo Comitato genitori: ci si ritrova insieme con lo scopo di aiutarsi e educarsi in questo ambito. Tante idee si uniscono a professionalità diverse con in comune una forte sensibilità verso il tema del digitale. Da qui nasce il Progetto dei Patti Digitali di Torino, un progetto che vuole essere un aiuto concreto e reale alle famiglie, a partire dal modello dei Patti Digitali che si sta sviluppando in diverse realtà in Italia. Insieme si può fare “Ci sembra che la soluzione più efficace sia accordarsi fra famiglie per definire alcune regole comuni e dare un messaggio coerente e chiaro ai nostri bambini e ragazzi. Ogni famiglia potrà poi farsi portatrice e propositrice di questo patto nei diversi ambiti dove i minori passano il loro tempo oltre che in famiglia: in primis nelle scuole e poi pensiamo anche agli oratori, alle associazioni sportive e ludiche” ci racconta Sabrina, che a maggio di quest’anno si è fatta propositrice di un incontro di formazione con i genitori della scuola primaria D’Azeglio a Torino.  “Mi sono mossa a partire da un mio bisogno di maggior chiarezza in questo ambito, ne ho avuto indietro un riscontro molto positivo da tantissimi genitori che dopo l’incontro mi hanno chiesto di intraprendere insieme questo percorso. Il dialogo con la Prof.ssa Stefania Garassini è stato il punto d’inizio di un grande interesse e ha fatto emergere un bisogno enorme di confronto in questo ambito così delicato”, aggiunge. A maggio Stefania Garassini si è trovata come relatrice a Torino anche in altro incontro, questa volta a Casa S. Giulia all’interno della Rassegna del “Maggio in Oratorio”. “Dopo l’incontro numerosi genitori ci hanno scritto e contattato per chiederci di organizzare altro, di muoverci insieme, di parlarne. È come se si fosse reso chiaro che insieme si poteva costruire qualcosa per il bene dei nostri figli”, aggiunge Elisabetta, promotrice insieme a Sabrina del Patto Digitale di Comunità di Torino. I punti nodali di un Patto Ma quali sono i contenuti di questo Patto? Un patto risponde solitamente a quattro questioni sulle quali il gruppo decide insieme. Successivamente, la sottoscrizione viene proposta a tutte le famiglie che desiderano sperimentarli insieme al gruppo proponente. I quattro punti nodali di un patto sono i seguenti: 1. Decidere insieme il momento in cui i bambini fanno esperienza di specifiche pratiche digitali, quali contenuti sono adatti per la loro età e quali strumenti consegnare (ad es. l’età di arrivo dello smartphone personale connesso in rete, preferibilmente non prima della seconda media); 2. Partecipare con i figli a momenti di educazione digitale, proporre ed organizzare incontri di approfondimento e di scambio di esperienze, anche coinvolgendo esperti con competenze diverse ovviamente partendo dalle proposte e dai bisogni che esprime ciascuno dei gruppi promotori, a livello locale. 3. Regolare l'utilizzo dei dispositivi digitali sottoscrivendo accordi con i nostri figli che - insieme a loro - ci impegneremo a rispettare e verificare periodicamente. In particolare: decidere i luoghi (niente schermi a tavola, in camera da letto, nelle uscite con la famiglia) decidere i tempi (momenti della giornata in cui si usano gli schermi, e un tempo massimo dopo il quale si spegne); decidere i contenuti (rispettare lo standard PEGI e le indicazioni di età sia dei programmi sia dei social media); promuovere un utilizzo creativo e condiviso utilizzando le potenzialità degli strumenti digitali non solo per fruire passivamente dei contenuti, ma per crearli insieme ai nostri figli, imparando insieme e anche divertendosi. Il patto si allarga: Collegno e Torino Insieme Contemporaneamente anche a Collegno è nato un Patto Digitale, con il gruppo di Collegno ci si relaziona costantemente per lavorare in sinergia e collaborazione. “Puoi informarti, leggere, documentarti, trarne ciò che pensi sia valido per affrontare questa sfida educativa nell’utilizzo delle tecnologie in modo sano e creativo. Puoi scegliere di tenere tutto per te. Oppure puoi scegliere di salire su questo treno e coinvolgerti con questo progetto per diffonderlo e far sì che il villaggio che serve per crescere un bambino torni ad essere vivo e presente”, conclude Elisabetta. Come aderire e rimanere informati Per avere informazioni, chiedere supporto e unirsi al progetto non vi resta che contattare i promotori del patto via mail o tramite i social.- Per leggere e aderire al Patto di Torino Per contattare i referenti, chiedere informazioni o iscriversi alla newsletter scrivere a pattidigitalitorino@gmail.com Per seguire la pagina Facebook Famiglie in Rete Per seguire il profilo Instagram Famiglie in Rete Per seguire il gruppo Telegram Famiglie in Rete Per conoscere il Manifesto patti digitali   Per leggere l'articolo sullo smartphone sul Blog mammadicorsa Elisabetta Coccia

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17 Ago
2023
 Coltivare la Conoscenza: come e perchè portare la Permacultura nella Scuola

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Coltivare la Conoscenza: come e perchè portare la Permacultura nella Scuola

Nel mondo in continua evoluzione in cui viviamo, educare le nuove generazioni su pratiche sostenibili e consapevoli è diventato più cruciale che mai. La Permacultura si erge come un faro di speranza in questo contesto, offrendo un approccio olistico all'agricoltura e alla progettazione degli spazi che promuove l'armonia tra l'uomo e la natura. Integrare la permacultura all'interno delle aule scolastiche non solo apre le porte a un apprendimento pratico ed esperienziale, ma getta anche le basi per una mentalità ecologicamente responsabile nelle future generazioni. In questo articolo, esploreremo il potenziale trasformativo della permacultura nel contesto educativo, analizzando i suoi benefici e fornendo spunti su come le scuole possano abbracciare questa filosofia per coltivare sia il terreno che la mente dei propri studenti. Esploreremo questo percorso attraverso l'intervista che ci ha rilasciato l'Educatrice Annalisa Rolfo, esperta in Permaculura e Orto Sinergico e che ha organizzato un corso dedicato proprio a questo argomento: "la Permacultura applicata alla scuola" Il tuo corso a quali insegnanti è rivolto? Che livello di istruzione? Le etiche della Permacultura che conosceremo durante il percorso sono declinabili in diverse materie scolastiche ed educative. Quello che propongo è percorso e non una ricetta, ciascuno è responsabile del del suo passo ...io posso indicare strade, vie e alternative , i paesaggi saranno poi ciò che ispirerà un metodo personalizzato. Per le ragioni sopra esposte il percorso non è riferito a insegnanti di un livello di istruzione specifico e può essere utile a chiunque. Alcuni insegnanti svolgono già attività come gli orti in classe. Cosa impareranno gli insegnanti in più rispetto a quello che comunemente viene svolto? L'orto in classe è una cosa interessante, ma è solo uno strumento, la Permacultura non è formazione per fare un orto, la Permacultura è uno stile di vita, un approccio alla vita, un modo di stare ...è un percorso personale profondo e si parte da un lavoro sul sé. Utilizzeremo tecniche svariate come il teatro di comunità, tecniche conduzione di gruppi a livello emotivo ed elementi di psicomotricità. Quando e in che modalità si svolgerà questo percorso? Il percorso si svolgerà nelle giornate 21-27-28 agosto e 10 settembre, in modalità Zoom in diretta, ci saranno anche parti interattive. Le lezioni verranno registrate e le persone riceveranno le registrazioni e tutto il materiale in formato digitale Ogni serata avrà come focus le etiche della permacultura che sono tre, la terza etica è stata suddivisa in due parti, per cui il percorso si concentrerà su: cura della terra, cura delle persone, condivisione dell'abbondanza la cura del futuro. Ogni etica verrà letta e argomentata con gli occhi della permacultura e saranno proposte delle azioni declinate in attività precise. Impareremo ad applicare in ogni materia e laboratori le etiche e i principi della Permacultura, migliorando l'ascolto emotivo dell'educatore e dei bambini per una scuola che veda il bambino al centro. Hai riscontri di insegnanti che hanno portato la Permacultura in classe con una visione sinergica? Ho esperienza di allievi che hanno portato ad es al nido comunale l'orto sinergico, ma anche educatori con adulti o bambini, io stessa ho portato avanti un progetto che si chiama Pesamimo in collaborazione con la Asl e in collaborazione con il dipartimento di prevenzione. Tutti i riscontri sono positivi e raccontano di percorsi costruttivi. Chi non può perdersi questa occasione? Io direi tutte quelle persone che vogliono avere occhi nuovi per entrare nel mondo dei bambini e dei ragazzi, un insegnante, ma anche un genitore o un educatore... Come ti può contattare chi vuole maggiori informazioni o iscriversi? Iscriversi al gruppo Telegram Link sito di Annalisa Rolfo scrivere una email a lisarolfo@gmail.com Antonella Giostra

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16 Ago
2023
Navigare le acque dell'istruzione: come può supportare lo psicologo scolastico?

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Navigare le acque dell'istruzione: come può supportare lo psicologo scolastico?

A scuola tra le diverse figure che accompagnano gli insegnanti, oltre al dirigente e gli assistenti, c'è quella dello psicologo scolastico. Per conoscere meglio questa figura professionale, cosa fa, e qual è il suo ruolo abbiamo posto alcune domande alla Dott.ssa Silvia Di Paola. Dott.ssa Di Paola può spiegare qual è lo scopo e il ruolo dello Psicologo Scolastico? Lo psicologo scolastico crea uno spazio/tempo dove potersi fermare ad ascoltarsi. Accoglie e accompagna in un clima di non giudizio le persone che portano difficoltà collegate a situazioni scolastiche e personali fonte di preoccupazioni e disagio. Supporta e sostiene nei momenti difficili, riscoprendo e potenziando le risorse individuali che ciascuno di noi già possiede, sostenendo l'autostima e rafforzando le capacità relazionali. I colloqui sono gratuiti e riservati e non hanno finalità terapeutiche né diagnostiche.  L'obiettivo primario dello Psicologo Scolastico a scuola è quello della prevenzione e la promozione del benessere al fine di cogliere e intercettare precocemente differenti forme di disagio che potrebbero inibire o impedire i processi di crescita, di apprendimento e la partecipazione alla vita scolastica e sociale.    Cosa fa in pratica lo Psicologo Scolastico? Lo psicologo scolastico favorisce la cura delle relazioni e il benessere psico-fisico all'interno di un sistema molto complesso. La scuola, infatti, è una realtà composta da individui (studenti, insegnanti, operatori) e da gruppi (classi, famiglie, corpo docente e amministrativo) ed è inserita a sua volta in un contesto territoriale più ampio.  Lo psicologo lavora nella consapevolezza delle relazioni tra questi diversi attori sociali, svolgendo la funzione di facilitatore di un lavoro di rete (scuola-famiglia-istituzioni): accoglie la domanda, la traduce, attiva le risorse adeguate e garantisce un ruolo attivo ad ogni nodo della rete. Ognuno dei tre vertici osservativi può, se messo in rete con gli altri in modo sinergico e non escludente, essere una risorsa per il benessere degli alunni (con ricadute positive anche sul clima affettivo in famiglia e in classe).  Ecco cosa fa nel concreto: • Facilita i processi di comunicazione e lo sviluppo di adeguate modalità di relazione tra alunni, genitori e insegnanti volte a potenziare l’alleanza educativa. • Promuove il confronto tra genitori e figli. • Crea una rete di lavoro con gli insegnanti della scuola per agevolare la gestione delle situazioni problematiche onde evitare il disagio e la dispersione scolastica. • Osserva, rileva e analizza le problematiche emergenti e, laddove necessario, attiva interventi specifici nelle classi al fine di favorire e promuovere azioni facilitanti la risoluzione dei conflitti relazionali all’interno del gruppo classe. • Facilita il “lavoro di rete” promuovendo collaborazione tra Scuola e Servizi territoriali competenti, nella presa in carico dei soggetti con difficoltà specifiche   Chi può rivolgersi allo psicologo scolastico? Dalla scuola dell’infanzia agli istituti delle scuole superiori, i contesti di intervento sono connotati da specificità che richiedono allo psicologo scolastico di adattare le proprie competenze.  Nelle scuole d'infanzia e primaria i destinatari sono gli adulti: - le famiglie con le quali si lavora sul potenziamento delle capacità genitoriali e comunicative e sulle dinamiche evolutive dei figli - i docenti, con l’obiettivo di supportare richieste specifiche e offrire indicazioni psicopedagogiche di sostegno alla relazione con gli studenti e individuare strategie efficaci per affrontare le difficoltà del gruppo classe. Nelle scuole secondarie (medie inferiori e superiori)anche i ragazzi possono accedere autonomamente allo sportello d'ascolto previa autorizzazione dei genitori che a inizio anno devono firmare il consenso informato. Solo in questo modo si da loro la possibilità di usufruire dello sportello d'ascolto in caso di bisogno.  È bene specificare che in tutte le situazioni lo psicologo è tenuto al segreto professionale e non può divulgare senza consenso le identità degli utenti e i contenuti emersi durante i colloqui.  Quanto spesso i disagi derivano dalla mancanza di alleanza educativa ? Nelle scuole di ogni ordine e grado l’alleanza tra l’istituzione scuola e l’istituzione famiglia è necessaria e va implementata perché la sinergia tra gli adulti ha ricadute positive anche sugli alunni. Questo è reso possibile da un clima emotivo sufficientemente accogliente, che non nega le differenze, i diversi punti di vista, ma che li possa integrare. Il clima emotivo a scuola deve evitare scivolamenti giudicanti, in stile «tribunale», alla ricerca dei colpevoli e degli innocenti. Bisogna so-stare, coltivando il dubbio e tollerando la difficoltà di lasciare punti interrogativi aperti, dubbi, co-responsabilità. I genitori devono trovare il modo di rapportarsi adeguatamente con la scuola, fare squadra con gli insegnanti per proporsi in termini coerenti e affidabili ai ragazzi; gli insegnanti dal canto loro, devono trovare strategie efficaci di gestione della classe e devono riuscire ad aprire una comunicazione più efficace con le famiglie; infine i ragazzi devono trovare uno spazio di crescita e sperimentazione di sé e del gruppo adeguato, in cui le differenze possano venire accolte, sentendo di avere a che fare con adulti affidabili, attenti e partecipi piuttosto che spaventati e difensivamente autoritari.    Quali sono le novità rispetto alla psicologia scolastica in Piemonte? Sino a oggi la figura dello psicologo nella scuola non era stata definita da una norma che ne prevedesse l’inserimento stabile, né nazionale, né regionale, ma veniva lasciato alle scuole l’autonomia di avvalersi o meno di tale servizio. Il 21 giugno è stata approvata in Consiglio Regionale Piemonte la proposta di legge che istituisce il servizio di psicologia scolastica. In Piemonte il servizio sarà finanziato con i fondi stanziati dall'Assessorato Regionale alle Politiche Sociali: si parla di un cifra pari a 600.000 euro, che verrà suddivisa in 3 anni, dal 2023 al 2025 che sarà destinata ad una prima fase di sperimentazione che probabilmente riguarderà inizialmente le scuole superiori di Torino.  Speriamo che questo sia un inizio promettente e che dia la possibilità in futuro a tutte le scuole piemontesi di usufruire di questo prezioso servizio fondamentale alla prevenzione alla salute dei giovani.  Antonella Giostra & Dott.ssa Silvia Di Paola

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14 Ago
2023
La consapevolezza ambientale va a scuola: come scegliere le scuole ecologiche

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La consapevolezza ambientale va a scuola: come scegliere le scuole ecologiche

La scuola è il luogo principe in cui promuovere la cultura delle scelte virtuose e rispettose dell’ambiente in cui viviamo. L’insegnamento delle abitudini sane dovrebbe essere tra gli obiettivi principali di una scuola considerando in questi luoghi i bambini diventano la società del domani. Ma l’azione della scuola non può fermarsi alla semplice sensibilizzazione di bambini e studenti: la scuola deve diventare il luogo del risveglio, scegliendo il cambiamento e mostrando come la scelta ecologica, se pur difficoltosa, è doverosa e assolutamente percorribile. Oggi ci auguriamo che le scuole facciano una scelta coraggiosa e si attivino promuovendo l’amore e il rispetto per l’ambiente attraverso azioni quotidiane forti, concrete e continuative, dall’impatto ambientale misurabile. Adottare pratiche sostenibili nella quotidianità è sempre più diffuso e questa tendenza non si esaurisce in casa. Anche le scuole hanno un ruolo importante e le famiglie cercano di puntare su istituti che abbiano l’educazione ecologica e le pratiche green nel proprio programma. Le scuole ecologiche possono rappresentare la scelta su cui puntare soprattutto per le famiglie che vogliano promuovere l’educazione ambientale e l’impegno nella tutela del pianeta.  Ma cosa sono le scuole ecologiche? E soprattutto quali azioni concrete possono essere adottate all'interno delle istituzioni scolastiche e nelle famiglie? Come scegliere la giusta scuola orientata all’ecologia? Se dovessimo definire le scuole ecologiche, potremmo dire che si tratta di istituti educativi che integrano principi di sostenibilità e pratiche eco-compatibili all’interno delle loro strutture, nei curriculum e nelle attività quotidiane. Esistono scuole ecologiche? Sul territorio Nazionale ci sono diverse scuole che hanno attivato progetti sostenibili riconosciuti anche livello internazionale. Tra le varie iniziative importanti vi è stata la costituzione, nel 2019, della ''Rete Nazionale Scuole Green" attraverso un Protocollo di Intesa tra scuole. La Rete scuole Green porta avanti le sue iniziative basandosi sulle indicazionministeriali Green public procurement. Questo tipo di scuole mira a formare cittadini e cittadine consapevoli e responsabili nei confronti dell’ambiente, promuovendo comportamenti eco-friendly e sviluppando una mentalità attenta alla conservazione delle risorse naturali. Le azioni concrete Quali sono le azioni, le materie e le pratiche che è opportuno assicurarsi ci siano in una scuola che promuove la sostenibilità e si definisce ecologica? • Riduzione dei rifiuti: Ogni classe dovrebbe promuovere una corretta raccolta differenziata e l’utilizzo di materiali riutilizzabili, riducendo l’uso di strumenti usa e getta, non collocare distributori con merende poco sane e incarti superflui, promuovere l'uso di borracce • Risparmio energetico: Una scuola ecologica dovrebbe adottare strutturalmente misure per ridurre il consumo energetico, come l’uso di luci a LED, il controllo della climatizzazione e l’ispezione regolare degli impianti, fare attenzione nel non lasciare le luci spente promuovendo tra i bambini la pratica dei guardiani della luce • Educazione ambientale: Essenziale è che ci siano programmi educativi dedicati all’ambiente e all’ecologia, coinvolgendo gli studenti in attività pratiche legate alla natura e alla conservazione. • Giardinaggio e orti: Molte scuole oggigiorno integrano nei curriculum la coltivazione di orti scolastici e la cura di spazi verdi, coinvolgendo gli studenti e le studentesse nella crescita di piante e nella comprensione dei cicli naturali. • Mobilità sostenibile: Ogni scuola dovrebbe puntare sulla mobilità rispettosa, incentivando l’uso di biciclette o il carpooling tra gli studenti, riducendo l'impatto dei trasporti su strada, installare rastrelliere e parcheggi ( per bici, monopattini e passeggini), organizzare pedibus per i bambini . • Mensa sostenibile: Ogni scuola dovrebbe proporre un menu con materie prime biologiche e a km 0 Come può una scuola diventare ecologica Oltre a intraprendere iniziative singole, gli istituti scolastici possono affidarsi a professionisti e professioniste dell’ambiente. Esistono infatti programmi, come per esempio quelli di Legambiente Scuola e Formazione, dedicati esattamente alla transizione ecologica delle scuole, per portare alle nuove generazioni un’istruzione che sia fin da subito orientata al rispetto nei confronti dell’ambiente. Anche il WWF organizza progetti a cui le scuole possono partecipare e mette a disposizione la piattaforma One Planet Schoolche permette di accedere a corsi di formazione per insegnati, una libreria digitale, contenuti e informazioni su eventi di formazione. Tutte queste iniziative sono mportantissime! Basta pensare al ruolo che le scuole hanno svolto negli anni Novanta nel portare la consapevolezza riguardante la raccolta differenziata nel Paese. Furono proprio i bambini e la bambine a diffonderla in famiglia, rendendola una pratica quotidiana abituale.

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2 Ago
2023
Scuole della Felicità in Italia: intervista al fondatore

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Scuole della Felicità in Italia: intervista al fondatore

Sempre più persone si trovano a confrontarsi con il desiderio di raggiungere una felicità autentica e duratura, non solo a livello personale ma anche nel contesto delle comunità e delle scuole. In risposta a questa esigenza, è nato un movimento che sta guadagnando sempre più popolarità in Italia: le "Scuole della Felicità". Queste scuole innovative si propongono di insegnare e coltivare il benessere psicologico e sociale tra gli studenti, creando un ambiente educativo che valorizza la felicità come fondamento per il successo scolastico e la realizzazione personale. Esploreremo l'evoluzione delle Scuole della Felicità in Italia, analizzando il loro approccio e i risultati ottenuti finora attraverso un'intervista che ci ha rilasciato il Prof. Mariano Laudisi ideatore del progetto “Le scuole della felicità”. Professor Laudisi come è nata l'idea di creare le Scuole della Felicità? C'è un evento o una motivazione particolare che l'ha ispirata? Non ho mai creduto al caso. Credo fortemente che la vita di ciascuno di noi sia guidata da un disegno che bisogna saper cogliere e interpretare. L’idea di questo progetto è la risultante di due fattori: uno professionale ed uno personale. Nel 2018, convinto che non potesse più bastare la semplice lezione frontale o tutto l’entusiasmo che mettevo nelle mie ore di insegnamento, cercavo un qualcosa per cui rendere davvero la scuola un percorso personale, utile all’alunno. Un cammino nel quale gli studenti potessero crederci davvero e attraverso il quale trovare il vero interesse per la realizzazione dei propri sogni. Così, professionalmente iniziai a muovere i primi passi interessandomi al “metodo danese” e, nel contempo, poiché stavo attraversando un periodo particolare della mia vita, mi avvicinai alla Psicologia Positiva e alla PNL (Programmazione Neuro Linguistica). Unendo queste due esigenze, capii che era, inizialmente un’intuizione, ma poi, a seguito delle conseguenze del Covid, una necessità improcrastinabile, creare un progetto in cui le tecniche della PNL e della Psicologia Positiva venissero declinate nella didattica italiana. Quali sono i principali pilastri su cui si basa il vostro metodo educativo? Sono partito dal comandamento biblico dell’ “ama il prossimo tuo come te stesso”, soffermandomi sulla seconda parte, “come te stesso”, forse poco attenzionata. Quanto mi amo? Quanto tempo dedico a me stesso? Cosa faccio per una mia crescita personale e per il mio benessere? Si può amare l’altro, ci si può prendere cura dell’altro solo nel momento in cui sono ben piantato e centrato su me stesso. Per arrivare a tutto ciò, è necessario un cammino consapevole, fatto di scelte e azioni mirate. È un percorso che deve tendere alla creazione di una leadership personale. Sono profondamente convinto che tutte le competenze non cognitive (dalle soft skills alle life skills) siano condensate in un unico obiettivo: la costruzione e l’implementazione di una leadership personale.  La vision della nuova scuola che questo metodo suggerisce si fonda su alcuni principi: non identificare l’alunno con il voto, valorizzarlo per il sol fatto che esiste, non stigmatizzare i suoi errori, dare massimo spazio alle sue emozioni, aiutarlo nella creazione di un pensiero positivo per un più proficuo apprendimento, eliminare le sue credenze tossiche, educarlo a nuove mappe mentali, educarlo alla vocazione, far venire fuori tutto il suo potenziale. In che modo la felicità si integra con l'apprendimento e lo sviluppo degli studenti ? Il rischio, sempre maggiore, è che gli studenti terminino il ciclo scolastico con il solo impianto cognitivo (fondamentale e propedeutico alla realizzazione di ogni alunno) che, in molte circostanze (ed in merito ci sono i dati allarmanti provenienti da ambienti medico-scientifici che ci danno un quadro drammatico della situazione dei nostri ragazzi in fascia pediatrica. In forte aumento i disturbi legati alla psiche, l’uso di ansiolitici e psicofarmaci, il ricorso a droghe ed alcool e il sempre crescente fenomeno dell’autolesionismo) non è bastevole o è offuscato e invalidato da una mancanza di gestione del sé.  C’è bisogno, dunque, che l’apprendimento cognitivo sia preceduto e poggi su un saldo impianto non cognitivo. È da questa certezza che nasce la mia massima “meglio sto e più so”. Il metodo Le Scuole della Felicità, con la creazione di una leadership personale, tende ad incarnare davvero la sperata didattica personalizzata. Infatti, i ragazzi imparando a padroneggiare le cinque aree di miglioramento personale (gestione delle emozioni, gestione delle relazioni, gestione e conoscenza della comunicazione, gestione del tempo e degli obiettivi, benessere psicofisico) potranno da un lato accrescere e moltiplicare esponenzialmente il loro potenziale cognitivo, dall’altro, i più indecisi, i più fragili, quelli che ancora non hanno sviluppato un’identità o un progetto di vita, avranno gli strumenti per avere fiducia in sé stessi. Ciò consentirà loro di porsi al centro del proprio cammino di crescita, di non essere in balìa del caso e di evitare il fenomeno della dispersione scolastica quale soluzione adottata da molti studenti poiché vista come l’unica alternativa al dolore provocato dai continui fallimenti che essi percepiscono e interiorizzano.  È un intervento che va a prevenire ciò che Seligman, padre della psicologia positiva, chiama “impotenza appresa”, anticamera di depressione e di quasi sicuro insuccesso nella vita e nel percorso scolastico. Quando parlo di successo, è giusto sottolinearlo, non mi riferisco ai risultati che ognuno può ottenere in campo lavorativo, ma il successo a cui punto è il benessere dell’individuo, il sapersi approcciare alla vita, il saper sviluppare resilienza, il sapersi rapportare all’altro, il saper amare il prossimo, il saper gestire le emozioni traducendo e trasformando gli eventi della vita da improduttivi a produttivi. Le Scuole della Felicità stanno guadagnando sempre più attenzione e partecipazione. Quali sono state e sono le sfide principali nel promuovere questo approccio all'interno del sistema educativo tradizionale? Ad oggi hanno aderito ben 31 istituti scolastici da tutta Italia. Collaborano con noi anche associazioni del terzo settore. Non ho avuto particolari difficoltà nel diffondere questa idea. Sono profondamente convinto che il cambiamento non si debba presentare con la forza o a suon di pubblicità. Al momento, non ho investito denaro per divulgare questa idea. Mi sono solo affidato alla mia incrollabile voglia di lavorare seriamente per dare il massimo della qualità a docenti e alunni. Per far ciò ho investito (e sto investendo) tanto, in studio e in denaro, per formarmi alle migliori scuole di formazione e crescita personale. Mi sono iscritto alle scuole di formazione di Roberto Re, a mio avviso il numero uno in Italia in questo campo, e ho avuto l’onore di incrociare i passi di un fantastico coach, Gianfranco Secondo, direttore dell’area sud Italia delle scuole di Roberto Re, con il quale collaboro per offrire il top della formazione ai docenti. Per questo tipo di approccio, creando un rapporto cha va al di là della semplice dinamica formatore-corsista, resto nel tempo legato a ciascuno di loro. Sono, poi, questi fantastici docenti, che con il loro entusiasmo e la gran voglia di cambiamento, invogliano e invitano altri insegnanti ad unirsi a questa grande famiglia. Sì, la chiamo famiglia perché si crea un ambiente intimo e di grande condivisione tra noi. Quali cambiamenti positivi avete osservato tra gli studenti che hanno partecipato a queste scuole?  I risultati tangibili sono sotto gli occhi di tutti noi docenti quotidianamente. Personalmente ho assistito alla cancellazione totale di quegli schemi tossici con cui i ragazzi leggevano la loro vita andando ad impattare negativamente anche sul rendimento scolastico. Innalzamento dei voti, nuovo approccio alle interrogazioni e alle prove scritte, nuovo modo di interpretare la vita scolastica e il rapporto docente-alunno, rinnovata fiducia in una scuola per l’alunno e non per il “programma”. La vera novità è che gli studenti si sentono davvero protagonisti e al centro di un percorso cucito sulle loro necessità di vita e di scuola. Oltre agli studenti, in che modo coinvolgete gli insegnanti e il personale scolastico nel vostro programma? Oltre agli studenti, che beneficiano di questo metodo durante l’orario curriculare o extracurriculare, anche per i docenti è previsto un percorso di formazione (al momento risultano formati a questo metodo ben 180 docenti). Infatti, ritengo fondamentale che ogni docente, prima di divulgare idee e proposte agli alunni, debba sperimentare questo fattivo cambiamento su di sé. Come diceva l’adagio latino “nemo dat quod non habet” Quali benefici hanno riscontrato a seguito di questa nuova prospettiva sull'educazione? I docenti che hanno partecipato ai nostri corsi affermano che finalmente si è strutturata una formazione che tenga presente prima la persona e poi la figura del docente. Sono entusiasti nell’apprendere che davvero un cambiamento radicale e fattivo sia realmente possibile per la vita di ciascuno. Molti ci confessano che è un corso davvero innovativo dove non si diffondono nozioni sterili, ma suggerimenti e tecniche per il ben vivere e per il ben insegnare. Le scuole della rete vedono coinvolto tutto il personale didattico o è a discrezione dell'insegnante la partecipazione o meno al progetto?  Per partecipare è essenziale che partecipi la scuola intera o l'approccio può essere portato anche nelle singole classi grazie al singolo insegnante? Per aderire al progetto abbiamo creato un modello molto “sburocratizzato”. Basta solamente la firma del dirigente scolastico e, liberamente, ogni docente può parteciparvi. Ci sono realtà che aderiscono con classi parallele, chi per moduli, chi, invece, ha iniziato la sperimentazione come singolo docente. Il mio sogno è quello di non creare gabbie affinchè ogni docente possa sentirsi libero di mettere in campo tutta la sua creatività al servizio della sua felicità e di quella dei suoi alunni. Come rete di scuole, quali obiettivi sperate di raggiungere in futuro?  Il mio sogno è quello di arrivare ad un riconoscimento del metodo a cui, insieme ai tanti colleghi, stiamo lavorando. Sono convinto che, nei fatti, il metodo abbia una validità già assodata. Dico ciò perché le tecniche messe in campo sono quelle già rodate e misurate nel campo della psicologia positiva e nella PNL. Nulla è inventato: è una traduzione di quanto già esistente curvato sulla didattica italiana. Questa è la vera rivoluzione. Bisogna solo lavorare seriamente, con pazienza e con amore affinché sempre più dirigenti e docenti possano essere persuasi da questa nuova vision. Quali sono i prossimi appuntamenti e i corsi di formazione che proponete? I mesi che vanno da Settembre a Novembre saranno ricchi di novità. A fine Agosto ci sarà un’esperienza di formazione fantastica con 30 docenti. Sarà una full immersion di due giorni, in una struttura di Cerignola (Fg), in cui, con il coach Gianfranco Secondo, parleremo di Felicità e benessere. L’11 Settembre sarò ospite nella trasmissione GEO di Sveva Sagramola, su Rai 3, per parlare del nostro progetto. Il 21 dello stesso mese ritireremo un premio per quanto fatto in tema di benessere per gli alunni. A fine Settembre uscirà il libro “La Scuola della Felicità” edito da Sanoma Italia con prefazione di Robero Re. Nel mese di Novembre parteciperò al BookCity Milano 2023 per presentare il mio libro. Nei primi mesi del nuovo anno scolastico, poi, tre scuole della provincia di Cuneo verranno in Puglia per un week end formativo sempre con me e con Gianfranco. Questo al momento il fitto calendario di appuntamenti già fissati. Per quanto concerne altri cicli di formazione renderemo note le date attraverso i social o il sito internet www.lescuoledellafelicita.it

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29 Mag
2023
A cento anni dalla sua nascita ricordiamo Don Lorenzo Milani

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A cento anni dalla sua nascita ricordiamo Don Lorenzo Milani

Personaggio  Don Lorenzo Milani Vita  27 maggio 1923 Firenze - 26 giugno 1967 Firenze Pensiero  Promotore dell’educazione dei giovani appartenenti ai ceti più disagiati Titolo Sacerdote della chiesa cattolica e insegnante  Perché la figura di Don Lorenzo Milani si ricorda ancora oggi. Per capire come mai la figura di Don Milani richiami, ancora oggi, tanta attenzione, e perché viene citato spesso in riferimento all'educazione e alla scuola, riportiamo brevemente la sua vita da educatore e da prete e come, nel vivere questi due ruoli, fu assolutamente controcorrente. Durante il suo primo incarico di cappellano, nel 1947, Don Milani creò una scuola popolare e gratuita per gli operai e i contadini. Le sue riflessioni sull’emancipazione e l’insegnamento fecero maturare in lui il chiaro pensiero secondo cui alla base dell’emancipazione, al superamento delle ingiustizie sociali, e alla realizzazione dell’uguaglianza, ci fosse la capacità di padroneggiare la lingua. Per questo motivo la sua missione divenne fin da subito quella di istruire le classi disagiate: l’istruzione era per Don Lorenzo Milani un vero e proprio strumento politico necessario per l’emancipazione e il raggiungimento dell’ideale di uguaglianza tra gli individui. Questa posizione politica chiara e forte non fu l’unica a farlo risultare una figura scomoda.  Durante le elezioni amministrative del 1951 e poi delle politiche nel 1953, una direttiva vaticana chiese esplicitamente ai cristiani di votare in senso ‘’non contrario alla chiesa’’ ma Don Milani, non soltanto non rispettò tale direttiva, ma, addirittura, ricordava ai cittadini l’importanza della libertà del voto e dell’ascolto della propria coscienza.  Per questo atto, considerato di ribellione, venne trasferito a Barbiana: una borgata isolata dell’appennino abitata da sole 120 anime senza corrente e strade.  Anche a Barbiana Don Milani perseguì la sua Missione di insegnante realizzando una scuola per i figli dei contadini e dei poveri che non avevano strumenti per emanciparsi.  La sua scuola fu rivoluzionaria per due motivi: in primis per l’obiettivo chiaro volto a portare l’emancipazione delle classi disagiate, in secondo luogo per il suo metodo che metteva al centro dell’istruzione lo sviluppo di un pensiero critico che si fonda sulla padronanza della lingua.  La scuola era aperta anche dodici ore al giorno e tutti i giorni dell'anno. Il tempo era per Don Milani un grande dono di dio e non poteva essere sprecato. Per Don Milani un uomo è libero, e capace di emanciparsi, solo se padroneggia la lingua necessaria a costruire il proprio pensiero critico, utile anche ad esercitare i propri diritti.  Don Milani portò in classe come pratica la scrittura collettiva: tutti i giorni dopo la lettura dei quotidiani si rifletteva insieme per poi redigere un commento condiviso per iscritto.   Oltre alla didattica vera e propria, la scuola consisteva anche di incontri con intellettuali e uomini attivi della politica. Per assicurare un lavoro di crescita personale, e l’acquisizione di competenze linguistiche, durante gli incontri la precedenza alla parola era sempre data a chi aveva titolo di studio inferiore.  L’obiettivo di questo vero e proprio progetto educativo era l’emancipazione e il riscatto.  Quella di Barbiana non era una scuola volta a creare fedeli, infatti Don Milani non volle neppure la croce in aula, ma era una scuola volta alla libertà dell’individuo e alla costruzione di un senso critico e civile per assicurarne la sovranità.  Nel 1965 Don Milani scrisse una Lettera ai cappellani militari in cui difendeva apertamente l’obiezione di coscienza al servizio militare.  La lettera venne pubblicata da una testata giornalistica e Don Lorenzo venne accusato e processato per apologia di reato. Durante il periodo a Barbiana vennero pubblicati tre testi: Esperienze pastorali, L’obbedienza non è più una virtù, Lettera a una professoressa.  Le opere di Don Milani accesero grandi dibattiti sulla scuola e sulla necessità di un suo rinnovamento alla luce dell’importanza sociale di questa.  Don Milani morì di leucemia il 26 giugno del 1967. Frasi celebri di Don Lorenzo Milani “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.” “L’arte dello scrivere è la religione. Il desiderio di esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l’amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo si intuiscono e le fa trovare a noi e agli altri.  Per cui essere maestro, essere sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa.” “Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto. “Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.” Per approfondimenti Sito della Fondazione Don Milani Film su RaiPlay Don Milani il priore di Barbania Speciale su TG1 Documentario Antonella Giostra

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26 Mag
2023
Voucher Scuola 2023/2024: bando aperto

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Voucher Scuola 2023/2024: bando aperto

Voucher Scuola 2023/2024: bando aperto L'istruzione è un diritto dei bambini ma questo diritto si accompagna anche a dei costi spesso importanti per le famiglie. Per agevolare il diritto allo studio la Regione Piemonte anche quest'anno offre la possibilità di richiedere il voucher scuola. Cos'è il voucher scuola? Il voucher scuola è un buono virtuale che può essere utilizzato dai genitori con figli iscritti al prossimo anno scolastico in scuole statali, paritarie o agenzie formative accreditate. Come può essere usato il voucher scuola? Il voucher scuola può essere usato per pagare direttamente beni e servizi legati all'ambito educativo come per esempio: libri di testo materiale didattico dotazioni tecnologiche per l’istruzione trasporti attività integrative inserite nel piano dell’offerta formativa retta scolastica Chi può presentare la domanda? Il Voucher è indirizzato alle famiglie dello studente con Isee 2023 inferiore 26.000 euro. Quando presentare la domanda? Il bando è stato aperto il 24 maggio e sarà accessibile fino al 28 giugno alle ore 12:00. Come presentare la domanda? Per poter richiedere il voucher scuola, è necessario prima di tutto disporre dell'Isee 2023 e delle credenziali SPID. Successivamente, occorre accedere al portale PiemonteTu con le credenziali SPID oppure tramite la Carta Identità Elettronica (CIE) oppure ancora tramite la Tessera Sanitaria con funzionalità di Carta Nazionale dei Servizi. Se avessi dei dubbi sulla compilazione? Qualsiasi comunicazione relativa al nuovo bando per il voucher 2023-2024 può essere inviata all'indirizzo e-mail: bandovoucher2023@regione.piemonte.it. E' stato predisposto una pagina online con le domande più frequenti FAQ Per assistenza telefonica si può usare il Numero verde gratuito della Regione Piemonte 800 333 444 Se ti è stato utile il nostro articolo e non vuoi perdere alcuna news dal mondo dell'educazione e dell'istruzione continua a seguire Che Scuola anche attraverso i Social! Antonella Giostra

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3 Ott
2022
Strade Scolastiche: l’impegno del Comune di Torino per una mobilità a misura di bambini.

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Strade Scolastiche: l’impegno del Comune di Torino per una mobilità a misura di bambini.

Cos’è la zona scolastica La zona scolastica è una definizione stradale comparsa nel codice della strada in vigore dal 15 Settembre 2020 a seguito del Decreto Semplificazioni (76/2020). La volontà di ‘’definire’’ questi luoghi comuni nasce dall’obiettivo di  ridurre la principale fonte di inquinamento negli spazi adiacenti le scuole durante le ore di punta e favorire la ricerca di strategie che invoglino le famiglie a scegliere una mobilità eco sostenibile. L’articolo 3 del decreto semplificazioni definisce “la zona scolastica”. Zona scolastica:” zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine sarà il Comune ad individuare se istituire la nuova tipologia di struttura stradale con apposita ordinanza. Nelle zone scolastiche urbane possono essere limitate o escluse la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definite con ordinanza del sindaco (N.B.: queste limitazioni ed esclusioni non si applicano a scuolabus, ad autobus destinati al trasporto degli studenti o degli alunni, né a titolari di contrassegno invalidi)”. Perché sono importanti le strade scolastiche? La strada scolastica è una strada, o una zona, il cui accesso è consentito esclusivamente a pedoni e biciclette. Attraverso un intervento semplice quale liberare alcune aree da mezzi ingombranti, inquinanti, rumorosi e pericolosi, le zone scolastiche permettono di restituire ai bambini il loro spazio: uno spazio che è stato loro tolto ma di cui hanno diritto. I motivi per cui incentivare la diffusione di strade scolastiche sono diversi. Benessere Una comunità che intende mettere al centro delle proprie azioni il benessere dei bambini deve anche rispettare il loro diritto di respirare un’aria pulita e camminare sicuri per le strade. Autonomia Una zona sicura permette al bambino di spostarsi da solo, favorisce la sua autonomia e lo  sviluppo delle proprie a capacità di orientamento e di socializzazione, e se può percorrere dei tratti di strada da soli permette di costruire fiducia nelle proprie capacità. Movimento La zona scolastica incentiva spostamenti attivi come andare in bici e camminare, favorisce il gioco libero e la socializzazione per il bambino e per le famiglie Inquinamento La zona sicura orienta le scelte dei cittadini verso mezzi più sostenibili e abbassa l’altro livello di inquinamento presente vicino le scuole. Sicurezza L’alta concentrazione di auto davanti alle scuole rende questo luogo molto pericoloso a causa di manovre in spazi piccoli tra bambini che sbucano all’improvviso correndo. Strade scolastiche a Torino La costituzione di "Strade Scolastiche" è uno dei dieci progetti del Comune di Torino i cui cantieri partiranno entro gennaio 2023 grazie ai fondi React-EU. Alla promozione dell'iniziativa ha contribuito La Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico. I progetti si propongono di rinnovare la mobilità della città in maniera tale da favorire la scelta di mezzi eco-sostenibili per gli spostamenti quotidiani del cittadino: prevedono pedonalizzazioni, restringimenti di carreggiate, riammodernamento di marciapiedi, installazioni di fioriere e dissuasori. Il progetto "Strade Scolastiche", in particolare, ha come l’obiettivo quello di ridurre il traffico in prossimità delle scuole garantendo la sicurezza delle famiglie che scelgono di spostarsi a piedi o in bici. Come promuovere le Zone Scolastiche A chi intende approfondire l’argomento, o sostenere la realizzazione di strade scolastiche, consigliamo la lettura di un Blog dedicato alla promozione delle strade scolastiche e scaricare dal sito di Bikeitalia.it l’ebook “Strade Scolastiche – Nuove piazze per le città”. Le strade scolastiche: cosa possono fare i genitori I cambiamenti nelle abitudini costano certamente fatica: smettere di usare l’auto e cominciare la giornata camminando o pedalando non è certamente una scelta facile. Cambiare mezzo di trasporto per accompagnare i bambini a scuola, scegliendo di passeggiare insieme consente, però, di rendere questo momento piacevole e sano, un momento di ascolto e dialogo in cui ci si parla con calma guardandosi negli occhi. Chi vive lontano da scuola può sempre scegliere la bici per ogni bimbo e pedalare insieme, nel caso di bimbi piccoli si usa il seggiolino e, in caso di più figli, esistono mezzi dedicati come le cargo-bike a pedalata assistita. Anche gli automobilisti di lunga data scopriranno con il tempo il beneficio di vivere il tempo fuori dalla scuola come un momento piacevole e gioioso in compagnia di altri adulti e bambini. Riappropriarsi del tempo per qualche chiacchiera tra adulti senza lo strombazzamento di clacson migliorerà il benessere di genitori, figli e insegnanti. E se la nostra scuola non avesse una strada scolastica? Oppure abitiamo troppo lontano dalla scuola? In tal caso possiamo entrare in contatto con le tante associazioni che lavorano sul territorio e scoprire a quali iniziative possiamo partecipare insieme ai bambini: per esempio essere presenti, anche solo un giorno e come occasione speciale, all'evento Bike To School promosso da FIAB, o partecipare alle passeggiate domenicali insieme ad atre famiglie. Sono tante le associazioni che sul nostro territorio lavorano per favorire lo sviluppo di una società più lenta, ecosostenibile e a misura di bambino ma, senza la partecipazione attiva dei genitori, i bambini non possono usufruire delle tante occasioni pensate per loro. Noi di Che Scuola?! faremo del nostro meglio per farvi conoscere attraverso e un'agenda mensile anche le iniziative a favore dell'Educazione Green perché concordiamo sul fatto che l'esempio sia il metodo più efficace per trasmettere le buone abitudini. "Se è nostro intento educare le nuove generazioni ad una presa di responsabilità per il benessere della collettività la scelta ecologica va fatta dagli adulti Oggi!" Antonella Giostra https://www.bikeidentity.it/le-cargo-bike

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9 Set
2022
Calendario Scolastico Piemonte

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Calendario Scolastico Piemonte

Calendario scolastico 2022-2023 nella Regione Piemonte   La scuola ripartirà lunedì 12 settembre per la maggior parte dei bambini piemontesi. Per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo e di secondo grado le lezioni si svolgeranno da lunedì 12 settembre 2022 a sabato 10 giugno 2023 mentre la scuola dell'infanzia, avrà inizio lo stesso giorno e terminerà venerdì 30 giugno 2023. Il calendario scolastico che avrà inizio lunedì prossimo è una gradita sorpresa per tutti i genitori lavoratori per due motivi: il primo è che nessuna festività sarà di sabato o domenica e potranno usare tutti i giorni di vacanza possibili, in secondo luogo le festività saranno giorni molto vicini al weekend permettendo pochi e brevissimi ponti. Ponti nel calendario scolastico La festività in vicinanza del weekend viene spesso usata dalle istituzioni scolastiche per organizzare un periodo di riposo al personale e per garantire ai bambini importanti pause dallo studio. Le vacanze aggiunte alle festività per prolungare il periodo di riposo scolastico, e chiamate ponti, potrebbero però risultare un problema per la famiglia poiché mentre le festività comandate prevedono, nella maggior parte dei casi, anche la chiusura di uffici e negozi, il ponte è una vacanza solo a scuola. Se i giorni di vacanza dalla scuola sono quindi tanto attesi da bambini e insegnanti, per i genitori lavoratori potrebbero risultare giorni di complessa organizzazione familiare che va pensata per tempo e per questo motivo il calendario scolastico è sempre molto atteso, scrutato e studiato. I ponti del calendario scolastico 2022/2023 La prima vacanza per gli studenti sarà, come sempre, quella prevista per il giorno di Tutti i Santi che sarà un martedì ma per cui non è stato previsto un ponte; tuttavia potrebbe essere inserito dall'Istituzione scolastica Vacanza di Tutti i Santi: martedì 1 novembre 2022 La vacanza per il giorno dell’Immacolata essendo di giovedì regala il primo ponte Vacanza e ponte dell'Immacolata: da giovedì 8 dicembre a sabato 10 dicembre 2022 Il periodo di Natale quest’anno ci riserva una piacevole sorpresa per quanto riguarda le vacanze e cioè la presenza di due settimane intere e senza interruzioni dal lunedì al venerdì: Pausa natalizia da sabato 24 dicembre 2022 a sabato 7 gennaio 2023 Le vacanze per il periodo di Carnevale saranno di due giorni lunedì 20 febbraio e martedì 21 febbraio 2023 La Santa Pasqua sarà giorno 9 Aprile le vacanze pasquali da giovedì 6 aprile a martedì 11 aprile 2023 Il 25 Aprile 2023 essendo un martedì facilita l’organizzazione di una vacanza ponte Festa della Liberazione e ponte lunedì 24 aprile al 25 aprile 2023 Il primo maggio 2023, festa dei lavoratori, sarà un lunedì, quindi si al weekend lungo ma nessun ponte. E, per finire, la festa della Repubblica del 2 giugno sarà un venerdì quindi, anche in questo caso niente ponti, ma un weekend lungo per il primo bagno al mare in attesa della chiusura dell’anno scolastico. Antonella Giostra

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17 Apr
2022
Zaino Digitale

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Zaino Digitale

Tutti i libri scolastici in formato digitale in un unico portale web. Il tuo bambino ha dimenticato il libro a scuola e non può fare i compiti? Un libro è stato smarrito o danneggiato e per pochi mesi non vale la pena ricomprarlo?  Tuo figlio ha scordato il libro in montagna o a casa dei nonni? Zaino Digitale è nato per venire incontro a queste e altre esigenze! La scorsa primavera in tempo di lockdown, quando la DAD era agli inizi e avevo bisogno di recuperare dei testi scolastici per mio figlio, abbiamo avuto modo di scoprire la piattaforma www.zainodigitale.it: una piattaforma attiva dal 2017 ma che pochi genitori conoscono. Zaino Digitale è un’idea dell’Associazione Italiana Editori (AIE) che attualmente raccoglie testi scolastici e materiali integrativi adottati dagli insegnanti di varie scuole e per tutti gli ordini, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. La piattaforma permette di consultare tutti i testi in un unico luogo virtuale e per me è stato un aiuto prezioso in un momento difficile ma può essere utile anche in tanti altri casi in cui occorre consultare un libro di scuola ma non è possibile. Perché usare Zaino Digitale Naturalmente non è necessario essere in DAD per poter usufruire del servizio. Uno dei motivi per scegliere, in accordo con gli insegnanti, l’uso del formato digitale è quello di ridurre il peso dello zaino che bambini e ragazzi sono costretti a portare in spalla.  Secondo una raccomandazione del Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Consiglio Superiore di Sanità, il peso degli zaini non dovrebbe superare il 10- 15% del peso corporeo dell’alunno. Spesso questa indicazione viene trascurata con gravi danni all’apparato scheletrico-muscolare dei ragazzi. Come funziona Zaino Digitale Vediamo come funziona la piattaforma: L’utente si registra  sceglie tra due profili a seconda che l’alunno sia maggiorenne oppure minorenne Ottenuti ID e password si può entrare nell’Area Personale per scegliere la scuola, la classe e la sezione frequentata si ottiene così l’elenco dei libri di testo adottati dalla classe. Da qui in poi, con pochi click, è possibile accedere agli ebook dei testi e a tutti i materiali digitali integrativi presenti sulla piattaforma e messi a disposizione dagli editori che hanno aderito all’iniziativa: più di 80. Il digitale a scuola  Una ricerca mostra che soltanto il 10% degli studenti sarebbe propenso ad utilizzare la versione digitale di un testo cartaceo, mentre il 54% continua a prediligere la carta e un 30% utilizzerebbe il formato ebook soltanto per alcune materie. Sappiamo che l’Italia non si trova nelle prime posizioni tra i paesi più digitalizzati nel mondo; secondo il DESI (l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società pubblicato ogni anno dalla Commissione europea) nel 2020 abbiamo perso una posizione rispetto al 2019 e ci troviamo venticinquesimi (25) su ventotto (28). Per contro, il Report Digital 2020, ci dice che sono quasi 50 milioni gli italiani online ogni giorno e 35 milioni quelli attivi sui canali social, oltre al fatto che risultano circa 80 milioni di smartphone su una popolazione residente di circa 60 milioni, abbiamo quindi più telefoni cellulari che abitanti e spendiamo in media circa 6 ore della nostra giornata online, accedendo da qualsiasi dispositivo. Eppure di queste 6 ore nessuna viene dedicata alla consultazione di testi scolastici:  1h e 57 minuti sui social media 3h e 7 minuti su smart TV o piattaforme di streaming 1h e 1 su piattaforme di streaming musicale 49 minuti online su piattaforme di gaming Da questa analisi emerge come il mondo dell’educazione sia rimasto fino ad oggi “fuori” dal mondo digitale e le difficoltà riscontrate durante la DAD forzata lo hanno ampiamente dimostrato. Sicuramente c’è ancora molto da fare sul tema del digitale a livello educativo e, al momento, Zaino Digitale è un’iniziativa valida da provare.   Yvonne Pizzigati

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